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Come fare personal branding con Twitter

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Parlare di personal branding può essere pericoloso, molto pericoloso. Rischi di toccare il nervo scoperto di chi ne ha sentite di tutti i colori. Sembra che tutto sia diventato propaganda della propria immagine, ogni strumento del web marketing viene piegato a favore dell’autocelebrazione. Ma è così?

Come fare personal branding con Twitter

Dipende. Come in ogni campo, anche quando si parla di personal branding ci sono gli eccessi. Ecco perché io credo che questo lavoro non debba mai sfociare nell’elencare i propri successi, le proprie attività. Per fare personal branding con Twitter voglio proporre un punto di vista differente.

Così come Facebook e il blog personale, Twitter è uno strumento ideale per fare personal branding. Ovvero per mettere in evidenza i punti di forza del tuo essere professionista, e fare in modo che le persone percepiscano una determinata immagine di te grazie a una comunicazione efficace.

Ecco, quindi si tratta di comunicazione. Devi scegliere dei contenuti e li devi pubblicare su un canale. Le sue caratteristiche? La sintesi. A differenza di altre piattaforme, su Twitter hai le battute contate. Non è un problema, non hai bisogno di tante parole per sfruttare questo social network.

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Lavorare sul web: 6 consigli per iniziare con il piede giusto

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Prima un’email, poi un commento e infine una discussione sui social: in questi giorni mi sono imbattuto in tre situazioni differenti dedicate a un unico argomento, ovvero come iniziare a lavorare sul web. Un tema avvincente, vero? Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai già un interesse.

Sei sulla buona strada, leggere un blog del settore fa sempre bene. Cosa significa per te lavorare sul web? Perché hai deciso di intraprendere questa strada? E, soprattutto, cosa vuol dire “iniziare”? Spesso si tratta di ricominciare, o magari di reinventarsi partendo da qualcosa che hai già costruito.

lavorare su internet

Purtroppo – opinione personale e contestabile – molti vedono il lavoro online come un ripiego. Le cose si sviluppano così: “Non trovo il posto in banca? Va bene, so scrivere e mi piace Facebook: mi hanno detto che posso diventare un blogger e guadagnare pubblicando articoli su internet”.

E ti hanno detto male. Molto male.

La vita è strana e spesso scopri un mondo professionale per caso. Ti avvicini a un lavoro per curiosità, per passione: prima è un hobby, poi diventa un impegno a tempo pieno. Ci sono mille combinazioni ma la strada del ripiego, combinata a quella del guadagno facile, non la concepisco.

Anzi, la rigetto con forza. Lavorare sul web è sinonimo di impegno e dedizione. Facebook non è l’albero della cuccagna, i blog non sono il tuo bancomat personale, le recensioni a pagamento sono un’arma a doppio taglio. Vuoi lavorare sul web? Ecco 6 consigli per iniziare con il piede giusto.

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Lavorare da casa: piccola guida per sopravvivere

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Lavorare da casa vuol dire essere baciati dalla fortuna. Proprio ieri ho affrontato il tema dei luoghi comuni nel mondo del blogging e oggi inizio l’articolo con uno stereotipo difficile da snidare. Prima lo chiamavano telelavoro, oggi si tratta di smart working, ma alla fine la sostanza è la stessa.

Lavorare da casa

È passato il tempo dell’ufficio e della scrivania. L’azienda deve snellire le spese, ma al tempo stesso non può rinunciare alla forza lavoro. Una fonderia deve riunire i dipendenti in fabbrica, una web agency può sfruttare il concetto di smart working e massimizzare il rapporto spese/produttività.

Sì perché il lavorare a casa è pensato come un beneficio per tutti gli attori: evitare uno spostamento di decine (a volte centinaia) di chilometri e permettere al singolo di lavorare in un ambiente familiare vuol dire migliorare la qualità del lavoro. Questo è vero per il dipendente ma soprattutto per il freelance.

Il freelance, infatti, spesso è costretto a lavorare da casa. Per molti questa è una condizione da favola, ma il telelavoro comporta delle difficoltà che vengono ignorate da chi deve andare in ufficio ogni giorno. I vantaggi ci sono ma non mancano i lati negativi. Ecco perché hai bisogno di questa guida.

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9 luoghi comuni del blogging da smantellare immediatamente

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I luoghi comuni sono spettacolari. Sono come gli squali, geneticamente perfetti. Non hanno bisogno di evolversi, possono sopravvivere al nodo del tempo per ripresentarsi all’improvviso.

Hanno un unico obiettivo: avvelenare la tua evoluzione. Il luogo comune avvilisce il tuo punto di vista. E lo fa nel modo più subdolo possibile, attraverso delle visioni semplificate della realtà.

luogo comune

Questo è il punto che devi prendere in considerazione: il mondo è ricco di biforcazioni, nicchie, cavilli. La realtà è complessa e spesso la nostra mente non è in grado di affrontarla. Non può afferrare la complessità che ci circonda. Quindi cerca delle scorciatoie mentali.

Questo avviene nel mondo del web marketing, e chi fa blogging può confermare senza indugi: i luoghi comuni avvelenano anche questo settore. Quando parli con un collega o con un cliente è facile imbattersi in uno stereotipo, in una banalizzazione della professione. Qualche esempio? Nella mia esperienza professionale ne ho ascoltati diversi: ecco una raccolta minima.

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È possibile trovare lavoro in un paese senza lavoro?

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Come trovare lavoro in Italia? Sembra una sfida impossibile, vero? Ci pensavo proprio ieri, durante il Primo Maggio. Ovvero la giornata dedicata a chi guadagna la pagnotta ogni giorno.

come trovare lavoro

È impossibile trovare lavoro in un paese come il nostro, capace di tarpare le ali alle speranze di giovani? Siamo destinati al fallimento generazionale? Possiamo solo sederci sulla panchina della storia per puntare il dito contro il capitalismo, la politica, il mondo ingiusto che non dà speranze?

Sarò impopolare: non credo che sia giusto accusare i potenti. La politica ha le sue colpe, ma non è così facile. Non puoi generalizzare, siamo artefici del nostro destino.

Come trovare occupazione in Italia? In primo luogo non devi pensare che ci sia qualcuno in dovere di trovartelo, tu non ne hai diritto. O almeno non oggi, non ora. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, così dicono. Ma questo era vero qualche anno fa, quando la storia era dalla nostra parte.

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