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7 consigli per affrontare argomenti complessi con il tuo blog

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Si fa presto a parlare di semplicità, ed è facile aderire al partito dello “scrivi come mangi”. Ma la realtà è diversa, molto diversa, e il lavoro del webwriter nasconde mille insidie.

Tra queste c’è la difficoltà intrinseca di un argomento. Una difficoltà che si ritrova nella terminologia, nei riferimenti bibliografici, nei contributi precedenti e nelle aspettative.

blog

Alcuni argomenti sono più difficili da affrontare rispetto ad altri. Li accantoniamo? Li evitiamo? Chiudiamo gli occhi? Inutili fuggire, soprattutto quando fa parte della tua vita di blogger.

Devi affrontare il problema. Hai paura? Conosco un balsamo (diviso in 7 punti) per oliare i meccanismi di un tema spigoloso

1. Studia il tuo target

Cosa e come legge il tuo target? Per rispondere a questa domanda – fondamentale per affrontare argomenti complessi – devi svolgere una piccola ricerca sul campo: frequenta forum, partecipa alle discussioni sui social, lascia domande e commenti sui blog del settore.

Devi ragionare come il tuo lettore modello. E strutturare gli articoli in modo che soddisfino le sue esigenze, senza scendere a compromessi. Ragiona come un lettore e mantieni sempre il tuo equilibrio.

2. Studia i tuoi competitor

Adesso è il turno dei competitor, ovvero delle persone che si occupano del tuo argomento e che hanno affrontato il problema prima di te (ecco una guida indispensabile per analizzare i competitor).

Prendi nota delle soluzioni che adottano per migliorare la presentazione e la comprensione del testo, registra la reazioni del pubblico e cerca individuare una soluzione che faccia al caso tuo. Attenzione, questo non è un invito a rubare idee altrui!

3. Lavora sulla leggibilità

Anche i concetti più semplici diventano complessi a causa di una scarsa leggibilità. Non basta scrivere in italiano: devi facilitare il compito dei lettori. Ho scritto diversi articoli sulla leggibilità dei testi online, ma ti riassumo i punti irrinunciabili.

  • Dividi il testo in paragrafi dedicati a singoli argomenti.
  • Usa sottotitoli e anchor text significativi.
  • Usa la formattazione
  • Dividi gli argomenti in liste puntate.

Ancora un consiglio: elimina il superfluo e usa un linguaggio semplice, lontano dalle parole morte. In questi casi io mi affido al consiglio di David Ogilvy: scrivi parole brevi, frasi brevi, paragrafi brevi.

4. Approfondisci l’argomento

Beatrice Niciarelli mi consiglia questo punto. E io lo accetto con piacere: solo con una buona conoscenza dell’argomento puoi eliminare il superfluo e far sbocciare la polpa, solo in questo modo puoi scegliere tra i punti da trattare e quelli da evitare.

La conoscenza è il primo passo per la semplificazione. La accendiamo?

5. Esternalizza

Non sei solo nell’opera di semplificazione, hai tanti amici al tuo fianco. Tra questi ci sono i link, essenziali per bypassare l’approfondimento senza peccare di superficialità, le immagini e le infografiche (non c’è modo migliore per presentare dati e statistiche) ma anche i video su Youtube, i documenti su Slideshare

Tanti sono i supporti che sintetizzano contenuti utili alla tua opera di semplificazione: devi solo scegliere.

6. Divide et impera

Un consiglio di Luca Bozzato che colgo al volo: un argomento spinoso può (a volte deve) essere affrontato in diverse sessioni. Con questo non intendo la semplice divisione in paragrafi, ma in diversi capitoli da trasformare in post.

wordpress

Poco tempi fa ho scritto una guida per muovere i primi passi con WordPress. Un argomento articolato, impossibile da racchiudere in un unico articolo: sarebbe stato illeggibile, farraginoso. Avrebbe perso l’attenzione del lettore.

Per questo ho diviso la guida in 4 appuntamenti settimanali. Pratici e maneggevoli. E poi li ho riassunti in un unico post.

7. Help

L’ultimo suggerimento arriva da Valentina Lepore: segui un percorso di approfondimento, documentati, cerca la profondità. E quando arrivi a un punto morto – un punto in cui non riesci a semplificare – chiedi aiuto. Condividi la tua difficoltà, rivolgiti a chi ha maggiori competenze.

