Da un po’ di tempo il fascino dei social media (o l’illusione di avere tutto e subito) ha fatto breccia anche nel mondo della politica italiana. C’è chi li usa benino, chi li ignora completamente e chi sogna di trasformarsi nell’Obama de noantri.

E poi c’è chi crede di essere in uno di quei programmi televisivi in cui ognuno dice la sua, spara balle allucinanti e nessuno può smentire. O quantomeno se qualcuno ci prova viene inondato da una valanga di chiacchiere, insulti e grida da mercato. Più o meno come ha fatto oggi Letizia Moratti.
Ecco i fatti come sono andati. Lucah inizia a fare domande alla Moratti citandola con la classica mention. Domande che hanno come oggetto le lamentele su una moschea da costruire in una strada dal nome improbabile: via Giandomenico Puppa del quartiere Sucate. Da quest’immagine è facile capire come è andata!

Una brutta figura, non c’è che dire, anche perché un sindaco dovrebbe conoscere i quartieri della propria città. Sorvolando sul tono usato per rispondere alla falsa domanda/provocazione, chi gestisce l’account Twitter della Moratti continua per la sua strada e non tiene assolutamente conto che si stanno scatenando una miriade di tweets con l’hashtag #sucate.
Questo non è un blog politico e tutto quello che mi interessa a me si racchiude in poche parole: essere social non vuol dire aprire un progetto bello e simpatico come mirispondi (l’idea non è male) per poi sparare a zero su un account Twitter. Significa parlare con la gente, leggere le domande e rispondere con onestà. Che poi quando ti scoprono sei già diventato un caso clinico su Twitter!
Altri riferimenti sulla discussione e i link dei vari tweet li trovi su questo account Friendfeed, e se vuoi condividere su Twitter questo articolo non dimenticare il giusto hashtag!
Vuoi leggere ancora qualcosa?
