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Cosa compri con 50 centesimi? Un articolo!

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Lunedì ho pubblicato un articolo (perché fare il copywriter?) dal titolo diretto, un guest post scritto da Valentina Dainelli che ha raccolto molti commenti interessanti.

50 centesimi

Valentina affronta un problema che affligge molti copywriter: il compenso economico. Quanto chiedere a un cliente? Come reagire a offerte di lavoro sottopagato?  È giusto aspettarsi anche un “grazie” ogni tanto?

Purtroppo è difficile rispondere a queste domande, perché agli occhi dei profani la scrittura rimane un’arte minore nel mondo del web. Il ragionamento è semplice e lo spiego con una conversazione verosimile:

“Tu signor Tizio sai creare un database?” “No, non so dove mettere le mani e ho bisogno di un professionista che lo crei e lo gestisca per me. Lui mi fa un preventivo e io accetto”.

“E tu signor Caio ne capisci qualcosa di web design?” “No, ho bisogno di un professionista che trasformi in linee, colori e forme i miei desideri”.

Ma Tizio e Caio sono andati a scuola, sanno scrivere e – di conseguenza – pensano di poterlo fare anche sul web. Mi sembra di sentirli: “Non c’è bisogno di un professionista per questa operazione, al massimo la molliamo a qualcuno per due soldi, giusto per non perdere tempo”.

Scrivere un articolo

Perdere tempo? Cari signori, voi state perdento le migliori occasioni! Investire su un buon copywriter vuol dire dare una marcia in più al proprio sito, parlare alla gente che vuoi raggiungere, dare le informazioni giuste nel modo giusto.

Ovviamente non voglio dire che i webwriter sono gli unici ad affrontare il lavoro sottopagato: questo è un problema che riguarda tante figure professionali che lavorano con il web che devono affrontare anche regimi fiscali avversi.

Cinquanta centesimi?

E poi c’è la moda del blog. Tutti sentono parlare di blog, della forza dei blog, dell’importanza dei blog, e allora ti chiedono di scrivere articoli per 50 centesimi.

Ma cosa pensate di portarvi a casa per 50 centesimi? È finita l’epoca in cui bastava riempire le pagine di parole: adesso tutto gira intorno alla qualità, ai contenuti capaci di dare qualcosa in più al lettore.

E mi dispiace, non so cosa possiate dare ai vostri lettori con un articolo pagato 50 centesimi.

Ma allora quanto mi devo far pagare?

Tutte queste chiacchiere per arrivare a dire che il tuo lavoro è prezioso. Tu copywriter sei una colonna portante delal struttura web e che non devi scendere a compromessi.

Ho trovato buone risposte nel post di Claudia Zedda dedicato alle questioni di prezzo: una tariffa base nel numero di parole e un costante aumento in base alla difficoltà dell’argomento, ai tempi…

denaro blog

Va bene fare dei prezzi di favore ai clienti che ti danno prospettive a lungo termine, ma senza esagerare. E soprattutto senza lasciarsi ingananre dalle smancerie: i “grazie” e i “molto gentile” fanno piacere ma non pagano le bollette 🙂

C’è bisogno di professionalità, competenza, un blog per farti pubblicità e un bel po’ di audacia: tu che ne pensi? Quali consigli puoi dare? Hai un’esperienza da raccontare? Lascia tutto nei commenti!

Fonte Immagine 1 Fonte Immagine 2

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

25 Comments

  1. Come ripetuto già molte volte, 0,50 centesimi sono assolutamente nulla.

    Come lessi tempo fa in un articolo dedicato all’argomento, faccio prima a chiederli a mia nonna. Riuscirei sicuramente a guadagnare 10 euro in 2 minuti, piuttosto che 0,50 centesimi con mezz’ora di lavoro.

    Ho ripetuto spesso anche il concetto che è vero, inizialmente si fatica a ricevere un giusto guadagno, ma 0,50 cent no, è troppo. La tua creatività vale quanto una gomma da masticare? Non credo proprio.

    Beatrice

  2. Certo, eccolo qui —> http://www.wikiculture.net/2011/11/08/caro-blogger-ti-pago-20-euro-al-mese-e-tu-mi-scrivi-40-pezzi/

    Fece molto scalpore, in quei mesi 🙂

  3. Bell’articolo che pone l’attenzione su un problema che mi pongo tutti i giorni e che ho discusso con Beatrice proprio l’altro giorno.
    Sono pienamente d’accordo sul fatto che la mia creatività valga più di una gomma da masticare e soprattutto dura di più di una gomma da masticare!
    Sto cercando di organizzare le idee e fare un piano d’azione più razionale e trovare lavori più remunerativi di 50 cent. Ringrazio anche Beatrice per i preziosi consigli. Spero proprio che la fortuna premierà gli audaci, perchè di coraggio ne ho da vendere.

  4. Ciao Riccardo,

    concordo con te sia sull’annosa questione delle tariffe stracciate che sul tuo stato d’animo, piuttosto seccato a riguardo. Come quello di tutti noi, immagino.

