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I blogger dovrebbero confidare i propri segreti?

Ho partecipato a una discussione su Facebook (una discussione sana, non tossica) iniziata grazie a una domanda precisa: “Che interesse dovrebbe avere un ‪blogger‬ a spiegare a tutti come fare realmente successo con un blog?”.

Il dubbio è legittimo. Oggi, in Italia, chi riesce a trasformare la propria passione per il blogging in un lavoro è una persona fortunata. Io che lavoro come blogger freelance sono fortunato. O quantomeno mi ritengo tale.

blog

Un blogger, il suo mac, i suoi segreti – Fonte Flickr

La forza del blogger nasce dal basso. Si costruisce giorno dopo giorno. Non viene regalato o imposto dall’alto. Ogni blogger costruisce il proprio potere contrattuale in autonomia. Con le proprie mani.

Lo può usare nel modo sbagliato, lo può costruire nel modo sbagliato (vedi i ricatti che molti blogger propongono alle aziende), ma è frutto dell’impegno personale. Nel bene e nel male. Non esistono “figli di papà” sul web, questa è la mia idea.

Vuoi diventare un blogger? Devi sudare. Devi inchiodare la testa sulla tastiera, devi avere fiuto e creare buoni rapporti, devi saper scrivere e devi intuire intuire le necessità del tuo pubblico senza rinunciare al tuo piacere, al tuo stile, alla tua passione.

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Persone tossiche: perché devi allontanarle?

Limitare o allontanare le persone tossiche. Ho letto con piacere questo articolo di Riccardo Scandellari perché affronta un argomento molto importante: come individuare ed evitare gli individui polemici.

Critiche, conflitti, contrasti continui, insulti, pettegolezzi: Riccardo individua gli strumenti per allontanare questi profili. Sono in linea con il suo punto di vista e voglio integrarlo con le mie idee. Obiettivo? La buona gestione dei social.

persone tossiche

Ottima arma contro le persone tossiche – Fonte immagine

In altre parole voglio spiegare perché è giusto evitare le persone tossiche sia da un punto di vista strategico, sia per gestire nel modo migliore le risorse della giornata. Che non sono infinite, giusto?

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Il tempo non si compra

tempoPochi giorni fa ho condiviso un grafico molto interessante su Google Plus. In questo grafico, tre sfere che si intersecano, sono rappresentati gli elementi fondamentali per chi lavora come freelance.

Quali sono? Il tempo, il denaro, la qualità. Questo ci lega a un singolo progetto. Certo, ci sono anche i sentimenti. C’è il legame emotivo nei confronti di un team o di un lavoro. Ma da un punto di vista tecnico questi sono gli ingredienti.

 

Un lavoro deve essere perfetto, deve essere eseguito in tempi rapidi e a basso costo. Questa è la soluzione ideale per il cliente. Soluzione che, ovviamente, non esiste. Puoi ottenere un lavoro perfetto e a basso costo ma i tempi saranno lunghi; puoi puntare sulla velocità e sui costi bassi sacrificando la qualità.

E puoi ottenere un lavoro perfetto in tempi minimi con un prezzo alto. Molto alto.

Alt, fermi tutti. Non sono d’accordo.

Il fattore tempo non si risolve con la pecunia. Il denaro non è la soluzione definitiva. Una buona retribuzione può spingere il freelance a lavorare bene. A lavorare meglio. Ma aumentare la ricompensa non vuol dire automaticamente accorciare i tempi.

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Basta poco (veramente poco) per scrivere bene

Ho pubblicato articoli critici nei confronti del giornalismo, ma è solo un caso. Solo un caso.

le mie origini raccontano di un Riccardo Esposito impiegato dietro il desk di un’agenzia stampa. Io amo il giornalismo. Eppure le grandi incongruenze e gli errori più evidenti li registro proprio in questo settore.

scrivere bene

Il blogging non è un mondo perfetto. Ma il giornalismo è un settore in crisi. La lucida analisi del Tagliablog ci descrive un mondo di titoli balordi e notizie fasulle da lanciare in pasto al sistema pubblicitario.

Purtroppo questa non è l’unica incongruenza.

Il problema non è solo quello legato alle notizie da lanciare in pasto alla curiosità dei lettori. In molti casi si potrebbe migliorare anche la scrittura. Ecco, ad esempio, un articolo che andrebbe rivisto completamente.

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Obiettivo? Diventare ispirazione

C’è un ultimo step per la carriera di un blogger: diventare ispirazione. Ed è il passaggio più difficile.

Soprattutto per i blog professionali. Di solito i blogger personali sono… personali. Non hanno uno scopo preciso, si basano sulla semplice pubblicazione di pensieri sparsi.

I blog professionali, invece, si ritrovano spesso e volentieri in un approccio schematico.

diventare ispirazione

I blog professionali iniziano, di solito, con un approccio informativo. Con un semplice rilancio di notizie e tutorial senza nerbo. Il profilo è acerbo, la professionalità non è ancora formata.

Si passa a un approccio specifico, e gli articoli diventano qualcosa di diverso. Iniziano a seguire le indicazioni del pubblico. Senza forzature, con naturalezza.

La gavetta è dura, ma alla fine individui il tratto che permette al tuo articolo di distinguersi: l’opinione. Ecco, questa è la punta di diamante.

L’opinione salverà il tuo blog dall’anomia.

Ma alla fine di questo percorso c’è il traguardo: diventare ispirazione. Diventare un faro per una nicchia.

Come diventare ispirazione? Non lo so. Nessuno lo sa.

Chi ispira non segue una scaletta, un programma preciso. Chi ispira segue la propria arte. Non ha paura. Lascia che sia l’istinto a parlare. Se è rischioso? Certo, è molto rischioso.

Che domande…

Non tutti hanno la stoffa del leader. Non tutti possono diventare ispirazione. Molti devono pubblicare opinioni. Altri ancora devono scrivere news e tutorial.

Ben inteso: va bene così. Non è una gara. Ma una questione di attitudine.

Per diventare ispirazione devi avere qualcosa da dire. Qualcosa di speciale. E devi dimenticare la paura.

Ce la farai?