Uso degli aggettivi nel copywriting: cosa sono e come si usano online

Gli aggettivi possono essere una vera maledizione per i tuoi testi. ma come si usano? Quali sono gli elementi da considerare? Quanti tipi esistono? Ecco una piccola guida da segnare in agenda.

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Voglio iniziare sottolineando che non ho alcun pregiudizio nei confronti degli aggettivi, ingranaggio fondamentale di ogni buon articolo. Anzi, vorrei fondare un gruppo per tutelarli contro i web copywriter che si allontanano da questi elementi.

aggettivi
Come lavorare al meglio con la scrittura.

Non è un segreto che gli aggettivi siano visti come la bestia nera da chi scrive tutti i giorni sul web. Sporcano il testo, creano confusione, non aiutano la lettura, distraggono il lettore da ciò che conta: ma sono realmente questo?

Cosa sono gli aggettivi: definizione

Cos’è un aggettivo? La risposta è semplice: un elemento della frase che modifica, dal punto di vista semantico, un’altra sezione del discorso. Di solito il sostantivo, vale a dire l’entità principale che può essere una cosa, un animale o una persona.

In realtà gli aggettivi sono una componente fondamentale della lingua italiana, ma appesantiscono quello che scrivi e ricoprono con una patina di ovvietà il tuo messaggio. Soprattutto se ti imbatti nell’aziendalese, la lingua del nulla.

In realtà i web writer mal digeriscono questi elementi. Meglio descrivere ciò che vedi piuttosto che sparare aggettivi a go-go e continuare a farcire i tuoi periodi con ciò che è “splendido”, “funzionale”, “incantevole”, “propositivo”, etc. Ma poi?

Per approfondire: come usare gli avverbi nel testo

Tutti gli aggettivi da usare, tipi e tabelle

Basta sfogliare un libro di grammatica italiana per capire come usare gli aggettivi in una frase, in un discorso e nella scrittura online. Ma quanti tipi ce ne sono? Qual è la grande suddivisione che ti consente di organizzare il lavoro? Ecco la lista.

Qualificativi

I tipi di aggettivi più comuni sono quelli qualificativi, ovvero elementi che indicano una qualità della persona o dell’oggetto che si sta descrivendo. Qui, infatti, si lavora soprattutto sulla capacità delle parole di precisare delle caratteristiche specifiche. Quali sono i gruppi di aggettivi qualificativi nella grammatica italiana?

  • Primitivi, formati da radice e desinenza (onest-o).
  • Derivati, aggettivi con prefisso o suffisso (in-capace).
  • Alterati, grazie all’uso di suffissi (furb-etto).
  • Composti, nati dall’unione di due elementi (agro-dolce).

Nell’opera di rilettura faccio molto affidamento sull’esperienza personale per scegliere gli aggettivi che possono rimanere nel testo senza appesantirlo. A volte li tolgo, poi li rimetto e cambio interi periodi pur di rendere tutto più scorrevole.

Determinativi o indicativi

Non amo i giudizi e le sintesi ma voglio ricordare una citazione delle lezioni futuriste di Marinetti che paragona gli aggettivi a segnali semaforici ricchi di significato. Questo vale anche per i determinativi o indicativi. In questo caso parliamo di:

  • Possessivi (mio, tuo).
  • Numerali cardinali (due, tre).
  • Numerali ordinali (primo, secondo).
  • Dimostrativi (questo, quello).
  • Indefiniti (alcuni, nessuno).
  • Interrogativi (quale?, quanti?).
  • Esclamativi (che bello!).

Non è finita. Ci sono gli aggettivi indefiniti collettivi che indicano un insieme di persone (tutto, ogni). Quelli quantitativi lavorano, appunto, su una quantità generica.

aggettivi indefiniti
Ecco una tabella di sintesi – Fonte immagine

Gli aggettivi indefiniti negativi cambiano senso alla frase e la trasformano in negativo (nessun uomo è un’isola). Lo stesso vale per i singolativi che indicano e descrivono una persona o una cosa in quanto elemento unico (qualche, alcuni, certo).

Quali sono gli aggettivi che vanno via?

