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Mi licenzio e divento freelance! Aspetta…

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Questo è il sogno di chi non si accontenta, di chi vuole guardare oltre e tentare una strada diversa: lasciare il posto fisso e diventare un freelance.

Lascia il tuo lavoro di web designer, di SEO e di webwriter. Lascialo. In questo modo sarai padrone della tua esistenza, avrai tanto tempo libero e potrai lavorare in riva al mare. Che bel quadretto…

freelance

Nuovo lavoro in arrivo per il freelance – Flickr

In realtà la vita del freelance è ricca di ostacoli. E non sempre conviene lasciare un posto fisso (esiste ancora?) per inseguire la chimera del lavoro libero dalle catene.

Hai preso una decisione, vuoi diventare freelance e affrontare in prima persona il mondo del lavoro. Ecco la checklist da spuntare prima di dire addio alla tua scrivania.

1. Hai già dei clienti?

Il passaggi dalla vita da dipendente a quella da freelance è meno traumatica se già sei in contatto con dei clienti. In questo modo puoi gestire un contatto diretto con il lavoro che ti aspetta, e non devi trascorrere periodi di inattività in attesa di nuovi lavori.

Se stai progettando di fare il grande salto inizia a lavorare sulla rubrica professionale: le spalle coperte ti renderanno più forte davanti al mare di incertezza che aspetta ogni freelance.

2. Ti metterai in gioco?

Il freelance non può tirarsi indietro. Il freelance non può rifiutarsi di contattare un cliente o declinare una chiacchierata su Skype. Il freelance deve essere pronto a correggere un lavoro e a mettersi in gioco a 360 gradi, perché non ha un unico superiore: ne ha decine!

libertà

E tra i tanti datori di lavoro che faranno parte della tua nuova vita professionale può esserci anche il vecchio contatto, quello che hai appena salutato. Se riesci a mantenere buoni rapporti nulla vieta che il lavoro continui, con massima soddisfazione per entrambi.

3. Sai come lavora un freelance?

Lavorare con altri clienti prima di lasciare i posto fisso ti permette di prendere confidenza con l’universo freelance. Un universo fatto di soddisfazioni personali ma anche di maggiori responsabilità.

Tu hai eseguito il lavoro e tu devi gestire il cliente: questo significa disponibilità telefonica, email mandate alle 15.00 per un lavoro che deve essere pronto alle 15.17, richieste impossibili da realizzare.

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Vita da Freelance – Depositphoto

Puoi iniziare a cogliere i segreti di questa dimensione mentre lavori da dipendente? Certo! Io ti consiglio di leggere qualcosa sull’argomento, tipo i libri di Luca Panzarella:

Per continuare a studiare l’argomento c’è il blog Freelance Folder. Per un approfondimento fiscale, invece, devi chiedere al tuo commercialista di fiducia.

4. Sai già quanto costa?

Esatto, essere freelance costa. Nel senso che devi versare in prima persona le tasse allo stato, e devi pagare un commercialista che curi la dichiarazione dei redditi.

Il regime dei minimi ti permette di usufruire di qualche vantaggio, ma prima di abbandonare il tuo lavoro informati sulle spese da sostenere durante i primi anni di attività.

5. Hai organizzato tempi e luoghi?

Ci sono dettagli che devi valutare prima di prendere una decisione. Ad esempio il luogo di lavoro: tutti sognano di lavorare a casa, ma tu hai uno spazio da trasformare in ufficio? Hai a disposizione un angolo lontano dal caos?

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Questione di tempo – Flickr

Ancora una domanda: sei in grado di gestire il tempo? Quando io ho deciso di affrontare la sfida del freelance non riuscivo a organizzare le  giornate lavorative. Ho risolto dividendo le giornate in task con Trello e le ore in piccole porzioni grazie alla tecnica del Pomodoro.

