Applica la semplicità di John Maeda al tuo blog

Me la sono presa comoda ieri sera… non ho scritto il mio solito post ma, alla fine dei conti, poco importa se è servito a scoprire la filosofia di John Maeda, curatore di un progetto di ricerca capace di rendere la vita più semplice a tutto il mondo.

Una rivelazione avvenuta grazie a questo articolo di Ninja Marketing e che mi ha spinto verso una domanda: posso utilizzare le 10 leggi della semplicità di Maeda per migliorare il mio blog? Credo di sì e le ho ridotte a 7 per adattarle alla mia idea di web

Riduzione


Fin qui ci siamo: l’ho ripetuto più volte che il buon blogger è colui che cerca di ridurre all’essenza i suoi contenuti. Questo non vuol dire essere superficiali ma semplicemente non usare 10 parole quando 5 ne bastano per dire quello che hai in mente. Ridurre senza creare vuoti, sia nei contenuti che nel lay out, è la formula che preferisco;

Organizzazione

Un passaggio che attraversa sia l’ideazione che la stesura di nuovi post. Un esempio? Segnare sul block notes tutti i link e tutte le idee e organizzare post in modo che sintassi, semantica, fabula e intreccio siano “commestibilmente” curati (non siamo Quentin Tarantino).

Tempo

Il chiodo fisso dell’uomo industriale e post-industriale. Dove troverò mai il tempo per scrivere? Inizia a pensare al tuo post mentre stai tornando a casa dal lavoro: in questo modo io riesco a farmi una scaletta degli argomenti senza impegnare neanche un secono in più di un tempo che comunque sarebbe andato perso.

Apprendimento

Nessuno è il migliore e abbiamo tutti bisogno da imparare: una regola di vita più che di blogging. Cerca di cogliere gli aspetti più intriganti dei tuoi blog preferiti e di individuare quell’aura che li ha resi davvero speciali.

Differenze/Emozione

Questi due punti preferisco trattarli insieme perchè la differenza può essere emozione. Inutile appiattirti a quelle che sono le tendenze: prendere spunto è utile, scimmiottare no. I lettori si aspettano un post scritto con la tua testa e non con quella di un altro. Solo così puoi creare un’audience capace di emozionarsi nella lettura.

Fallimento

Chissà perchè ne parlo sempre alla fine di questo aspetto seccante del fare blogging… Il fallimento è sempre in agguato: un post senza commenti o senza link può essere visto come un fallimento? Non credo ma qualcuno forse la pensa diversamente. Poco importa: domani o la prossima settimana farò meglio. Il punto è che, come nella vita, nella blogosfera bisogna sempre essere pronti a rialzarsi!

6 comments

  1. davide licordari

    quoto:
    “Fallimento – Chissà perchè ne parlo sempre alla fine di questo aspetto seccante del fare blogging… Il fallimento è sempre in agguato: un post senza commenti o senza link può essere visto come un fallimento? Non credo ma qualcuno forse la pensa diversamente. Poco importa: domani o la prossima settimana farò meglio”

    è un punto spinoso del blogging, a mio parere..a mio parere ormai i social media / social network (tra retweet, likes e commenti su friendfeed) decretano il successo di un post FUORI dal blog in sè. che ne pensi?

  2. Riccardo Esposito

    Penso che in parte sia così soprattutto, quando entrano in campo gli opinion leader, gli esperti di un determinato settore. Basta che uno di questi inserisca il tuo post nella pagina friendfeed o lo registri su delicious per ottenere un aumento di visibilità e di ingressi notevole.

    Io però la prendo con tranquillità: se accade bene, altrimenti fa lo stesso ;-)

  3. dabobabo

    credo femamente nella riduzione, almeno io. Basterebbe suscitare qualcosa. Il resto sono fronzoli. Grazie per il post!

  4. Riccardo Esposito

    Meno parole, più contenuti…

    Questo è il succo? :-)

    Se ti interessa l’argomento ti suggerisco anche qualche post sui microcontenuti di Jakob Nielsen.

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