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La fine dei comunicati stampa è vicina?

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Partiamo dal presupposto che non sono un becchino e non voglio annunciare la morte di niente e nessuno…

…ma c’era un tempo in cui si campava solo di comunicati stampa. Stesso le parole “comunicati” e “stampa” messe insieme stimolavano immediatamente l’attenzione di chi ronzava intorno al Web Marketing. Per non parlare degli article marketing!

comunicati stampa

All’epoca già si notava (o almeno io lo notavo) qualcosa di morboso nel meccanismo dei comunicati stampa e dei portali che si occupavano della loro pubblicazione: valanghe di siti con contenuti identici che promettevano grandi cose, che tentavano inutilmente di dare delle regole di pubblicazione.

Regole puntualmente infrante dal menegreghista di turno che pubblicava tutto il comunicato in h2…tanto il sito mica era suo!

Panda + Penguin

Ora sembra che tutto questo stia volgendo al termine. Con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo, Google ha deciso di dimezzare (o meglio, eliminare) tutti i siti con contenuti di bassa qualità e le fonti di webspam.

Adesso l’obiettivo è quello di far emergere i contenuti di buona caratura, una solfa che a Mountain View stanno ripetendo da anni ma che adesso devono tentare di concretizzare. E allora largo ai copywriter che scrivono contenuti belli e diversi, ricchi di informazioni che fanno breccia nel cuore dei lettori.

La fine di un’era

Perché in fondo in fondo lo sai anche tu: i comunicati stampa – nella maggior parte dei casi – hanno i giorni contati. Mi sbaglio? Ho detto un’eresia?

Eppure non hanno trovato il modo di reinventarsi, e con le attuali regole dettate da Google sono destinati all’entropia, sono costretti all’annientamento da un meccanismo che li condanna senza pietà.

La tua opinione

@ChiaraCovi ha lasciato la sua idea su Twitter che lascia intravedere qualche speranza per i comunicati stampa.

Secondo te c‘è ancora spazio per i comunicati stampa e gli article marketing nel prossimo web? Lascia la tua idea nei commenti e parliamone insieme!

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

12 Comments

  1. Ma, caro Riccardo, fortuna ho letto quello che hai scritto perché il titolo è fuorviante (a meno che non sia una tecnica di ingaggio). Io che ho vissuto di comunicati stampa, ho sempre chiamato così quei tipi di documenti rivolti ai giornalisti per conseguire l’attenzione della stampa, e non visibilità indistinta sulla rete. Ti dico chiaro e tondo che il comunicato stampa nella sua accezione vetusta è più vivo che mai, e non ho mai pensato che i contenuti debbano essere dei copia e incolla da dare in pasto agli spider. Per il resto completamente d’accordo con te. Lunga vita ai contenuti!

    • Ciao Leonardo,

      hai ragione. Io mi riferisco a quei comunicati stampa costruiti solo per recuperare qualche link e da pubblicare in massa nei siti dedicati. Il comunicato stampa giornalistico, ovviamente se scritto nel modo in cui sappiamo, ha ancora il suo peso.

  2. Da addetta ai lavori nel settore musica segnalo che il comunicato stampa è ancora importantissimo per venire a conoscenza degli eventi, delle release, oltre che ovviamente della conferenza stampa! Le informazioni non sempre sono reperibili online, c’è ancora una certa gelosia sui contenuti (parlo di grandi artisti seguiti da grandi etichette), e il comunicato serve comunque da traccia per scrivere un articolo degno di essere chiamato tale. Ti fornisce delle informazioni base (chi, dove, come, quando) che vanno poi rielaborate per il tuo target, estrapolando ciò che interessa ai tuoi lettori.

  3. Sono d’accordo con ciò che dice Leonardo e con la tua risposta. C’è da fare una chiara distinzione tra ciò che è comunicato stampa e ciò che è spam. Ed è una distinzione che spesso non si riesce a far capire ai committenti. C’è gente che vuole uscire sui giornali o sul web indipendentemente dall’avere o non avere qualcosa da dire, ragionano come se giornalisti e blogger passassero le giornate in attesa di un loro cortese comunicato stampa che non parla del nulla. Il comunicato stampa, fatto bene, è ancora uno strumento di comunicazione indispensabile. Altra cosa sono i contenuti spacciati per comunicati stampa destinati solo a far presenza on line…
    Ora rimane da capire come si evolverà la situazione. Mi viene da pensare a comunicati stampa seri, pubblicati così come sono in decine di testate on line. Verranno penalizzati anche quelli? Mi pare di capire di si… Allora i casi sono due: o si smette con l’invio indiscriminato e si iniziano a personalizzare i messaggi, oppure i giornalisti dovranno smettere di essere pigri ed iniziare a rielaborare il materiale che arriva loro… come, in realtà, dovrebbero fare sempre!