Ancora qualche domanda

Cinque punti possono bastare per capire se la strada del freelance è quella giusta? Dipende, ma tu devi analizzare bene la situazione prima di prendere una decisione così importante. Leggi le parole di Darren Rowse, uno dei blogger più famosi del web:

 When I started blogging, I was engaged to be married and we had no kids. If I were starting out again today, as a husband and father of 3 kids, I’d certainly take things even slower than I did.

Quando ha iniziato a lavorare come blogger era fidanzato, e senza figli. Oggi, marito e padre, ci penserebbe bene prima di prendere una decisione simile. Concediti anche tu il tempo per pensare al tuo futuro, non mortificare la tua paura e parla con le persone che contano.

La decisione è tua: non avere fretta.

E tu hai vissuto una esperienza? Anche tu stai pensando di fare il grande passo e diventare freelance? Oppure  non riesci a prendere una decisione? Raccontami la tua storia nei commenti!

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

38 Comments

  1. Buongiorno Riccardo,
    questa scelta l’ho fatta ormai diverso tempo fa.
    Ma nonostante mi si fosse presentata un’occasione imperdibile la scelta non è stata immediata. Ho riflettuto e ponderato quasi per 8 mesi prima di fare il salto: non volevo farlo senza paracadute, volevo essere sicura si aprisse.
    In quei mesi costruivo la rete di clienti e di collaboratori, facevo i conti e un business plan.
    Le cose poi sono andate bene e proseguono con alti e bassi che non sono mai calcolabili. Le tasse poi…nonostante si conoscano le percentuali ogni volta stupiscono e amareggiano.
    La crisi, ecco quella cambio il tuo business plan, cambia il tempo libero che diventa zero, cambia il tuo modo di vedere le cose e affrontare le tue giornate.
    Non hai certezze se non quella di doverti dare da fare per far funzionare il tuo business.
    Bisogna avere coraggio ed avere almeno una buona percentuale di riuscita.
    E poi: costanza, positività e passione.
    Buona fortuna a chi decide di diventare freelance e mi raccomando ponderate bene la vostra scelta!

    • Aggiungo un altro punto che mi è venuto in mente leggendo il tuo commento: affrontare la crisi.

      Questa crisi… quando sei dipendente la subisci in via indiretta, magari devi sopportare il “boss” che nella riunione settimanale non fa altro che citarla, ma quando sei freelance la devi combattere in prima persona. Suggerisco un paio di post anti-crisi:

      – http://www.mysocialweb.it/2012/05/25/webwriter-freelance-ecco-come-guadagnare-di-piu/

      – http://www.mysocialweb.it/2012/07/30/webwriter-freelance-6-trucchi-per-lavorare-a-sconto-zero/

  2. Per mia esperienza da graphic designer aggiungerei anche che un freelance oltre ad eseguire i lavori, deve sempre trovare nuovi clienti, e deve rincorrerli per i pagamenti, che solitamente sono a 60/90/120 giorni! Questa secondo me la cosa più frustrante, e non ti permette di concentrarti sul lavoro vero e proprio

    • Ti prego, Marco… non toccare l’argomento dei pagamenti.

      Scherzo, hai perfettamente ragione: ogni freelance dovrebbe fare un corso avanzato di riscossione crediti.

      Quanto tempo devi aspettare tu per avere un pagamento?

      • Aggiungo una cosa: bisogna anche saper dare il giusto valore ai propri lavori, saper richiedere i soldi, saper contrattare con gli squali.

        Il cliente medio sminuisce il lavoro mentre te lo commissiona cercando di farti passare da “merda” per strapparti il minimo sindacabile. E finchè si tratta di una singola prestazione ancora ancora va bene, ma quando si tratta di lavori a lungo termine diventa davvero snervante per la propria autostima.

  3. Ciao Riccardo, ottimo post come sempre. Oltre al ritardo dei pagamenti non dimentichiamoci anche che oltre le tasse un freelance deve versare anche gli anticipi di tasse e pagarsi i contributi INPS da solo, una cosa che molti trascurano.

