Ecco un motivo in più per curare le tue headline
Una buona headline influisce sul successo di una pagina web. E questo soprattutto se riesce ad equilibrare l’uso delle keyword più indicate e quel magnetismo necessario per catturare l’attenzione degli utenti nella Serp.
Ma sei sicuro che un titolo accattivante sia necessario solo nelle pagine dei risultati proposti da Google, Yahoo! e Bing? Forse, in un web 2.0 dove tutto viene condiviso attraverso i social network, una headline capace di attirare lo sguardo e la curiosità degli utenti può essere utile anche in altre circostanze.
Vuoi un esempio? Dai uno sguardo ai dati di Twitter Survey Results – A Closer Look At The Retweet Button, uno studio promosso da Simplyzesty sull’utilizzo del retweetting da parte di 139 persone. Al primo punto del report puoi trovare un numero molto significativo: il 29% degli intervistati ha retweettato un messaggio con link senza neanche conoscerne il contenuto.

Questi numeri siano indicativi di due realtà: le persone hanno dei contatti fidati che seguono senza battere ciglio e una headline può essere un fattore decisivo per essere retweettati a prescindere dal contenuto proposto.
Ma questo non significa che sei autorizzato a camuffare qualsiasi tipo di stupidata sotto una headline ammiccante. La qualità prima di ogni cosa! E poi qualche piccolo accorgimento per rendere i tuoi titoli più avvince anche nelle 140 battute di Twitter. Basta leggere questo vecchio (ma sempre buono) articolo per scrivere headline efficaci.
Salve, sono roberto amministratore del blog linuxfreedomforlive.blogspot.com
Intanto complimenti per il blog: sono appena diventato fans del tuo sito nella tua pagina facebook e volevo chiederti se potevi contraccambiare la mia pagina la trovi a questo indirizzo
Ciao
Ciao Roberto.
Mi sono permesso di modificare il tuo commento perché ritenevo inutile ripetere due volte il link del tuo blog. Ti ringrazio per i complimenti e per essere diventato fan sulla mia Facebook Fan Page. Ricambierò sicuramente.
Resta solo un piccolo problema: che ne pensi dell’articolo che hai appena commentato?