Twitter attacca Google: questo è un brutto giorno per internet!

Posso essere onesto con te che mi segui ogni giorno? Questa storia di Google, Plus Your World non mi piace. Non mi piace perché c’è aria di  risultati viziati da un progetto che vuole trasformare il web a immagine e somiglianza di Google.


Non ho mai nascosto i miei dubbi verso la scalata dei risultati Google Plus nella Serp, e oggi sottolineo la mia posizione dopo aver provato il nuovo Google.com. Ma anche quelli di Twitter ci vanno giù pesante, sai?

Ed ecco il messaggio al fulmicotone mandato da Alex Macgillivray, general counsel di Twitter ed ex legale di Google.

Un brutto giorno per internet, soprattutto perché essendo stato lì già immagina il dissenso per questa alterazione dei risultati. E poi c’è la nota ufficiale di Twitter che incalza di brutto. Ecco una sintesi:

Per anni le persone si sono affidate a Google per accedere ai risultati più rilevanti ogni qualvolta volevano trovare qualcosa. A volte volevano sapere qualcosa di più su eventi e breaking news.

Twitter è diventato un punto di riferimento per queste informazioni real time. Più volte la notizie sono apparse prima su Twitter e, come risultato, gli account ed i tweet sono spesso risultati rilevanti.

Siamo sconcertati del fatto che i cambiamenti imposti da Google renderanno la ricerca delle informazioni più difficile. Pensiamo che sia un aspetto negativo per le persone, per gli editori, per il giornalismo e per gli utenti di Twitter.

Insomma, tutto questo rimescolare della Serp ha toccato i nervi del social cinguettante. Ma sai cosa ha risposto Google? La scorsa estate Twitter ha scelto di non rinnovare gli accordi e noi ci siamo limitati a osservare il loro comando di rel=nofollow.

I miei dubbi

Quindi che facciamo? Seguiamo la reazione alterata di Twitter (segnata anch’essa da qualche interesse), mettiamo un freno all’evoluzione e torniamo all’età della pietra? No, non mi fraintendere. Dico solo che – dal mio modesto punto di vista – una Serp zeppa di risultati pescati da G+ la trovo poco utile.

E poi la domanda che tutti si stanno facendo: arriverà il momento in cui i suggerimenti di Google Plus supereranno i vincoli del login e dello switch?

Sentiamo la tua opinione su questi punti…


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9 comments

  1. MinusRave

    G sta compromettendo molti dei suoi “valori” o dei valori che gli sono stati attribuiti.
    Sta decisamente diventando ultrapervasivo e i suoi progetti opensource non sono poi tanto opensource (vedi Android).
    Ho da poco iniziato a studiare Google App Engine. Senza entrare nel merito delle performance è chiaramente un arma a doppio taglio. Sviluppi e scali as a breeze. Ma poi da lì non ti muovi. Tecnicamente è difficilissimo, senza riscrivere gran parte del codice e senza rischiare di perdere la base dati migrare.
    Google incatena a se non solo l’utente finale ma anche il business.

    Che ne pensi invece di http://duckduckgo.com/

  2. Riccardo Esposito

    E’ impressione di molti, Google sta diventando sempre più invadente (meglio dire prepotente) nelle sue azioni.

    Che poi questo sia il modo giusto per portare avanti il suo business è un altro discorso.

    DuckDuckGo? Mai visto ma ho fatto un paio di ricerche e mi sembra simpatico!

  3. Massimo

    Io sinceramente non ci vedo assolutamente niente di male, uno la SERP principale rimane la stessa, solo nel caso che una persona sia utente di google e iscritto al social network G+ (non tutti lo faranno) potrà usufruire di una ricerca più vicina ai suoi conoscenti, e mi sembra anche una cosa intelligente avere una possibilità del genere invece di vedere sempre i soliti page rank 7/10, secondo io ho imparato che quelli che si lamentano sono sempre quelli che hanno paura di perdere qualcosa come oggi twitter e in alcuni casi facebook perche’ comunque bene o male oggi ne esiste uno in più, quando c’era solo da guadagnare non si lamentava nessuno, e poi su google possiamo dire effettivamente mille cose ma io ho una sensazione ed è quella che se il potere di google lo avesse avuto in mano uomini come Bill Gates e Mark Zuckerberg oggi stavamo molto peggio ma molto peggio.

  4. Daniele

    Io ho provato quei risultati e devo dire che:

    il Plus nelle ricerche funziona solo se sono loggato su Google;
    posso comunque scegliere di non visualizzare quei risultati.

    Quindi ho la facoltà di vedere le serp “vecchia maniera”.

  5. Paolo Valzania

    Mi sembra strano questo nuovo orientamento di google, partendo dal presupposto: se so che posso “pompare” un indirizzo o un prodotto, attraverso un canale sicuro (e non parliamo di tecniche black hat, anzi) perchè non farlo, il fatto di poterlo avere attraverso una veste social, questo non mi sembra più tanto neutro.

  6. Paolo Valzania

    Mi domando questo: se esiste un modo pulito per ottenere maggiore visibilità e risultati attraverso G+, perchè no?
    Alla fine l’apparenza potrebbe essere quella, se sei su G+ sei più “visibile”(anche se all’interno di Google), ergo meglio creare un profilo G+
    Così G spinge ad “avvicinarsi” alla sua parte social.
    Il gioco di apparenze è quello, come l’idea che conoscere Google è conoscere la SEO.

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