    Ma la cosa che ho sperimentato su me stesso è quanto sia difficile gestire il proprio tempo. Chi è intorno a te pensa che tu ne abbia, tanto sei freelance no ? Puoi uscire e fare le spesa, andare al mare anche perchè non devi presentarti alle 8 in ufficio.

    Luoghi comuni che poi devi affrontare sulla tua pelle e molti non sono preparati per questo.

    Ovviamente esperienza personale.

    • Ciao Domenico!

      Tutte sante verità. Certo, io ho ritmi particolari: a volte mi sveglio alle 6.00 e riesco ad avere un po’ di tempo nel pomeriggio, ma deve gestire l’orario con attenzione: a volte lavoro fino alle 19.00 con gran sofferenza per gli occhi.

  4. Ciao! Articolo molto interessante che mi tocca da vicino. E’ circa un anno che sto calcolando e progettando di mollare il mio da posto dipendente (statale) a freelance.
    Ho ormai abbracciato la filosofia ‘la vita è una’ e rifiuto di credere con tutte le mie forze che l’unica speranza e la massima ambizione per un ragazzo sia il posto statale che di creatività ed entusiasmo ne regala ben poco.
    Diciamo che potrei scrivere pagine e pagine di riflessioni ed idee maturate in tutti questi mesi. Fortunatamente prima dello statale facevo già questo lavoro e quindi ho conservato una buona fetta di clienti (pagatori) e stranamente sono riuscito a procurarne di nuovi e più importanti proprio in questo periodo di riflessione perchè, come dici nell’articolo, è importante costruire e ricercare bene prima del salto.
    Che dire, un in bocca al lupo a me e a tutti quelli che con coraggio mollano qualcosa di sicuro per una nuova ed ambiziosa strada 🙂

  5. Buona sera a tutti;
    Bell’articolo che fa riflettere e sicuramente farà dubitare molti che erano in procinto di mollare il posto fisso per diventare dei freelance…
    Ovvio che prima di mollare un posto fisso qualunque esso sia bisogna valutare bene come muoversi, se si ha già un parco di clienti a cui rivolgersi, e soprattutto consiglio di sondare il terreno piano piano prima di mollare del tutto per un’avventura…
    Ci sono i pro e i contro nel fare questa scelta e consiglio a tutti di valutare bene.
    Pro: Se sei un freelance puoi decidere tu come e con chi lavorare ma soprattutto cosa scegliere di fare, e se in mezzo ci metti il cuore, una passione che ti stimola questa è una marcia in più per fare bene, meglio e dare il massimo in ogni circostanza.
    Ad ogni lavoro ben fatto, ad ogni cliente soddisfatto si avranno gratificazioni, economiche ma soprattutto quei grazie sinceri e veri che ti fanno stare bene.

    Contro: Ci si deve dare da fare di più, si lavora di notte oppure la mattina presto, quando gli altro dormono e nessuno cosi ti può disturbare. Si deve andare a caccia dei potenziali clienti, si deve essere capaci, dimostrargli che hanno di fronte la persona giusta per il compito da svolgere. Soprattutto si deve essere “sinceri”.
    Tasse, P.iva, consulente consiglio di chiamarli in causa solamente quando l’attività e ben avviata …

    Ps: la crisi!??! non è che non ci sia, ma la vedo più come una scusa da parte di qualche “boss” per umiliare, disprezzare, non pagare come dovuto il proprio dipendente solo perchè non è contento se a fine mese non si è raggiunto il target prefissato, oppure perchè non è stato portato a termine un determinato compito, mentre invece non tiene in considerazione che ne sono stati portati al termine altri 10 nello stesso periodo…
    E poi oggi si finisce cosi: http://www.ilquotidianoweb.it/news/catanzaro/714866/Pagava-i-dipendenti-la-meta-del.html
    Mi chiedo vale la pena tenersi un posto fisso in queste condizioni!?!? sottopagati, umiliati, minacciati?!?!