    Pieno sostegno anche alle parole di Beatrice.
    Il problema è nel saper dire di no. E dirlo troppe volte, poi, crea frustrazione e incertezza maggiore di quella sopra cui camminiamo tutti i giorni, cercando di non perdere l’equilibrio.

    Hai fatto centro pieno con il discorso della cultura non professionalizzata del writer (passatemi l’inglesismo) in generale: purtroppo è un concetto che sta sgusciando anche nel mondo anglofono, che da sempre invece si poneva una spanna sopra il nostro.

    La mia esperienza? Da quando non lavoro “fissa” in un’agenzia sono diventata forzatamente una libera professionista della scrittura. Il mio tariffario si muove ad personam – come credo quello di tutti – e ho imparato a non morsicarmi la lingua quando mi viene in mente la parolina con la Enne.
    É dura, ma sarebbe peggio se non la dicessi così spesso. Almeno per il rispetto che ho della categoria, di me stessa e del livello qualitativo di ciò che scrivo.

    I miei 2 cents, spero di non avervi annoiato 🙂
    Un saluto,
    Stef.

  5. Non ho mai lavorato per 50 centesimi, nemmeno quando ero una pivellina alle prime armi… figuriamoci ora. La professionalità nello scrivere un articolo non è solo nel mettere due parole una accanto all’altra, ma riuscire a posizionare bene l’articolo, con le giuste keywords, in un’ottica chiaramente SEO. Se c’è qualcuno che con 50 centesimi riesce ad arrivare a fine mese, fatevi avanti…
    Io lavoro dalla mattina alla sera come libero professionista, e posso assicurarvi che guadagno dagli ottocento ai mille euro al mese… se dovessero pagarmi 50 centesimi ad articolo, quanti articoli dovrei scrivere al giorno, e di che qualità, per arrivare a 30 euro/giorno, che sono il minimo?

  6. Ciao a tutti,

    non so se capita solo a me, ma ci sono agenzie di ragazzi giovani che stanno crescendo e mi chiedono prezzi di favore in cambio di “eterna collaborazione”. Indipendentemente dal fatto che ne possiamo anche parlare, quello che mi sconvolge è che me lo dicono dopo che io ho fatto loro un prezzo che “di favore” è dir poco.
    Tutti pensano che scrivere sia facile e non porti via del tempo. Io mi sento spesso frustrata e poco considerata. A voi capita?
    Ovviamente con clienti sconosciuti non mi capita mai, sono solo quelli che si professano amici…
    O quelli che ti chiedono uno slogan e lo vogliono pagare poco perché sono poche parole?! Vi è mai successo?

  7. D’accordo su tutto quanto scritto in questo post.

    Vorrei aggiungere che, spesso, la colpa di questa situazione è dei web writer stessi. C’è infatti chi accetta di lavorare a 50 cents, quando invece bisognerebbe avere coraggio e rispondere così: “Vuoi un articolo di qualità che si posizioni in prima o seconda pagina di Google? E mi paghi solo 50 cents? Ma scrivilo tu!”. In alternativa, per rendere più forte e concisa la risposta, propongo di usare la parola di cinque lettere che adoperò a Waterloo il generale Cambronne. 😉

  8. Come al solito mi trovate favorevolissima ad ogni commento. Il problema secondo me è tutto nel fatto che chi gestisce blog e siti spera solo di averli pieni. Poi quello che c’è dentro non importa.
    Una volta stavo preparando una campagna article marketing e il mio ‘cliente’ mi disse: sii più svelta, tanto non lo legge nessuno, basta che ci siano le parole chiave.
    Risultato? Non lavoro più per quella persona. Indipendentemente dalla paga. Siamo anche noi che dobbiamo cercare lavori di qualità, selezionare, per fare in modo che il nostro lavoro ottenga il giusto merito. E non selezionare solo in funzione dei soldi, ma anche di dove scriviamo. Scrivere un post su un sito di qualità, come ha fatto Valentina per Riccardo qui su Social web, vale più dei soldi, per chi vuole farsi una reputazione vera.
    Detto questo chiedo il permesso a Riccardo di autopropormi e dirvi che io c’ho creduto. Non ci credete? Leggete nel mio blog 🙂

  9. Ho lavorato un mese per 50 centesimi e non ne vale la pena, perchìè ne perde la qualità. Il problema è che purtroppo in un periodo di crisi tutto fa brodo, ma non deve essere così, la dignità del lavoro deve essere più forte, ma purtroppo c’è chi ha il coraggio di pagare anche 0,25 centesimi a pezzo, ecco l’annuncio http://www.kijiji.it/annunci/informatica-e-web/roma-annunci-roma/cercasi-content-makers-per-sito-web/26698530

  10. In questo caso fate attenzione anche al fatto che si parla di caratteri, non di parole. Due cose ben distinte.

    Vorrei aggiungere anche una cosa.
    Polemica su polemica.
    Siamo tutti d’accordo sul non pagare 0,50 cent a post. Ma bisogna anche meritarseli questi soldi. Leggo in questi commenti errori della lingua italiana e questo mi porta a ribadire, come mio solito, che senza le basi non puoi fare questo lavoro.

    Sono molto dura da questo punto di vista, lo ammetto.

