Come trasformare i tuoi commenti in guest post

La settimana scorsa ho ripreso l’argomento guest post, elencando i motivi per cui ogni guest blogger dovrebbe sempre scrivere buoni contenuti. Ma leggendo un recente articolo di Blogussion ho scoperto che stavo ignorando un dettaglio fondamentale.

Quando scrivi un commento in un blog devi muoverti come se stessi scrivendo un guest post. Certo, ci sono delle differenze sostanziali tra i due casi, ma è sicuramente vero che i tuoi commenti possono essere valutati come dei guest post e raccoglierne i frutti. Non tutti, ovviamente!


Tutto ciò è possibile se distogli lo sguardo dal vantaggio semplice e immediato di inserire dei link alle tue risorse. Certo, nei commenti hai la possibilità di mettere dei link nella firma e nel testo ma il 99% dei blog utilizza il nofollow: i commenti hanno uno scarso valore nelle strategie di link building.

D’altro canto hanno la possibilità di veicolare i tuoi pensieri, le tue conoscenze e le tue opinioni. Ed è proprio su quest’aspetto che devi far leva se vuoi sfruttare la forza del tuo commento a tal punto da trasformarlo in un guest post.

Ciò non significa che devi perdere 5 ore per scrivere un commento, ma semplicemente di dare all’autore del blog e ai suoi lettori un motivo per visitare il tuo spazio web.

L’optimum sarebbe quello di sviluppare il discorso iniziato nel post e arricchirlo con risorse e punti di vista personali. Posizioni polemiche con quanto scritto in precedenza? Ci stanno, soprattutto quando sono state elencate delle fesserie, ma rischi di farti odiare più che ammirare.

E dopo che hai scritto il tuo commento-guest post non dimenticare di diffonderlo nella tua rete di social network, invitando i tuoi contatti ad intervenire e rispondere a eventuali sviluppi della discussione.

Una buona formattazione, infine, può esserti utile per rendere il testo più leggibile e inserire qualche link interno. Ma non esagerare: rischi di passare per spammer!

Come sempre ti ricordo che anche My Social Web è aperto ai guest blogger!

5 comments

  1. Gabriele

    In pratica dici che è inutile commentare solo per lasciare in giro dei link, tanto per fare numero. Piuttosto il consiglio è quello di dare valore, aggiungere contenuti all’articolo, offrire spunti di riflessione e ragionamento ai lettori, ma anche allo stesso autore del post.

    Beh tutto giusto, ma dove succede tutto questo?
    Se ci pensi è l’esatto contrario del pigiare sul “mi piace” di facebook: magari non ho letto neanche ciò che hai scritto però ti dico che mi piace così forse tu vieni a leggere ciò che ho scritto io.

    E sta di fatto che io vedo più mi piace su facebook che commenti di qualità sui blog.
    Forse perchè il lettore pensa che il ritorno di un bel commento avvantaggia solo il blog e non lui (forse è vero, mah, chissà).
    Forse dipende dalla quantità e dalla qualità dei lettori (non tutti hanno le capacità di fare commenti di qualità e quelli che le hanno non hanno voglia di commentare).
    Forse dipende dallo strumento (in un mondo che va alla velocità della luce l’asincrono dei blog è ancora di moda?).

    In conclusione, dopo aver fatto un pò la parte dell’avvocato del diavolo, ammetto che la penso come te: insomma come dice Kotler bisogna offrire soddisfazione agli utenti/clienti, bisogna creare valore, dare soddisfazioni.
    E per noi che lavoriamo sul, con, grazie al Web siamo obbligati ad offrire il meglio di noi stessi sempre, o almeno tutte le volte che ci è possibile.
    Anche quando facciamo un commento ad un articolo che non avrebbe bisogno di nient’altro da aggiungere :-)

  2. Riccardo Esposito

    @Gabriele – In primo luogo grazie per il commento, sempre ben articolato.

    Contenuti di qualità, anche nei commenti! Il bottone Facebook “mi piace” al massimo può sostituire i commenti di semplice apprezzamento (“ciao, bell’articolo e complimenti”) ma non un contributo significativo.

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