    “sopratutto” pensate prima alla salute!! che a lavorare male in condizioni diciamo poco corrette cè la si rimette!!

  6. Forse andrò leggermente off-topic ma volevo chiedervi: avete mai provato o pensato di fare entrambe le cose?

    Mi spiego meglio: un lavoro fisso e qualche lavoretto free, per tenersi sempre aggiornati, sperimentandosi in sfide che altrimenti non potremmo affrontare. Io ne ho avuto esperienza per un breve periodo, del quale serbo un ricordo misto ad adrenalina, suonerie assordanti e taniche di caffè. Da quel momento ho deciso che, per la mia salute fisica e mentale, quest’ambivalenza non faceva per me eppure non smetto di chiedermi se ogni giorno, ripetendo più o meno sempre gli stessi rituali, non atrofizzo qualche piccolo neurone curioso.

    Qualcuno di voi riesce a studiare, aggiornarsi, rimanere “sulla cresta dell’onda” nonostante un impiego fisso, magari full time? Bisogna per forza rinunciare a qualcosa per avere qualcos’altro o, tablet e smartphone alla mano, è possibile gestire tutto senza sentirsi costantemente con l’acqua alla gola?

    • Guarda rispondo per esperienza. Vivendo questa mia realtà da dipendente a tempo pieno, ho cercato di ritornare ‘sull’onda’ nel tempo libero… ma che vita è?
      Vivi due vite in una con i pro e i contro, con i vari stati d’animo e lo stress… e quindi ho capito che non facevo bene nè l’uno nè l’altro. E’ la triste verità.
      Poi magari dipende anche da quanto siano ‘distanti’ i due lavori.

    • Marianna, credo che l’acqua alla gola la si debba avere se si hanno due lavori differenti, se si vuole tenersi aggiornati, ma bisogna nuotare e restare a galla, non si muore mica…
      Credo comunque che l’importante sia sapersi organizzare, ritagliarsi lo spazio per lo studio, per aggiornarsi, per lavorare, e anche e soprattutto il tempo per staccare ogni tanto da tutto e ricaricarsi…
      Due lavori credo si possano fare ma dipende dagli ambienti in cui si opera, se stimolanti, interessanti, ben organizzati e retribuiti in giusto modo si può fare.
      Al contrario se stressanti, poco interessanti, non bene organizzati, sfruttati e sottopagati, credo che non si riuscirebbe a fare bene nemmeno “uno” di lavoro….

    • Ciao Marianna!

      Devo essere sincero: non si può andare avanti così. Ci sono stati periodi (periodi bui, a dire il vero) durante i quali ho lavorato dalle 6.00 alle 24.00 per 6 giorni a settimana, a volte anche 7. Rischi di impazzire, semplicemente.

      Purtroppo la strada è questa: puoi gestire per qualche mese la doppia vita per capire quale preferisci, ma non puoi continuare in eterno. Devi prendere una decisione: andare o restare?

      Tu dove sei diretta?

  7. Salve a tutti…sono uno studente di lingue ,amo follemente viaggiare e per questo vorrei lavorare un giorno come freelance nel campo delle lingue.Sareste così gentili di regalarmi qualche consiglio?anche più di uno.grazie mille

  8. Ciao Riccardo;
    Ho visto la tua segnalazione sul mio sito, almeno credo sia stato tu a scrivermi, riguardo l’aver copiato il tuo articolo. Non era mia intenzione copiare nulla, infatti ho riportato a parole mie quanto sia utile il tuo articolo e ho linkato la tua pagina come fonte originale .
    Spero questo non ti dispiaccia, se ritieni che debba modificare qualcosa dimmi purè e vedrò cosa cambiare ma non chiedermi di cancellarlo perchè lo ritengo molto utile a tutti e inoltre ripeto rimanda al tuo sito web 😉
    Anzi visto che ci siamo se potessimo instaurare una collaborazione mi farebbe molto piacere.
    Fammi Sapere

    Cordialità

    Fabio

    • Ciao Fabio.

