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Qual è la differenza tra blogger, webwriter e copywriter?

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Iniziamo dalla base: sono principalmente tre le figure professionali che si guadagnano la pagnotta scrivendo, ma lo fanno in maniera diversa. Sto parlando del blogger, del web writer e del copywriter.

Qual è la differenza tra blogger, webwriter e copywriter?

Qualche giorno fa ho proposto la domanda sul gruppo dedicato ai copywriter freelance, e ho raccolto buone risposte. Sono arrivato a conclusione parziale, limitata alla cerchia della community.

La sinergia è la chiave del successo. Inutile ragionare per caste, inutile chiudersi nei bunker della propria professionalità e inneggiare al particolarismo deontologico. Le professioni del web si intersecano, in particolar modo quelle che mettono al centro la scrittura.

Basta con le differenze

Il blogger si dedica alla gestione dei post, intavola rapporti con i colleghi e dispensa buoni consigli; il copywriter trova lo slogan, la frase che cattura l’attenzione; il webwriter macina pagine su pagine passando da un argomento a un altro. Sono modi diversi di intendere la scrittura online.

copy

Dobbiamo creare un muro divisorio tra queste figure professionali? Io credo che sia chiusa l’era della particolarizzazione. Preferisco parlare di specializzazioni, di atteggiamenti virtuosi verso un particolare aspetto della scrittura.

Una scrittura che può essere vicina all’approccio SEO, al Social Media Marketing, allo storytelling. O che si posizioni a metà strada tra web e carta stampata lavorando con i famosi comunicati stampa: stiamo parlando della stessa cosa? No, non credo. Ma anche sì. In fin dei conti è sempre scrittura.

Oggi l’argomento è questo: qual è la differenza tra blogger, copywriting e webwriter? Siamo sicuri che ci sia bisogno di questa differenza? Forse è giusto pensare a un unico universo dedicato alla scrittura? O forse è giusto mantenere delle differenze per esaltare le singole attitudini?

Lascia la tua risposta nei commenti 🙂

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

24 Comments

  1. E’ questa smania di etichettare il lavoratore che si muove sul web a creare il problema. Quando mi domandano che lavoro faccio, io la risolvo con un bel termine italiano: creo contenuti testuali per il web. Tra me e me mi definisco blogger quando lavoro ai miei blog (con testi, immagini e altro) writer quando scrivo per magazine online (e non) e copywriter quando mi viene chiesto di generare un’idea geniale e intuitiva che faccia da specchietto per un’azienda o uno spazio virtuale. Ciò non toglie che sempre di me si tratti:)
    D’altronde ad un impiegato delle poste gli si da nomi diversi quando apre un conto o quando paga un bollettino?
    Bell’articolo 🙂 Potrà dare spunto a molte discussioni!

  2. Tutto giusto, però la frase “il copywriter trova lo slogan, la frase che cattura l’attenzione” la trovo molto molto riduttiva. Sorvoliamo sulla parola “slogan”, che non si usa più da 30 anni almeno, il copywriter non è quello che trova la “frasetta”. Il copywriting è creatività, è strategia, è generare l’idea (come dice giustamente Claudia nel commento sopra). Se il copywriter dovesse solo trovare la frase che cattura l’attenzione, sarebbe un lavoro che potrebbe fare chiunque.

    • Ciao Daniela, grazie per il tuo commento.

      Ovviamente non è mia intenzione ridurre. Il copy non è quello che trova la frasetta, così come il webwriter non è quello che macina pagine su pagine e il blogger non è quello che scrive post. Sono definizioni base di uso comune che fanno capire quanto sia banale chiudere le professioni in compartimenti.

      Slogan non si usa più da 30 anni? Tornerei volentieri indietro di 30 anni, quando i copy scrivevano slogan memorabili 🙂

  3. Ah, comunque no, non credo che ci sia bisogno di muri :-). Oggi per un copywriter è inevitabile rapportarsi col web e creare campagne in questo senso. Penso quindi che anche per il più classico dei copy sia fondamentale sapere qualcosa di SEO e conoscere le dinamiche sui social.