La rete è tale perché si muove secondo logiche diverse del semplice dare – avere, non è difficile trovare un valido supporto ai tuoi problemi. Vuoi un esempio?

Questo post è un piccolo esempio di post collaborativo. Ho lasciato un annuncio sulla bacheca della mia community su Google Plus e ho chiesto agli iscritti di partecipare: chiedere aiuto alla rete è un altro modo per sciogliere i nodi della complessità!

Fonte immagine

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

9 Comments

  1. Semplicità, questa sconosciuta! Predico bene, ma dovrei razzolare meglio. 🙂

    @Valentina & Riccardo: circa il rivolgersi a chi ha maggiori competenze. Come raggiungere e avere in tempi brevi l’opinione di chi ne sa più di noi?

    @Infographic: le amo, ma sono negato. Sono senza speranza o posso imparare?

    • Giro le domande anche ai contatti su Twitter, nel frattempo rispondo alla mia: frequentando i forum, le pagine Google Plus, le discussioni su Twitter e sui blog. Ma sottolineo i forum: sono una fonte di conoscenza infinita. Pensa al forum di Giorgiotave… http://www.giorgiotave.it/forum/

  2. grazie riccardo per i tuoi consigli… dovrò valutare tante cose prima di aprire un blog…
    e tenerlo in vita ….. questa è la cosa più difficile…. un buon lavoro a tutti

  3. @Luca, sicuramente l’orientamento di vari servizi web è quello di consentire a chiunque di crearne una, mi riferisco ad esempio ad infogram, una web application per creare infografiche, avevo realizzato un video tutorial qui: http://infografiche.com/tutorial/infogram-crea-infografica-in-pochi-istanti-videotutorial/

    Oppure utilizzando le risorse per consentire un po’ a tutti di crearne una:

    http://infografiche.com/risorse/lista-risorse-utili/

    Spero siano delle risorse utili per te 🙂

  4. @Riccardo: nice! Era da parecchio che non andavo sul sito di Giorgiotave (*coff* lurker *coff*), cavolo che restyling!!!

    @Pasquale:
    Sono servizi che a me piacciono, è importante dare la possibilità anche a chi non ha eccezionali doti grafiche (ma ad esempio, buone informazioni) di creare un’infografica.
    Piace anche a me! Grazie mille per la lista, veramente completa! Nel weekend proverò un paio di programmi per sezione (adesso sto smanettando con prezi.com e easel.ly). Stasera con calma mi guarderò il tuo video tutorial. Much appreciated, tx!

  5. Grazie per la mention Riccardo, come dicevamo su Google+ e come ribadisci qui, il frutto delle collaborazioni può dare risultati eccezionali. O anche aggiungere quella sfumatura in più che si perde in solitario.

    @Luca come ti ha già risposto Riccardo, la rete di contatti si costruisce stando nella rete, frequentando i suoi spazi di conoscenza virtuali e individuando chi ci sembra non solo esperto (o non necessariamente) di una certa materia, ma anche affine a noi, per passione o per metodo di approccio. È un lavoro che si costruisce nel tempo, e si completa anche offline frequentando corsi e occasioni di ritrovo, confrontandosi, mettendo in comune.
    Anche io sono un’assidua frequentatrice del forum Gt, ma ogni social ha il suo buon raggio d’azione.
    Da queste reti di partenza poi il discorso si allarga: non ho conoscenti diretti che studiano astrofisica, ma forse con qualche grado di separazione posso arrivarci se a consigliarmelo è qualcuno che nel tempo ha conquistato la mia stima e fiducia. E viceversa 😉

  6. E accendiamola! 😉
    Sono pienamente convinto che per poter trattare un argomento complesso, la cosa più importante è: la conoscenza dell’argomento stesso!
    Altrimenti faresti più danni che altro 🙂

    Da profondo sostenitore della condivisione della conoscenza (almeno nei limiti del possibile), penso che anche “l’aiuto del pubblico” sia fondamentale. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, e c’è sempre un modo più semplice per spiegare una cosa… avere più feedback da persone diverse, aiuta a perfezionare il tutto 🙂

    E poi si sa… da cosa nasce cosa…

  7. Grazie Riccardo per tutti i consigli! Ti segnalo solo un piccolo errore di battitura: il mitico pubblicitario si chiama Ogilvy e non Olgivy. Tra l’altro raccomando a tutti la lettura dei suoi libri, che sono in molte parti ancora attuali!

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