      In realtà devi perdonarmi perché quel commento è stato postato per errore. Ho cercato di cancellarlo il prima possibile e Disqus mi aveva confermato l’operazione, ma a quanto sembra l’operazione non è andata a buon fine. Cancellalo tu direttamente, scusa per il disturbo.

  9. Ciao Riccardo, cancello subito, 😉
    Ps: io realizzao piccoli sitio web non si sa mai potremmo scambiarci qualche info e magari vedere se si riesce a collaborare insieme per qualche progetto…

  10. salve a tutti, gli articoli sono tutti interessanti, ma la domanda che mi viene e freelance solo nel mondo giornalistico come credevo o in diversi settori.
    Sapere quali sono i settori a cui appartenete potrebbe essere di aiuto, di spunto e farci aprire nuove strade.
    Attendo impaziente una risposta

    • Argomento spinoso.

      Essere freelance oggi vuol dire fare tanti sacrifici. Ma almeno hai il vantaggio di poter gestire personalmente, e di non dover sopportare le prepotenze di certi datori di lavoro.

      No, non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma le prepotenze esistono. Così come esistono le difficoltà per il freelance.

      Dovrai impegnarti molto, e dovrai lavorare sul tuo brand per fare in modo che il compenso sia sufficiente per pagare le tasse e vivere degnamente.

  11. Ciao Carlo,
    l’essere freelance credo ormai possa essere applicato in tutti i settori, soprattutto adesso che il posto fisso in Italia è diventato un miraggio.
    L’essere dipendenti implica da parte di eventuali datori di lavoro l’essere trattati malissimo, stipendi da fame, orari indicibili, non esistono tredicesima, questtordicesima, non esiste nessun diritto per il lavoratore.
    Essere un freelance potrebbe diventare un vantaggio, almeno scegli tu con chi lavorare e come farti pagare.

  12. Ciao Riccardo,
    i purtroppo la freelance la devo fare per due motivi:
    1- ho perso il lavoro e non trovo posto fisso
    2- il lavoro che faccio solitamente è freelance, cioè l’illustratore
    Non riesco a iniziare veramente e, ti giuro, sto scervellandomi per trovare soluzioni alternative al mondo dell’illustrazione ormai saturo.
    L’editoria cartacea è difficile da abbordare…
    Volevo chiederti, tu scrivi per il web…come disegnare per il web?
    Se mi creo un blog, dove ci metto di tutto dai disegni ai fumetti ecc….come lo posso trasformare in lavoro? Grazie, Silvia.

    • Ciao Silvia,

      Mi dispiace leggere commenti come il tuo e vorrei avere tutto il tempo a disposizione per commentare nel migliore dei modi possibili, argomentando punto per punto.

      Purtroppo c’è poco da dire. Il lavoro come lo abbiamo sognato per anni non esiste più: esistono una marea di sigle e accordi che non fanno altro che rovinare il mercato. Però è compito nostro adattarci alla realtà dei fatti, ed è compito nostro sfruttare le necessità non ancora soddisfatte.

      Come? Inizia ad aprire un blog, inizia a fare pubblicità al tuo lavoro. Prendi esempio da loro http://www.zerocalcare.it/ e http://theoatmeal.com/ che sono fenomenali. Per avere altre informazioni sul mondo freelance ti consiglio di leggere questi post:

  13. Ciao Silvia;
    mi sispiace per quello che stai attraversando ti capisco bene, ma non abbatterti.
    Cosa sai fare di preciso? hai già un tuo sito web dove farti trovare, dove far vedere alle persone quello che sai fare?
    Io ti direi di crearti un mo di materiale da portare dietro con te, sia scritto che immagini e poi andare alla ricerca di potenziali clienti che potrebbero essere interessati a quanto tu possa proporre.
    Ancord i più ti consiglio:
    cerca di fare quello che ti piace di più, che ti appassiona, solo cosi credo riuscirai a essere soddisfatta.

