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Uso e abuso degli aggettivi nel web copywriting

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Voglio iniziare questo articolo sottolineando che non ho alcun pregiudizio nei confronti degli aggettivi, ingranaggio fondamentale di ogni buon articolo. Anzi, vorrei fondare un gruppo per tutelarli contro i web copywriter avvelenati!

aggettivi

Scherzi a parte…  non è un segreto che gli aggettivi siano visti come la bestia nera da chi scrive tutti i giorni sul web. Sporcano il testo, creano confusione, non aiutano la lettura, distraggono il lettore da tutto ciò che conta: gli aggettivi sono tutto questo?

Gli aggettivi sono una componente fondamentale della lingua italiana, ma appesantiscono tutto quello che scrivi e ricoprono con una patina di ovvietà il tuo messaggio. Il blog del Mestiere di Scrivere sottolinea proprio questo aspetto: meglio descrivere ciò che vedi piuttosto che sparare aggettivi a go-go e continuare a farcire i tuoi periodi con tutto ciò che è  “splendido”, “funzionale”, “incantevole”, “propositivo”, etc.

Quali sono gli aggettivi che vanno via?

Basta leggere Copyblogger e Write to Done per capire che eliminare gli aggettivi superflui è la strada da seguire. Per riuscire in questa operazione, Sergio Cima suggerisce di esercitarti scrivendo un paio di pagine rinunciando a tutti gli avverbi e agli aggettivi. Perché questi elementi sono come il sale e il pepe di una ricetta, vanno aggiunti alla fine e in quantità moderate.

Il metodo che utilizzo quotidianamente è diverso. Quando arriva l’ispirazione (quando arriva l’ispirazione?) mi lancio in una scrittura inarrestabile e scomposta che sfocia in una bozza quasi illeggibile. Dopo questa prima fase impulsiva subentra la rilettura del testo e un’opera di proof reading durante la quale alleggerisco il mio scritto.

Quali sono gli aggettivi che rimangono?

Nell’opera di rilettura faccio molto affidamento sull’esperienza personale per scegliere gli aggettivi che possono rimanere. A volte li tolgo, poi li rimetto e cambio interi periodi pur di rendere tutto più scorrevole.

Gli aggettivi aiutano a descrivere una circostanza, arricchiscono un periodo anonimo, ma in molti (troppi) casi vengono utilizzati solo per riempire spazi e per compiacere il nostro animo barocco. Nel web questo atteggiamento non va bene perché hai pochi secondi per catturare l’attenzione del lettore e non puoi permetterti di annoiarlo con le tue liste di aggettivi senza senso.

Non amo i giudizi e le sintesi finali ma voglio chiudere il post con una citazione delle lezioni futuriste di Marinetti che paragona gli aggettivi a segnali semaforici ricchi di significato. E che proprio per questo motivo devono essere utilizzati con parsimonia!

PS L’immagine l’ho creata inserendo parole a caso su Wordle.

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

3 Comments

  1. Ciao!
    E’ da qualche tempo che seguo il tuo sempre interessante blog, ma leggendo questo post non ho potuto fare a meno di constatare la coincidenza… stavo pensando giusto qualche giorno fa al fatto che utilizzo troppi aggettivi mentre scrivo, sia nel mio blog che nella vita di tutti i giorni.
    E infatti non riesco mai a scrollarmi di dosso la sensazione di essere così pesante quando scrivo!
    In effetti dovrei misurarmi un po’ di più. ;)

    Complimenti ancora per il blog!

    • Allora ti suggerisco altri due post che ti possono aiutare:

      11 trucchi per alleggerire i tuoi post
      7 consigli per imparare a scrivere con il coltello

      A presto!

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