Gli aggettivi aiutano a descrivere una circostanza, arricchiscono un periodo anonimo, servono a strutturare la frase quindi è sbagliato dire che si deve combattere l’aggettivo con una lotta senza quartiere. Ma ci sono delle eccezioni.

In molti (troppi) casi vengono utilizzati solo per riempire spazi e per compiacere il nostro animo barocco. Nel web questo atteggiamento non va bene perché hai pochi secondi per catturare l’attenzione del lettore e non puoi annoiarlo.

Eliminare gli aggettivi superflui è la strada da seguire. Per riuscire in questa operazione, Sergio Cima suggerisce di esercitarti scrivendo un paio di pagine.

Ma rinunciando ad avverbi e aggettivi. Perché questi elementi sono come il sale e il pepe di una ricetta, vanno aggiunti alla fine e in quantità moderate.

Il metodo che utilizzo è diverso. Quando arriva l’ispirazione (quando arriva l’ispirazione?) mi lancio in una scrittura inarrestabile e scomposta che sfocia in una bozza quasi illeggibile. Dopo questa prima fase impulsiva subentra la rilettura del testo e un’opera di proofreading durante la quale alleggerisco il mio scritto.

Esempi: come voglio usare gli aggettivi

Il problema con gli aggettivi non riguarda tanto quelli determinativi, che fanno parte della struttura stessa della frase, ma abbracciano quelli della categoria qualificativa. Show, don’t tell, questo consiglia il copywriting anglosassone. Ecco come ragiono io:

  • Le dolci colline della Toscana sono un panorama spettacolare per la tua prossima vacanza in Toscana, un’esperienza unica.
  • Quelle colline catturate dagli artisti rinascimentali sono orizzonti da esplorare, cornici di nuove storie di una vacanza dedicata al verde, al silenzio, al riposo dell’anima.

Il secondo è un po’ più lungo, è vero ma che differenza! Nella prima soluzione trovi una quantità di aggettivi inutile. Attenzione, non c’è nulla di sbagliato dal punto di vista formale ma che noia leggere le dolci colline e il panorama spettacolare.

Ogni panorama è spettacolare. Ma perché non porti il lettore in quella circostanza e gli fai capire cosa hai provato tu e cosa c’è di speciale in questo mondo? Con l’aiuto di una foto tutto questo storytelling diventa ancora più facile e immediato.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Qual è la tua opinione sull’argomento?

In questo articolo non faccio solo la sintesi delle caratteristiche fondamentali degli aggettivi, ma provo a spiegare come li uso per migliorare la scrittura dei testi che pubblico sul blog. Obietto? Fare di più, migliorare. Tu sei d’accordo? Anche a te piace lavorare sulla scrittura snella? Ti aspetto nei commenti come sempre.

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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 COMMENTI

  1. Ciao!
    E’ da qualche tempo che seguo il tuo sempre interessante blog, ma leggendo questo post non ho potuto fare a meno di constatare la coincidenza… stavo pensando giusto qualche giorno fa al fatto che utilizzo troppi aggettivi mentre scrivo, sia nel mio blog che nella vita di tutti i giorni.
    E infatti non riesco mai a scrollarmi di dosso la sensazione di essere così pesante quando scrivo!
    In effetti dovrei misurarmi un po’ di più. 😉

    Complimenti ancora per il blog!

    • Allora ti suggerisco altri due post che ti possono aiutare:

      11 trucchi per alleggerire i tuoi post: https://www.mysocialweb.it/2010/04/08/alleggerire-post/
      7 consigli per imparare a scrivere con il coltello https://www.mysocialweb.it/2009/09/07/7-consigli-per-imparare-a-scrivere-con-il-coltello/

      A presto!

  2. Post interessante e utile.Direi che le indicazioni potrebbero essere estese anche alle conversazioni correnti ormai imbarbarite da frasi fatte e turpiloqui per non dire dal cattivo gusto anche da parte di soggetti che si presuppone abbiano ricevuto una istruzione di base su tali elementi.

    • Certo, anche nella lingua parlata fa bene dosare gli aggettivi. Quando si abbonda il rischio è quello di togliere importanza a ciò che si dice.

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