    Ti riporto un altro articolo che spero Riccardo non consideri da bannare riportato su un altro sito qui che parla del mondo freelance:
    http://blog.html.it/13/01/2014/freelance-si-coglioneno-a-sostegno-dei-lavori-creativi/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+HTML.it&utm_content=15-01-2014+freelance-s-coglioneno-a-sostegno-dei-lavori-creativi

    Leggiti i commenti degli utenti che ti possono sicuramente aiutare.
    Ti riporto il mio che ho lasciato li giusto per farti capire lo stato delle cose in italia… mi considererari pazzo quando mi sentirai parlare del posto fisso:

    Se mi permettete voglio dire la mia opinione sulla questione appena sopra riportata.
    Credo soprattutto che in Italia non bisogna fare differenza fra un freelance che venga sottopagato, denigrato, umiliato, offeso, trattato male, in quanto anche gli stessi trattamenti vengono riservati al dipendente assunto in una determinata azienda, diciamo poco limpida.
    Vengo dal mondo delle persone che fino al dicembre 2013 avevano il posto fisso, l’ho lasciato io, mi sono licenziato da me!!
    Qualcuno in questo momento mi starà prendendo per pazzo!! Per un coglione ma vi posso assicurare che la realtà anche per un dipendente aziendale non è che sia tanto differente da quella dei colleghi freelance.

    Lavoravo nel sud Italia, per una grossa realtà ma ho deciso di abbandonare per alcuni dei seguenti motivi che vi riporto di seguito, a parere vostro ditemi voi cosa avreste fatto se vi foste trovato al posto mio:

    Lavoravo registrato partime da lunedi a sabato, tutti i giorni ma facevo dalle 8 alle 10 ore al giorno. Me ne segnavano 6 o 5.

    Se facevo un partime reale, 4 ore al giorno me ne segnavano 2 o 3. Alcuni giorni non li segnavano nemmeno.

    La tredicesima te la devi inncassare con assegno e restituirla in contante al titolare dell’azienda.

    Stessa cosa per la quettrordicesima

    ho realizzato diversi lavori sul web per l’azienda in questione. Tramite cms, e tanto studio di argomenti come il SEO, social marketing, e molto altro ho realizzato sito web aziendale, che conta 400 visite giornaliere e gente che chiama da tutta italia… Tanto tanto straordinario ed extra lavorativi da casa

    E arrivati al punto, in quanto una malattia non mi consente di essere operativo al 100% mi sono dovuto sentire dire dopo tutto quello che ho fatto che non sono utile per l’azienda, che non valgo niente, che sono solo un costo.
    Arrivati a questo ho preferito mollare, inutile aspettarsi qualcosa che non arriverà mai. (ne soldi ma nemmeno un grazie per quanto fai…)

    Al di la di questa parentesi personale, credo che anche voi avreste tante di storie da raccontarmene, il motivo più grande che incide sul lavoro, i lavoratori italiani credo sia quello di una mentalità imprenditoriale vecchia, legata a modi strani di lavorare, basata non tanto sul trarre profitto utile dall’onesto e corretto lavoro ma dal raggirare in mille modi questo sistema marcio, politico/sociale/mafioso che in Italia si è affermato.

    l’Importante comunque e per un freelance come per un dipendente normale, cercare quelle aziende oneste, poche ma ci sono, e lavorare, crearsi uno spazio nelle stesse.

    • Fabio! hai tutta la mia stima e comprensione!!!!
      Riccardo, grazie per i tuoi interessantissimi articoli ^_^

      PS: Fabio, ti trovi in campania per caso??

