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6 euro per 300 parole? Basta!

Voglio schierarmi contro un meccanismo che, a mio parere, spinge i webwriter ad accettare lavori sottopagati: il pagamento per numero di parole

Il web è pieno di balordi, ma anche noi siamo bravi a rovinare il mercato chiedendo 2 centesimo per ogni parola del lavoro. A volte 3, raramente 4.

guadagnare blog

Io credo che questo sia un meccanismo da smantellare. Nel breve periodo mortifica il lavoro; in un’ottica più ampia insinua il profilo professionale del webwriter come una carie.

E ne riduce il potenziale.

Ragioniamo in termini di risorse, con un orologio in mano.

Per scrivere 300 parole hai bisogno di 30 minuti. Ti pagano 2 centesimi/parola e metti in tasca 6 euro. Poi ci paghi le tasse e ti compri le Vivident con il netto.

Queste 300 parole le puoi scrivere in 30 minuti, ma anche in 1 ora. Dipende dall’argomento. In alcuni casi hai bisogno di approfondire, seguire blog del settore e prendere appunti.

Fa parte della tua professionalità.

Il punto cruciale: 300 parole nate dopo una fase di studio durata 2 giorni hanno lo stesso valore di 300 parole buttate su un foglio in 30 minuti?

No. Quelle 300 parole valgono 20 euro, forse 15 o forse 30. E quelle ore di approfondimento si ammortizzano perché ti chiederanno di scrivere altri post sull’argomento.

Hai lavorato bene, hai puntato sulla qualità. I tuoi articoli hanno fatto la differenza.

Basta 6 euro per 300 parole, sbaglio?

Fonte Immagine

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

77 Comments

  1. Hai pienamente ragione Riccardo! Un WebWriter con la W maiuscola non deve svendersi, anche a costo di rinunciare a più proposte. L’esperienza, la professionalità e la qualità del risultato, si deve pagare.

    Lo stesso ragionamento può essere esteso per molti settori del web, webdesigner in testa.

    Anche io dico no allo sfruttamento dei lavori del web!

    • Certo, è un ragionamento che si estende a tutte le professioni del web.

      In questa occasione, però, mi rivolgo a chi vende gli articoli un tot al chilo. In passato ho tentato anche io questa strada, ma ho capito subito che portava al declino.

    • Concordo.
      Mai svendersi e mai fare compromessi, solo i dilettanti e i mediocri pensano che svendersi sia la cosa migliore ma nella loro limitazione mentale rovinano il lavoro e il mercato in generale a noi professionisti del settore.
      Anche io possiedo più blog aziendali, so cosa vuol dire ed è un enorme casino affrontare questo problema, specialmente in Italia.

  2. Al solito centri in pieno il problema. Aspetto da un giorno all’altro di vedere colleghi che fanno gli sconti “un tot al kg” come alla fiera del bianco…
    E’ deprimente, Riccardo, molto deprimente. Chissa, forse dopo le novità dell’Agenda Digitale qualcosa cambierà… minimo ci metteranno lo studio di settore, così ci tagliano subito le gambe e non ce la faremo neppure a comprare le Vivident. Meno male che ho due denti provvisiori e le ‘ciringomme’ non le posso masticare…. così risparmio 😉

  3. Sì sì, sarei curioso di sapere cosa ne pensano i webwriter che si fanno pagare i famosi 6 euro (ma anche meno), e soprattutto qual è la loro condizione attuale. Cioè, lo fanno per guadagnarsi i due spiccioli per le Vivident, lo fanno perchè sono disperati, lo fanno solo come passatempo e il guadagno è un extra (in questo caso possono esserechiamati webwiter?) oppure … ?

    Sicuramente, riconcordo con te, questa strada porta al declino…

    • Caro Roberto, non so di quale extra si parli. Paghi le tasse su questi 6 euro e non rimane niente… a questo punto vado a fare il buttafuori la sera!

      Probabilmente sperano di farsi un nome in questo modo… o semplicemente fanno qualcosa pur di non fare niente. Meglio alvorare gratis per il proprio blog, meglio scrivere guest post, non trovi?

  4. Io sono una di quelle che scrive per meno di 6€ per 300 parole. Sono d’accordo con il tuo discorso, sono d’accordo sul non svendersi, ma sarei d’accordo anche a guadagnare di più. Mi accontento e svendo le mie capacità per avere 150€ in più a fine mese, butto le mie ore libere per averli e magari ci compro le vivident, ma volendo ci compro anche il latte e il pane, tutti i giorni per un mese. Di sicuro non è un passatempo, ne ho in mente altri migliori, non sono neanche disperata, ma devo pur arrivare alla fine del mese. Non impiego 30 minuti, mi do massimo 15 minuti per articolo, la qualità cala, per scrivere un bel contenuto di solito dedico un’ora se non di più, ma quello lo faccio solo per me, nel mio posto di lavoro o se mi pagano adeguatamente.
    Non so quanto sia diffuso questo fenomeno, certo è che finché chi lavora sul web (non ad alti livelli, come magari qualcuno che sta leggendo) viene pagato come se avesse competenze di base, ci sarà sempre chi si svende per meno di 6€.

  5. Ciao Riccardo, hai ragione. Ricevo offerte per articoli di 300 parole a 0,50€ e quando PROVO a ragionare col cliente, vengo “gentilmente” declinata. Non c’è verso di far capire che 300 parole nascono da un lavoro di ricerca, approfondimento, lettura, rilettura. Quando cerco di spiegare a livello di tempo impiegato a cosa corrispondono 300 parole, mi viene risposto “noi cerchiamo un forfait, poi se ci metti meno tempo meglio per te”. C’è incompetenza in giro e ci sono siti pieni zeppi di articoli INUTILI. Il trend però non sembra volersi arrestare. Sta a noi dire NO!

  6. Questo è un tema che mi sta molto a cuore, per cui vorrei dire la mia.
    Personalmente ritengo che siano i professionisti i primi a dover dare valore al proprio operato. Accettare compensi irrisori non solo significa svilire un mestiere che, come sappiamo richiede competenze, impegno e dedizione, ma anche generare la convinzione che quel lavoro valga poco, o nulla.
    Anche nel caso di un webwriter alle prime armi, che necessita di fare esperienza e di crescere, penso che accettare queste tariffe sia sbagliato. Esistono molti modi per imparare il mestiere: aprire un blog, scrivere guest post, collaborare con blog e raccoglitori di notizie. Secondo me è necessario puntare sempre sulla qualità: noi siamo quello che scriviamo e non ha alcun senso accettare compensi ridicoli producendo testi che sappiamo essere di scarso valore.
    Così, generiamo un meccanismo che si autoalimenta e che porta a conseguenze negative sia per chi il webwriter lo fa di mestiere, sia per chi inizia la carriera.
    Anche perché sono convinta che produrre contenuti per il web sia un lavoro di grande responsabilità: mettere in rete testi di scarso valore non credo abbia senso, soprattutto quando ci riteniamo dei professionisti e lottiamo tutti i giorni affinché le nostre capacità vengano riconosciute.
    Scusa Riccardo per la lunghezza del commento, ma è un tema sul quale credo sia davvero importante discutere. Ottimo post, come sempre!

  7. Concordo a pieno con te, il problema è riuscire a convincere il committente che un lavoro ben pagato ha valore mentre qualcosa di sottopagato o gratuito (ci sono anche queste richieste) non vale a nulla è di contro vero che attualmente la situazione è tragica: troppi neofiti si “lanciano” nel settore ed allora ecco che c’è chi lavora gratis sperando che un giorno o l’altro firmerà chissà quale contratto oppure…..c’è chi per 50 centesimi scrive un post da 500 parole!!!! !Quello che ci manca è una sorta di coesione tra noi…chissà se prima o poi..;)

  8. Completamente d’accordo con te, Riccardo. E’ vergognoso che in giro ci siano ancora “offerte” di questo tipo! (chiamiamole offerte……!) Queste persone sono da denunciare. Anch’io ho fatto qualche mese fa un appello di questo tipo su uno dei miei blog http://myblog.evelynbaleani.com/2012/08/aspiranti-blogger-giornalisti-e-web-writer-non-lavorate-gratis/

    E’ mortificante per tutti i professionisti della rete e anche per chi aspira ad esserlo, sudando e faticando quotidianamente, imbattersi in situazioni schifose come quelle che descrivi nel tuo post. E cosa peggiore in taluni casi addirittura chiedono di lavorare gratis per acquisire visibilità! Ma quale visibilità?!? Se voglio esser visibile mi creo il mio sito, lavoro sui social ma lo faccio “gratuitamente” ESCLUSIVAMENTE PER ME!

  9. Fate magari presente ai vostri datori di lavoro che i traduttori vengono pagati Molto di più! Anche fino a 19 cent a parola. Io ho un altro lavoro e scrivo per piacere quindi gratuitamente se la cosa mi interessa al tal punto che non posso farne a meno (la visibilità mi piace ma non mi serve), oppure sparando non meno di 15 cent a parola se la cosa non mi interessa per niente e quindi investo tempo “malvolentieri”.
    Indovinate quanto ho scritto a pagamento adesso…

  10. Dipende sempre da che cosa si vuole.

    Come dice Ilaria, a lei va bene svendere le sue capacità ed accontentarsi di 150 euro (lordi?) in più al mese per pagarsi anche altre spese.

