Le figure retoriche che ti aiutano a scrivere meglio



Hai visto il film “Il Postino“? Una delle mie scene preferite è quella in cui Pablo Neruda insegna a Mario Ruoppolo (interpretato da Massimo Troisi) cosa è una metafora: «Quando dici “Il cielo piange” che cosa vuoi dire?».

L’aspetto più affascinante delle figure retoriche è la loro capacità di incantare i lettori, di superano la semplice esposizione dei fatti. E anche in testi estremamente tecnici un piccolo artificio linguistico può aiutarti a rendere il tutto più piacevole. Ecco quelli che preferisco:

Anadiplosi - Consiste nella ripetizione dell’elemento terminante di una frase all’inizio di quella successiva. Esempio: “Sono stanco, stanco di ascoltarti”.

Ossimoro - Due elementi discordanti inserite in una frase come se fossero perfettamente compatibili. Esempio: “Ghiaccio caldo”.

Climax - Uso di parole e frasi in maniera tale che creino un crescento di sentimenti. Esempio: “In quella stanza c’era timore, ansia, nervosismo, rabbia, furore!”

Iperbole - Utilizzo di concetti e costruzioni grammaticali che esaltino in maniera spropositata l’oggetto della frase al fine di dargli rilevanza. Esempio: “Sono tornato a casa con un mal di testa che mi perforava le tempie”;

Polisendeto - Ripetizione di congiunzioni. Esempio: “Ho visto la rabbia e il furore e l’indignazione nei suoi occhi”.

Onomatopea - Riguarda l’utilizzo di consonanti e vocali in maniera tale da simulare voci o rumori. Esempio: “il fruscio delle foglie autunnali”.

Anafora - Ripetizione della stessa parola all’inizio di ogni frase. Particolarmente utile per definire l’importanza di un concetto. Esempio: “Il caso è colpevole di questo danno. Il caso ha voluto che nessuno si salvasse…”.

Chiasmo - Inversione degli elementi fondamentali di un periodo. In questo modo si genera una completa rivoluzione dell’ordine logico. Esempio: “L’alba mi conforta, la tua presenza mi illumina”;

Perifrasi - Utilizzo di “giri di parole” per indicare una cosa o una persona senza menzionarla. Esempio: “L’uomo basso, bello e tronfio”.

Sineddoche - Un artificio che permette di indicare il tutto evocando solo una parte di esso. Esempio: “Prendi il tuo ferro (per intendere un’arma)”.

Eufemismo - Consiste nell’utilizzare parole miti per esprimere un concetto ben più grave. Esempio: “Sei poco adatto a questo compito (al posto di “non servi a niente”).

Metafora - Sostituzione di un termine con un un altro apparentemente non rappresenta un sinonimo, ma che possiede un forte rapporto di somiglianza con il precedente.

L’esempio di quest’ultima figura retorica te l’ha già dato il buon Pablo ;-)

3 comments

  1. Gabriele

    Che bravo che sei :-)

    Quest’articolo diventerà certamente una mini-guida per tanti blogger che probabilmente non hanno mai aperto neanche un’antologia

  2. Riccardo Esposito

    Beh… in questi post butto fuori un po’ la mia passione per la “cultura del lumicino”, cioè quella fatta da pagine di carta e non in HTML.

    Comunque grazie ad entrambi!

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