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6 modi alternativi per usare Google Plus

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Abbiamo capito che Google Plus è una chiave fondamentale per il posizionamento del tuo blog, e abbiamo capito che non è una città fantasma. Ora dobbiamo individuare strade alternative per sfruttarlo.

google plus

G+ è perfetto per condividere contenuti, ma poi? Lo paragoniamo a una semplice bacheca per accumulare link tipo Friendfeed? No, credo che Google Plus sia molto di più.

Per questo ti suggerisco 6 modi per utilizzare Google + in modo alternativo. E magari anche in modo intelligente.

1. Rassegna stampa

Iniziamo con la rassegna stampa, ovvero una raccolta di post dedicati a un unico argomento. Con i post testuali di Google Plus hai carta bianca: il grassetto evidenzia il titolo, introduci l’argomento e inserisci gli articoli con una lista.

stampa

Le liste puntate sono indispensabili in questo caso, ma Google Plus non ha questa funzione. Puoi risolvere il problema copiando il “dot” dai caratteri speciali, utili anche su Facebook e Twitter.

2. Ultimi guest post

Questa lista è dedicata a uno scopo specifico: raccogliere i guest post che hai pubblicato. Perché il guest blogging è una pratica indispensabile per ottenere visibilità, per guadagnare buoni link e nuovi lettori.

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Pubblicizzare su G+ gli ultimi articoli è una buona abitudine: per rendere la lista più interessante puoi taggare i blog che ti hanno ospitato e ricordare che accetti guest post per il tuo blog.

3. Grande autore

Diventa un grande autore agli occhi di Google. Io uso G+ per migliorare l’Author rank e inserisco tutte le collaborazioni nel profilo. In questo modo faccio piccoli passi per diventare un creatore di contenuti influente per la mia nicchia.

  • Vuoi approfondire l’argomento? Ti consiglio questo post di Webhouse.

4. Microtips

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Su Google Plus non hai limiti di testo, hai la formattazione e tante possibilità per arricchire i tuoi post. Questo non significa che devi scrivere ogni giorno un piccolo romanzo.

Perché non crei una rubrica di microtips dedicati a un argomento per aiutare il tuo target a risolvere problemi? Per tener traccia dei post puoi usare gli hashtag!

5. Coinvolgere

Puoi usare Google Plus per coinvolgere i lettori del tuo blog. Ecco la mia ricetta: faccio una domanda su Google Plus specificando che le risposte più interessanti e complete saranno inserite nel prossimo post del blog.

Ovviamente con link al profilo Google Plus dell’autore. In questo modo si mette in moto un meccanismo win-win: io guadagno coinvolgimento e idee valide, chi ha commentato riceve un link a G+.

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Lo sai che i post di Google Plus hanno anche un tag title? È la prima parte del messaggio, per questo SEOMoz suggerisce di ottimizzarlo proprio come faresti come un qualsiasi title.

6. Trova professionisti

Ho raccolto i blogger/copy/webwriter in una cerchia che aggiorno costantemente: ecco una sorta di anagrafe (più o meno corretta) dei professionisti del settore.

Posso usare questo elenco per trovare nuove risorse, per aggiornare persone interessate a un determinato argomento, per chiedere o per dare aiuto… può sempre essere utile!

La tua opinione

Queste sono semplici alternative alla semplice enumerazione di link nella bacheca di Google Plus. Sono sicuro che nella tua esperienza hai incrociato nuovi modi per sfruttare le potenzialità di questa piattaforma: lascia le tue idee nei commenti. E seguimi su Google Plus!

Gli articoli per approfondire

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Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

9 Comments

  1. Ho già lasciato il mio commento su G+, ma come promesso lo faccio anche qui.

    Escludendo quelli già elencati, un altro utilizzo che faccio di G+ è legato alle community. Con due team di lavoro, su due progetti diversi le utilizziamo come piattaforma di lavoro per scambio di post/documenti/file. Le trovo parecchio comode, molto più comode dei gruppi di FB, forse anche in relazione al diverso utilizzo che faccio di G+. Avere la possibilità di dividere i post per sezioni/argomenti è una funzionalità parecchio utile, sopratutto quando si tratta di un progetto abbastanza vasto per cui si ha la necessità di categorizzare le discussioni.

    Piuttosto che utilizzare un software di project management, meglio utilizzare una piattaforma già rodata. O mi sbaglio?

    • No Alessandro, hai perfettamente ragione: le community di Google Plus sono un ottimo strumento per unire team di lavoro distanti. Aggiornerò anche il mio post “Come lavorare a distanza con un team di blogger“.

      Grazie per il consiglio!

  2. Ciao Riccardo
    un altro aspetto molto importante è quello delle community infatti. Secondo il mio modesto parere il professionista può usare la presenza su G+ e sulle community per dispensare pareri e consigli, per aiutare gli altri utenti e creare una solida reputazione nell’ambito della sua nicchia.
    Sto usando l’autorship con successo e con risultati tangibili. Se non fosse che giovedì Google ha pensato bene di sospendermi il profilo senza un’apparentamente valida ragione.

  3. Sul serio si. Purtroppo.
    Google è molto perentorio su questo aspetto. Ti sospende e buonanotte. Figurati che ho dovuto fornire anche la scansione della carta d’identità nel modulo di ricorso. Nel frattempo ho eliminato tutti i post, un centinaio e cancellato anche tutte le cerchie per ripartire con un’account pulito e facilitare al meglio l’eventuale riconsiderazione del profilo. Che non so quando e se avverrà.

    Google ti scrive questo:
    “Il tuo profilo è attualmente in fase di riesame per la verifica della conformità con le Norme sui nomi e le Norme relative ai contenuti e al comportamento degli utenti di Google+. In genere, la procedura di riesame viene completata in pochi giorni.”

    Ma i pochi giorni possono diventare 1 mese.

    Inutile dire che il nome è quello reale e che non ho mai postato contenuti offensivi. Il sospetto è che qualcuno abbia segnalato il profilo come spam, c’è tanta gente che non ha di meglio da fare purtroppo. Google non ti avverte neanche, ti sospende e basta. E’ opportuno che queste cose si sappiano e che non vengano solo esaltati i lati carini di Google Plus ma anche le anomalie di questo social.

    In queste situazioni tu corri un rischio grosso se hai collegato una pagina aziendale, come nel mio caso. Se il mio profilo non venisse riattivato io non avrò modo di trasferire la proprietà della pagina ad un nuovo account semplicemente perchè sei bloccato e non puoi fare nessun movimento. E nessuno ti da supporto. Devi letteralmente pregare che qualche dipendente Google si accorga di te nei forum di supporto.

    E non sono un utente vampiro che vuole tutto gratis e con gli interessi. Sono un cliente pagante di Google AdWords, tanto per dire.

    Questo è il lato spietato di Google.

    • Assolutamente, è giusto che si sappia e che si pubblicizzi anche l’aspetto “assurdo” di un sistema sbilanciato. Di un sistema che può sbagliare.

      Forse perché ancora legato alle azioni umane, o troppo poco.

  4. Poco fa mi hanno riattivato il profilo https://plus.google.com/105580095007257209916
    Poi ci scrivo un post perchè la storia merita di essere raccontata.

  5. Riccardo trovo i tuoi articoli sempre molto interessanti e di sicuro spunto per migliorare di giorno in giorno questa attività in continua evoluzione che è il web writing

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