Le idee sono indispensabili per portare avanti un blog, ma non bastano. Devi conoscere le regole della lingua italiana, i linguaggi del web, le esigenze del tuo target e devi avere un buon vocabolario personale.

Il vocabolario personale non è quello che hai nella libreria con le firme dei tuoi amici di liceo, ma l’insieme di parole di cui conosci il significato e che riesci a utilizzare in un testo. Scopriamo come migliorare e utilizzare questa risorsa:
Leggere per conoscere
Per aumentare la portata del tuo vocabolario devi leggere. Ma devi leggere con la sete di conoscenza, con il desiderio di fare luce sulle parole che non conosci. Insomma, devi leggere con curiosità.
La mia abitudine è semplice: segno su una pagina del libro le parole che non conosco e poi uso i dizionari del Corriere della Sera per fare chiarezza .
Non solo Web
Leggere è un’arte. Leggere è dare ossigeno al tuo cervello. Ma leggere è anche scegliere tra le tante risorse che ti passano sotto il naso. Perché ingolfare il tuo feed reader se riesci a sfogliare solo la metà degli aggiornamenti?
Scegli con attenzione i feed da seguire e dai spazio anche alle risorse offline: riviste, libri e supporti analogici che molti hanno dimenticato. Ma che possono dare ancora tanto.
Sinonimi e contrari
Chi non conosce il mondo dei sinonimi e contrari? Una volta c’era il vocabolario cartaceo e oggi abbiamo quello digitale, ma la sostanza non cambia: quando la parola ripetuta diventa un problema lo consulti, e fai tesoro dei suoi consigli.
Un articolo utile: 18 strumenti per scrivere meglio (anche offline).
La parola giusta al momento giusto
Alimentare il vocabolario personale non vuol dire collezionare parole ricercate per fare lo sborone. Non dimenticare che il tuo obiettivo è raggiungere i lettori, non stupirli.
Fatti un paio di domande: sei sicuro che tutti capiranno il tuo linguaggio? E sei sicuro che non si stancheranno di andare sul vocabolario online per capire il senso delle frasi?
Dare il giusto nome alle cose e non stupire a tutto i costi: così la vedo io. E tu?
Vuoi leggere ancora qualcosa?