    Io penso che sia meglio investire il proprio tempo per se stessi. Con questo, intendo anche scrivere Guest Posts e scrivere sul proprio blog. Magari non guadagni subito 150€ al mese, sicuramente hai molto più tempo libero e meno pensieri, ma nel lungo periodo, porta ad avere risultati migliori.
    Inoltre, porta ad avere maggiore autorevolezza nel settore, con la possibilità di poter guadagnare/chiedere di più.

    @Elisa, evidentemente il cliente non ti merita. Come dici, il web è pieno di articoli inutili, ecco allora l’occasione per svoltare. Proporre articoli di qualità, più costosi, ma con un buon ritorno nel lungo periodo.

    Il web è libero ed infinito, non ci sarà solamente quel cliente, giusto?

    È una questione di scelte, l’importante è esserne consapevoli.

  11. Maria Chiara, perdonami, ma essendo anche traduttrice ti posso assicurare che i traduttori che raggiungono cifre DECENTI sono pochi. Le agenzie ti pagano 0,005€ a parola (nemmeno un centesimo) e anche li quando ti interfacci tu col cliente è dura spuntare tariffe ritenute DA FAME, figuriamoci 19cent a parola. Il sistema va cambiato da noi per primi. Come già detto, se devo lavorare GRATIS lo faccio per me, creo il mio blog/sito, scrivo un ebook e RIFIUTO di adattarmi a questo circo.

  12. Roberto, io faccio anche quello, ma mi riesce difficile dire alla banca che a fine mese il mutuo non posso pagarlo perché sto investendo su me stessa. Il mio tempo libero vorrei utilizzarlo per fare ciò che mi piace, anche solo per fare una passeggiata, invece generalmente lo passo a scrivere articoli sottopagati, a scrivere post sul mio blog, a leggere articoli di altri per imparare cose nuove, a fare test sui siti web per impararne ancora altre. Il lungo periodo non posso aspettarlo, i soldi mi servono ora. E ho detto 150€ come cifra esemplificativa, ma comunque netta. Vorrei anche precisare che la visibilità non è certo il mio obiettivo, non firmo mai quegli articoli; e neanche l’apprendimento, per quello utilizzo altre vie. Li scrivo per guadagnare, come un qualsiasi laureato che va a lavorare in un call center o a fare il cameriere.

  13. Bel post, Riccardo, che ha suscitato parecchie interazioni.

    Provo a dire la mia: tutto giusto, ma il mercato purtroppo ha delle regole a volte spietate. E’ come avere il negozietto nel paese di provincia di verdure e primizie, e cercare di combattere contro l’ipermercato in centro città: sicuramente le primizie sono di qualità migliore, ma il mercato purtroppo darà ragione ai “grossi” e quindi i “piccoli” sono destinati all’estinzione.

    Secondo me in questo mercato del copywriting alla fine prevarranno i grossi marketplace (cito oDesk tanto per non offendere nessuno).

    Che possono fare i “piccoli”? Ritagliarsi una nicchia, specializzarsi, e costruirsi una base di clienti fidelizzati. Pochi, ma fidati e che si fidano di te. Poi il passaparola potrà eventualmente allargare (anche se poco) la cerchia, che non sarà mai quella dei big players, ma potrebbe permettere al copywriter “piccolo” di lavorare con continuità.

  14. Purtroppo questo è un problema che non riguarda solo i webwriter. Vi porto l’esempio, tristissimo, dei giornalisti. In questo caso della carta stampata (ma non è che in radio e tv succedano cose diverse). In media nei quotidiani locali ti pagano 6 euro per un articolo di 3.000 battute. Questa è la vita del “collaboratore”, sfruttatissimo, sottopagatissimo, a cui è richiesto di essere reperibile a qualunque ora e in qualunque giornata. O così, o vai fuori, che ce ne stanno tanti in fila ad aspettare. Se fosse solo una questione di “gavetta” potrebbe pure essere in parte tollerata, ma la gavetta si protrae a vita stante le inesistenti possibilità di entrare veramente in organico in redazione. Grazie al cielo io la mia gavetta l’ho fatta in tempi diversi e la mia strada l’ho aperta in tempi ancora buoni. Ma se dovessi scrivere un articolo per qualche quotidiano, dubito riuscirei a strappare molto di più. E non devo certo spiegare a voi che per scrivere 3.000 battute su un qualunque argomento, c’è dietro tutto un lavoro di reperimento informazioni, approfondimento, ore magari passate ad ascoltare un noioso convegno, ore di stesura davanti al pc. Idem se presti la tua opera di giornalista per un ufficio stampa estemporaneo. Questo è. Il bello è che noi abbiamo anche un Ordine (nonché un Sindacato).

  15. Pochi giorni fa vengo contattata da un marketplace (uno dei tanti) perché un cliente ha chiesto specificatamente di me. Ora, io nei marketplace non ho mai scritto, tranne in uno, per il quale il fondatore mi chiamò a inizio progetto come tester. Ci avrò scritto sì e no 5 articoli. Comunque, mi contattano e mi dicono che questo tizio vuole solo me. Dico che si può fare e di inviarmi tutto il materiale e la descrizione del lavoro.

    Secondo loro tutto il lavoro consisteva in 10 articoli di web marketing. Il costo sarebbe stato di 52 euro totali, quindi 5 euro a pezzo.

    Mi arriva la descrizione e cosa ci trovo?
    Vogliono i testi per 10 pagine di un sito web di un’agenzia.

    Ora, ok che anche se fossero stati articoli io a 5 euro ti faccio giusto una introduzione, ma vieni a cercarmi per scrivere il tuo sito web aziendale con 52 euro???

    La mia risposta è stata “Per questo lavoro io non vado sotto i 400 euro, prendere o lasciare”. La risposta del cliente è stata “No, grazie, allora troverò altri”.

    Questi “altri” sono proprio quelli che scrivono testi per una miseria. Ma io ho la mia dignità professionale, con me non ci mangiano sopra. Lo capite o no che è un abuso? Ma se lavoraste in un qualsiasi ufficio, accettereste di essere pagati 3 euro l’ora?

  16. @Ilaria ti capisco. Come ho detto, l’importante è esserne consapevoli, poi uno valuta ciò che è meglio per sè, a seconda della propria condizione.

    Mi sono svenduto anche io nel passato, ero agli inizi e non capivo niente 😉 Poi quando ho capito di essere sfruttato, ho fatto la mia scelta.

    Purtroppo non si vive di sola aria e di sogni/ambizioni e ognuno fa la propria scelta… ma ripeto il mio (opinabile :)) pensiero, non credo che scrivere per pochi centesimi sia la strada giusta da percorrere.

  17. Wow a quanto vedo il problema non è solamente di noi Psicologi, ma chissà perchè la cosa non mi conforta affatto!

    Purtroppo molte persone si lasciano prendere da (ragionevoli) ansie, e non essendo tutti pratici di marketing viene fuori l’unica soluzione veloce e alla portata di tutti: la riduzione del prezzo.

    Si tratta di un atteggiamento dettato dalla distruttività di un individualismo sempre più imperante, per cui il “concorrente” è un ostacolo da distruggere: bisogna segargli le gambe.

    E’ una visione veramente ridotta (stupida, io direi), per chi ha le vedute veramente molto corte.

    La strategia della riduzione del prezzo è valida nel breve periodo, ma nel lungo periodo uccide il mercato…anche chi inizialmente proponeva questa strategia prima o poi ne subirà le conseguenze.

    Questo è differente quando la riduzione ha un valore strategico, ad esempio per attirare persone nella propria mailing list (non lo facciamo già con gli eBook gratuiti?), tuttavia è una strategia molto pericolosa che deve osservare dei principi molto rigidamente: deve essere ben chiaro che la riduzione di prezzo fa parte di un’offerta, per cui limitata nel tempo (o nel numero) e che non verrà ripetuta.

    Certo poi bisogna anche considerare la qualità di un lavoro svolto in tale economia, che sicuramente non è paragonabile ad una prestazione realmente professionale.

    Su questo mi preoccupo di meno, anzi nel lungo periodo può essere anche un’arma nelle nostre mani, perchè prima o poi alcune di quelle persone realizzeranno che serve qualcosa di più, per cui prima o poi verranno da noi.

    Consideriamo anche la tipologia di clienti che si rivolgono a servizi così economici: spesso sono persone che non comprendono il reale valore del costo di un servizio, per cui pensano di risolvere pagando di meno.

    Persone così spenderebbero mai di più, anche se non esistessero queste offerte low cost?
    Io ne dubito: piuttosto rinuncerebbero al progetto.

    Parlo per esperienza nel campo della Psicoterapia, ma ritengo che tutto questo possa essere trasferito al web: me ne rendo conto quando offro ai miei colleghi servizi di web marketing (o gestione dei loro social media).

    Nel web c’è anche il fattore dell’abbattimento dei confini geografici.
    Se devo fare un lavoro web (ad esempio tecnico, nel database del mio wordpress) non mi interessa se me lo farà un italiano oppure uno dell’India, e qui iniziano i veri casini.

    Perchè per un italiano è impensabile vivere con 6 euro all’ora, ma quanto valgono 6 euro in India?

