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Il 2013 sarà l’anno dei socialwriter

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Siamo agli sgoccioli. Il 2012 sta per concludersi ed è tempo di tirare le somme. Anzi, voglio iniziare la settimana con una previsione. Voglio vestire i panni del mago Otelma e tentare la carta della chiaroveggenza.

copywriting

Per me il 2013 sarà l’anno dei socialwriter. Ovvero dei webwriter specializzati nella scrittura social, nella stesura di testi dedicate a Facebook, Twitter e Google Plus.

Perché il messaggio si evolve in direzione meticcia: non solo immagini, non solo testo, ma una combinazione di codici. Le foto hanno un ruolo fondamentale, ma è un errore pensare che basti avere uno stock di immagini per salire sul carro dei vincitori.

Sui social c’è spazio anche per un buon uso delle parole. Per un copy vecchio stile – quello che creava slogan memorabili – riadattato alle logiche delle community.

Io mi immagino un socialwriter come una una specializzazione. Come una competenza nelle mani di una persona in grado di attirare l’attenzione degli utenti attraverso un buon uso della lingua italiana.

commenti

Il socialwriter conosce le logiche che si nascondono dietro i social network, le regole della conversazione e le abitudini degli utenti. Ma conosce anche le evoluzioni del copywriting, le figure retoriche, i trucchi del mestiere.

Ed è in grado di collegare tutto questo con le immagini. Il socialwriter gioca con le parole, e le intreccia con i codici della comunicazione. Questo tweet è stato inviato da Obama dopo la sua rielezione. Un abbraccio e una frase: ancora 4 anni. Ed è diventato il messaggio più retweettato della storia.

Secondo te avrebbe raggiunto lo stesso risultato con uno sterile “Barack Obama è il Presidente degli Stati Uniti d’america per i prossimi 4 anni”.

Non credo proprio. Chi ha scritto questo tweet ha usato parole semplici, immediate, perfette per trasmettere la carica emotiva del momento. Di un attimo sigillato da un abbraccio.

Io dico questo: il 2013 sarà l’anno dei socialwriter. Qual è la tua opinione per il futuro? Come si evolveranno le professioni del web?

Fonte Immagine

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. Confesso che sono stata attratta dalla foto del mago Otelma! Ma sono convinta che sia sempre più indispensabile trovare/formare persone che sappiano comunicare anche con il linguaggio giusto. Socialwriter? Mi candido :-)

  2. Social writer mi sembra proprio una novità.
    Se avessi letto “sarà l’anno dei copywriter” sarei stato più felice.
    Un bravo copy sa scrivere su qualunque piattaforma o attraverso qualsiasi mezzo, ricordatevelo. :)

  3. Ma davvero tutto questo è positivo? Magari sì, però io credo che ci siano alcuni lati negativi che nemmeno gli amanti dei social media (e dell’effetto che questi hanno sul mondo della scrittura) possono negare completamente. Eccone qualcuno:
    * Gli scrittori, o presunti tali, appaiono sui social media per diventare famosi. Mi pare molto illusorio, ma non ci sarebbe niente di male, se fossero onesti. Invece si pongono come lettori appassionati. Lasciano commenti su tutti i racconti che trovano in rete, senza però leggerne nemmeno mezzo, e osannano scritti di una stupidità agghiacciante sperando che i complimenti vengano ricambiati.
    * Manca completamente l’elaborazione. Siccome per pubblicare basta un click, appena mi vengono in mente 2 righe le pubblico. Quello che passa per “bello” è una buona idea, quello che passa per “brutto” è una brutta idea. Ma l’idea migliore del mondo, se non viene elaborata, cambiata mille volte, corretta e “sanguinata”… per me vale ben poco. Il problema è che pubblicare potrebbe essere ancora più semplice, ma pubblicare qualcosa di buono non è oggi molto più rapido di quanto lo fosse ai tempi di Gutemberg. Il cervello e le emozioni non sono diventati più rapidi, e la gente deve farsene una ragione.
    * La povertà del linguaggio impera. Siccome ho usato la parola “impera”, il resto di questo commento verrà letto da pochi :)
    * Si confonde l’italiano con le pessime traduzioni dall’inglese. Perfino gli scritti italiani originali sembrano pessime traduzioni. Un italiano dice: “Oddio, che imbarazzo!”. Ma nei racconti che si leggono sul web, come nei film, si legge: “Questo è così imbarazzante…”. Che non significa assolutamente niente. Gli americani lo dicono perché parlano in inglese. Sarebbe come se io andassi da Janet Jackson e le dicessi “I want you well”.
    * L’originalità non è mai esistita, ma una volta si copiavano cose già esistenti in modo originale. Oggi no, per il solito motivo: richiede tempo. Diventa così difficile trovare un racconto che non parli di vampiri innamorati, o che ricalchino (rigorosamente male) la trama di qualche film.
    Si potrebbe scrivere bene anche sul web? Beh, mi sembra evidente che si può. Però trovatemi uno che lo fa! :)
    (scusate il tono un po’ provocatorio, ma serve anche a sdrammatizzare con un po’ di ironia certi giudizi che ho espresso, e che sono abbastanza netti…)

    • Ciao Federico,

      Hai alzato diverse questioni, e ti ringrazio. Quella che si avvicina alla mia esperienza è l’ultima: la mancanza di originalità. Non è facile trovare qualcosa di nuovo da pubblicare, ma dobbiamo imparare a volare con le nostre ali.

      Salire sulle spalle dei giganti? Sì, certo è possibile. Anzi, necessario. Ma poi dobbiamo disegnare un cammino personale. E dare ai lettori ciò che vogliono: informazioni, soluzioni, storie da leggere e raccontare. Per emozionarsi ed emozionare.

      Il punto che non mi è chiaro, invece, è il numero 2… cosa intendi per elaborazione?

  4. Sono (inspiegabilmente) d’accordo con te. E aggiungo un dettaglio. Secondo me il 2013 sara l’anno dei Social Writer che avranno il coraggio di provare spiazzare i grandi siti storici che attirano gran parte del traffico.

  5. Salve Riccardo. Inizio facendoti gli auguri di buon anno. Che sia un anno davvero ricco di soddisfazioni. Per quanto riguarda l’articolo…sono d’accordo con te.Nel 2013 e neglii anni futuri,il ruolo del social writer sará sempre piú importante e saperlo fare bene o male fará la differenza fra chi si approccia a questi lavori in maniera seria o no. Tenendo in considerazione che non é tanto lo saper scrivere…ma saper cosa scrivere e in che momento scriverlo.

    • Cosa scrivere e quando scrivere.

      Mi sembra un buon punto di partenza per il 2013. Ti ringrazio per il commento e per gli auguri.

      Grazie e ciao, buon Capodanno e felice 2013!

  6. Ci sto giusto lavorando… Sono una editor/web writer innamorata dei social network.
    Penso proprio che la content curation sia la strada giusta.
    E speriamo davvero che sia il nostro anno!

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