  4. Beh dopo la morte, vera o presunta, delle direcotories ci sta che muoiano i siti per comunicati stampa e article marketing, così come sono impostati attualmente. Se vorranno sopravvivere, che vuol dire avere la possibilità di trasmettere del Trust Rank a chi mette link verso siti, dovranno dare delle regole redazionali precise, che tradotto in soldoni vuol dire non pubblicare comunicati e/o articoli identici a quelli già pubblicati, altrimenti rischiano una penalizzazione SEO. Come possano riuscire a fare questo, quando almeno la metà se non i 3/4 dei siti per C.S. e Article Marketing sono gestiti in maniera dilettantesca, non è ho idea. Vedremo come si sviluppa la cosa e soprattutto se avrà ancora senso fare dell’article Marketing

  5. Articolo molto interessante! Complimenti! Purtroppo la fine dei comunicati stampa è vicina sul serio…al di fuori che siano scritti correttamente! Ma è proprio questo il punto.. come scriverlo correttamente per il supporto cartaceo e come per canale web. Molti fanno una cosa unica (basato sul vecchio sistema), tralasciando link di approfondimento, tag dell’articolo e il sistema della piramide rovesciata, ecc. Il mio prof. (giornalista) ha recentemente trattato l’argomento ad una sua lezione, presso il Dipartimento di Scienze della comunicazione dell’Università di Siena. ;)

  6. Ciao vi segnalo questo articolo molto interessante http://copywriter.giorgiotave.it/tributo-comunicati-stampa/692

  7. Il comunicato pensato e organizzato per la carta stampata è ancora valido, in rete è sempre stato un po’ dimesso. per la cronaca, ho provato anche io a utilizzare i CS per i siti web, ma senza tanto entusiasmo. Se aggiungiamo poi che i siti di article marketing sono penalizzati da diversi mesi e che quelli per i CS stanno seguendo la stessa scia… Anche perché spesso devi pubblicare solo il testo e magari mettere in fondo i link di “approfondimento”, neanche fossero un orpello inutile. Meglio un post scritto e indicizzato bene, decisamente! ;)

  8. Secondo me il discorso è un pò diverso: La stampa sta esalando l’ultimo respiro. Quella cartacea già da un po’, ma anche quella web deve necessariamente ridefinire la propria identità. I giornalisti diventeranno a breve inutili, le aziende/associazioni/enti/ecc. comunicheranno direttamente con gli utenti grazie agli strumenti del 2.0. Che ne pensate?
    Saluti
    Simone

    • Ciao Simone, ciao tutti!

      Sottolineo un punto importante: queste riflessioni riguardano le dinamiche di comunicati stampa pubblicati in serie, tutti uguali, su siti che accolgono contenuti duplicati. Mi sembra ovvio togliere da questo discorso un sito di qualità che pubblica comunicati di qualità. Non mi rivolgo ai comunicati stampa in quanto tali, ma al proliferare di contenuti duplicati.

  9. Il comunicato stampa di qualità, quello cioè che non è solo vetrina aziendale (con dati, fatti e opinioni) penso non morirà mai nè potrà essere sostituito da altro. Come al solito la qualità, ai tempi della rete, deve prevalere. Penso però che dovrà cambiare il linguaggio, il formato, i collegamenti ipertestuali, le immagini e tutto quello che invece in rete ha sicuramente più appeal.
    Questo vorrà dire che i giornalisti dovranno andare a cercarsi le notizie (per non riportare il duplicato dei duplicati) e, gli uffici stampa, dovranno rendere i propri clienti il più credibile possibile (con dati e storytelling). Differenziare e ragionare in base ai mezzi, rimane comunque l’imperativo anche nell’eventuale uso del comunicato stampa (se blog, se sito, se web tv o altro). Insomma secondo me tocca lavorare di più: la rete tanto ti semplifica la vita ma tanto te la complica se vuoi essere efficace e un minimo credibile…..

  10. Sono d’accordo con Valeria. Un buon comunicato stampa è ancora fondamentale come base per scrivere un articolo. Purtroppo sono pochi quelli che li sanno fare. Penso infatti che ci siano troppi uffici stampa improvvisati…così come anche troppi giornalisti altrettanto incapaci. Lo so che potrei sembrare la solita presuntuosa moralista un po’ “antica”, ma la penso così

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