  18. @Roberto io ti assicuro che ho un enorme rispetto per questo lavoro, lo amo incredibilmente, mi piace quello che faccio e mi piace farlo bene. Questi sono i miei sogni. Dall’altra parte mi auguro di essere presto nella posizione di poter dire no. I nostri tempi, il nostro oggi, ci pone davanti a queste scelte e non si parla più di web o di articoli a pochi euro, le categorie professionali che devono scendere a compromessi sono tantissime, direi troppe. Si è parlato di giornalisti, di traduttori, ma direi anche grafici, ricercatori, avvocati… C’è troppa poca domanda, a fronte di un’offerta di qualità, ma pur sempre troppo corposa.

  19. PS: dimenticavo la seconda parte (così poi mi dovrai pagare 6+6 euro… 😉 )

    Noi professionisti abbiamo comunque l’arma dell’informazione, ed è su questa che dobbiamo puntare per sensibilizzare e mostrare le differenze di qualità.

  20. Ottimo post Riccardo, come sempre.

    Non mi trovo molto d’accordo con Nicola sulla differenza tra grandi e piccoli, in cui a vincere è sempre il Golia.
    Noi “piccoli” copywriter dobbiamo – e uso il presente – valorizzare le nostre capacità, offrire un servizio diverso e secondo me molto più completo al cliente rispetto ai “grandi”, che, gioco forza, si perdono nella moltitudine di domanda e offerta.

    Penso, come Eleonora, che la mancanza di una coesione tra noi sia un punto a sfavore. Abbiamo visto che l’IWA ci ha inseriti nel calderone dei web content specialist, sta a noi ora far vedere le differenze e magari unire le forze per davvero.

    0.02 euro per parola è davvero ingrato ma se questi sono i prezzi significa che il mercato è questo!
    Sto lavorando sui contenti di un portale per un consorzio di raccolta rifiuti RAEE. Non conoscevo nulla, sto leggendo centinaia di pagine per entrare nell’ottica e dovrei chiedere 2 cent per parola?

  21. Io ho iniziato così, lavoravo per una testata online che, con la promessa di un aumento, mi chiedeva di scrivere anche di notte per pochi spiccioli. Fortunatamente ho capito che farsi sfruttare non è il modo giusto per accrescere la propria esperienza, qualsiasi sia il settore di impiego.

    Un saluto

    P.S. ho acquistato “La Mucca Viola” ed è un libro davvero molto utile, ti ringrazio per il consiglio.

  22. Sono state già dette tante cose in questo post e nei commenti, tutte giustissime.

    Aggiungo solo che con uno sguardo più allargato vedremo che questo discorso si inserisce in un panorama globale disastroso per il mondo del lavoro.
    In qualsiasi settore esiste ed è un problema reale il lavoro sottopagato, e in molti di questi la libertà di poter dire NO non esiste.

    Quello che ci manca non è tanto l’indignazione individuale, e il tentativo, ciascuno per conto proprio, di non accettare questo stato di cose, ma piuttosto un senso comune che faccia sì che io web writer sottopagata mi senta come il lavoratore stagionale mal retribuito, come la sarta che prende 3 euro all’ora e come l’archeologo plurilaureato che scava per 5 euro al giorno. E che tutti insieme vogliamo e lottiamo perché questo non esista più!

  23. Che vadano al diavolo, rifiutarsi. Meglio morir di fame con la pancia piena di sogni.
    L’ho fatto per qualche tempo un simile cosa e mi vergogno di aver accettato

  24. Ciao a tutti!
    Condivido tutto quanto avete scritto. E deprecabile l’iniziativa di un potenziale committente , che pur potendo permettersi di investire ben altro (perchè quello in voi è un investimento) per assicurarsi le vostre collaborazioni, vi offre 2 lire…
    Ma a volte si potrete incontrare chi ha dei sogni, che non può far altro che tentare di trasferirveli perchè è consapevole del vostro ruolo, della vostra importanza, ma è destinato (forse) a lasciare il proprio sogno nel cassetto perchè a volte non si hanno nemmeno le 2 lire da poter “offrire”!
    Sdegnatevi difronte agli arroganti, ma vi chiedo di condividere a volte dei sogni o magari, condividendoli solo in parte, aiutate chi avete difronte a farlo, sono sicuro che con il vostro contributo il sogno troverà concretezza e con esso anche il vostro riconoscimento!!
    Io sono innamorato di questo video http://www.ted.com/talks/lang/it/derek_sivers_how_to_start_a_movement.html
    e per me il protagonista dello stesso è la Mobilità Elettrica https://www.facebook.com/emotion.net.1

  25. Come ti capisco!!! Io sono iscritta all’Ordine dei Giornalisti e collaboro per un quotidiano locale per esattamente la stessa cifra! E’ vergognoso, perchè su quei 6 euro ci pago anche le tasse e l’iscrizione all’Ordine! E la ricerca non è poca, basti pensare che spesso quelli che si scrivono per i quotidiani sono pezzi frutto di conferenze e/o interviste…se consideri il tempo speso, la benzina, la bolletta del telefono (se devi fare l’intervista telefonica) e il tempo per rileggere gli appunti presi e stendere un articolo…cosa sono 6 euro? Valgono meno di una pacca sulla spalla e rovinano la qualità del lavoro perchè spesso di inducono a pensare “ma chi me lo fa fare?”…tristissimo e io volevo solo scrivere!

  26. Ringrazio per i commenti.

    Voglio dare un consiglio a chi accetta queste offerte pensando di non avere altra scelta: fate altro. Scrivete per altri siti, magari gratis, che riescano a darvi visibilità.

    Con 6 euro non cambierete la vostra vita, non darete da mangiare ai figli. Con la giusta visibilità, invece, avrete una possibilità in più.

    Un consiglio già sentito, vero. Ma sempre valido.

  27. Il problema è uno solo, finchè ci saranno persone disposte a prenderli il vizio non smetterà mai e questo è valido in tutti i campi…..Cosi si rovina il mercato.

  28. Purtroppo questo fenomeno di “svalutazione” non colpisce solo l’aspetto redazionale del Web, ma anche quello dello sviluppo e tecnico in generale, basta fare qualche giro sui siti di offerte/richieste di servizi più famosi. Finiremo come negli USA, dove gli articoli sono “riciclati” magari utilizzando un apposito software, pur di soddisfare un mercato che tende sempre di più al ribasso. Non parliamo, poi, di quanto viene valutata la cosiddetta “opera d’ingegno” nel settore editoriale cartaceo. Riccardo, la tua raccomandazione di “fare altro” è sicuramente da condividere, ma come traspare da alcuni commenti, c’è chi purtroppo non ha vere alternative, perché da quei 6 euro per articolo tira fuori di che comprarsi da mangiare (il discorso tasse non credo tocchi coloro che non raggiungono neanche un tetto di reddito tassabile, o sbaglio?).

    • Certo, in determinate situazioni anche 6 euro possono fare la differenza. E’ bello dare consigli, ma dobbiamo essere realisti. E dire che non tutti possono diventare webwriter. Ma questo punto lo approfondirò domani, nel prossimo articolo.

  29. Dare un prezzo ad un lavoro come il nostro è difficile. Non puoi prendere in considerazione solo le parole che scrivi, ma anche come queste si incastrano fra loro, gli argomenti che ti viene chiesto di trattare, i tempi di consegna, la mole di lavoro che ti stai caricando sulle spalle in quel momento e soprattutto la tipologia di cliente che hai davanti. Quando mi rendo conto d’avere a che fare con un cliente rompi scatole di pringles il prezzo varia perchè le modifiche che mi verranno richieste saranno sicuramente notevoli (il che si traduce in stomaco che fa il triplo salto mortale 2 volte al giorno e tempo perso). Dare un prezzo al proprio lavoro non è per niente facile, ma con l’esperienza le cose diventano più semplici: d’altronde è proprio l’esperienza che distingue i professionisti dai web writer amatoriali, e l’esperienza si paga. No trovate?

  30. Per me dite le cose essendo molto di parte e pensando che chi ha un sito sia un sultano tirchio.

    Io sono uno di quelli che offre cifre ridicole, tipo 5 euro per articoli di 350 parole.

    In 2 anni ho provato a cercar chi mi fa contenuti, il mio lato debole.
    Ogni sito ha bisogno di qualcosa di particolare, c’è quello che ha bisogno di molti contenuti in breve tempo, quello che ha bisogno di qualità, quello che necessita di persuasione.

    Lasciamo da parte le estremità dei 50 centesimi ad articolo che sono irreali per qualsiasi cosa seria.

    Chiunque ha lavorato per me ha lavorato bene solo per i primi tempi, non importa che offrissi 1 euro ad articolo o 10 o 20.
    Mi sono capitate delle cose assurde, gente che pagavo tanto dopo 2 mesi di scrittura impeccabile, un utente mi ha segnalato il suo disappunto (con pochi mezzi termini) .. stava compiando e reinterpretando di bel poco libri della mondadori.
    Gente alla quale ho offerto poco per uno stock di testi che li ha scritti in tempi rapidissimi, facendomi perdere pochissimo tempo e di qualità che definirei buona e personale (per me vale più il termine personale che buona).

    Detta in maniera semplice, ora ho notato molta più affidabilità in “bimbiminchia” o in gente che si svende, io pago anticipato, faccio ben vedere di chi è l’articolo dando risalto e a parte faccio (a carico mio) ritenuta e f24 per il collaboratore.
    Loro hanno un entrata al mese assicurata seppur non tantissimo, nessun bisogno di partita iva o burocrazia.
    Tutto questo perchè non tutti quelli che scrivono online sono degli scrittori professionisti, anzi ce ne saranno si e no l’1% che sa il fatto suo e che se viene a scrivere per me mi fa aumentare le fidelizzazioni.

