Fammi indovinare: tu vuoi vivere di scrittura. Il tuo sogno è aprire un blog, farlo diventare famoso e guadagnarci uno stipendio. È quello che sto facendo io, e oggi ti insegnerò a fare lo stesso.

Sono consapevole dei miei punti di forza e di solito non spreco parole per dire quanto sono bello e bravo. Ma non posso venire qui a dirti di ascoltarmi senza darti una buona ragione per farlo.

guadagnare

Voglio darti un numero: 3890.52 euro. Questo è il totale del venduto che ho fatto sul mio blog negli ultimi 30 giorni dopo aver detratto le commissioni per gli affiliati.

Ho pubblicato il mio Corso d’Inglese Dinamico che ha venduto oltre ogni aspettativa, nel prossimo mese non arriverò nemmeno vicino a questa cifra. Ma fermati a guardare quel numero: non sono noccioline.

Anche togliendo le spese di gestione e Paypal, mi rimane in tasca un buon gruzzolo. Sono impegnato in prima persona nel percorso che mi porterà ad avere il blog come unica fonte di reddito.

Ora veniamo alla parte che interessa a te:

Guadagnare online non è impossibile

Credo fosse il 2007.

Stavo parlando con Alberto, il fidanzato di mia mamma, ed esce fuori il mio sogno di guadagnare vendendo su internet. La sua risposta: “[risata] non ce la farai mai, piuttosto trova un lavoro vero.”

Non me la sono presa, non l’ha detto in modo offensivo. Non vedo più Alberto, peccato: mi avrebbe fatto piacere ripetergli il numero qui sopra.

blogger
“Sì certo, e io voglio fare l’astronauta”

Voglio fare soldi con internet: sai che le risposte sono sempre le stesse. È impossibile, lascia perdere, trovati un lavoro vero. Anche se la tua forza di volontà è di ferro, la pressione ti porterà a vacillare.

Il cervello è progettato per seguire la massa (fonte): se tutti ti dicono che guadagnare su internet è impossibile, ci crederai anche tu.

Ci sono persone che hanno creato un impero online:  Jon Morrow è diventato uno scrittore famoso, Joan Otto sta ripagando un debito di oltre 80.000 dollari grazie al suo blog.

Ma loro sono speciali, loro hanno un super-blog americano. Tu sei sfortunato, non sei nelle condizioni di fare lo stesso.

Inventi delle scuse che ti proteggono dalla verità: non è colpa del mondo o della società, è colpa tua. Il che è un modo poco carino per dire: se ti impegni, puoi farcela anche tu.

Voglio darti tre consigli che ti faranno diventare un blogger migliore. Non sono i soliti consigli pratici tipo “raccogli indirizzi email per la newsletter” o “ottimizza la tua landing page”.

Questi punti li lascio agli esperti del settore. Io mi dedico a quello che so fare meglio: renderti una persona migliore, il che si rifletterà sulla tua abilità di blogger.

1. Impara l’inglese

Se dovessi scegliere il momento in cui la mia vita è uscita dai binari, direi l’estate del 2004: il momento in cui ho iniziato a imparare l’inglese per conto mio e con una tecnica che, quasi dieci anni dopo, ho scoperto essere la più efficace al mondo.

bandiera americana

Senza l’inglese, il mio blog non sarebbe quello che è ora. Senza l’inglese, non sarei andato a lavorare negli Stati Uniti.

Ti sto scrivendo questo articolo da Orlando, in Florida, dove lavoro da aprile scorso. Fra due settimane il mio contratto scade e dovrò tornare in Italia, ma non sono in molti a poter dire di aver lavorato in America.

Imparare l’inglese è una di quelle conoscenze che, quando combinata con altre cose, può cambiarti la vita. In che modo può tornarti utile per il tuo blog?

Amministrare un blog senza sapere l’inglese è come scrivere un libro senza sapere l’alfabeto. Internet è dominato dalla lingua inglese, l’italiano è una goccia nell’oceano.

Se non sapessi l’inglese, non avrei imparato tutte quelle cose che mi hanno portato da blogger a tempo perso a blogger semi-professionista. Con l’inglese ti si apriranno due porte.

  1. Il lavoro all’estero.
  2. Le risorse della rete.

Uno solo di questi due vantaggi vale ben più dell’investimento che devi fare per imparare la lingua.

2. Fai vedere quanto vali

Se vuoi pagare l’affitto con il tuo blog, devi renderlo un’attività commerciale.

