La long tail tra e-commerce e SEO
Personalmente cerco di trarre il massimo vantaggio dai commenti. E quando Gabriele Granato ha chiesto il mio parere riguardo il suo ultimo post dedicato alla long tail e all’e-commerce mi ha praticamente invitato a nozze!
La sintesi dell’articolo: vendere tanti prodotti in quantità esigue può essere tanto vantaggioso quanto vendere pochi prodotti (altamente richiesti) in quantità elevate. Ma quali sono i punti di contatto tra la vendita di beni di consumo online e le tecniche di posizionamento rispetto alla prospettiva della “coda lunga”?
Massimizzazione dei risultati
Come insegna Tagliaerbe, essere presenti nella vetta top 100 keyword più competitive non vuol dire ottenere automaticamente buoni risultati: gli utenti utilizzano in maniera sempre più proficua ricerche articolate e dettagliate.
Chi dedica mesi e mesi di ottimizzazione SEO su una keyword “secca” e con un alto numero di siti concorrenti (plugin wordpress) probabilmente non riuscirà mai ad essere tra i primi dieci risultati della SERP. O forse ci riuscirà, ma non otterrà dei buoni risultati in termini di visite.
Questo perchè era talmente concentrato nel diffondere link e keyword unidirezionali che si è dimenticato di tutti gli utenti che cercano combinazioni contenenti anche la sua amata parola chiave (plugin wordpress SEO, plugin wordpress ottimizzazione seo, applicazioni wordpress, etc.).
E poi i dati proposti ultimamente da SEOMoz parlano chiaro: considerando il numero di ricerche mensili e quello delle keyword cercate, il 18,5% del traffico è rivolto a query irragiungibili, mentre sulla destra c’è un buon 70% che (più o meno) non aspetta altro che un sito ottimizzato.
Ricerca e analisi
Fin qui tutto chiaro: gli utenti utilizzano query articolate e concentrarsi solo su una keyword è sbagliato. Ma quali sono le combinazioni di parole chiave più fruttuose per guadagnare spazio in quella coda così lunga e ricca di opportunità? Lo puoi scoprire solo con un lungo lavoro di ricerca e analisi.
Non sono un esperto di mercato, e non ho idea di come si possano identificare dei prodotti utili a un’azione di e-commerce che punti sulla long tail, ma credo che nel settore dell’ottimizzazione SEO si possono ottenere buoni risultati solo attraverso la pianificazione di una strategia:
- Individuare e studiare i principali concorrenti, in particolar modo quelli che riescono a essere in prima pagina con combinazioni diverse di query;
- Schematizzare i parametri SEO utilizzati dagli altri siti, compresi i backlink ottenuti (a questo proposito può essere utile Link Diagnosis);
- Utilizzare le applicazioni di Google AdWord per scoprire le query più gettonate, facendo attenzione al rapporto tra numero delle chiamate e concorrenza (sarebbe ottimale una bassa concorrenza a confronto con un alto numero di ricerche);
- Confrontare i dati ottenuti con queste due procedure di ricerca e individuare le combinazioni di keyword più performanti.
Ovviamente questa procedura rappresenta solo la punta dell’iceberg: ti aspettano numerose prove, tentativi e fallimenti per riuscire a ottenere dei risultati degni di tale nome, e non è detto che arrivino.
L’unico modo per saperlo è tentare ![]()
Innanzitutto grazie per la cordiale disponibilità che sempre dimostri..
Dopo aver letto il tuo post sono sempre più convinto che trovare interessanti nicchie di mercato (qualsiasi sia il settore), svilupparle, emanciparle e renderle “fruibili” al grande pubblico sia il futuro prossimo del Web.
Insomma, penso che la diramazione destra della long tail sia più affascinante dell’alta vetta di sinistra!
ciao e grazie,
gabriele
@gabriele – Cordiale e disponibile sempre con chi stimola il mio interesse. Vorrei aver più tempo per stare un po’ dietro a tutti però… va bene così!
Ciao!
Ciao,
innanzi tutto complimenti, un’articolo davvero ben fatto.
Credo che un grosso aiuto sulle query della cosidetta “long tail” possa venirci direttamente da Google con i suoi nuovi suggerimenti sulle ricerche. Sfruttare una query lunga suggerita direttamente da Google su una data parola chiave a mio avviso è un’ottimo metodo per migliorare la SERP su quella frase. Che ne dici?
@Giorgio Borelli
Credo che sia un buon modo per prendere delle idee, per partire da un elemento (o meglio, una serie di elementi) suggerito da Google. che comunque deve essere verificato da ulteriori approfondimenti.
Ma comunque sì, può essere utile anche questa strada!
Ciao Riccardo,
ho trovato l’articolo veramente interessante. Lavorare sulle keywords secche lascia il tempo che trova. Personalmente lavoro per siti turistici e ho riscontrato che le conversione migliori si hanno con combinazioni di parole del tipo “cosa regalare per Natale”. Complimenti ti seguo con estremo interesse
Gae79
@Gae79 – Ti ringrazio, molto gentile. Il lavoro sulle keyword si basa sulla ricerca, tanta ricerca, e anche tanto tempo passato sul web ad osservare i comportamenti degli utenti e dei concorrenti!