    Tutti quelli che si presentano lo fanno come professionisti, ed è meglio portarla alta invece che accontentarsi di un guadagno sicuro per dei mesi per poi chiedere un aumento quando hai dimostrato il tuo valore con gli utenti, gli aumenti di iscritti del sito e nel feed, con commenti e condivisioni.
    La qualità non è un valore ricavato da quanto sei famoso o dal fatto che hai una partita iva, è un unità misurabile nel tempo solo e soltanto dal rapporto con utenti e motori di ricerca.

    Un articolo non necessariamente mal scritto si può fare tranquillamente in 10 minuti o meno, in base al settore, in base al piano che ha quel sito.

    Credete veramente che io e gli altri “tirchioni” non saremmo disposti a pagare 30 euro per un articolo di 300 parole nel caso ci sia il doppio di guadagno?

    Se pretendi significa che sei gia qualcuno, in quel caso non vai a scrivere per stupidi blog ma per i master del settore, mi sbaglio?
    A leggere i vostri commenti, per lo meno in gran parte, immagino che tutti quelli che hanno scritto qui si credano dei professionisti.

    Io vi dico solo questa cosa per conludere e per dire quello che vedo io nella realtà: sono alla ricerca di gente che sia veramente seria per un sito che per me è un traguardo nella mia vita, mi interessa che chi scriva la parte di contenuti collabori con me minimo un anno, e che mi aiutino nel branding del sito.
    Una cosa l’ho imparata: non dirò in giro nulla, non chiederò a nessuno.
    Prenderò semplicemente per 2/6 mesi persone che scrivano per siti minori, da li dirò agli interessati che hanno risultati ti pago il doppio, il triplo, ma tu da oggi ci devi credere in quello che fai e non farlo solo per te stesso, da oggi tu devi scrivere credendo nel progetto.
    Dai risultati di quest’ultimo passaggio deciderò se incrementare sostanzialmente il mio impegno economico per avere la collaborazione di chi scrive.

    Che funzioni o no, non pagherò mai più cifre maggiori di 5 euro per articoli da 300 parole al primo arrivato, a chi ha un sito aziendale o da chi lo fa di professione. Solo i risultati danno il merito.

    • Può sembrare strano ma sono pienamente d’accordo con te. Scrivo da qualche anno e anche io ho iniziato con piccoli “prezzi”, 2 dollari per articolo (che non significa un tot di parole), il più delle volte ho scritto molto più di quanto richiesto, perché é un fatto di qualità non di prezzo e piano piano sto avendo aumenti e fidelizzazione. Io stesso ho un piccoli Blog e so quanto costi mantenerlo e quali sono i reali ricavi (anche se spesso ci si perde). Quindi avendo tempo faccio dei lavoretti da freelance e cerco di portare avanti i miei Blog. Nel frattempo faccio esperienza in seo e social seguendo altri Blogger e quando avrò una certa fama (nel caso riesca ad affermarmi sul web) in quel preciso istante aumenterò i miei standard di prezzo o in alternativa cambio strada 😉

  31. Anche io vorrei dire la mia, anche se non sono uno scrittore del web per professione, ma sono un infermiere
    Anche io prima di entrare nel pubblico impiego ho sgomitolato nel mio campo per prevalere la professione nei termini corretti.
    Ma poi il numero delle persone è aumentato sempre di più, anche con l’apertura all’unione europea ha creato diversi problemi concorrenziali.
    Siamo tanti, forse nello stesso campo, e il numero di persone che ci pagano sono poche, allora dico, cerchiamo di fare la differenza, i risultati arriveranno a lungo termine.
    fabio

  32. Io vorrei commentare questo post con il link ad un video http://www.youtube.com/watch?v=Y-jHA8PJnnI _

  33. Ciao a tutti, vi racconto questa fresca fresca. Come ogni mattina, mi addentro nel web, sezione offerte di lavoro, per vedere se c’è qualche proposta decente di collaborazione per scrittori freelance, nelle miriadi di siti job search, che alla fine pubblicano tutti 4 annunci, sempre gli stessi. Vabbè, andiamo avanti.
    Mi imbatto in uno qualsiasi: “…..sito …alla ricerca…scrittori..comodamente da casa….seri…puntuali..remunerazione ad articolo”. Praticamente un annuncio perfetto per il Seo. Quello mentale però.
    Mah, penso, scrivere una mail per saperne di più,non mi costa nulla. Invio la candidatura, completa di CV. Dopo 3 secondi mi risponde :
    ” (convenevoli)…il sito tal dei tali….assicuriamo che DAREMO visibilità….ci serve qualcuno preparato…..per curare i testi di un sito ci vuole passione…..”.
    Ahia……primo intoppo. Questa parola “passione”, preannuncia tempesta. Quando gli editori pronunciano la parola Passione, leggete pure: lavorerete per la gloria. Loro non lo sanno, ma io studio Pnl e già di mio sono molto percettiva, quindi non mi sfugge nulla, neanche nel linguaggio scritto.
    Prosegue: “………per il primo anno (ANNO….365 giorni..) ci conosceremo….lei potrà scrivere per noi …il pagamento del primo anno prevede 3 euro nette ogni 10 guide…”
    Alt…fermi tutti. Tre euro——>10 guide? no, vabbè…non state bene….!!!!(Cit. Maurizio Battista).
    Ho chiaramente risposto che i compensi per avere dei testi originali, creativi e di qualitàe soprattutto MIEI, veleggiano su altre cifre. Chiaramente il tutto espresso con la dovuta delicatezza, neanche con la velleità di far capire il mio punto di vista, solo per puro esercizio personale.
    Non ho avuto risposta, chiaramente, alla mia replica.
    Ora, tutto questo è stato spunto di riflessione, forse anche per distrarmi dal dolore atroce che avevo addosso, mentre guidavo. Il pensiero è stato questo: credo che la svalutazione della manodopera e della professionalità INDIGENA sia un PRODOTTO che questo Paese potrebbe tranquillamente esportare. Questo vale per tutti i tipi di lavoro, più o meno impegnativo per il fisico e/o per la mente. Nell’ambito dell’editoria, credo che questa svalutazione ci sia sicuramente, ma non abbia lunga vita: l’autore, dopo aver scritto 30 guide e aver ricevuto 9 euro netti……smette. Credo che smetta anche prima delle 10 guide per 3 euro totali. Potrà impegnarsi nel redigere le prime due, voglio essere ottimista, ma poi ti molla! Ed è anche normale, direi. Di questi tempi, magari lo trovi un pizzaiolo che sforna una discreta pizza, guadagnando 1.300 euro al mese, anziché 2.000 euro. Non avrai il locale pieno, ma neanche vuoto. Per dei contenuti di livello, invece, non lo trovi chi ti scrive non so quanti articoli di una certa levatura a due soldi: te ne scriverà uno al mese,a settimana magari, oppure ti scrive il primo e poi si dilegua. oppure ti scrive degli articoli diciamo sufficienti, ma ti molla lo stesso, ne sono certa.
    Io credo che gli editori di buoni siti, non si accontentino di chi si accontenta.
    E concludo: 6 euro ad articolo sono una miseria? Mi pare che siamo già scesi a 30 centesimi…..6 euro sono già un miraggio.
    Sonia.

  34. Io vorrei rispondere a Davide.

    Hai presente la differenza tra una casa costruita in mattoni e una fatta di cartapesta?
    Ecco, se hai bisogno di una casa in cartapesta continua così, se cerchi chi lavora solo con i mattoni allora dovresti cambiare atteggiamento.

    Io mal sopporto chi sminuisce qualunque tipo di lavoro.

    Beatrice

  35. Magari mi sono espresso male, ho scritto di fretta.

    La mia intenzione non è sminuire il lavoro, ma semplicemente chiarire che la gavetta è fondamentale, fin troppe persone fanno tanto fumo e niente arrosto, tanti seo scrivono tanto sui blog ma lavorano poco, tanti programmatori sanno tanti linguaggi ma non sanno portar avanti un progetto.

    Personalmente durante gli studi ho fatto il pony pizza per un costo orario minore di quello che voi scartate per un articolo da 300 parole, andavo in giro con un panda in maniera ridicola per portar a casa 200 euro al mese ma non me ne vergogno.. l’articolo seppur ha senso logico nella pratica riconduce tutti a chiedere di più e a snobbare i 6 euro.
    Il controsenso di tutto è che a portare l’abbassamento dei prezzi non sono io che commissiono gli articoli, ma sono tutti quelli che pretendono di partire in 5a. Voi qui date man forte.

    (è una frase generalista e non indirizzata sul personale, sia chiaro) O mi fai vedere un ricco portfolio di casi tuoi di successo oppure stai spacciando cartapesta per mattoni.
    Non mi sembra un atteggiamento sbagliato sinceramente.

  36. Il problema è che c’è troppa gente che si improvvisa “professionista” rovinando così la piazza ai veri professionisti e qui parlo di tutte quelle persone che si definiscono web writer, copywriter ecc ecc e che rischiano di non farci lavorare perchè loro devono arrotondare lo stipendio.

    Noi ci mangiamo con il nostro lavoro e non abbiamo un altro lavoro per andare avanti durante il mese! Quindi non sopporto quelle persone che offrono 0,50 cent per testi lunghissimi ed altrettanto non stimo le persone che si fanno sottopagare perchè hanno necessità di portare qualche soldo in più in tasta, magari anche in nero.

