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La teoria del dono applicata alla link building

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Scrivere contenuti di qualità vuol dire fare buona SEO, perché ti fanno guadagnare in modo automatico e (soprattutto) naturale link di qualità.

dono

Io ci credo in questo principio e lo metto in pratica ogni giorno. Ma voglio precisare. Per guadagnare i link non devi solo scrivere: devi regalare contenuti di qualità.

Facciamo un’ipotesi. Hai individuato i migliori tool per raggiungere un obiettivo. Scrivi un articolo, lo pubblichi sul tuo blog, ti siedi è aspetti che i link arrivino…

Stai sbagliando tutto. I link non te li regala nessuno, le condivisioni non arrivano solo perché hai scelto una headline accattivante: prima di ricevere devi donare. E devi donare tanto.

Ti dirò di più

Non basta pubblicare un articolo di qualità in senso generico. Devi scrivere bene, seguendo le regole della grammatica e della leggibilità, ma devi scrivere un testo che sia realmente degno di un link.

Difficile tracciare una mappa precisa per raggiungere questa sorta di Sacro Graal del webwriter. Gli articoli che si guadagnano i miei link con piacere, però,  presentano 3 elementi fondamentali:

  • Completo: l’articolo è completo, affronta tutti i punti di vista e i riferimenti classici.
  • Innovativo: c’è qualcosa di nuovo nell’articolo, non è la pallida ricapitolazione di notizie già pubblicate.
  • Personalizzato: c’è uno spazio dedicato alle esperienze personali.

Una risorsa valida porta esperienze precedenti e aggiunge qualcosa di nuovo, di esclusivo. Magari affronta un argomento che pochi hanno sviluppato, e lo rende unico con il contributo personale.

In poche parole, devi donare il tuo impegno per ricevere i link. Questa idea è solo l’evoluzione della teoria del dono sviluppata da un etnografo vissuto tra il XIX e il XX secolo: Marcel Mauss.

Link building + etnografia

Il dono, secondo Marcel Mauss, non è gratuito e prevede un obbligo morale di restituzione. Un obbligo non sanzionabile legalmente, ma che spinge gli individui a seguire un codice.

Questo vale anche sul web. Perché la rete è fatta di persone, e le persone riconoscono il valore del dono ricambiando con condivisioni preziose. E link di qualità. Ma devi toccare le corde giuste.

Convegno GT

Ti piace l’argomento? Bene, è solo un anticipo: affronterò il rapporto dono/link building nel mio intervento al WebReevolution del 28 giugno a Roma, sala aspetto e contenuti. Ti lascio tutti i dati:

  • Roma, 28 giugno 2013, ore 9.00 registrazione
  • 5 sale dedicate ad argomenti diversi
  • Videoregistrazioni incluse nel prezzo, live streaming

Ci sono oltre 30 relatori che ti aspettano. Acquista ora il biglietto del WebReevolution a soli 99 euro e ti porti a casa una marea di contenuti. Anche il mio intervento. Qui trovi anche le slide 🙂

Fonte immagine

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 Comments

    • Dipende dalle tue esigenze. Dipende dalla volontà di chi restituisce il dono.

      Il dono – rimanendo sempre nella teoria etnografica – pretende un ricambio libero, senza obbligo. Non c’è un tempo preciso, non c’è una modalità strutturata. Avviciniamoci alla nostra tecnica di link building: scrivo un articolo dedicato ai tool per webwriter e ci metto dentro Word, il dizionario, il traduttore. Risultato pari a zero.

      Poi scrivo una lista di tool veramente utile, che individua il miglior dizionario per un uso specifico e quel programma alternativo a Google Drive che ha una funzione sconosciuta e utilissima: ecco, questo articolo avrà più possibilità di ricevere link da altri webwriter che lo useranno come riferimento.

      Molti hanno preferito condividerti piuttosto che linkarti? Poco male, ci sono tanti motivi per apprezzare anche la condivisione sui social: in primo luogo la possibilità di raggiungere nuove persone e moltiplicare le possibilità di ricevere link.

    • Se ho capito bene la domanda:
      Secondo me, il modo migliore per “donare link”, è inserirlo dentro un testo a tema in un blog a tema.
      Un link “donato” in questo modo, vale molto di più che und condivisione su Facebook, G+ o Twitter.

      • No, nessun paragone con condivisioni sui social.

        Il principio è semplice: i link sono un bene prezioso, e nessuno te li regala. Se vuoi conquistare buoni link devi donare un altro bene: le tue conoscenze. Devi essere specifico, approfondito, realmente utile. Solo in questo modo puoi conquistare nuovi link.

