Le manifastazioni popolari in Egitto hanno utilizzato i social network per organizzarsi e muoversi tra le strade del Cairo. Oggi queste proteste hanno raggiunto le proporzioni di una rivoluzione e tutti siamo concentrati sull’evoluzione degli eventi.

twitter egittoCome anticipato nel mio precedente articolo e sottolineato anche da Mashable, Flickr e Youtube si sono dimostrati degli ottimi canali per documentare il susseguirsi degli eventi, così come gli hashtag #egypt e #jan25 su Twitter continuano ad essere i canali di comunicazione fondamentali.


Forse ti serve qualche analisi di trend Twitter per capire la portata del fenomeno. Come puoi ben vedere da questi grafici che ho ricavato analizzando i dati TweetVolume e Trendistic nell-ultima settimana sta prendendo spazio anche #jan28.

twitter-trend

Altre novità dal mondo social arrivano da Twitpic che raccoglie le immagini inviate tramite Twitter (anche se continuano i problemi alla rete). Tumblr ha raggruppato tutte le immagini, le note, i video e i post con il tag #egypt e alcune piatatforme di microblogging cinesi hanno censurato le ricerche correlate alla parola “Egitto”.

social network map

La Repubblica, invece, ha pubblicato in questi giorni una mappa interattiva che indica tutte le rivolte e le proteste che trovano nei social network un canale di comunicazione significativo. In Egitto la rivolta è ancora online ma ci sono anche la Tunisia. il Libano, la Siria, la Cina… e poi ci sono le parole di questa bambina di solo otto anni che stanno facendo il giro del web.

Upgrade 01/02/2011 – In effetti finora Google era rimasto un po’ fuori dai giochi tra social media e rivoluzione egiziana, ma ecco che dal blog di Google leggo una novità molto interessante. Si tratta di speak-to-tweet, un progetto che vede Google collaborare con Twitter e SayNow per creare un sistema capace di superare il problema della connessione internet a singhiozzo.

Speak-to-tweet permette di lanciare un tweets semplicemente telefonando a uno dei numeri internazionali indicati nell’articolo. Il messaggio vocale verrà trasformato in un file audio su SayNow (che tra l’altro è stato acquisito da Google da qualche giorno) raggiungibile con una url che troverai sul profilo @speak2tweet con l’hashtag #egypt. Il file audio è caricato su un lettore e basta premere play per ascoltarlo.


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3 Responses to Web, socia network e rivoluzione: in Egitto la protesta è ancora online

  1. josè Luis says:

    Questa gente è veramente disperata e non possiamo biasimarli in alcun modo.
    Basta fare una breve ricerca su youtube (ecco qui un esempio http://www.youtube.com/results?search_query=police+brutality+egypt&aq=f ), per trovare le atroci ingiustizie alle quali è sottoposto il popolo egiziano da ormai tantissimi anni.

    Sento l’impotenza di non poter fare nulla per questa gente, se non levare preghiere a Dio perchè possa sostenerli ed aiutarli nella buona riuscita di questo grande cambiamento storico.

    E dire che noi ci lamentiamo del nostro paese.

    Forza popolo di Egitto!!! Forza popolo di Egitto

  2. Già… ci sono dei casi terribili di brutalità da parte della polizia!

  3. [...] hanno tentato in tutti i modi di fermare la connessione a internet. Così Google si inventò speak-to-tweet, una diavoleria capace di trasformare un messaggio vocale in un [...]

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