In Italia l’imprenditore è visto come un demonio che vuole l’anima dei clienti. In realtà è un tizio che spende soldi con la speranza di averne indietro di più.

Se sei abituato a un lavoro da dipendente, fare questo balzo ti darà problemi. Non è più la forma di lavoro diretta. Se diventi imprenditore puoi investire un capitale e non ricevere un centesimo.

Con un blog l’investimento di soldi è minimo, qualche centinaio di euro al massimo. Se sei uno studente che non lavora, dovrai rinunciare a molte birre al bar. Ma la realtà è un’altra:

Quando ti dedichi anima e corpo a qualcosa, smetti di scappare dalla realtà e per la prima volta la affronti.

Pensaci. Non sei ricco perché non sei nato in una famiglia ricca, vai male a scuola perché i professori sono incapaci, hai una lavoro da schifo perché l’economia è in crisi.

Non hai pensato che forse la colpa è anche tua? È un pensiero terrificante per la tua mente, il tuo inconscio non può sopportare l’idea di non essere perfetto. Inventa delle scuse e ti fa scappare dalla realtà.

Tu hai la capacità per essere un blogger famoso, tu potresti essere il migliore, ma decidi di non impegnarti. Nella tua mente sei il migliore, senza aver mai fatto niente per dimostrarlo. Ho fatto centro?

Affrontare la realtà significa mettersi in gioco, provi un’impresa che potrebbe fallire. E se fallisci, sai che non potrai incolpare nessuno. Ma se hai successo, sarai veramente felice.

3. Continua a sognare

Mi piace definirmi un uomo con un sogno. Il mio blog non esiste solo per darmi uno stipendio, pagare le bollette, l’affitto e sopravvivere.

Io voglio rendere il mio sito un lavoro a tempo pieno perché mi permette di viaggiare, di stare sempre in posti nuovi, di non avere nessun capo che mi dice cosa devo fare.

Domani posso trasferirmi a Londra e lavorare da lì.

Questo ti dà motivazione quando il mondo (virtuale) intorno a te crolla, quando il tuo primo prodotto ti fa guadagnare poco, quando Google ti bacchetta. A me è successo, non mi sono arreso.

Non mi sono arreso perché non volevo solo pagare le bollette, sopravvivere. Ho già un lavoro a tempo pieno, perché dovrei sbattermi se posso ottenere gli stessi risultati con un lavoro da precario? Sarebbe molto più semplice.

Ma non l’ho fatto, perché non è con un lavoro da precario che realizzerò i miei sogni. Un uomo con un sogno è impossibile da fermare, un uomo con un sogno supererà le difficoltà che lo separano dalla meta.

ufficio blogger

Io, finalmente, ho ridotto le distante. Oggi questo articolo, che è parte del mio lavoro da blogger, lo sto scrivendo da qui (sinistra).

Bello vero? Un giorno potrai anche tu prendere una foto del genere e dire: questo è il mio ufficio. Trova il tuo sogno e seguilo. Non inseguire i soldi, quelli sono un mezzo. Insegui un sogno.

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi iscriverti alla mia newsletter e leggere altre tecniche per migliorare la tua vita.

32 COMMENTI

  1. Ok abbiamo capito.
    Sei figo e vendi un corso di inglese che farà diventare fighi tutti noi.
    Non dovrebbe esserci scritto “post sponsorizzato” da qualche parte?

    • Beh, io credo che ci sia sempre bisogno di equilibrio. Questi consigli non devono essere visti come un invito al guadagno facile (almeno io non li ho intesi così): sono delle leve per migliorare dare una spinta alla propria personalità. A credere nelle proprie possibilità.

  2. Un guest post molto bello.

    A leggerlo attentamente emergono:

    1) Un atteggiamento positivo che è contagioso.
    2) Un invito a prendersi le proprie responsabilità, cosa che rappresenta una vera e propria lezione di vita.
    3) Vari consigli efficaci per diventare blogger migliori.
    4) Una scrittura persuasiva molto efficace.

    Che bello!

  3. Quando scrive “blogger semi-professionista” è il massimo, come i bambini che dicono “ho 7 anni e mezzo” per sentirsi più grandi 😀

    • Stafano è bravo, non è arrogante, non costringe nessuno a comprare i suoi prodotti e scrive articoli gratuiti molto interessanti. Però siamo in Italia, e quindi ci saranno sempre i delusi dalla vita che non hanno niente di meglio da fare che denigrare e criticare le altrui fortune. Certi commenti non sono degni neanche di essere pubblicati e cadere in una meritata indifferenza. Siete invidiosi e maleducati. Non riesco proprio a trovare nessun appiglio lontanamente raggiungibile per criticare l’operato di Stafano.

