Che cos’è 90minutes?
È una app iPhone, una scommessa, una riflessione.
Nasce per ricordare alle persone che la giornata è composta da avvenimenti che influenzano il nostro umore. 90minutes nasce per comunicare, alla nostra cerchia di amici, come ci sentiamo.

Ma perché novanta minuti? È un tempo abbastanza lungo per riflettere sul proprio umore, ed un tempo che trascorre piuttosto velocemente per permetterci di cambiare e ricambiare il nostro stato d’animo.
90minutes è intuitiva: la prima cosa che mi si chiede è di impostare uno stato. Mi si chiede di definire con una parola, IN o OUT, come mi sento. Una parola che per chi utilizza l’app è un linguaggio universalmente condiviso, una parola che potrà non esaurirsi in poche lettere.
Il secondo passaggio è infatti quello di consultare la schermata amici e venire a conoscenza del loro stato. Guardando il loro profilo, associato ad un colore (verde o rosso) mi capiterà di soffermarmi su di uno stato in particolare, e forse chiedermi il perché di quel sentimento.

E qui l’app svolge una delle sue funzioni: mi permette di uscire dall’app stessa. Non è un controsenso ma una funzionalità dettata da una necessità: nel momento in cui vorrei capire qualcosa in più di quel in o out, capisco che devo uscire dalla vita virtuale (che mi ha permesso di ottenere l’informazione) ed entrare nella vita reale per chiedere “che cosa c’è” direttamente al protagonista dei miei pensieri.
Con un semplice knock (che invio scuotendo il telefono) chiedo 5 minuti di vita reale, assieme.
Nell’era digitale, grazie alle tecnologia, gli spazi vengono accorciati e le informazioni giungono al destinatario in tempo reale. Ed qui che l’app si inserisce, rendendo lo stato scelto immediatamente visibile agli amici.
Il knock è un’azione contro la spersonalizzazione dei rapporti umani, anche questa conseguenza dell’era digitale. Un social network è si un collegamento con amici ma è anche una costante comunicazione pubblica, i Il knock on your mind, invece, è una pausa privata.
È anche possibile associare al knock un breve messaggio di testo: se siamo davanti alla vecchia scuola o in una spiaggia deserta e ci capita di pensare a qualcuno bussargli è il modo migliore per dire “qui ho pensato a te”.

Non vi è più di un knock a stato perché l’obiettivo è quello di far incontrare realmente le persone. Un knock è un caffè, è un aspettare l’autobus assieme o decidere di vedersi dopo tanto tempo. Il knock è la rivalorizzazione del rapporto a due e di una comunicazione non mediata.
È ciò che voglio dire, a chi lo voglio dire, senza implicazioni.
L’applicazione ha come centro la persona e i suoi pensieri, parte dal singolo per mantenerlo all’interno di una rete di relazioni, probabilmente autentiche. Ecco qualche riferimento per conoscere meglio 90minutes:
Questo articolo è stato scritto da Sara Alzetta per My Social Web. Vuoi diventare anche tu un guest blogger e pubblicare sul mio blog?