  37. Davide, quando scrivi “Che funzioni o no, non pagherò mai più cifre maggiori di 5 euro per articoli da 300 parole al primo arrivato, a chi ha un sito aziendale o da chi lo fa di professione. Solo i risultati danno il merito.” fai esattamente come le aziende che, esistendo i contratti per apprendisti, ne usufruiscono anche quando non ce n’è più bisogno e prendono ogni volta chi ha bisogno di imparare per noi lasciarlo senza nulla, una volta che il suo lavoro vale di più.

    Io non so quali siano i tuoi siti web, ma so con certezza che un professionista non scende sotto un certo prezzo.

  38. Beatrice, un professionista fa i conti di quello che spende per un progetto, io magari non lo sono e non lo sarò mai, ma i conti li faccio anch’io.

    Sia ben chiaro anche che non sto dicendo di accettare qualsiasi tipo di offerta, lavori a 6 euro sono utili solo se scelti, economicamente:
    – quando uno commissiona tanti testi che non hanno bisogno di ricerche approfondite
    – quando si ha bisogno di lavoro
    – quando i testi sono un tot numero, in maniera di poter anche esser più veloci, meno comunicazioni e meno tempo impiegato

    Ho parlato di scelta poichè sta alla singola persona capire:
    – se si sta lavorando alla giornata
    – se la persona per la quale si lavora può dare un lavoro anche in un secondo tempo
    – se il proprio articolo ha visibilità, se la propria serie di articoli possono arrivare ad un dunque ed essere apprezzati.. insomma fare il portfolio che ho menzionato

    Cioè, se mi metto a scrivere per domini visibilmente scadenti e non seguiti… quello l’hai scelto tu.

    Tornando al costo, tenete presente che se un articolo viene scritto in un ora, si lavorano 8 ore al giorno e ci sono di media 20 giorni lavorativi in un mese.. 6*8=48 che per 20 fa 960 euro al mese.
    Poi ci sono le tasse, queste le pago io tramite f24 solitamente quindi sono al netto, in caso invece di una fattura con p.iva solitamente incontro persone nel regime dei minimi che avranno il 5%, e che comunque le pago di più visto che non faccio l’f24.
    Nella pratica, magari un euro in più lo comprendo, però a conti fatti per un articolo di 300 parole i tempi sono questi…. la paga non è straordinariamente da fame, tutt’altro, c’è gente che sta veramente peggio.
    Mi sembra che ci si può drogare a forza di vivident.

    Se poi il discorso è voler portar a casa la pagnotta lavorando 3 o 4 ore al giorno allora… cambia.
    Ripeto, non a tutto servono 2 giorni di studio come descritto in questo articolo (che se devo essere sincero è la noncuranza di distinguere articolo veloce da articolo approfondito la cosa che mi ha fatto commentare), quello è un caso abbastanza limite.

    Mi sembra che i valori che ho descritto siano misurabili e siano reali, sono questi che permettono di definire il costo in mancanza di reputazione che ti distingue.

    Io ribadisco che AL PRIMO ARRIVATO non offrirò mai di più, i conti sono questi.
    Sei famoso? hai lavorato con me per un po’ e mi hai portato utenti? Nei testi che scrivi hai almeno 30 condivisioni ognuna?
    Allora ti commissiono subito un lavoro per 4 volte tanto, 5volte tanto, accordiamoci.
    Pensi che io voglia pagar poco oppure far successo?

    In conclusione.. a tutti voi articolisti..
    Basta lamentarsi! Fatevi conoscere e lavorate, non piovono soldi! I clienti chi sa lavorare li trova sempre. Gli articoli migliori li becca solo chi ha dimostrato di saperci fare.
    .. seppur non sono un professionista (e qui ti chiedo cortesemente di definirmi un professionista) e questo è un articolo a scopo virale in linea con il target (per il quale faccio i complimenti).
    Però basta ridicolizzare 6 euro per un ora di lavoro.

    • Ciao Davide,

      Il lavoro inizia bene quando c’è rispetto. Ad esempio, io non accetterei di essere etichettato come primo arrivato. E non accetterei il tuo compenso. Purtroppo il freelance non può ragionare nei termini che hai indicato: 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana…

      Io mi alzo tutti i giorni alle 6.00 e vado a dormire alle 24.00 per gestire tutto, per scrivere sul mio blog, per consegnare i lavori, per scrivere preventivi. Per muovere il tutto. E se tu mi chiami primo arrivato io ti saluto, e ciao.

      Però chi muove i primi passi in questo mondo vuole farsi le ossa, vuole fare esperienza. Lo spremiamo? Lo mettiamo sottosopra?

      Perché non ragionare in termini di cooptazione? Un freelance non lo usi solo per scrivere un minestrone di parole, ma lo fai diventare parte del tuo team. Lui scrive, ma inserisce anche l’articolo sul CMS. Lo ottimizza, lo cura come se fosse suo.

      Se non va bene tu glielo fai notare e lui lo corregge, e lo corregge di nuovo se necessario. Praticamente hai un blogger a tua disposizione. Questo vale pochi euro?

      E poi io non credo che esistano argomenti semplici in assoluto. Certo, la fisica quantistica non è semplice da affrontare. Ma sei sicuro di saper scrivere una ricetta in modo che i tuoi lettori la capiscano e la usino per preparare la cena?

      Sei sicuro che bastino pochi minuti per raccontare una ricetta? Ci vogliono 3 minuti per buttare giù 300 parole, ma per creare dei post che raggiungano veramente lo scopo?

  39. Io faccio parte dell’esercito di articolisti che scrive per meno di 6 euro per 300 parole (quasi sempre). Perché lo faccio? Perché, in primo luogo, non mi sento ancora in grado di presentarmi come professionista e perché, più pragmaticamente, non posso permettermi di studiare a tempo pieno (e cioè leggere blog di settore, libri, seguire i dibattiti sui social media, ecc.). Prima di investire sul sogno di vivere scrivendo ho fatto altro e mi ritrovo alla soglia dei 30 anni con una montagna di cose da imparare e tempo da recuperare. Avessi fatto altre scelte all’università probabilmente il tempo che passo a scrivere per pochi centesimi lo potrei passare a scrivere guest post “importanti”, ma ora devo in qualche modo scendere a compromessi per salvare capra e cavoli. Mi interrogo anch’io spesso sul compenso dei lavori che vengono proposti e sul compenso di quelli che accetto. Vedo anche tante persone che non hanno la minima idea di cosa siano grammatica, sintassi e punteggiatura lavorare come web writer, e anche tanto. Accettare di scrivere a un centesimo a parola per dimostrare che qualcosa posso dirla anch’io è svilente? Probabilmente se parliamo di lavori complessi, che richiedono tanta ricerca e una collaborazione continuativa sì. Non credo lo sia sempre, poi magari sono io che ho un punto di vista poco obiettivo, può anche essere. Io scrivo a meno di due centesimi a parola perché devo farmi le ossa e imparare il mestiere e chiedere molto di più sarebbe sopravvalutare il mio lavoro.
    Insomma, c’è anche l’altro lato della medaglia da considerare. Qual è il prezzo giusto per chi come me è nel limbo? 🙂

  40. Riccardo concordo a pieno con te, ma la tua è una visione parziale.

    Riprendo anche quanto scritto da LG, in quanto è cosi come ha raccontato lui quello che vedo anche io.

    Il lavoro che hai appena menzionato è caratteristico di certi rapporti, di un modo di lavorare che hanno in pochi: credere nel progetto, dare un valore aggiunto, perdere tempo per supportare il progetto.

    Tu mi dimostri di saperlo fare solamente guardando il tuo sito, probabilmente all’inizio però non eri cosi esperto e hai dovuto sudare per diventarlo.
    Se io ti commissionassi degli articoli noterei cosa sei capace di fare ed anche che hai dei lettori affezionati, quanti credi siano realmente cosi?

    Stai però dando per scontato che tutti prendano seriamente il lavoro come fai tu.
    Stai dando per scontato anche che tutti i progetti abbiano bisogno di articoli non banali.
    Stai dando per scontato che tutti i blogger perdano tempo scrivendo risposte ai commenti come fai tu.
    Comprendi però la differenza, in questo caso il costo di un articolo va ben oltre all’ora.

    Chi prende la strada del freelance e fa da blogger con serietà, non sta guardando ad un sogno, sta guardando al mio bisogno ed a quello di tanti altri.
    Purtroppo tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ed io non sono qui per regalare soldi, io pago per avere un ritorno, fino a che non posso confidare nel ritorno pago a seconda di quanto valuto il tempo/lavoro.
    Sta al nuovo arrivato farmi vedere che conta nel mio team.

    Perchè dici “Ad esempio, io non accetterei di essere etichettato come primo arrivato.”?
    Mi sembra che tu la gavetta l’hai gia fatta, non far pensare a tutti che possano partire con i tuoi prezzi.
    Tu hai studiato, ti sei informato e presuppondo dal tuo footer che SEO, SMM, persuasività ecc. non siano parole che hai solo letto in un paio d’articoli.

