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Il ruolo dell’empatia in un blog di successo

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Elencare i pregi di una persona vuol dire partecipare al festival dell’ovvio, alla sagra del cliché: brava, professionale, simpatica con nonne e bambini. Ma tutto cambia quando citi l’empatia.

empatia

Ovvero quella spinta che ti permette di entrare in contatto con il prossimo, e di comprenderne lo stato d’animo. Che sia positivo o negativo, di gioia o di dolore.

Ora, secondo te, esiste una qualità che caratterizzi un blogger di successo meglio dell’empatia?

Alla base di un blog famoso si nasconde l’analisi del target. Sono d’accordo. Ma dopo la ricerca del lettore modello, dopo aver analizzato i tuoi concorrenti e aver osservato con fare voyeuristico forum e commenti devi dare delle risposte.

Devi dare dei contenuti all’altezza delle esigenze, delle domande che attraversano le sinapsi del signor X ogni volta che fa una ricerca su Google.

Esempio classico

Un ragazzo ha scaricato WordPress e sta inaugurando il suo primo blog. Ha una paura matta di sbagliare qualcosa. Ha paura di trovarsi di fronte a una schermata bianca, di sballare il server, di dover ammettere il fallimento.

Il tuo compito è scrivere un articolo che riesca a fare luce su queste paure.

Questo è solo un esempio. Il prossimo potrebbe essere quello dell’articolo avanzato, dedicato a chi l’installazione di WordPress la conosce bene. E non si accontenta di un rassicurante elenco di operazioni.

Lettore modello

Possiamo andare avanti per ore, ma il concetto è uguale: devi ragionare con la testa del lettore. Del lettore modello. E devi strutturare il post a sua immagine e somiglianza.

Come sottolinea anche Wikipedia, l’empatia non è solo vestire i panni dell’altro: metti in secondo piano il tuo modo vedere la realtà e cerchi di leggere in te stesso le esperienze della persona con la quale stai comunicando.

La tua opinione

Secondo te l’empatia è un utile strumento nella cassetta degli attrezzi di un blogger, o è solo una mia idea strampalata? Accetto idee, riflessioni, punti di vista differenti.

Fonte immagine

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. In tema di empatia, metterei la possibilità sul tuo blog di poter commentare anche con FaceBook 😉

    Concordo sull’articolo 🙂

  2. Grazie a te Riccardo!

    E’ uno dei grandi temi degli ultimi tempi: favorire la comunicazione fra lettori e autori.

    Dover inserire nome e mail per molti può essere una scocciatura.

    Io dopo varie riflessioni ho optato per il Jetpack plugin che in maniera pulita mi da commento standard e commento Facebook e Twitter.

  3. E’ uno strumento fondamentale per curare il blog, contenuti utili di cui si ha sempre bisogno e di cui spesso viene fatta la ricerca in rete. Insomma il classico che cosa vorrebbero leggere è sempre attuale ed è un’ottima arma in termini di visibilità e seo.

    • @Donald – Classico e sempre in voga. Soddisfa le esigenze dei tuoi lettori e sarai amato. Sempre.

      @Daniele – Hai ragione, però non sei padrone dei commenti… rimangono su Facebook!

  4. Credo che l’empatia intesa nel suo senso più intimo non possa prescindere il contatto umano. Empatia intesa come “patire con”.
    In questo senso un blogger empatico sarebbe una forzatura.
    Assumere e/o cercare il punto di vista del lettore è uno strumento imprescindibile ma credo che l’empatia vada un po’ oltre e non sia totalmente applicabile alla scrittura.

    • Credi che un coinvolgimento massimo dell’autore nelle problematiche del lettore non sia un fattore positivo?

      Eppure in questo modo si riuscirebbe a descrivere bene il punto di vista del lettore. Si riuscirebbe a cogliere il suo stato d’animo.

      Certo, ci vuole sempre il giusto distacco.

  5. Anche io vorrei dire la mia, anche se sono un novello…
    Concordo con Daniele, scrivere il proprio nome mail ,commento, risulta per molti una scocciatura. Prendo il mio caso del mio blog, molte persone mi hanno fatto i complimenti
    è piaciuto, ma nessuno di questi ha messo un commento nel mio blog, pochi mi piace, sarà, che è presto ancora? gli argomenti sono poco interessanti? devo scoprirlo.
    Nel frattempo partecipo anch’io al festival dell’ovvio…faccio i complimenti a Riccardo per il post

    • Ciao Fabio,

      I complimenti non sono mai ovvi, è sempre un piacere riceverli. Ti consiglio questo post: 5 trucchi per aumentare i commenti del tuo blog

      E non perderti il post che pubblicherò domani!

  6. @riccarado il coinvolgimento e l’interesse verso le problematiche del lettore sono essenziali. Semplicemente per me non sono “empatia”. Per essere empatici è essenziale il contatto umano e la percezione del “sentire” del lettore o cliente. E per avere percezione delle problematiche e delle attese di un lettore o cliente bisogna conoscerlo.
    L’essere empatici è una capacità non una tecnica da utilizzare. Questo è quello che ho capito in anni di vendita. Complimenti per il tuo blog sempre ricco di spunti.

  7. Credo anche io che l’empatia sia un elemento fondamentale, applicabile sia alla vita online che offline. Certo non è una prerogativa di tutti, ma, opinione personale, il fatto che qualcuno si ponga domande in questo senso significa che ha una sensibilità maggiore verso il suo lavoro, i suoi utenti, etc.
    Grazie per lo spunto di riflessione 🙂

  8. Penso che l’empatia sia la chiave del successo in qualsiasi tipo di relazione, sono perfettamente d’accordo. Blog interessante

  9. Sono completamente d’accordo, l’empatia: fondamentale per comunicare idee, progetti, per vendere, per farsi ascoltare quando si pensa di avere qualcosa di fondamentale da dire. Se ci mettessimo in ascolto e riuscissimo ad intercettare gli altr*, capiremmo anche se la nostra urgenza di comunicare sia autentica.

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