Intervista a Michele Polico di Young Digital Lab
La prima volta che ho sentito parlare di Young Digital Lab mi sono subito incuriosito. Un modello formativo dedicato alla comunicazione al tempo in cui il web diventa Social Web… l’idea mi è piaciuta subito ma ne volevo sapere di più.

Così ho chiesto a Michele Polico, consulente web marketing ed esperto di social network che conosco dai tempi di Twitter Marketing, di parlarmi un po’ del suo progetto dedicato alle aziende e alle agenzie di marketing e pubblicità. Una parola tira l’altra ed è nata una bella intervista!
Ciao Michele, ci racconti cosa è Young Digital Lab?
Ciao Riccardo, Young Digital Lab è un modello formativo sulla social media communication realizzato da professionisti giovani, ovvero sotto i 30 anni.
L’obiettivo è quello di riunire i migliori giovani d’Italia che operano in questo campo all’interno di aziende, agenzie o come consulenti per realizzare un laboratorio permanente e itinerante che possa portare davvero valore alle aziende nella comprensione dei nuovi fenomeni social.
Ho visto che siete un gruppo abbastanza numeroso…
E’ vero, siamo un gruppo numeroso, ma viste le molte persone interessate ad entrare nel nostro team, credo che cresceremo molto in fretta. Da parte mia c’è la forte volontà di coinvolgere il più ampio numero di ragazzi che siano esperti su questi temi, e grazie a questo progetto sto entrando in contatto con diverse belle realtà che non avevo conosciuto ancora.
Voglio portare a galla le diverse voci e i diversi approcci su questo nuovo modello di comunicazione, per dare alle aziende un quadro il più possibile completo su questo scenario.
Credi che i giovani siano particolarmente predisposti per muoversi nel versante social del web?
Sì, ne sono convinto. Il social media marketing è una disciplina che esiste da pochi anni, e per questo una età giovane non significa minore esperienza. Al contrario, significa maggiore predisposizione al cambiamento, facilità di comprensione e adattamento al fenomeno, ed esperienza pratica che spesso aziende e agenzie riversano appunto sui giovani.
Ma alla parola giovani associo sempre anche quella di esperti. Gli Young Digitals sono ragazzi che si occupano di social media da tempo, alcuni in aziende illuminate, altri in agenzie e realtà fortemente riconosciute. Sono persone che portano avanti con professionalità le proprie idee, e alcuni sono nomi noti della blogosfera di settore.
Ma il termine Young si riferisce solo da un lato all’età dei relatori. Dall’altro, ha a che vedere con il carattere informale e dinamico dei corsi di formazione che organizziamo: corsi in cui spieghiamo la pratica e il come, in cui ci confrontiamo tra noi e con le persone presenti portando avanti un approccio più simile a una tavola rotonda che ad un corso di formazione tradizionale.
Sul sito si parla di opportunità offerte dal nuovo Web. In cosa consistono queste opportunità?
Esatto, il nostro obiettivo è proprio quello di fare comprendere alle aziende le opportunità che il web offre loro, e i cambiamenti che invece impone, attraverso lo sguardo e le parole di alcuni tra i giovani che più si stanno affermando nel panorama del web marketing italiano.
Partiamo dal presupposto che il Social Web impatterà in maniera forte, se già non lo ha fatto, sul mondo stesso e sulla cultura delle persone, sia esterne che interne alle aziende.
Per questo motivo parliamo di cambiamenti imposti: nel senso che le aziende mal disposte al cambiamento soccomberanno sotto il peso dell’evoluzione, e al tempo stesso nuove realtà più dinamiche si affacceranno al posto loro.
Le opportunità che il nuovo Web offre hanno invece a che fare con la possibilità di avere dei canali propri in cui farsi ascoltare e ascoltare finalmente le persone davvero interessate. Fino a pochi anni fa le aziende, per fare comunicazione, erano costrette all’interruzione e al disturbo: oggi possono invece rivolgersi alle persone interessate e veicolare i propri messaggi sottovoce, in maniera più rapida e meno costosa.
Ma per farlo devono comprende la nuova cultura e i nuovi approcci strategici, che sono appunto quello che noi Young Digitals ci proponiamo di spiegare.
Si parla anche di “formazione” nella vostra presentazione. Un motivo in particolare?
E’ quello che facciamo. Tutti noi operiamo come consulenti o social media specialist per diverse realtà in maniera individuale, ma come collettivo facciamo prima di tutto formazione. Ti confesso che non escludo con il tempo di espandere il progetto anche ad altre attività, ma per ora siamo concentrati sui nostri corsi.
Cosa significa ospitare uno Young Digital Lab?
Hai toccato un punto fondamentale del progetto, Riccardo. Young Digital Lab si rivolge primariamente ad agenzie di comunicazione o web-something che vogliano ospitare una edizione e proporla ai propri clienti e alle aziende del loro territorio.
Il motivo di questa scelta è fondamentalmente legato alla volontà di riuscire a raggiungere e portare la cultura del social Web nelle diverse città presenti in Italia e non solo su Roma e Milano come la maggior parte degli eventi, e dunque è fondamentale appoggiarci a chi già ha le radici nei diversi territori italiani.
Perché una agenzia dovrebbe ospitarci? Per l’interesse e il valore del progetto, e per offrire ai propri clienti e alle aziende sul territorio un corso di formazione innovativo su un tema fondamentale di questi anni.
Molte scelte sul singolo evento vengono affidate all’agenzia, che può decidere ad esempio i costi finali, i tempi e il grado di apertura al pubblico dell’edizione ospitata. Non escludiamo che alcune agenzie vogliano riservarlo solo ai propri clienti, magari in forma gratuita, e che altre vogliano invece aprirlo a tutti gli interessati.
Avete in progetto la pubblicazione di un e-book o qualcosa di cartaceo?
Sarebbe molto interessante realizzare qualcosa del genere, e lo spero per il futuro, ma per ora non ne vedo ancora l’opportunità concreta.
Un’ultima domanda: come ve lo immaginate il web del futuro?
Sociale, mobile, personalizzato, istantaneo, disintermendiato, integrato, condivisibile, commentabile e interconnesso. E soprattutto libero.
Ti ringrazio ancora una volta Michele, a presto!
Grazie Riccardo per averci ospitato su My Social Web, e grazie a chi ha letto questa intervista!
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