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7 consigli per migliorare la tua Google Plus Experience

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Sì, hai capito bene: voglio concentrarmi ancora una volta su Google Plus, la piattaforma social di Mountain View che ho tanto criticato in passato. Solo gli stupidi non cambiano mai idea, ricorda!

Ho elencato i motivi per usare Google Plus e i metodi per sentirti meno solo, per ricreare il calore di Twitter e Facebook senza rinunciare alla calma serafica di un social nuovo di zecca. Adesso è arrivato il momento di ottimizzare.

google plus experience

The Jimi Hendrix Experience [Box set]

Dobbiamo sempre puntare in alto, dobbiamo migliorare e rifinire la nostra Google Plus Experience. Per questo ho preso il meglio di due articoli, uno pubblicato su Social media Examiner e l’altro su SEOmoz, per creare un lista di 7 consigli da mettere in pratica subito.

1. Keyword e link nella pagina informazioni

La pagina Informazioni (ecco quella del mio profilo personale) è un’ottima opportunità per fare una sintesi delle tue competenze, degli studi, delle esperienze lavorative. Proprio come una qualsiasi pagina about me di un blog.

Sfrutta al massimo le potenzialità di questa risorsa: usa le keyword, il grassetto, le liste puntate per rendere il tutto più leggibile, i link utili per avere maggiori informazioni sulla tua attività.

keyword google plus

Una schermata del mio account Google Plus,

Cerca di compilare la maggior parte dei campi – come suggerisce anche Boraso - per dare un’informazione completa, ma non diventare uno spammer. Come per i tuoi contenuti migliori, anche in questo caso devi scrivere per gli utenti, non per i motori di ricerca.

Quindi non esagerare con le keyword e con i link. Devi essere naturale. Ti consiglio anche di leggere questo articolo dedicato alla leggibilità di un testo.

2. Ottimizza il tag title G+

La prima frase dei post pubblicati su Google+ diventa parte del tag title, ovvero un fattore correlato con il ranking e il click-through rate. Scegli le parole chiave, come al solito senza fare spam, e ricorda che questa stringa di testo sarà la prima cosa che la maggior parte delle persone leggerà.

3. Controlla la tua CircleRank

google plusCircleCount è un tool favoloso. Basta incollare l’URL del tuo account Google + per tracciare le variazioni delle persone che ti seguono e la viralità dei post.

Con questo strumento puoi ricavare anche il tuo punteggio in termini di “CircleRank” e confrontarlo con altri i profili Google +. Guarda un esempio di pagine con highly engaging content.

4. Non mettere limite all’editing

Google Plus, rispetto ad altri social, si avvicina alla flessibilità dei blog. Ad esempio c’è la formattazione e c’è la possibilità di modificare il messaggio che hai pubblicato. Cogli al volo questa occasione e modifica i tuoi post per arricchirli e correggere informazioni errate.

Personalmente io sfrutto al massimo anche la forza dei permalink condividendo su Twitter e Facebook i post migliori che passano su Google Plus.

5. Implementa l’Authorship

Credo che ormai sia chiara l’importanza dell’Authorship, quella funzione che ti permette di collegare le pubblicazioni del tuo post con il profilo Google Plus. C’è un tool del Webmaster Tool per verificare la sincronizzazione delle piattaforme. Qui invece trovi gli articoli per approfondire:

Per ottenere il massimo dall’Authorship prova una serie di foto da utilizzare come profilo Google + e verifica se il click-though rate aumenta o diminuisce. Gli autori di SEOmoz, infatti, hanno individuato una correlazione tra una fotografia più o meno accattivante e i click al sito.

google plus authorship

Ecco l’authorship!

E in questo articolo di Internet Marketing Ninjas si parla dell’importanza di una foto personale su Google Plus: i social media, sostiene l’autrice, servono a creare colelgamenti tra esseri umani, e il logo può spaventare i potenziali follower.

6. Utilizza Google Plus Event

È possibile creare eventi su Google Plus. Sono molto più flessibili e performanti di quelli targati Facebook, si sincronizzano perfettamente con Google Calendar e possono essere utilizzati per invitare a webinar, incontri di lavoro, feste ma anche ai videoritrovi su G+. I famosi Hangout.

Gli eventi di Google Plus hanno tante funzioni interessanti. Puoi caricare foto, puoi integrare l’evento con Gmail e se li usi nel modo giusto – mi viene in mente il recente evento dedicato ai #circleday – puoi creare anche nuove occasioni di interazione.

Una curiosità: lo sai che su Google Plus c’è anche il meme generator?