    Beatrice

  11. Ciao Riccardo, pezzo davvero interessante. L’argomento è un pò “caldo”, ma è bene che venga trattato. Più se ne parla, più ci si incontra, più ci si scontra e con più facilità e cognizione di causa chi scrive per il web può definire un prezzo per il proprio lavoro, cosa non sempre semplice (per lo meno agli inizi) Naturalmente grazie per aver citato il mio punto di vista 😉
    A presto e resto in attesa del tuo prossimo articolo!

  12. Ho già scritto un paio di articoli contro questa moda di pagare un articolista meno di uno che lava pavimenti. Il problema fondamentale, secondo me, è a monte, il “datore di lavoro”.

    Molti, ragazzetti credo, sono convinti di guadagnare facilmente con adsense e quindi cercano gente che produca testi per blog nati per guadagnare. Io uso adsense da anni e guadagno spicci ogni mese.

    Alcuni pagano perfino in annunci google… il massimo che ho trovato è 2 euro ad articolo.

    Io cerco di non scendere sotto i 4 centesimi a parola, perché diventa davvero ridicolo scrivere a meno.

    50 centesimi per un articolo di 300 parole, magari, significa pagare 1 euro l’ora… ci rendiamo conto? Vado a lavare i pavimenti, allora, e ne prendo di sicuro 10 per quell’ora di lavoro.

  13. @Beatrice: sulla correttezza della lingua siamo d’accordo, ci mancherebbe. Sono anche convinto che molti “articolisti” si definiscono tali solo perché sanno mettere due frasi una dietro l’altra.

    Per scrivere per il web non devi solo conoscere la lingua italiana, ma anche le tematiche e le problematiche del web.

    Mi avete ispirato un post 😀

  14. Ciao a tutti,

    io non credo di aver perso la mia dignità a lavorare per 50 cent ad articolo. Devo anzi ammettere che mi sento un pò offesa da chi pensa questo. Credo sia troppo facile giudicare dall’altra parte dello schermo, con un proprio parco clienti, con anni di esperienza e soprattutto con uno stipendio a fine mese.

    Io sono stata messa fuori quando è arrivato mio figlio, perchè diciamocelo, l’Italia non è proprio un paese per donne, e soprattutto non è un paese per mamme. Ho deciso quindi di fare di necessità virtù e non buttare via tutti i sacrifici fatti negli ultimi due anni di partita iva, accettando anche 50 cent ad articolo pur di scrivere (imparando un mestiere) e portare a casa qualcosa. Per non rimanere immobile, per non rimanere al palo, per fare appunto di necessità virtù. Fare è meglio che non fare.
    E’ vero che uno non si deve svendere forse è quello che ho fatto, avendo l’illusione che qualcuno della redazione si accorgesse di me. Ho sbagliato, ma non ho leso la mia dignità. Quindi per favore attenti alle parole, perchè qui c’è qualcuno che si impegna ogni giorno anche per 50 cent.

  15. Ciao a tutti,
    il mio è un breve commento, il post è sicuramente dei più spinosi e mi trovo d’accordo con la maggiormaprte dei vs commenti. Pensavo, ( magari dico una cosa scontata..), perchè non applicare un tariffario simile a quello dei traduttori? a cartella dunque e diverso a seconda del settore per cui si deve scrivere?.. 50cent…si, fanno bella musica!!!

  16. Sul mio sito appena nato sto affrontando questa spinosa tematica. Sono convinto che si debba dare una svolt questo furto di lavoro che viene fatto nei confronti di noi copywriter. Se volete partecipare e unirvi visitate il mio blog: http://lavorarescrivendo.blogspot.it/
    Non è un’attività a scopo di lucro: cerco solo di fare qualcosa di concreto per unire le persone che fanno il mio stesso mestiere e che vengono sfruttate senza vergogna.

  17. Guardate qua! ^_____^

    “Al momento non è prevista una retribuzione […]
    Senza contare l’ottima esperienza e crescita professionale a cui potrete puntare […]
    Ogni mese l’utente migliore che avrà scritto il maggior numero di articoli e che inoltre saranno i più letti e i più interessanti riceverà una retribuzione minima, ma di incoraggiamento. […]”

    http://www.kijiji.it/annunci/informatica-e-web/milano-annunci-milano/blogger-web-content-editor-copywriter/28811343

    • Ciao!

      Grazie per la tua segnalazione! Puoi postare le tue segnalazioni anche qui che è un articolo più recente, sempre sullo stesso argomento.

  18. Giustissimo che se ne parli. Non è possibile accettare di scrivere per 50 centesimi. Ma finchè continueranno ad esserci persone che accettano di lavorare per quel magro “compenso” non so se cambieranno le cose..

  19. Leggevo il tuo esempio su database e web design e il fatto che per queste necessità ci si affidi ad un professionista. Non è vero, non è sempre vero, e lo vedo nella realtà di una piccola (scialba) azienda in cui lavoro come programmatore… programmatore? Macché: devi saper fare tutto, dal grafico al sistemista… perché “sei un informatico e non è accettabile che non sai fare tutto quello che riguarda un computer”. Già, perché un chirurgo sa anche fare il dentista, vero?

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