    Io sono un programmatore nella vita di tutti i giorni, il primo anno entrato nel posto di lavoro ero un figo, mi avevano assunto come analista programmatore e mi mettevo a parlare di idee di questo e di quello.
    Per farti capire ho riguardato dopo vari anni uno dei primi progetti al quale ho lavorato e mi fa veramente schifo.
    Eppure sono sempre un programmatore anche oggi, solo che ho occhi che prima non avevo, una mentalità ed un modo di lavorare ben diverso.
    Ho fatto capire cosa intendo?

    • Ciao Davide,

      Capisco il tuo punto di vista. Il vantaggio di guardare al freelance è questo: se non ti piace come lavora lo molli dopo 2 secondi, senza problemi. E chi lavora male deve essere mollato. Guai a giustificare lo scansafatiche o chi lavora male.

      Lo sai perché non riusciamo a trovare un accordo? Abbiamo sorvolato un punto: non tutti sono portati per il lavoro del webwriter. Amara verità, ma pur sempre una verità. Molte persone si lanciano, ma solo perché sanno scrivere.

      Ecco, questo è un punto da affrontare.

  41. Con questo post mi hai ricordato tutti quei clienti che mi capitano che vogliono che gli sia fatto un sito con 200-300 euro e una campagna SEO e SEM spendendo in TOTALE 500 euro l’anno.

    Li ho sempre mandati a quel paese, e lo farò sempre.

    Perchè è vero che c’è la crisi e bisogna pur mangiare, lo capisco e lo accetto.

    Ma internet non è diversa dalla vita reale e preferisco non mortificare la mia professionalità.

    Non mi svendo nè su internet nè nella vita reale, e quindi questo tipo di clienti preferisco perderli e mandarli alla loro rovina.

    Con tutto il rispetto per chi lo fa perchè deve guadagnare sia chiaro, ma meglio scrivere gratis su altri siti come dicono, oppure impiegare il proprio tempo a fare altro

  42. Il problema è che tutti si improvvisano content/webwriter perché il mercato ti fa credere che si tratti di un lavoro semplice, figurati quando ti dicono che puoi pure farlo da casa. E’ l’idea che è sbagliata, è uno sminuire la professione che sta portando le content factories a fare soldi a palate e gli altri a morire dissanguati da un Seo selvaggio e da contenuti pessimi scritti da chi non sa mettere in fila due parole, figuriamoci due keywords (ho esempi di responsabili di… che mettono paura!)

  43. Ciao ragazzi, facciamo il vostro stesso mestiere, forse da qualche anno in più. Ci siamo occupati più volte online (ma anche offline in convegni e seminari) del problema dei prezzi del webcopywriting.

    Noi crediamo che ci sia molta ipocrisia in giro: invece è arrivato il momento di dire chiaramente che gli articoli da 3-5-7-10 euro non servono a niente. A chi li pubblica, perché sono poco meno che seo-spazzatura; e a chi li scrive, perché scrivere 20 articoli al giorni scopiazzando i testi da altri siti e cambiando qualche parola non dà esperienza e non è spendibile per trovarsi un lavoro decente.

    Se uno impara a spaccare pietre, potrà solo spaccare pietre. Non lo chiameranno per fare una scultura, c’è poco da fare.

    Vi siete chiesti perché nessuno si sognerebbe mai di fare il copywriter per la radio o la carta stampata a 3 euro? Perché non ci riuscirebbe.

    Noi facciamo anche formazione da molti anni e sappiamo, per averlo sperimentato su molte migliaia di persone, che i bravi copy si contano nell’ordine del 1%: 100 ci provano, ma solo uno ha quel po’ di talento, impegno e dedizione che serve per diventare un professionista.

    Molti di quelli che oggi scrivono articoli per il web, non dovrebbero fare questo mestiere. Dovrebbero diventare consapevoli quanto prima di questo dato di fatto perché ne va della loro dignità di persone e anche della loro vita (e vista).

    Noi riceviamo decine di richieste di preventivo al mese e ci scontriamo quotidianamente con clienti che si spaventano delle nostre cifre. Sappiamo che vanno da un’altra parte, ma non ci interessa. Sappiamo quanto ci vuole per scrivere un articolo serio da 300 parole. Se a un cliente serve un articolo serio, paga, altrimenti va da un articolista. Questo è quello che rispondiamo.

    Abbiamo letto diverse cifre tra i commenti. Secondo la nostra opinione, le più alte sono ancora meno della metà di quello che sarebbe giusto farsi pagare. Per lavori come le pagine di un sito web, poi, i preventivi seri non dovrebbero avere meno di 3 zeri.

    Bisognerebbe cominciare a dire ai clienti che per 3 euro non si toglie neanche il tappo alla penna. Abbiate il coraggio di farlo. Se non potete farlo, forse è perché non avete ancora la forza per farlo. Allora concentratevi su come diventare dei web copy migliori. Meglio un anno gratis in un’agenzia che vi insegni qualcosa da usare in futuro che davanti ad un computer per pochi centesimi.

    Crediamo che questa professione sia abbastanza matura da cominciare ad aver bisogno di un listino prezzi minimo, soprattutto per lavori standard. Dovrebbero essere dei professionisti a farlo, in modo da dare a chi inizia dei riferimenti certi su cosa è giusto e cosa no.

    Il punto è: come si riconosce un web copywriter professionista? Noi lo sappiamo, ma abbiamo l’impressione che non lo sappiano i clienti e, soprattutto, molti di quelli che si fanno chiamare web copywriter.

    Ci piace questa discussione.

  44. Ciao,
    che bella e interessante interazione 🙂 Bello, bello!
    Forse perchè si va a toccare un bel nervo scoperto che è quello “del campare”… Si accettano ovviamente lavori sottopagati perchè si “deve pur sopravvivere” e quelli che già sopravvivono abbastanza bene è ovvio che rifiutano, ma temono che ciò porti via loro del lavoro… Secondo me però non è così, o solamente in piccola parte.. e alla lunga non è così! E’ come una legge di natura, un’evoluzione… Ho iniziato facendo siti completamente in flash (un bel pò di anni fa), programmando notte e giorno per far coesistere database, php e animazioni… il tutto magari per 300 euro… (web agency avrebbero preso 2000 euro per un sito del genere)… Ma io dovevo campare, farmi conoscere …e comunque quel cliente NON sarebbe mai andato da un pofessionista già conosciuto perchè MAI avrebbe speso cifre più alte… In un certo senso nel lavoro si viaggia a livelli e sta ad ognuno di noi, con il tempo e l’applicazione, posizionarsi in quello a lui più idoneo, ed ogni livello ha il suo target di riferimento. C’è chi parte avvantaggiato, chi meno, chi sale in fretta e chi scompare… Ma dove ci si posiziona (e dove vogliamo arrivare a posizionarci) è fondamentale per trovare poi soddisfazione nel ritorno economico rispetto alle ore spese… Io non ci sono ancora arrivato, ma auguro a tutti di cuore di oltrepassare nel più breve tempo possibile questa soglia dei “300 x 6E.”…
    Un caro saluto e buon lavoro a tutti!

  45. Oltre a fare il giornalista mi trovo, mio malgrado ad essere editore. Da giornalista vorrei che tutti i miei colleghi venissero pagati al di sopra di quello che leggo in questi post. Da editore, con quella che è la crisi della carta stampata (-30% di vendite nell’ultimo anno), della raccolta pubblicitaria che in due anni è calata del 70% e della mancanza di pubblicità dei portali internet, penso che molti giornalisti, tra poco, potranno scrivere solo sulla carta igienica, visto che sarà difficile anche comprare una risma di carta o poter pagare il canone dell’ADSL. Ritengo che ogni giornalista dovrebbe fare, almeno una volta, l’editore per capire di cosa si sto parlando. Leggo che anche la Rizzoli dismetterà o venderà il 50% delle proprie testate licenziando o mettendo in cassa integrazione. Nel 2014 con l’eliminazione dei contributi per l’editoria spariranno tantissime testate. L’equo compenso per i giornalisti, da uno studio fatto, farà chiudere almeno il 10% delle testate. Mi aspetto che qualcuno mi dica di smettere di fare l’editore (ci sto pensando seriamente), ma ora che saremo in tantissimi a chiudere cosa farete? E allora, dimostrate di avere le palle, formate delle cooperative e diventate piccoli editori. Fate impresa. Dividetevi gli utili della vostra impresa e, poi, contate gli euri per vedere se sono di più di quelli di cui oggi vi lamentate. D’altro canto vi consiglio di prendere tutto quello che il mercato oggi vi può offrire, fino a quando la vostra bravura vi permetterà di guadagnare di più. Scusatemi per questo intervento. La maggior parte di noi editori è vicina al fallimento.

  46. Posso interpretare bene quanto esprimi nel tuo commento, Antonio, l’editoria Web sta rischiando di inflazionarsi come è già accaduto a quella tradizionale dei periodici su carta, che appunto da diversi anni scivolano lungo un declino in una slavina inarrestabile che sta frantumando anche i “grandi” dell’editoria, come hai ben sottolineato. Io scrivo da una trentina di anni, ho progettato e creato da zero a PDF per la stampa numerose pubblicazioni per diversi editori, passando poi ai libri e al Web, appunto. Tutti questi discorsi sulle tariffe si sentono da sempre nel nostro ambiente (quello redazionale, in sostanza) e la “volatilità” del medium digitale non ha fatto altro che accentuare la svalutazione dell’opera di ingegno complice appunto la crisi del settore editoriale globale e il sovraccarico di informazione (information overload, come lo chiamano in inglese) ha fatto il resto. Il tuo invito a unirsi in cooperative per “resistere” sembra quasi un appello fatto sul fronte di una guerra dove fra poco non ci saranno né vincitori né vinti, una guerra fra poveri, come si suol dire, ma è pur sempre un’alternativa e il commento di “scrittura.org” la dice lunga sul costituirsi come “impresa” e offrire gli stessi servizi a “prezzi di mercato”. Sempre che ci siano abbastanza clienti disposti a pagare questi “prezzi di mercato”, vista appunto la situazione.

