Aggressione a Berlusconi: il trasformismo arriva su Facebook!
Il trasformismo è una pratica politica particolarmente sviluppata in Italia che permette a chi ne fa uso di assumere posizioni politiche sempre differenti, in base a quelle che sono le necessità del caso. Ma questo che centra con Facebook?
Paradossalmente centra di buona misura perchè con l’ultimo caso di cronaca, il famoso attacco subito da Berlusconi a Milano, uno dei costumi (malcostumi?) più diffusi nello scenario politico italiano si è palesato anche tra le pagine del noto social network!
Facciamo un passo indietro: ieri sera, al termine di un comizio a piazza Duomo, Silvio Berlusconi è stato aggredito da uno squilibrato, Massimo Tartaglia di 42 anni. La macchina mediatica si mette in moto e, come spesso accade quando si parla del Presidente del Consiglio, su Facebook nascono una serie di pagine pro e contro i personaggi in questione.
Dopo poche ore le Fan Page a favore dello psicopatico non si contano più (idem per quelle in supporto di Berlusconi) e la dialettica tra le migliaia di iscritti è serrata, ai limiti della decenza. Insomma, gli insulti si sprecano.
Fin qui tutto regolare, se non fosse per una notizia che si intravede anche nelle pagine dei principali quotidiani elettronici. Riporto le parole di Repubblica.it: “Solidarietà a Silvio Berlusconi: due milioni di persone che sul social network avevano aderito ad una campagna per il terremoto in Abruzzo da un momento all’altro si sono trovati iscritti a una pagina completamente diversa.”
E questo non è l’unico caso, perchè abbiamo anche il gruppo “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia” che nasce dall’antico punto di ritrovo per i fan del Made in Italy.
Ovviamente è stato semplice scoprire il trucchetto della metamorfosi (bastava notare la presenza di post precedenti al fatto), e altrettanto scontata è stata la reazione di tutti coloro che si sono ritrovati iscritti ad una Fan Page o a un Gruppo che non rappresentava la propria opinione.
Ecco il Traformismo su Facebook, una dinamica che sinceramente non avevo mai registrato prima d’ora e che infrange qualsiasi accordo tra chi fonda un gruppo o una Fan Page e chi aderisce. Immagina se un giorno qualcuno ti avverte che ha trovato il tuo nome tra i Fan di una pagina veramente scabrosa…
Forse sarebbe il caso di obbligare gli amministratori di tali risorse a mandare un messaggio agli iscritti che si sta cambiando il titolo e i dettagli delle pagine, magari automatizzando il tutto e non confidando solo sulla correttezza dei legittimi proprietari.
Post scriptum
My Social Web è sempre stato un blog non politicizzato, e credo che lo sia stato anche nel trattare quest’argomento. La critica non è rivolta alla nascita di Fan Page e Gruppi a favore o contro i personaggi di questa vicenda, ma solo a coloro che hanno utilizzato le risorse di Facebook in maniera inadeguata e surrettizia.
Io sono una dei tanti coinvolta.
@stella – E non ti senti un po’ presa in giro?
Altrochè…!
Nel frattempo Facebook Italia ha preso una decisione: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/chiuse-pagine-facebook/chiuse-pagine-facebook.html
é successo anche che persone iscritte a pagine che parlavano di aste online o argomenti del tutto casual si son ritrovate iscritte a pagine dove si incitava il folle e la violenza in generale in modo pesante, poi ovviamente repubblica riporta come al solito le fonti che più gli convengono.
A prescindere da tutto io continuo a rimanere colpito dalla permeabilità della rete a moti politici estremisti e con connotazioni quasi rivoluzionarie/terroristiche, per quanto io sia un sostenitore della libertà di espressione, trovo che quando si è in presenza di affermazioni criminali lo stato dovrebbe fare il suo lavoro, questo spesso non accade per motivazioni di tipo più ideologico che tecnico.
Sicuramente queste cose screditano la rete e questo è duro da digerire.
@Filippo – Ecco, era proprio quello che temevo: iscriversi a un gruppo innocuo e poi ritrovarsi affiliato a quelche gruppo di estremisti (ben inteso, non solo politici).
I Social Network, e Facebook in particolar modo, sono solo lo specchio della realtà: se la nostra realtà è questa credo che sia normale che ci siano delle bordate, più o meno forti, di intolleranza e violenza al loro interno.
Questo mi fa pensare molto a quelli che dicono “Ah, ma su Facebook trovo solo cose stupide e giochetti inutili”: il flusso di notizie che compare sulla propria home di Facebook viene creata dai nostri amici, da quello che i nostri contatti decidono di condividere.
E se i nostri contatti condividono cose che riteniamo stupide vale l’equazione che i nostri contatti sono stupidi?
Mi è molto piaciuto il modo in cui hai trattato l’argomento!
Complimenti!
@MaxXx – Ti ringrazio!