  4. Grazie per il bell’articolo. E’ un invito a non lamentarsi e a capire che le situazioni non devono essere sempre subite, ma possono anche essere cambiate.

  5. Grande articolo!! Grazie! Questo vuol dire essere dei guerrieri! Come direbbe V nel suo film : “ideas are bulletproof!”

  6. @ Lucio: Io direi piuttosto “sono felice e voglio che anche tu lo sia.” Se poi vuoi prendere l’articolo come uno sfogo di vanità fai pure, ignora pure tutti i consigli che vuoi e vai avanti per la tua strada.

    @ Jake: È come dire lavoro part-time. Ecco, chiamami blogger part-time se l’altra definizione non ti piace. Non sono un amatore perché da una parte ci lavoro ore ogni giorno, dall’altra ci guadagno delle cifre discrete; ma non sono un professionista perché non ci sto 40 ore a settimana. Sono una via di mezzo, un “work in progress”. Tu come mi definiresti?

  7. Penso che ognuno possa scegliere di prendersi il meglio o il peggio della vita (e delle cose).
    Io di questo post scelgo di riflettere sulla frase “un uomo con un sogno e’ impossibile da fermare!”.
    E quindi in bocca al lupo, al “guest blogger” e a tutti i sognatori. E buoni sogni e buon cammino!
    Perche’ vivere una vita senza sogni e’ un po’ come esser morti! O no?;)
    Fra

  8. Ho letteralmente adorato il punto 2, soprattutto la frase “Non hai pensato che forse la colpa è anche tua?”. Il settore del web non è in crisi come ha detto giustamente Fabrizio Barbarossa al WebUpDate sabato scorso, bisogna solo impegnarsi!

    Ottimo articolo!

  9. Questo articolo si può riassumere in una parola sola: positività. Altro che arrogante! Sono tutti ottimi consigli, ma in generale mi piace lo spirito. Sono felice di averlo letto 🙂

  10. Sembra il bellisimo monologo di Alec Baldwin in “Americani” (http://www.youtube.com/watch?v=X5R_Ey3ivv4). Solo che proviene da un ventiquattrenne del 1989 che ci dice (e con che tono!) di imparare l’inglese, rendere commerciale l’attività del proprio blog (tutti i blog possono farlo anche se non vendono prodotti o servizi come il geniale corso di inglese dinamico che non si capisce cosa sia?) e continuare a coltivare i propri sogni. Ma non l’aveva detto un signore morto da poco, con la barba, ah si mi pare si chiamasse Steve Job che aveva un pò più esperienza di chi scrive da un ristorante del Walt Disney Resort di Orlando? Hai imparato l’inglese a 14 anni. Bravo. Zola parlava uno stentato sardo/italiano ma dopo 6 mesi a Londra che giocava nel Chelsea parlava un buon inglese. Concetti importanti? Positività? A me sembra la scoperta dell’acqua calda spacciata per novità.
    Però trasmessa dal pulpito.

  11. @ Daniela. Grazie. 🙂

    @ Fabio: Ah sì, storia vecchia: sai che ho ragione ma non vuoi ammetterlo, anzi ti fa incazzare sapere che io, a 23 anni, ho più successo di te. Quindi ti metti a insultare: “sei un ragazzino presuntuoso, hai un lavoro da schifo, non sarai mai nessuno nella vita.” Complimenti, sei sicuramente una bella persona. 😉

  12. Io penso che per fare soldi, scrivere da un tavolino in plastica e non avere un capo (che poi vuol dire averne 1000…) e tutto il tempo libero del mondo…mah! chiamiamolo sognare!!

    in realtà è solo il sogno del piccolo uomo di città.

    se vediamo il sogno reale, quello del grande uomo che ha fatto qualcosa bisogna fare una e una cosa sola: dare senza istinto di richiesta di contropartita.

    quello è la svolta.

    detto questo vi saluto, scusandomi se quello che ho detto non centra una fava con il come diventare un blogger figo =)