    • Approvo questo commento solo per tutelare la trasparenza di questo blog. Un blog che resta mio, e che mi prendo la libertà di usare per condividere le cose interessanti che faccio.

      Per correttezza ti dico che altri commenti di questo genere saranno cestinati: o ti firmi e ci metti la faccia o puoi andare a commentare su altri blog.

  1. Vorrei fare due osservazioni il più possibile pacifiche [sarà dura].

    1. Il post di Riccardo dice la verità. Piaccia o no questo è il meccanismo del web e – forse – non è poi tanto diverso di quello che si fa/dà/riceve tutti i giorni nella vita reale. Possiamo anche non essere d’accordo sulla trasparenza di questo meccanismo ma – ahimè – gli sciacalli sono ovunque ed è sempre la gente che decide il successo di un web writer. Indi… tu, anonimo, te la stai prendendo con la persona sbagliata. Ti propongo di aprire un blog in cui sfogare apertamente il tuo risentimento e far capire perché non approvi il meccanismo delle “marchette”, come tu stesso le chiami. Guarda… capace che avresti anche un bel po’ di fan scatenati, che ti tengono impegnato tutto il giorno. E poi – magari – quando ti criticano in modo anonimo vediamo tu che fai.

    2. Entrare nello spazio delle persone senza metterci la faccia è come offendere con un cappuccio in testa; è come andare alle manifestazioni con quel cappuccio e disfare le macchine per non rispondere dei danni. Qualsiasi possano essere le ragioni, sinceramente, mi sembra un comportamento incivile e deprecabile.
    Un cattivo esempio. Molto peggio di quello che tu credi di rilevare in questo post.
    Esprimere le proprie opinioni è bene, metterci la faccia è meglio.

    Io ti bloccherei: chi non mette trasparenza non ne merita.
    E lo dico in modo pacifico.

    Ciao a tutti.

  2. Che bello 🙂

    Ho partecipato l’anno scorso come relatrice al WebReevolution ed è stata un’esperienza davvero entusiasmante (era anche la prima volta da relatrice).

    Ciò che più mi ha emozionato è stato avere la possibilità di mettere a disposizione di tante persone tutto il mio lavoro di studio.
    Ma a dirla tutta, non l’avrei mai immaginato: prima dell’evento ero solo molto preoccupata.

    Concentrami sul lavoro, farlo nel miglior modo possibile e offrirlo agli altri è stata la ricetta per superare il timore. E, senza calcolarlo, è stata anche quella per ottenere inaspettati ritorni.
    Niente di premeditato, semplicemente è accaduto perché gli altri hanno scoperto che avevo qualcosa di utile da offrire loro.

    E questo accade ogni volta che si fa qualcosa pensando agli altri.

    Come quando prepari una torta buonissima e puoi scegliere di tenerla tutta per te o di offrirla agli amici.

    Detto ciò, avrei capito l’accusa di marchetta se si stesse parlando dell’evento tessendone le lodi in modo sterile Ma in questo caso è un bel modo per dirci che quel giorno ci farai assaggiare una torta buonissima. E perciò non mi lascerei scappare l’occasione.

    In bocca al lupo e buon lavoro, penso ci vedremo a Roma 🙂

  3. Ciao Riccardo
    il post mi è piaciuto e mi piacerebbe allargare un po l’orizzonte. Come diceva Mauss il dono è un fatto sociale totale, attraverso questo si può leggere la società. Credo che attraverso il link building (e le sue varie differenze) si possa leggere una nuova società. Le prime cose che mi vengono in mente sono Arduino e i FabLab

    Vero è però che il “dono di un link” si inserisce in un quadro profondamente diverso dal quale è nata la teoria di Mauss (Potlach e Kula). Per una serie di differenze il link building non credo sia completamente aderente alla teoria.

    In bocca al lupo per Roma 😉

    • Certo, non è possibile sovrapporre Potlach e Kula alla link building. Mi interessa il principio del dono sull’atteggiamento umano, su come l’individuo riconosce e gratifica i contenuti di qualità

  4. Grazie Riccardo per questo post. E non solo perché il dono ce l’ho anche nel Dna…
    E perché credo che anche sul web, come nella vita, è meglio essere in credito che in debito… E perché la rete per me è un intreccio di nodi che più si intrecciano meglio è… Domanda: la WebRevolution passa/passerà anche per Milano?

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