  4. Concordo con Claudia… la smania di dare un’etichetta a tutti i costi è il male. Un po’ come decidere se gli Iron Maiden sono New Wave of British Heavy Metal o solo Heavy Metal.

    Si alla specializzazione, no alla particolarizzazione eccessiva. Con la SEO ho gli stessi problemi: adesso (2013) chi fa SEO dovrebbe chiamarsi Content Marketer, chi invece dice Inbound Marketer, chi un generico Web Project Manager perché intende il mestiere come gestione di più figure competenti alle quali vi è bisogno di un cappello di ottimizzazione.

    Insomma, fatece lavorare, saremo CopyWebWriterBlogger o come giustamente dice Claudia “creatori di contenuti contestuali per il Web” 😉

  5. Ciao Riccardo, immaginavo che la definizione fosse riduttiva anche per le altre due figure, ma praticando giornalmente copywriting “classico andante sul moderno”, mi hai punto sul vivo :-D.

    Eh già, “slogan” è un termine vecchio. Diciamo che sopravvive nella comunicazione politica. Essendo un’amante dell’italiano comunque, a me piace usare “titoli” più che slogan o headline.

  6. Divi et impera. Ma i tempi per fortuna sono cambiati. Le tre figure lavorative se messe nella stessa stanza, produrranno secondo me, il content dei content! Hanno una visione di scrivere completamente diversa che potrebbero prendere una fascia molto più ampia di persone affascinandole e trattenendole.

    Il blogger per me è “il poeta” quello che affascina il lettore. Il copy è “il genio”, quello che una volta letto il post trova il titolo che vale il click, il webwriter è “il logico”, sa dove e quando!

    Benedetto e i MetallicA come li cataloghi? 🙂

  7. Forse la differenza è molto sottile e molto spesso le tre figure possono coincidere e non è necessario fare una scissione di ruoli. Anzi, io sono una fan sfegatata dell’interdisciplinarità!
    Però il copywriter ha una formazione più pubblicitaria quindi, è vero i suoi post seguiranno un determinato schema e sarà più abile a trovare un titolo che “acchiappa” e magari si concluderà con una call to action.
    Un web writer è un blogger che usa alcuni principi del copywriting e del SEO per ottimizzare i testi e tendenzialmente è pagato e non scrive ad uso personale ma scrive di tutto un po’, quindi è molto versatile e può non esprimere la sua opinione personale. Anche se penso che un bravo webwriter dovrebbe farla emergere anche tra le righe.
    Il blogger è invece concentrato su un determinato tipo di scrittura, di solito ha un suo blog, ma non è detto.
    Io nasco come Editor, poi ho cominciato a scrivere come blogger per Abattoir e ora sono anche web writer per una rivista on line di argomenti scientifici e per chiudere il cerchio ho fatto anche un corso di copywriting e sto facendo un master in social media marketing. Ma solo per capire che strada seguire e portare con me un pezzetto di esperienza in più e metterla in atto in quello che faccio.

    • A proposito di interdisciplinarità: lo sai che il 2013 sarà l’anno dei socialwriter? http://www.mysocialweb.it/2012/12/17/il-2013-sara-lanno-dei-socialwriter/

  8. Non si può spaccare un capello in tre. Io ho deciso di intraprendere la carriera di “scrittore web” quest’anno e già mi stavo sentendo male all’idea di dover fare una scelta più granulare 😀

  9. Per esperienza personale penso che i muri li veda chi ha interesse a scindere le cose. Se ad un ruolo viene data una certa dignità – a cui corrisponde nella testa del committente un certo compenso – mentre ad un altro no è chiaro che anche nell’offerta lavorativa saranno applicate delle linee di demarcazione molto nette. Parlando dal lato “creatore di contenuti testuali per il web” ho sperimentato tutti e tre i lavori e li vedo più come sfumature o angolazioni di uno stesso blocco monolitico, con al centro concetti e scrittura di qualità. In sostanza: che si nasca blogger, copywriter o webwriter, se si parte da una buona formazione, ci si tiene aggiornati (Specie sulle dinamiche del web) e se si possiede una marcia in più a livello creativo nessuna delle tre è una materia sconosciuta o impossibile. Sta poi al singolo professionista decidere se puntare ad essere un ciclope o un mostro a tre teste! 😉

  10. In principio era il copy, quello degli slogan. Oggi se scrivi, scrivi “anche” per/nel web. Mi sembra il minimo. E IMHO sempre di scrittura si tratta, con alcune attenzioni, una specializzazione in più. Che non si pensi che sia roba da smanettoni minorenni 🙂 (questo è il “mio” punto vivo).

