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Piccolo manuale per lavorare gratis (e guadagnare)

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Mi immagino la tua faccia stupita. Mi immagino gli occhi sbarrati del lettore mattutino, quello con le labbra ancora umide di caffelatte. O magari la fronte aggrottata del lettore pomeridiano, provato dalle ore di lavoro ma non tanto da lasciar correre una tale eresia. Lavorare gratis? Giammai!

lavoro gratis

Noi operai del web non abbiamo bisogno di lavorare gratis. Vogliamo i soldi. Anzi, vogliamo un Marx 2.0 (meglio 3) che risvegli la coscienza di classe e unisca il proletariato sotto la bandiera del post-comunismo per combatte il post -capitalismo.

Io lavoro, tu paghi. Fine della storia. Ma ti assicuro che puoi lavorare gratis e guadagnare. Anche più di 50 centesimi ad articolo. Ecco il piccolo manuale nato dalla mia esperienza personale:

1. Pubblicità

Il primo requisito per accettare lavori gratuiti è semplice: la pubblicità. Attraverso un lavoro eseguito a costo zero devo essere in grado di evidenziare il mio nome, di mettere in luce i miei dati e il link al mio blog. O al mio profilo Linkedin.

Tra la mia figura professionale e il nome sul lavoro appena eseguito non devono esserci ostacoli: la strada deve essere pulita, senza intoppi. Io lavoro gratis, tu mi fai pubblicità e non ti prendi i meriti del mio operato.

2. Qualità

Immagina un’ipotetica scala per misurare la qualità del tuo lavoro. Tu sei al punto 3 (facciamo 3,5) e per giustificare un lavoro gratuito devi puntare al numero 4, o al numero 5. Forse il 6 è troppo lontano, ma non aver paura: lancia il cuore oltre l’ostacolo.

guadagnare

Devi puntare in alto, devi guardare verso quelle risorse che hanno numeri che tu non possiedi. Se, per esempio, all’Huffington Post Italia facessero il mio nome io sarei contento. Nonostante le parole dell’Annunziata.

3. Stress

A volte le persone fanno finta di non capire. Tu accetti di scrivere un articolo di tanto in tanto, per fare un po’ di pubblicità al tuo nome, e ti ritrovi nel cuore di una redazione con due articoli a settimana da scrivere con uno stile ben preciso. E senza sbavature.

Ci sono tante formule per lavorare gratis. Io accetto solo quelle che rispettano la mia persona, che non esagerano e non sfruttano il loro nome per trasformare un collaboratore occasionale in un lavoratore a tempo pieno. Ovviamente non pagato.

Per approfondire: come guadagnare con un blog.

4. Impegni

Hai trovato una ghiotta occasione per farti pubblicità su una piattaforma qualitativamente vantaggiosa. Accetti subito o ti prendi un po’ di tempo per pensare? Io dico la seconda, perché c’è un altro punto da valutare: i clienti che pagano.

equilibrio

Un professionista che mette da parte i propri impegni per lavorare gratis non è un vero professionista. Devi scegliere, devi prendere una strada e seguirla fino in fondo: trascurare i clienti, per quanto piccoli possano essere, non ti fa onore. E neanche pubblicità.

La tua opinione

La piramide che trovi all’inizio del post illustra questo processo di scrematura. Un processo che ha sempre bisogno di essere limato e definito con nuove esperienze: vuoi darmi una mano?