7. Partecipa alle conversazioni

Una delle regole fondamentali per ottenere un buon successo su una piattaforma social? Devi essere un utente attivo, devi partecipare a conversazioni rilevanti per il tuo target e creare valore.

Per migliorare questo aspetto della tua Google Plus Experience puoi usare le funzionalità di ricerca di Google+: cerca le parole chiave che ti interessano e le citazioni del tuo brand, salva le ricerche sulla barra laterale per una rapida consultazione, monitora le ricerche ogni giorno, rispondi alle mention, commenta le discussioni e condividi i post migliori.

Guarda questo documento in cui condividono cerchie e profili divisi per argomento. Si potrebbe fare anche in italiano. Ora però mi rivolgo a te: quali sono le tue esperienze su Google Plus? Hai qualche consiglio da aggiungere a questa lista? Completiamola insieme.

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

4 Comments

    • Fammi sapere come va :-)

      Approfitto di questo commento per segnalare due articolo molto interessanti che affrontano aspetti diversi di Google Plus. Perché è giusto dare una visione olistica di un argomento.

      - Google+ non è tutto rose e fiori
      - Perché l’Authorship non è il sacro Graal del CTR

  1. Bravo Riccardo…continua a concentrarti su Google+… ;-)

    Mentre sto riflettendo se traslocare dal mio blog a G+ (ed i tuoi post sull’argomento sono sempre molto utili), ho fatto delle ricerche che mi hanno illuminato, in particolare mi hanno fatto comprendere la vera potenzialità di G+: la flessibilità.

    Qui una proposta su come archiviare i post in un foglio creato con Gdrive: https://plus.google.com/u/0/106008477048439103851/posts/AJ8ELbqMrrR
    A mio parere molto macchinoso, ma pare che funzioni.

    Qui un metodo più automatizzato che sfrutta IFTTT + Tumblr: https://plus.google.com/111546581914482006299/posts/7oaF3Z7BUYm
    Non l’ho ancora sperimentato, per cui è da capire se in tutti questi passaggi (peraltro tutti automatizzati) si perde qualcosa.

    Qui una proposta su come creare dei flussi di tuoi post selezionati ed estrapolarne un link (abbastanza) unico che a quel punto puoi divulgare (magari accorciandolo per motivi di leggibilità): https://plus.google.com/111546581914482006299/posts/RRqL1A3FAuv

    La stessa persona, adottando questo metodo, ha inserito nel suo profilo G+ una serie di link che in realtà potrebbero simulare altrettanti blog: https://plus.google.com/111546581914482006299/about
    Trovo interessante come nel suo profilo abbia escluso ogni link esterno e, rinominando i link ai vari flussi, abbia di fatto indicato vari blog che lui sta curando.

    Io stesso, seguendo questa scia, ho inserito nel mio profilo uno stream per un progetto che sto facendo partire: http://goo.gl/z34pY
    Come puoi vedere il risultato non è pulitissimo: ovviamente non puoi possedere un hashtag: puoi solamente utilizzare una combinazione di hashtag che difficilmente qualcuno potrà copiare.
    In quest’ultimo link ho commesso l’errore di citare l’hashtag in un commento, per cui compare anche il post estraneo.

    E’ differente se invece facessi così: http://goo.gl/krX7E
    ossia “ivan ferrero #psychology #psychologistinmilan ”

    Personalmente preferisco questo metodo a quello proposto da Pierre Johnson: con il mio metodo in alto compare anche nome+cognome, cosa che può aiutare in termini di branding…

    Inoltre con un utilizzo appropriato degli hashtag è possibile creare più flussi in cui incrociare i post.

    C’è ancora molto da sperimentare, e sono rimasto folgorato da come questo Pierre Johnson abbia trovato addirittura un modo per creare differenti “blog” (meglio definirli stream), ognuno con il suo indirizzo (quasi) unico…

    Che cosa ne pensi?

    PS: ovviamente se ti va puoi prelevare quanto ti ho appena detto ed inserirlo in tuoi futuri post (per utilità dei futuri lettori). Nessunissimo problema a condividere conoscenza… :-)

    PPS: considerazione più filosofica…
    Stiamo continuando a paragonare G+ ad un blog…e se fosse un approccio errato?
    E se l’approccio più corretto per comprendere le reali potenzialità di G+ fosse non il parlare in termini di blog, ma di streams?

    (ho finito… :-) )

    • Penso che il tuo commento sia più utile del mio post :-)

      Apprezzo la ricerca che hai fatto. E hai ragione: c’è tanta flessibilità in Google Plus. Sicuramente utilizzerò le tue informazioni nel prossimo post.

      Ciao e buon WE.

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