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Il social delle piccole imprese è Facebook. Ma…

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La ricerca di Constant Contact, condotta da maggio a dicembre 2012 su un campione di 1.100 proprietari di piccole imprese americane, parla chiaro.

facebook

Il settore dello Small Business preferisce Facebook. La domanda è semplice: “quale piattaforma social è più efficace per la tua attività?”. La risposta la trovi nel grafico (PDF originale).

  • L’82% degli intervistati considera Facebook efficace.
  • Il 29% sostiene la forza di LinkedIn.
  • Twitter è apprezzato dal 25% degli intervistati.
  • Il 15% si affida alle potenzialità di Youtube.

Tutto chiaro, Facebook vince di nuovo. Ma c’è un dato interessante da registrare nella variazione dei risultati dal maggio al dicembre 2012: nella percentuale di crescita vincono altri social.

In soli 7 mesi, Linkedin e Twitter aumentano di 19 e 18 punti percentuali. Un numero impressionante rispetto al primo in classifica.

Facebook cresce di soli 7 punti percentuali. Ma cresce comunque più di Google Plus e di Yelp, anche se il settore del SMM resta quello in cui c’è bisogno di maggior aiuto.

social media marketing

In questo grafico, infatti, le piccole imprese rispondono alla domanda: “in quale attività di marketing hai bisogno di aiuto?”. Il social media marketing occupa il primo posto, e distanzia di buona misura l’email marketing.

In Italia?

La situazione credo che sia simile. Credo che Facebook domini il panorama social delle piccole imprese italiane, soprattutto quelle con un forte legame territoriale. Ma la forte presenza di Linkedin? E Twitter?

Anche in Italia si registrano crescite simili? Lascia la tua opinione, la tua esperienza di piccola impresa o di social media expert nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

18 Comments

    • Esatto Valentina, nel grafico Linkedin è in forte crescita. Ovviamente, questi sono dati che riguardano il mercato americano ed è giusto prendere le dovute precauzioni quando si pensa a quello italiano: secondo te il confronto è fattibile? Anche le aziende italiane stanno scoprendo l’uso virtuoso di Linkedin?

  1. Credo che il social medium più efficace in termini di narrazione di storie potrebbe essere youtube, ma è molto difficile utilizzarlo in maniera tale da creare una vera costruzione di rete.

    Linkedin, per esperienza personale mi sembra essere quello con il miglior tasso di “conversione”, quanto meno “conversione” alla lettura.

  2. Dalla mia esperienza, anche se ancora piccola per trarne dei dati significativi, noto che le aziende si stanno avvicinando all’uso di Linkedin con sempre più curiosità.. Probabilmente è ancora una finestra che riguarda le aziende medie più che piccole, ma sono fiduciosa che facendo un po’ di cultura a riguardo la crescita arriverà anche per questo social. Io ne sostengo l’utilità non in quanto sostituto di Facebook ma in quanto canale che si adatta più di altri per alcuni business. 🙂

  3. Io credo però che l’affermarsi di Facebook come social di riferimento per molte PMI sia più dovuto a poca “consapevolezza” degli altri che ad una lucida analisi della convenienza effettiva.

    In pratica, molte PMI parlano di facebook perchè è l’unico di cui hanno sentito parlare con un po’ più di dettaglio… IMHO

  4. ciao credo che in Italia ci sia una forte anzi fortissima propensione verso FB rispetto agli altri canali. FB ha creato un vastissimo bacino utenza, ha poi giocato su quel bacino utenza dando vita alle FanPage e cosi il via al social delle piccole imprese. A me arrivano richieste di fan page e attività su FB gli altri canali non sono considerati e poco conosciuti. LinkedIn viene visto come una vetrina personale una sorta di CV avanzato, twitter è considerato maggiormente ma le PMI in Italia, colpa anche nostra, non hanno idea di un utilizzo a livello commerciale. FB per ora vince. Questo è quello che vedo io, anche se sto spingendo piano piano per utilizzo altri canali.

    • E poi ci sono due storiche questioni:

      – La pagina Facebook può sostituire un sito web?
      – Perché le aziende continuano ad aprire profili e non pagine Facebook?

      Io per la seconda domanda avrei una risposta…

  5. Mi stupisce che non ci sia il blog qua in mezzo. E’ perché non viene considerato social? Perché a mio avviso nulla batte il blog. Il blog è social, ma è anche un ottimo strumento per aiutare l’ottimizzazione di un sito e si integra molto bene con qualsiasi altro social: linkedin, fb, twitter, g+…
    L’unico social che secondo me si avvicina di più al blog, ma che richiede, secondo me, più impegno è Youtube, ma il blog comunque è “proprietario”.
    Che ne pensi?

