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Google indicizza il tuo talento

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Ieri ho pubblicato un articolo dedicato al blogging in prima persona. Nome, cognome, foto, responsabilità chiare nei confronti del lettore: in poche parole punto il dito verso l’autore.

google plus

Un autore che deve coltivare relazioni virtuose con i lettori, senza dimenticare Google. Ovvero quella divinità ultra-terrena, assetata di sangue e contenuti di qualità, che tutto può con l’imposizione dello spider.

E quando dico tutto voglio dire tutto.

Google è un motore di ricerca: archivia e indicizza di siti. Ma con l’authorship ha superato i limiti del web, e ha iniziato a catalogare autori. I creatori di contenuti. Google sta indicizzando anche il tuo talento.

Esagerato? Visionario? Devo andarci piano con il vino? Forse.

Ma l’authorship è diventato un parametro significativo nella tua strategia, e Riccardo Scandellari (aka Skande) rinvigorisce la mia riflessione:

Gli autori prenderanno il posto dei siti, questo ormai è il chiaro scopo di Google, il valore è tutto incentrato sull’autore non sul sito.

Il valore non è più esclusiva del sito ma nelle persone. Nel talento delle persone. Io contribuisco alla crescita del blog creando contenuti, ma anche con la mia presenza. Registrandomi come autore.

Allo stesso tempo io autore divento più importante agli occhi di Mountain View perché scrivo. E collego il blog al mio profilo G+. In questo marasma Google ti indicizza.

Condivido con te le mie riflessioni, i miei pensieri. Qual è la tua opinione? Parliamone insieme nei commenti!

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

10 Comments

  1. Grazie per la citazione :)
    Per il motore di ricerca l’authorship è più una esigenza tecnica che una forma di mecenatismo.
    Google ha l’esigenza di passare da un algoritmo in cui i link in ingresso facevano la più importante misura dell’importanza dello stesso, ai fini del posizionamento sulle SERP, ad una forma di “intelligenza collettiva” basata sulle persone, più difficilmente manovrabili dei link da chi vuole avanzare nei risultati; queste persone hanno a loro volta un rank o autorevolezza e in base a questa (in un futuro ormai prossimo). faranno la differenza in un sito o quotidiano. Sia come lettori ma soprattutto come autori.
    Un esempio pratico: se Beppe Severgnini riceverà 2000 condivisioni (o apprezzamenti con il +) e io ne riceverò solo 30, per Google sarà chiaro chi è più autorevole dei due…

    • Skande – Figurati, dovuto. Immagino che gli obiettivi di Google non siano indirizzati esclusivamente verso il bene comune, ma per rimpiazzare (o almeno equilibrare) un sistema obsoleto. Ma poi… fatta la regola si trova il modo per aggirarla?

      Daniele – Riguardo alla possibile incidenza dei codici Analytics sul posizionamento del sito non ho mai letto qualcosa di utile. A naso la vedo come quelle leggende metropolitane… ma non so darti un parere certo.

  2. La cosa mi intriga molto e penso che curare il personal branding sia diventato molto importante e mi è venuta in mente una domanda dopo un caso che mi è successo. Per motivi di studio ho aggiunto il mio codice di analytics su un sito di un amico e legato lo stesso sito al mio webmaster tools. Senza fare nessuna modifica il sito ha preso nella serp due posizioni. Secondo te può influire anche questo? E’ come se Google avesse detto “toh, guarda un altro sito di daniele trombetti, c’è da fidarsi”! Che ne dici?

  3. Quello che Google sta iniziando a fare adesso è una conseguenza di quello che sta succedendo nella vita quotidiana. Una vendita, un servizio, sono in parte legati al brand ma sopratutto alla persona che con enfasi, passione e coinvolgimento la propone.
    Sono amministratore del forum degli artigiani tecnologici http://www.rolandforum.it e vi posso assicurare che chi posta foto o tutorials di lavori è quello che viene contattato maggiormente e che viene elogiato dalla community.
    Ben venga questo algoritmo. I talenti veri emergeranno.

    …e quelli che non pubblicano?

  4. Non so se sono molto d’accordo con la authorship…in fondo ciò. Ne dovrebbe essere centrale sono i contenuti
    E non la autore di questi il processo xo implrtanaza dell autore dovrebbe rimanere un cosa naturalmente conseguenziale e non cercata da Google che ne pensate?

  5. A questo punto, giustamente e finalmente, anche Klout e gli strumenti non semantici e non qualitativi, perderanno di importanza :)

  6. Ciao,
    ok l’AuthorRank e ok (purtroppo!) che dobbiamo seguire i dictat monopolistici di Google, ma arrivare a dire che viene indicizzato il talento mi sembra troppo… ci andrei più cauto… Possiamo dire che avranno benefici gli autori dei contenuti più seguiti e commentati/condivisi… da qui a dire che il sistema tout court premia il talento a mio avviso ce ne passa molto…
    Grazie, ciao!

  7. ottimo articolo compresi i commenti! ma perchè non hai inserito il meta description per questa pagina? dimenticanza o sfida a google, che sai che ti indicizzerà solo per il tuo talento? ;)

    • Dimenticanza. Gestire un blog che pubblica quasi tutti i giorni, con relativi commenti e social non è semplice. Mettici pure che ogni tanto lavoro… :-) Grazie per la segnalazione e continua a leggere My Social Web!

  8. Google sta dando un volto alla rete, quello che una volta era il nick oggi sta diventando nome e cognome, non so dove ci stia spingendo il colosso (una vaga idea ce l’ho, ma andrei off-topic).
    Ai fini seo secondo me sarà molto importante con il tempo definire il proprio ruolo all’interno della rete cercando di aumentare la nostra autorevolezza in un campo specifico.

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