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Lettera aperta all’imprenditore che non vuole pagare

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Caro imprenditore,

ogni giorno leggo una storia che ha come protagonista un imprenditore che non paga il conto al freelance. Storia difficile, vero?

Io sono un webwriter freelance e capisco il disagio del mio collega. Ma in fin dei conti capisco anche quello dell’imprenditore. Sul serio, non sto scherzando. E non ho voglia di fare provocazioni.

imprenditore

Ecco l’imprenditore che si trasforma in Mandrake – Wikipedia

Sì perché l’imprenditore in debito non vuole prendere in giro le persone. Lui vuole guadagnare bene, e usare le competenze del freelance per raggiungere nuovi obiettivi.

Ma c’è la crisi. Ci sono le tasse. C’è il costo del lavoro. C’è lo stato che pretende e non paga. C’è il calo dei consumi e delle commesse.

Capisco. Capisco perfettamente. Ma ti do una notizia: tutte queste cose esistono anche per il freelance. Quindi non le può usare per giustificare le sue azioni.

Anche io devo pagare tonnellate di tasse. Anche noi le dobbiamo pagare.

Quello che non sopporto del tuo collega insolvente è la propensione all’inganno. Ci sono imprenditori che già sanno di non avere il denaro per pagare, ma commissionano il lavoro.

debitiNel migliore dei casi, quando il freelance parla di compenso si irrigidisce ed elenca formule strane: più mi fai guadagnare e più guadagni, il tuo compenso sarà proporzionale al risultato…

Questo ragionamento non ha basi solide. Perché in molti casi il risultato non dipende solo dalle azioni del freelance, oppure il brand è compromesso e non si possono ottenere buoni risultati.

Le combinazioni sono tante, e prevedono anche l’opzione peggiore: l’imprenditore mente, e non vuole ammettere i risultati per non pagare. Forse ho sbagliato il soggetto di questa lettera. Non dovevo rivolgermi a te, imprenditore virtuoso, ma direttamente al tuo collega che si fa consegnare i lavori (con urgenza) e poi non paga.

Non paga, non telefona, non manda email di scuse. Scompare come Mandrake.

Ok, ormai l’ho scritta e va bene così: prendi spunto da queste idee, lavora con onestà, metti le carte in tavola e rispetta i tuoi collaboratori. Loro rispetteranno te.

A presto

Riccardo Esposito.

PS – Se vedi quell’imprenditore che continua a prendere in giro i freelance fammi un piacere: fagli leggere questo post.

 

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 Comments

  1. Riccardo buongiorno, che tasto dolente questo.
    Vorrei aggiungere anche un altro punto: i freelance sono da soli e non hanno un’azienda alle spalle. Dico questo perchè mi sono ritrovata di fronte alla richiesta di aziende strutturate di allungare i pagamenti (poi magari alla scadenza decidono di non pagare e si prendono anche altri giorni). Ecco per i freelance spesso anche questo è un problema: 60, 90, 120 gg, pagamenti a “babbo morto” si dice qui.
    Non dico che per le aziende non sia un problema il ritardo di pagamento ma forse lo è un po’ meno vista anche la differenza di fatturato ed il fatto che hanno (nella maggior parte dei casi) più clienti di noi e magari fra quelli qualcuno paga e qualcuno no.
    Ma se noi abbiamo 3 lavori e 2 su 3 non pagano o ritardano…beh le tasse, le bollette, la spesa, etc..non aspettano!
    Per uscire dalla crisi c’è bisogno di investire e di sicuro anche per l’imprenditore non è facile. Se però non hai soldi non commissionare il lavoro perchè noi siamo in una situazione ancora più delicata.
    Riccardo è un gatto che si morde la coda ahimè! Se l’imprenditore, quello sincero, non può investire perchè non ha un gruzzoletto da dedicare ai freelance, questi non lavorano. Forse il problema sta altrove: qualcuno non fa ripartire l’economia!!!
    Però che inizino a commissionare i lavori solo le persone che sanno di poter far fronte all’impegno preso: pagare!
    Come sempre mi sono dilungata e non so se sono stata chiara. E’ un argomento che mi tocca molto e magari non riesco a rimanere completamente lucida.
    Grazie per averne parlato!

    • Ciao Francesca,

      Il punto è questo: tu commissioni un lavoro, PRETENDI professionalità e puntualità. Attenzione: PRETENDI. E fai bene a farlo. Prometti mari e monti, ti giochi le carte migliori illudendo grandi possibilità di guadagno. E poi… per poche centinaia di euro fai correre il freelance a destra e a sinistra.

      Questo non capisco.

      C’è la crisi. Ok. Voglio venirti incontro. Ma tu non puoi pretendere solo. Pretendere e pretendere senza dare.

      Preferisco l’imprenditore che mi dice “guarda, facciamo 50 euro in meno e va bene”. Io accetto, gli faccio firmare un contratto e vado avanti. Con altre persone ho sbagliato, mi sono fidato e adesso ne sto pagando le conseguenze. Ma va bene, sono esperienze.

    • Soluzione da tenere sempre a portata di mano :D

      A volte ti rendono la vita impossibile. Ti ricordi il caso di Giuseppe di Napoli? http://www.mysocialweb.it/2013/06/04/pagare/

  2. Fino ad ora non mi sono mai trovato ad aspettare a lungo per (non) essere pagato, anche se in alcuni casi ho avuto qualche difficoltà (sempre con “grandi aziende”, mai con piccoli commercianti o liberi professionisti), ma so che il problema esiste ed è molto grave e diffuso e purtroppo, presto accadrà anche a me.
    Quello che mi chiedo è: ma noi freelance, all’atto pratico, cosa possiamo fare per recuperare i crediti?

    • Io ho letto questo post, è ottimo http://www.yourinspirationweb.com/2013/02/28/il-cliente-non-paga-ecco-come-gestire-la-situazione/

      Prevenire è meglio che curare: viva il contratto!

  3. Ci sono dei lavori svolti a cifre che espongono ad un rischio “naturale” (fino a 600 euro circa). In questi casi, contratto o no, impostare una controversia tramite un avvocato costerebbe pressappoco quanto l’importo da recuperare. Una valutazione: se il debitore ha sede in una regione diversa da quella del creditore e se quest’ultimo procede con un decreto ingiuntivo, un’eventuale opposizione dovrebbe essere presentata al giudice che ha firmato l’ingiunzione (con ovvi costi di domiciliazione e spese varie). Considerando l’importo e la fondatezza della richiesta, in genere al debitore conviene pagare e, malgrado un assottigliamento dell’importo messo in tasca per via delle spese sostenute, resta comunque la soddisfazione di non avergliela “fatta passare liscia” :-)

  4. Secondo me la soluzione è nel baratto; io do del tempo a te e tu dai dei tuoi servizi/tempo a me; così nessuno ha più scuse con la crisi e la mancanza di denaro

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