  6. ciao Riccardo do due mie risposte opinabili ovviamente:

    – La pagina Facebook può sostituire un sito web? No, direi di no non è il mezzo corretto è un coadiuvatore del proprio sito ma non un sostituto del sito anche se vi sono moltissimi strumenti per renderlo quasi un sito completo, credo che la sua funzionalita migliore sia veicolare verso il sito non sostituirlo. Voglio ancora come user andare nel sito e vedere tipo il catalogo avere le informazioni dettagliate dei prodotti , capire magari vision e mission. FB non può sostituire un sito vero un sito a tutto tondo puo sostituire un sito che non è un sito ma solo una vetrina come negli anni 90.
    – perchè non si informano, perche non sanno, perche non gli viene spiegato (colpa nostra) perchè c’è sempre la presunzione di innocenza e mai quella di colpevolezze e poi ti chiamano per sistemare tutto ma ti vogliono dare 100 euro. Che vuoi di piu ? ma lavori sui social che faccio ti pago per stare su FB ? E’ un po il discorso del copy in parte

  7. Sono in pieno accordo con te, Riccardo, per la prima risposta. quello che ho riscontrato a volte sono aziende che si trovano con siti nei quali è così difficile e talvolta costoso mettere mani, che si trovano ad utilizzare la pagina facebook per veicolare le novità. In quel senso usano forse la pagina facebook per sostituire il sito, ma questo perchè esistono ancora agenzie o freelance che ti chiedono una cifra incredibile per aggiungere una pagina sul sito!!
    per quanto riguarda la seconda domanda direi anche che molti si pongono il problema dei fan.. mentre avendo un profilo posso chiedere amicizie, avendo una pagina posso trovare fan con la stessa facilità? e qui si apre un mondo… 🙂

  8. Aggiungo, visto che il tuo commento che

    – Facebook non potrà MAI sostituire un sito web. Le ricerche si fanno da Google. E questo lo direi anche se Facebook fosse un social media aperto e con una search effettivamente funzionante
    – I profili invece delle pagine sono il male. Spesso io segnalo. Viene fatto perché si può chiedere l’amicizia ed è facile accumulare persone, mentre ottenere dei Like è molto più difficile, a volte anche impossibile senza una campagna di ads.

    • Il blog è uno strumento chiave, ma non tutte le piccole aziende hanno materiale e risorse necessarie per gestirlo. Puntare su una strategia Facebook, soprattutto quando si lavora sul territorio, può essere una soluzione interessante. A patto che, ovviamente, si eviti lo strazio del profilo al posto della pagina.

      Facebook non deve essere sinonimo di poca professionalità, ma oggi è ancora questo il criterio: “mi faccio Facebook, metto 4 foto…”

  9. purtroppo poche aziende conoscono le potenzialità di G+, soprattutto della sezione Business.Personalmente sarebbe uno dei primi 3 social che consiglierei di sfruttare

  10. FB non permette di formattere i testi, fondamentale per attirare l’attenzione.
    Sono d’accordo sulle potenzialità del blog. Per i video preferisco utilizzare youtube che inoltre è ottimo come motore di ricerca. Ho notato con piacere che Linkedin ultimamente mette a disposizione più strumenti per le aziende. E resto dell’opinione che il sito aziendale deve essere il punto finale di “atterraggio”.

  11. Dalla nostra esperienza con le PMI (stiamo tenendo dei corsi sull’uso dei social network alle imprese artigiane di Bergamo e Brescia) confermiamo che l’identificazione “social network=Facebook” è davvero molto forte. Obiettivo dei nostri corsi è però presentare anche Twitter, LinkedIn, GooglePlus, Pinterest & co. e fare capire come possono (o non possono) essere sfruttati da un’azienda. In effetti quando parliamo di LinkedIn notiamo un interesse più alto, mentre Twitter “spaventa” di più perché sembra richiedere molto tempo.

  12. Proprio ieri commentavo in un post i nostri dati relativi a un monitoraggio del settore cosmetico: tutti i brand italiani puntano solo ed esclusivamente su Facebook, con qualche piccola concessione a YouTube (i tutorial delle makeup artist stile Clio sono un bacino ricchissimo). Twitter viene utilizzato solo come cassa di risonanza per ciò che si pubblica su FB. Una differenza incolmabile con MAC, brand americano che sta puntando molto su Twitter (e su FB utilizza global pages, tool pressoché sconosciuto qui da noi…) http://social.cybion.it/twitter-i-brand-e-la-community-il-caso-mac-cosmetics

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