  47. Sicuramente penso che guadagnare qualcosa in più piace a tutti il problema è anche che il “mercato sul web” è molto vasto, il fatto di cominciare un avventura da blogger da soli cominciando dalle basi è sicuramente giusto, e per esempio è anche quello che io stesso ho fatto ma per avere risultati decenti e qualche guadagno richiede molto tempo e molti sforzi se non che anche conoscenze di tipo un pò più tecnico SEO che naturalmente non tutti i webwriter alle prime armi hanno.
    Purtroppo e dico purtroppo è così, l’idea però di fare una sorta di associazione che racchiuda Webwriter “di livello” sarebbe ottima e tutelerebbe molto anche la qualità dei contenuti nel web ma come fare?
    Io ho pensato qualche tempo fa a questo discorso e mi è venuto in mente una soluzione che magari alcuni di voi condivideranno un social network nel quale noi stessi possiamo recensire i nostri colleghi creando quindi una sorta di feedback nel quale i nostri lavori sono riconosciuti, ho creato appena ora una pagina su Facebook al quale chi vuole e crede che questa idea sia utile può aderire e quindi e magari dare un suo contributo per creare questo:
    https://www.facebook.com/pages/Social-Network-per-blogger/311561752300206?
    Se ci sono consensi si può fare qualcosa di serio che ne pensate?

  48. Verissimo. Soprattutto quando dici che a volte 30 minuti non bastano perché c’è bisogno di approfondire. Ma se ci metti di più “è colpa tua che non sei abbastanza bravo”. Un meccanismo deleterio che porta ad accettare tutto! Nei primi mesi (spero non anni) di esperienza può anche essere sopportata questa cosa… ma a lungo andare bisogna cominciare a darsi un valore! Altrimenti ne approfitteranno sempre! Soprattutto se si ha dal canto proprio la sicurezza di saper fare bene il proprio lavoro, di essere comunque precisi, di saper scrivere in italiano (non è detto che sia sempre così) e di possedere una cultura generale che permetta di approcciare varie tematiche con consapevolezza, soprattutto per capire dove sia il caso di andare a fare ricerche e in che modo. Mi fermo qui…

  49. Sottopagare, sfruttare, svalutare… si potrebbe scrivere di tutto sul tema, ma è difficile che la situazione cambi, visto soprattutto il periodo storico. E’ vero, sarebbe bello se dessero il giusto valore al nostro lavoro… ma parliamo di giustizia in un mondo come questo? 5 euro ad articolo quando una donna delle pulizie ne prende 8 (minimo), è questo il valore del mio tempo? A volte mi chiedo a cosa siano serviti 5 anni di università, probabilmente se non l’avessi fatta mi sentirei più giustificata a lavorare per 4… ops… 5 spiccioli (perchè quello sono). Mi sento rabbiosa, repressa, sfruttata, svalutata, ma sento di non esserlo più di tante altre persone. Vorrei che le cose cambiassero ma fondamentalmente non ci credo più di tanto. Cosa dovrei fare dunque? Mollare tutto e cercarmi un lavoro come un altro per tirare a campà? Certo! Lo farò sicuramente, non ho mai sdegnato nulla e nella mia vita ho provato a fare di tutto dalla barista all’impiegata di banca, per poi trovarmi a 33 anni a rimpiangere molte cose, il giornalismo compreso. Mi sono data un termine che scadrà tra pochi mesi, dopo di che, se mi ritroverò ancora a scrivere per 5 euro ad articolo, sarò pronta a mollare questo ramo per mettermi in cerca di uno stipendio (perchè è quello che alla fine cercherei, giusto?). Ma almeno lasciate che nella vita possa dire “io ci ho provato”, senza dovermi necessariamente sentire giudicata da chi, dall’alto del suo pulpito, non fa che predicare, senza però trovare soluzioni utili. La vita è spesso fatta di rimpianti, lasciate che io tolga questo dalla lista dei miei.

  50. Scusate, io sono un neofita e magari dico una castroneria ma…

    Se invece che pagare un TOT a parola, permettessero agli autori esterni di inserire i propri ADV negli articoli che scrivono? Magari su un totale di 4 ADV per pagina, 2 li mette l’autore e 2 il proprietario, così da rendere stimolante scrivere per un blog piuttosto che per un altro, a seconda delle impressioni che genera il sito/blog in questione? Non sarebbe la soluzione ideale?

  51. Salve. Ho letto l’articolo e alcuni dei commenti. Io non sono un webwriter ma un programmatore, e anche lì il discorso è simile: c’è chi si improvvisa e si offre come programmatore “low cost” (guardate sul forum di HTML.it!), per cui anche lì se si continua sempre a svendere non si riuscirà mai a far capire il valore di quello che si fa, neanche al proprio datore di lavoro (non parlo solo di liberi professionisti).
    E’ interessante la parte in cui dici che per scrivere 300 parole non è detto che bastino 30 minuti (un po’ come quando ti chiedono quanto tempo ci vuole a fare un sito o un programma) perché a meno che non padroneggi già l’argomento potrebbero essere necessari anche più giorni per scrivere un articolo. Nella programmazione è la stessa cosa, con la differenza che c’è un modo cieco di percepirla secondo cui un programmatore dovrebbe già saper fare tutto, non è ammissibile includere anche il tempo di “ricerca e studio”, che diventa quindi un problema del programmatore. Come nello scrivere un articolo: se ci metti due giorni perché non conosci bene l’argomento è un problema tuo. Se in media per scrivere 300 parole bastano 30 minuti, si continuerà ad essere pagati per quel tempo.

  52. Parecchi anni fa mi è capitato di scrivere una serie di articoli per un noto portale del settore web design. Mi piaceva l’idea, l’autorevolezza del portale, e pagavano poco ad articolo, ma cmq sopra la media di allora. Non sono un writer, ma è stata una bella esperienza. Ma il punto al quale volevo arrivare è che il motivo per il quale ho smesso di scrivere riguarda proprio i soldi. In quelle 2 ore spese a scrivere qualcosa di tecnico, cercando di essere preciso e impeccabile, avrei potuto guadagnare il triplo dedicandomi ad altri lavori. Capisco la situazione di molti di voi, meglio poco che niente, ma piuttosto fossi in voi punterei a produrre contenuti per un progetto vostro, e monetizzarlo. Tenete i lavori più remunerativi, tirate la cinghia per un po’. Trovate una vostra idea, e scrivete!

  53. Se tutti smettessero di accettare paghe così misere o, peggio ancora, di scrivere in cambio di visibilità, tutti, ma proprio tutti inizieremmo a darci valore e a essere pagati per quanto meritiamo. Ho scritto un articolo simile perché c’è da essere davvero stanchi di svendersi con la scusa della crisi. http://www.lestanzedellamoda.com/2013/11/cosa-succederebbe-se-tutti-smettessero.html

  54. solitamente li ho pagati circa 15 euro articolo, ma bisogna vedere anche cosa si scrive, articolo con contenuti molto tecnici magari integrati con una po di immagini (infographic) si superano abbondantemente le 15/20. Comq sono alla ricerca di un nuovo copywriter e se qualcuno vede questo posto può contattarmi!

  55. Salve,
    bel post….ed ho letto anche molti commenti. Sono d’accordo con voi…e chi mi conosce sa benissimo che associo il pensiero all’azione. Cioè penso una cosa e mi comporto di conseguenza.
    Quindi non solo non cedo, ma nemmeno mi sogno di offrire contratti del genere.
    Solo da poche settimane ho la collaborazione di una conoscente per delle semplici traduzioni senza nessun obiettivo temporale….e quasi mi vergognavo a proporgli una cifra che è anche 10 volte quella che sento nei primi commenti. Ora sono un pò più sollevato….ma che tristezza!
    Voglio solo aggiungere che il tempo è galantuomo! Ci ho messo 3 anni, ma proprio stamattina dalla Spagna mi hanno offerto 150€ per un post di 300 parole; a cui ho ribadito il mio listino di 300€.
    Ha capitolato!
    Un anno fa su 10 proposto 0 accettavano, oggi su 10 ne accettano 3….il tempo è galantuomo. Forza e coraggio e soprattutto non pensate che perchè vi siete autoconvinti di essere migliori degli altri lo siete…..dovete dimostralo sempre e comunque in ogni istante. Al primo errore avete perso per sempre.
    My 2 cents

