Analisi della SERP di Google
Ogni blogger che si rispetti “teme” la serp di Google, la pagina che racchiude i risultati di una query. Questo perchè si aspetta di comparire in prima pagina, magari non proprio in cima ma neanche in decima posizione. E non sempre questo avviene…
Ma anche se ci riteniamo immuni dal ballo di San Vito che colpisce i maniaci della prima posizione nella serp, conoscere a fondo gli elementi che la compongono non può far che bene. Io ho provato ad elencarli, seminando qualche piccolo consiglio!
Tralasciando l’analisi del menu di ricerca e altri dettagli possiamo facilmente suddividere il risultato di una query molto semplice in 5 righe:
Prima riga
In questo spazio troviamo l’elemento di una pagina web a cui Google dà più importanza: il titolo. Considerando che quest’ultimo sia composto da più di una parola, quella che corrisponde alla query di ricerca sarà di un blu più intenso rispetto alle altre parole. Se il tag title misura più di 60 battute Google lo smorzerà e aggiungerà 3 puntini sospensivi.
Subito dopo il titolo compaiono alcune diciture di carattere minore e in colore grigio: indicano il numero di visite che avete effettuato a quell’indirizzo in una determinata data. Se la pagina è in una lingua diversa dall’italiano troverete anche il link “Traduci questa pagina” che vi rimanda al servizio di Google Translate.
Seconda riga
È la stringa dedicata alla description, uno dei meta tag al quale Google sembra non dare alcuna importanza ai fini dell’indicizzazione. Eppure risulta fondamentale per un buon approccio SEM: grazie a questo spazio possiamo creare curiosità e invogliare alla lettura del nostro post. Se è troppo lunga (io uso 160 battute) Google ve la taglierà, mentre se non la inserite verranno riprese porzioni di testo contenenti le keyword della query.
Terza riga
Settore in cui troviamo l’url del sito: se l’indirizzo è composto da alcune delle keyword della query (elemento che in parte influenza il posizionamento nella serp) saranno messe in evidenza. Di seguito ci viene data l’oppurtunità di consultare il peso della pagina, la copia cache (una visualizzazione della pagina al momento dell’ultima scansione da parte di Google) e l’opzione pagine simili che rimanda direttamente al comando “related:urlsito”.
Quarta riga
Più che una riga parliamo di due colonne di informazioni aggiuntive dedicate a siti che Google considera particolarmente validi: sono i Sitelink, una serie di collegamenti interni a un portale che vengono forniti per favorire la sua navigazione.
Quinta riga
“Altri risultati” è dedicato a un operatore di ricerca Google (site:) attraverso il quale riusciamo ad avere una ricerca relativa a tutti i risultati della nostra query presenti dominio che abbiamo interpellato.
Bravo!
Grazie 55agency
A dire il vero questo post prende in esame solo il singolo risultato della serp. Seguiranno altri post (devo creare un po’ di suspance o no?) relativi a tutti gli altri componenti della pagina.
Stay tuned!
Ciao, sono anch’io un blogger, ma più che temere le serp mi piace vedere quando occupo i primi posti. Non succede sempre, ma quando alcuni articoli vengono premiati da Google si prova un gusto unico!
Ciao Assauei
Sono perfettamente d’accordo con te: piccole soddisfazioni che ci danno motivazione.
A presto e grazie per il tuo commento!
Ottimo articolo!