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Quanto costa un articolo?

Nella mia casella email e nella chat di Facebook aumentano le persone che mi chiedono consigli. Mi fa piacere, vuol dire che si fidano: quando posso rispondo sempre con piacere (senza mai dimenticare che una cosa è chiedere un consiglio, un’altra è fare una giornata di formazione).

quanto costa un articolo

Ben vengano le domande: mi danno spunti per i miei articoli. Molti mi chiedono come migliorare il blog, come ho iniziato a lavorare in questo settore. Ma una delle domande più frequenti è questa: “Quanto costa un articolo?”. La variante: “Sono da poco web writer freelance: quanto devo chiedere ad articolo?”.

Quanto costa un articolo. A questa domanda rispondo con un laconico “Dipende” oppure con “Devi vendere la tua professionalità, non le tue ore di lavoro”. In realtà è proprio questa la chiave di volta.

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La libertà creativa del copywriter è un’utopia

Tu vuoi diventare un copywriter perché hai un desiderio: mandare al diavolo i grafici, i numeri, le ricerche di mercato. Vuoi seguire le tue intuizioni. I clienti non sanno quello che vogliono.

Sei tu che glielo devi dire. E così mandi avanti la tua idea di copywriter: una sorta di giocoliere della parola senza servi e senza padroni. Un cane sciolto che ha come unico riferimento la creatività.

copywriter

Bella questa idea, vero? Mi piace. Piace anche a te, piace anche al vicino di casa e all’operaio che si spezza la schiena in fabbrica otto ore al giorno. Ma ho una brutta notizia: è sbagliata.

Questa idea è tremendamente sbagliata. Rischia di ingannare le giovani leve della scrittura con la promessa di un posto di lavoro ricco di avventure e di creatività allo stato brado.

La libertà creativa è un’illusione, un’utopia, una chimera. Ora ti spiego perché.

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Trasforma il tuo pubblico in una tribù

Premessa: io odio il termine “tribù”. I miei studi di Antropologia Culturale mi impongono un occhio critico nei confronti di questo termine che ingabbia, costringe a una posizione subalterna il destinatario.

James Clifford ha pubblicato un’opera per analizzare questo fenomeno: “Scrivere le Culture”.

Se hai voglia e tempo di leggere te lo consiglio: analizza l’uso colonialista del linguaggio da parte dell’Occidente. Ma per questa volta metto da parte le mie idee legate al passato antropologico.

pubblico

Il tuo blog ha dei lettori. Ha un pubblico. Le persone arrivano sulla home page, navigano, sbirciano nella pagina about me, leggono qualche articolo e se ne vanno. Poi magari ritornano cliccando qualche link sui social. Per puro caso. Si iscrivono anche al feed rss. Ma non partecipano alla vita del blog.

Il tuo blog ha un pubblico più o meno stabile. Magari ha anche un pubblico fidelizzato, ovvero capace di ritornare giorno dopo giorno sui tuoi articoli. Ma non ha un vero e proprio gruppo.

Vuoi creare una tribù intorno al tuo blog? Ecco i consigli legati alla mia esperienza quotidiana.

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La democrazia dei social non funziona (per tutti)

I social dovevano essere lo strumento della rivoluzione comunicativa. I social dovevano essere il simbolo della democrazia in rete. Mi correggo: solo lo strumento e sono il simbolo.

I social hanno cambiato lo scenario comunicativo odierno.

I social hanno portato la democrazia nelle nostre case. Ce la portiamo ovunque la democrazia: in autobus, in ufficio, in vacanza, in bagno. Social e smartphone hanno creato la democrazia tascabile.

democrazia social

Ora tutti possono dire tutto. Prima potevi sbraitare per la strada ed essere etichettato come un folle, una persona instabile. Ora hai la possibilità di essere ascoltato. E di essere seguito.

E sai una cosa? Tutto questo è insostenibile per molti.

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Come diventare copywriter

Già, tutti vogliono la soluzione. Tutti – o almeno tutti quelli che andavano male in matematica e bene in italiano come me – vogliono la risposta a questo enigma: come diventare copywriter?

come diventare copywriter

Perché la strada per diventare avvocato è chiara: ti laurei, fai una quantità infinita di anni come tirocinante in uno studio, superi l’esame e sei a cavallo. O almeno così dicono. Stesso discorso vale per i commercialisti o per i chirurghi.

Ovviamente sto scherzando. La strada è in salita per tutti, soprattutto oggi. Ma io rifletto il mio circuito professionale e spesso, molto spesso, mi fanno questa domanda: come diventare copywriter? Come si trasforma la passione per la scrittura in un lavoro? Bella domanda. Posso dare una risposta?

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