  56. Ciao, rispolvero questo post vecchio ma quanto mai attuale. Non ho resistito dal dire la mia sull’argomento della situazione dei webriter su commissione. Ho accumulato circa quattro anni di esperienza, scoprendo questa attività nel 2009. In questi anni ho visto crollare i compensi, così come ho visto gente, e non solo ragazzini, giocare al ribasso accettando cifre scandalose per un articolo. Io lavoro già 8 ore al giorno (dipendente) dietro una scrivania e, come molti altri commentatori di questo post, ho scritto per arrotondare, sacrificando tempo libero, sonno e rapporti familiari. Onestamente devo dire che per un periodo sono riuscito perfino a pagare l’affitto di casa e questo mi faceva chiudere anche più di un occhio sulla mia condizione da “cinese” (senza alcuna offesa ai cinesi). Nell’ultimo periodo, ho scritto fino allo scorso febbraio, ho visto però deperire il frutto del mio lavoro; pur lavorando per alcune testate nazionali e diverse agenzie il totale a fine mese si assottigliava sempre più, al crescere invece dell’impegno richiesto. Ho voluto anche provare per 1 mese una piattaforma per webriter…la guerra dei poveri, dove si scrive alla fine per 1 centesimo a parola, al lordo della ritenuta ovviamente. In quel mese ho preso numerosi incarichi, dando sempre il massimo in termini di qualità e sforando, a mio sfavore, la soglia minima di testo richiesto. Risultato? Al di la dei commenti entusiastici dei committenti, il centesimo a parola è rimasto il prezzo fisso e con poche speranze di vederlo crescere in futuro. Ho provato a giocare al rialzo, proponendo un prezzo “onesto” per entrambe le parti, considerando ovviamente gli argomenti; inutile dire che nessuno mi si è filato e quel galantuomo del tempo evidentemente non passava da quelle parti. Quest’anno ho deciso di mollare tutto, di godermi la mia splendida famiglia, di recuperare anni di sonno perso e concedermi del tempo per me, scrivendo su due miei blog, investendo su me stesso quel poco tempo a disposizione che ho. E’ banale dire che vivo meglio, più lucido e meno stressato, anche con qualche centinaio di euro in meno in tasca; a 42 anni “suonati” ho capito che sotto una qualità di vita minima non bisogna scendere e la qualità della vita non è misurata soltanto dai soldi.
    ciao!

  57. Ho trovato molto interessante la lettura, sopratutto dei commenti ( scusa Riccardo 😀 ) e alla fin fine mi sono trovata d’accordo con Davide. Ma anche con Gabriele, l’ultimo…
    Secondo me, da quando il mondo è mondo, giusto ricompenso di un lavoro lo stabilisce il mercato. Inutile lamentarsi di chi ti offre poco secondo i TUOI standard. Lo puoi sempre rifiutare… se realmente vali di più. Tutto dipende dal reale valore di un specialista e vale per tutti campi da copywriting alla medicina. Gabriele, però, ha scritto bene – se sei uno bravo ma il mercato non ha bisogno di te, fatti un esame di coscienza e scegli la strada che reputi migliore. Ma non prendertela con le forze “extraterrestre” perché è la richiesta che genera l’offerta e non il contrario.
    Davide, invece, ha sollevato un problema molto sentito in tutti campi – come faccio a investire (perché di questo si tratta) alla ceca? D’accordo, TU valuti il tuo lavoro a 30 euro all’articolo ma IO che ritorno avrei? È verificabile? Che presupposti mi dai per accordarci su quella cifra??? Che, tra parentesi, è soggettiva. Può essere molto più alta se il ritorno lo è altrettanto. Qui, direi, ho anche un parere personale – certi lavori dovrebbero essere pagati dopo e non prima. Ma in Italia, a quanto vedo, equivale al suicidio.

    Io mi sto avvicinando alla scrittura sul web e lo faccio nella mia lingua, il russo. Però valgono tutti standard di qualità che avete più volte ripreso nei vostri commenti. Sinceramente, se avrò la possibilità di vendere mio lavoro in Italia, sarò contenta ma guai a lamentarmi delle offerte. Se saranno irrisorie – amen, piuttosto mi dedico alla Wikipedia, che per altro mi arricchisce e da soddisfazione personale come impegno 🙂
    Scusate, per favore, i miei errori grammaticali. Mi rivalgo del diritto di “straniera” 😉

  58. Purtroppo leggere commenti del genere, dove non non si fa altro che parlare male di gente che si fa pagare 6 euro per 300 parole, mi fa capire che la nicchia dei copy vip, sara sempre pronta a sputare sui piccoli che hanno passione, una p.iva e desiderio di arrivare alla fine del mese.

    • Ciao Sara, ma tu credi che esistano sul serio i copy vip? Io che critico il lavoro sottopagato sono un copy vip?

  59. La mia personale idea è che esistano, sempre secondo me tu lo sei, la mia idea è che se i potenziali clienti non rispondono alla richiesta di un pezzo a 10 euro, l’unica via di uscita e trovare altre tipologie di clienti. Non trovo giusta la tua idea c’è gente che non deve fare il web writer, visto che dietro a questa figura ci sono persone come me che credono in quello che fanno e stringono i denti per continuare il loro sogno.

  60. Mi hanno appena offerte 30 centesimi per 200 parole con pagamento ogni cento articoli…………ho bisogno di lavorare è vero…….ma guadagnare meno di 1 euro l’ora non esiste………cosi in basso no ragazzi…….

  61. Salve,
    seguo questa discussione dal primo momento che è uscita….e sono molto amareggiato.
    Non sono un copy (vip o non vip) e ho creato la Community di Automotive Space (circa più di 10.000 follower su 12 social network) per ragioni personali che non sto qui a descrivervi.
    In questi anni ho ricevuto varie offerte e mi sono fatto mille domande e penso che ci sia una cosa che voi giovani (e non solo) non dovete vendervi: la dignità di essere umano.
    Chi accetta questi “laori” non ha futuro….cosa aspettate che vi raddoppino il compenso? e poi? Mica siete Moravia che senza non possono starci!!!
    Vi racconto questi 3 aneddoti mettendo nome e cognome (iniziate anche voi….su Schiena dritta):

    a) Un’agenzia per conto di Smart Italia mi chiede un testo min. di 300 parole (che avrebbero douto approvare) con un link, un video e poi la condivisione su almeno due miei social network….per 15 euro!
    b) Un’agenzia per conto di Ford Italia mi chiede un testo min. di 300 parole (che avrebbero douto approvare) con un link, un video e poi la condivisione su almeno due miei social network….per un buono di 50 euro su Amazon!
    c) Noicompriamoauto, mi chiede gratis di pubblicargli una infografica….poi mi offre 60 euro!

    La risposta a questi soggetti (la mia tariffa è di 200 euro fatturata) ve la lascio immaginare….il problema è che hanno poi trovato almeno altri 3/4 blog che l’hanno fatto alle loro condizioni.
    Quindi quello che voi dite è solo guerra tra poveri.
    p.s.: si vendo post con link anche a 300 euro ad anno, i miei clienti sono agenzie australiane, spagnole e tedesche…..se riescono a pagare loro questi prezzi perchè le agenzie italiane non ci riescono?
    Salute a tutti e vi continuo a leggere

  62. Nel 1700 fra i tipografi francesi esisteva una regola che non si poteva trasgredire: se il padrone della tipografia offriva troppo poco per un lavoro e il lavorante rifiutava, nessun altro in tutta Parigi doveva accettare quel lavoro. Era un modo per evitare di far abbassare troppo i prezzi e difendere la dignità della categoria.
    Se qualcuno accettava di lavorare per una cifra uguale o inferiore a quella rifiutata dal tipografo, gli si faceva terra bruciata intorno. Si inviavano lettere, circolari, ci si passava parola affinché tutta Parigi sapesse che quel lavorante si vendeva per poco. Gli si rendeva la vita impossibile fino a fargli cambiare mestiere.
    Perché se uno accetta 5 euro per scrivere un articolo di 600 parole, o 200 euro per fare un sito web, o 100 euro per un servizio fotografico, poi ci sarà qualcuno che ne accetterà 3, 100, 50 e così via.

  63. Il discorso è valido per molte attività. Chi compra a basso costo avrà un servizio di bassa qualità. Ci sarà sempre chi si deve svendere, il problema è la quantità.
    Più ce ne saranno e più andremo a fondo!

  64. Articolo vecchiotto, ma sempre valido! Tutt’ora vedo Webwriter che si fanno pagare 5 euro ad articolo.. uno dice “contenti loro”, ma davvero non capisco perché svalutare così il proprio lavoro, perché forse è questo il problema, tanti non credono fermamente che questo sia un “lavoro”!

  65. Chiedo ai sostenitori del “poco 6 euro a articolo”: quanto sarebbe ragionevole secondo voi chiedere (minimo) per la redazione di un articolo di un blog o di una pagina di un sito (di circa 300 parole)? Faccio fatica a quantificare a parole perché a mio parere, soprattutto se si parla di testi pubblicitari per il sito è più difficile scrivere poco (la sintesi richiede più tempo) che scrivere tanto. Qual è il modo migliore secondo voi per quotare il lavoro? Io nel preventivo considero le ore che penso possano occorrere e semmai sconto a consuntivo.
    Dopodiché: sono tutti in grado di scrivere in Italiano corretto? NO. Quasi nessuno ormai. Solo per questo non si dovrebbe essere pagati molto meno (scusate non è un discorso classista) di un’ora della donna delle pulizie in nero! E soprattutto: se tutti i laureati in materie umanistiche (o altro) si fossero sempre fatti pagare onestamente, fin dagli esordi, non avremmo un mercato rovinato e una cultura del lavoro intellettuale e creativo, ridotta ai minimi termini. Per cui alla mia generazione spetta una responsabilità molto grave che si alimenta costantemente di questi “venditori” di lavoro gratuito per hobby.

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