  11. Io sono tutto e il contrario di tutto.
    Forse dovrei dire “mi sento” tutto e contrario di tutto, ma il fatto è semplice: io uso la scrittura con creatività.

    Creo, metto su carta, digito, penso, rifletto, scrivo, trasformo, modifico.
    Sempre.
    Sono (mi sento) copy, blogger, web writer.

    • Serena e Beatrice, grazie per il vostro contributo. Stiamo cercando la giusta strada, il modo migliore per dare forma al nostro lavoro. Non sono solo chiacchiere. Almeno credo.

  12. La penso allo stesso modo, non a caso nella mia bio di Twitter ho scritto “web writer, copywriter, writer; nelle mie vene scorre inchiostro” 😀

  13. Posso partecipare? I Metallica sono speed metal, categoria coniata all’epoca dalle radio americane. Si considerano trash gruppi come gli Slayer.
    Credo che le etichette siano utili per differenziare le attività ma abusarne intrappola. Dire di scrivere testi per il web credo vada più che bene. Si e’ sempre in tempo a specificare i dettagli. Non concordo invece nel relegare sul fondo dei cassetti le parole vecchie. Le parole non invecchiano mai, quando meno te lo aspetti scopri di usare termini che non sentivi da tempo ma che si incastonano perfettamente nei testi sui quali lavori. Ritengo che non ci sia obsolescenza nel mestiere di scrivere. Non e’ una cosa fantastica?

  14. Se ti scorre inchiostro nelle vene, allora devi sapere come dosarlo di volta in volta e in qualsiasi circostanza: “saper scrivere” deve voler dire saper mettere insieme le parole al posto giusto ma anche “saper scrivere ovunque, per chiunque e per qualsiasi scopo”. Le distinzioni riguardano più i ruoli che le abilità.
    Unica eccezione è forse rappresentata dalla figura del copy: non basta saper scrivere, saper giocare con le parole e con la lingua, ma devi avere anche l’intuizione giusta e soprattutto al momento giusto, un approccio alla lingua molto più “geniale”.

  15. Be’ se considerassi il copywriter come colui che scrive slogan e che trova la frase “stuzzicante”, allora mi verrebbe da dire “a che serve questa differenza? Lo possono fare tutti!”. E invece la differenza c’è, eccome. Il comune denominatore è la padronanza della lingua italiana, il saper scrivere correttamente. Il sapore è differente. Il copywriter infatti genera sapore alle parole. Sa esattamente come giocare con i virtuosismi della sua lingua e sa creare delle note emotive con le sue frasi. Questo non sa farlo chiunque. Scrivere in questo modo è talento, non s’impara soltanto. Io credo che oggi invece ci sia davvero bisogno di questa differenziazione perché oggi vige la legge del “PUOI ESSERE ANCHE TU UN COPYWRITER, BASTA CHE SAI SCRIVERE”. Certo, anche mia nonna sa scrivere, e anche molto bene, ma credo non sappia fare la copywriter.

    • Scrivendo tanto e scrivendo bene. Per essere più precisi: http://www.mysocialweb.it/2012/05/25/webwriter-freelance-ecco-come-guadagnare-di-piu/

  16. Io sono un copy vecchio stampo e collaboro felicemente con blogger e webwriter, e assieme ad un buon grafico ampliamo la vecchia coppia creativa. Sono tre mondi vicini ma preferisco sempre mantere una minima distanza. Il copywriter appartiene al mondo pubblicitario, e a volte realizza concept di comunicazione senza scrivere nemmeno una frase, mentre il webwriter è molto più vicino all’informazione e macina molte più parole, anche se ci sono singoli professionisti che se la cavano alla grande in entrambi i ruoli. Le eccezioni per fortuna non mancano mai.

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