  13. Complimenti a te Stefano per la replica equilibrata e densa di argomentazioni. Hai un bellissimo futuro davanti a te e sono certo che diventerai qualcuno perchè hai tutte le verità in tasca. Sostieni che hai ragione: su cosa?Denigrare il tuo lavoro? Lo hai fatto tu definendo il tuo lavoro in un ristorante “da schifo”. Per me potresti essere l’ultimo dei lavapiatti o il primo maitre o sommelier visto che ti intendi di vini ma non ho mai sputato sul tuo lavoro. Parlavo di esperienza e ho solo evidenziato le mie perplessità sui tuoi consigli che non mi sembravano approfonditi e circostanziati più di tanto. Vuoi arricchirci con suggerimenti preziosi? Li ascolterò con interesse ma ti invito ad esporli con più cortesia verso chi legge la prossima volta se non ti dispiace.

  14. Stefano Mini dispensa lezioni, ma è un laureato con poco che lavora in un ristorante in America. Che successo. Ha creato un blog per vantarsi con toni arroganti, per dire che l’Italia è uno schifo e per dire agli studenti che non devono studiare, tanto la scuola non è importante. Inoltre cerca di rifilare articoli scadenti ai lettori spacciandoli per chi sa cosa.
    Ma torna a servire in un ristorante…

  15. Mi e’ piaciuto molto, sono messaggi che cercano di inculcare anche ai vari incontri
    tipo Amway, sostanzialmente autostima, se le cose non vanno la colpa e’ solo tua, forse un pelo esagerato, ma spesso vero…

  16. Continuo a non capire l’astio nei confronti di Stefano… per me è un articolo dedicato alla positività e alla pulsione positiva per migliorare il proprio lavoro.

    Soprattutto non credo che i suoi articoli siano scadenti.

  17. Caro Riccardo, io non vedo astio, almeno non è il mio caso.
    Vedo solo 3 opinioni difformi: quelle di Lucio, Lorenzo e mia, argomentata, su ben 22 commenti positivi.

  18. incoraggiante per uno come me che ha un blog da soli 6 mesi. fra qualche tempo ci incontreremo in un posto come nella tua foto!

  19. Stefano,che tu voglia guadagnare con Internet è una tua scelta personale e non critico questo.In questo caso però dimostri che non sempre sei in grado di accettare le critiche e sei maldisposto verso chi manifesta scetticismo su ciò che proponi.Se la tua è la tecnica migliore per apprendere l’inglese cosa dovrebbe dire gente che sà parlare 30 lingue come Emanuele Marini?Capisco che il blog sia diventato il tuo lavoro,ma dal dire che scrivere qualcosa su un forum traducendo i messaggi degli altri e mandare mille messaggi privati sui forum in attesa che qualcuno ti risponda per fare una videochat in lingua,sia la più efficace tecnica al mondo(cito le tue testuali parole),ce ne passa.Io riporto la mia esperienza col tuo corso,ma penso che di tecniche per imparare le lingue ne esistono a dismisura,non si può avere la presunzione di dire che la propria sia la migliore quando si parla di una cosa così vasta,anche se lo si fa come lavoro.

  20. Ottime parole, ben allineate..ottimo utilizzo della variatio,cioé stesso concetto ripetuto mille volte con parole
    diverse. Oratoria.
    Ottime keywords 🙂

    Oratoria.

  21. Ma quale tecnica è tecnica, ho ricevuto il video e dopo 10 secondi sinceramente mi è venuto il disgusto. ma chi è il coglione che spende soldi per il tuo corso?
    Ma che cavolo di corso è?
    Dai consigli come se fossi un uomo vissuto. Quello del forum in inglese è mitico…hai scoperto l’acqua calda!!! Madonna Santa ti vorrei avere vicino.

    • Ciao Antonio, ti ringrazio per l’educato commento e il rispetto dell’opinione altrui anche se divergente dalla tua. È bello vedere che, anche nell’anonimato di internet, le persone seguono le norme della convivenza civile.

      Ma soprattutto, mi complimento per il linguaggio pacato.

    • Cioa Antonio,

      Per politica accetto tutti i commenti non apertamente offensivi. Però il tuo anonimato rende il giudizio poco (ma davvero poco) credibile.

  22. Ciao Stefano, spero leggerai questo commento, ti ringrazio tantissimo per l’aiuto che mi hai dato durante lo studio dell’inglese, credevo di essere negata (ache perchè ormai sono vecchiotta… 47 anni!), ma con te sto facendo progressi grandissimi. Ce la sto mettendo tutta per farti pubblicita! F.

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here