Gratis non si lavora. Si ozia. Ti piace come idea? E come potrebbe non piacerti, è un concetto fondamentale. Io lavoro e vengo ricompensato con una moneta che userò per comprarmi benei di prima necessità, vestiti, oggetti di diletto. Altrimenti me ne sto a casa a gestirmi i miei affari!

Un proverbio delle mie parti dice “senza soldi non si cantano messe”: e se non lo fa la chiesa, perché dovremmo cantarle noi le “messe” senza ricevere un giusto compenso? Da una domanda come questa credo che sia nato #nofreejobs, un progetto che si muove attraverso i social per contrastare il lavoro gratuito o sottopagato.
Bisogna sensibilizzare le masse, bisogna far capire a tutti (soprattutto a chi propone queste forme di lavoro) che l’impegno deve essere premiato con una giusta ricompensa, e che solo in questo modo possono ottenere un prodotto qualitativamente significativo.
L’esperienza me la voglio fare sul campo, lavorando sodo e spendendo come credo il denaro che mi sono guadagnato. No Free Jobs è online da circa un mese ma ha già fatto parlare per le sue iniziative: seguite la sua azione su Facebook e Twitter, ma soprattutto segnalate tutte le cose storte che vi passano sotto il naso.
E per il mobile c’è anche un’applicazione: web infermento presenta #nofreejobs mobile app.
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