Fonte Immagine Fonte Immagine

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

16 Comments

  1. Quanto dici è vero, ma anche no: con tante persone che fanno così, molte aziende non avranno più bisogno di “pagare” qualcuno, perchè l’offerta di lavori a costo zero è molto alta, e nella maggior parte dei casi, se anche la qualità non è ottima, va bene ugualmente, tanto non hanno speso nulla. L’utente finale si è abituato intanto ad un prodotto più scadente (è successo per le fotografie, per i video, per gli articoli) e lentamente il professionista non è più così ricercato a causa dei costi (ovviamente più alti) e a causa di questo adeguamento del pubblico ad una mediocrità o peggio.
    Questo è un discorso molto pericoloso, va affrontato con le pinze, ponderato, perchè, succede già ora, si sta scivolando in un vortice negativo ed invece di trovarti con un nome ed una fama di buon “produttore” di contenuti, ti ritrovi ad aver speso energie e tempo in favore di altri, che invece, già da subito, hanno guadagnato dal tuo lavoro, se non altro in prestigio. Inoltre, chi accetta questi lavori gratuiti, deve essere cosciente che sta togliendo lavoro a chi invece ha bisogno di essere pagato e non può più investire in propaganda personale. Ed un giorno, potresti essere tu ad essere in questa situazione, non tutti sono eccelsi e riescono poi a spiccare il volo da soli!

    • Ciao Daniela,

      Sono perfettamente d’accordo con te. Infatti sono contrario al lavoro gartuito indiscriminato, peggio ancora pagato in modo ridicolo. Lavorare gratis è una pratica produttiva solo quando vengono rispettate alcune regole. Nel mio caso personale queste regole sono elencate nell’articolo e la piramide rovesciata indica proprio questo processo di cernita: ci sono tante possibilità, ma se ne accettano poche.

  2. E’ difficile che un giovanissimo riesca a mettere in atto i criteri di scelta che proponi perchè ancora non ha ne la malizia ne l’esperienza necessarie.

    Pur di mettere in tasca un centesimo, accettano senza ne piramidi rovesciate ne piramidi dritte.
    Scusa se sono cattiva con questo atteggiamento che proponi ma in troppi ormai, con pretesti simili, rovinano il mercato diffondendo mediocrità e prezzi bassi. (il contrario di quello che vuoi diffondere tu)

    • Capisco perfettamente quello che vuoi dire, Daniela. Purtroppo si deve partire dal basso, dalla gavetta: per questo ragiono in termini di punteggio quando parlo della qualità. Io non posso ambire all’Huffington Post, ma posso parlare con un blogger del mio settore con un bacino di lettori più ampio per scrivere un guest post.

      Lo scrivo bene, mi faccio apprezzare e leggere, registro le reazioni: se è andato bene magari il prossimo guest post lo scrivo per un blog con caratteristiche superiori.

  3. Sono d’accordo con Daniela quando dice che l’offerta per i lavori gratuiti è molto alta: al momento si trovano annunci di lavoro dove si specifica con la massima tranquillità che il lavoro è da intendersi come completamente gratuito (un po’ una contraddizione in termini, non trovate?), perché formativo e con generiche “prospettive future”; segno che in questo particolare momento la lotta per emergere è più spietata che mai e pur di iniziare ad “entrare nel giro” chi vorrebbe fare della scrittura il proprio mestiere è portato ad ingoiare qualche rospo in più. Questo indubbiamente alimenta un circolo vizioso che permette ad alcune aziende di guadagnare a costo zero. Sono anche d’accordo con Riccardo quando afferma che spesso un guest post può essere uno strumento di misura del proprio livello creativo utile per capire come procedere e su quali capacità far leva per ritagliarsi uno spazio nello sterminato mondo del web writing. Credo che la verità stia a metà strada e cioè: non bisogna buttarsi a pesce morto su qualsiasi occasione ma selezionare accuratamente argomenti da trattare e piattaforme, scrivere quando si ha davvero qualcosa da dire e farlo in modo logico, personale e distintivo. Sono fermamente convinta che alla fine la differenza tra un post generico di riempimento ed uno scritto con competenza e passione si veda e che se ne accorga anche il lettore.

  4. Bell’articolo Riccardo!
    Evidenzia un aspetto fondamentale per ogni professionista che voglia posizionarsi.
    Il concetto di “pubblicità”, intesa come PR e visibilità (immagino intendessi questo) è proprio alla base del posizionamento e conseguente riconoscimento economico per ogni professionista. Non vedo sinceramente rischi dietro a un approccio di questo tipo a patto che lo scambio sia fatto alla pari. Per questo occorre buonsenso da entrambe le parti. Se manca il buon senso a prescindere, qualsiasi acordo anche di natura economica perde valore.

  5. Ciao Riccardo, stavolta non mi ci ritrovo e a farmi ragionare è stata la cassiera del supermercato. Ieri ho fatto la spesa e alla cassiera ho detto “ohh guarda che io sono quello che ha scritto il post che ha risolto il problema di aruba e joomla ehh”! Lei mi ha guardato e ha detto “e sti ca…”! No per me gratis è morto e sconto sta male, mooolto male! Non vuoi il mio lavoro perchè costo troppo o costo e basta? Beh!! Fa nulla vai altrove! Ps: ieri ho tirato fuori il bancomat e ho pagato

    • Ciao Daniele,

      Lavorare gratis è un conto, lavorare gratis per investire e trovare nuovi clienti è un altro. Per me fare guest blogging, ad esempio, è un modo intelligente per lavorare gratis.

  6. Sono perfettamente d’accordo con quanto affermi e soprattutto il punto Stress mi da la possibilità di raccontare qualcosa di personale che sicuramente è capitato a tanti: ho scritto gratis per molto tempo per riviste e magazine a mio parere di grande qualità ed è proprio questo primo elemento ad avermi dato la spinta per accettare e continuare. Ovviamente si trattava di un contributo ogni mese e mezzo. La visibilità e i lavoro che, col tempo, questi articoli mi hanno portato mi han convinto che scrivere in questo modo non era una perdita di tempo. Al contrario! Quando me la prendo con chi non paga non mi riferisco sicuramente a chi offre spazi di guest blogging (o simili) ma a redazioni giornalistiche vere e proprie von sede e capitale sociale, mi riferisco a centri di formazione e a tante altre realtà simili che vivono sullo sfruttamento di finti stagisti o collaboratori. Per una redazione giornalistica (avete letto bene) consegnavo un editoriale a settimana e minimo sette articoli a settimana (minimo!!!) e quando c’era una tragedia ero sempre io che andavo chiamavo intervistavo ecc (non serve che dica il nome della testata tanto chi vuole può sfogliare il mio linkedin e capire). Finiti i mesi di prova (mesi!) hanno pensato bene che l’unica proposta possibile fosse lavorare gratis. E lo stesso altre realtà conosciute direttamente. Allora è da queste situazioni che dobbiamo, una volta capito il meccanismo, sfuggire e contro queste dobbiamo accanirci e cercare di risolvere il problema (come si diceva nell ‘articolo di un paio di giorni fa )

  7. Caro Riccardo,
    ti leggo sempre con piacere ed ho una domanda off topic che voglio porti da tempo: l’elenco di articoli in fondo ad ogni testo viene inserito manualmente?
    Non si rischia di creare il cosiddetto “megamenu” malvisto da Google.
    Mi rendo conto che avrai da rispondere a centinaia di fans ma, allo stesso tempo, provo comunque a chiederti se solitamente è per te dura replicare e come preferisci essere contattato.
    Ciao,
    Giovan Giuseppe

    • Ciao Giuseppe. Io uso un semplice plugin: Yet Another Related Posts Plugin. Riguardo alle liste di link: immagino che Google tenda a penalizzare qualcosa di più corposo e innaturale, soprattutto link esterni, non contestualizzati, elenchi chilometrici che si ripetono allo stesso modo in tutte le pagine.

      Io mi preoccuperei di più delle tag cloud nelle sidebar http://blog.tagliaerbe.com/2010/09/tag-cloud-seo.html

      • Ti ringrazio per la celere risposta.
        Ero a conoscenza del contenuto del post cui mi hai rimandato ma ho un dubbio: il discorso è valido anche se, come me, si è volontariamente escluso i tag dall’indicizzazione tramite robot.txt?
        Volevo solo provare ad abbassare il bounce rate.

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