  14. Grazie Riccardo e grazie Fabio,
    ho cercato di toccare vari settori dell’illustrazione, volevo essere versatile e non proporre uno stile mio troppo personale, per non restringere le possibilità di lavoro. Per cui grazie alle mie esperienze disegno un po’ di tutto.
    Ho un sito mio e mi appoggio anche ad altri che promuovono illustratori. Ho un portfolio che porto con me ai colloqui, che modifico in base alle esigenze del momento. In questo momento sto facendo delle prove per una casa editrice. Se trovo un paio di clienti buoni (nel senso che forniscono un lavoro più o meno continuo) allora apro la p. iva e abbandono il discorso ritenuta d’acconto. però sono confusa, ho paura che abitare lontano da Milano (nel mio caso) , sia penalizzante per le occasioni di lavoro ad assunzione e penso solo alla possibilità di freelance. Inoltre l’illustratore è un lavoro freelance.
    Fabio non sei pazzo, io non ho dovuto lasciare il posto quasi fisso, è lui che ha lasciato me, ma ti assicuro che spendere due ore di treno (andata) e due (ritorno) per fare otto ore di lavoro, non sottopagato ma comunque non pagato adeguatamente, per tornare a casa la sera alle 19, 30 se le ferrovie non facevano ritardi, altrimenti si parlava di 21,00, non è vita!
    No credo tu sia pazzo, ognuno fa le sue scelte, l’importante che anche l’ambiente freelance possa dare spazio e soddisfazioni. Io credo che un’azienda piuttosto che assumere una persona ,che gli costerebbe il doppio dello stipendio, preferisce attingere da professionisti freelance, questa ovviamente è il mio parere opinabile! Infatti mi considerano più per quella possibilità che per altro.
    Riccardo, tu parli di accordi che rovinano il mercato. Io penso sempre che dovrebbero esserci 2 soli modi di lavorare: libero professionista e dipendente in regola a tempo indeterminato.
    Anni fa, quando lavoravo co.co.co. mi chiedevo perchè se io facevo otto ore, 5-6 giorni la settimana, tutti i mesi, non dovevo essere trattata come gli altri. Niente ferie pagate, niente tredicesima, malattia pagata, permessi retribuiti ecc….il mese di agosto era inesistente.

  15. @Riccardo
    un’ultima cosa, vorrei aprire un blog che non si limiti solo a mostrare i disegni, ma da arricchire di vignette, storie ecc….credi possa funzionare?

  16. Ciao complimenti per l’articolo, un ottima sintesi. Qualche tempo fa ho fondato un gruppo di freelancers per creare una rete di relazioni professionali altamente qualificate in modo di poter rispondere alle esigenze più variegate dei clienti senza far sfuggire attività che io stesso non potevo seguire. Grazie quindi alla complementarietà e sinergia abbiamo dato vita ad un gruppo di collaboratori gli Smart Coworkers. Come da te citato il regime fiscale preferenziale per chi comincia una attività da freelance è il regime dei minimi. Proprio per questo abbiamo creato un servizio specifico per abbattere ulteriormente i costi per i freelance. Software gestionale e commercialista tutto incluso con Smartbooks! Vallo a vedere e se ritieni opportuno segnalalo nel tuo post. A presto!

    PS. Il regime dei minimi può convivere con altri impieghi (es. dipendente) il che è ottimo per chi vuole cominciare una sua attività in proprio ma non ha la possibilità di mollare “il posto sicuro”!!!

  17. Ciao Riccardo;
    Anche io mi sono circondato di collaboratori con conoscenze specifiche in alcuni settori e insieme riusciamo a offrire una moltitudine di servizi.
    Se hai da segnalare link contenente settori di cui vi occupate e servizi offerti invia pure cosi da valutare una possibile collaborazione…

  18. Vi parlo per esperienza personale di GRAFICA: prima di tutto è sbagliato parlare di FREELANCE a meno che non si lavori per qualcuno (Agenzia Pubblicitaria, Tipografia o altro simile) dove il lavoro viene commissionato da un’Azienda che poi rivenderà il tuo progetto (e qui abbiamo un punto a favore perchè non ti devi cercare i Clienti (lavori) e se entri nel giro avrai il lavoro assicurato….fin quando c’è, ma anche un punto a sfavore perchè i lavori sono SOTTOpagati), altrimenti si parla di Libera Professione e come tutti i liberi professionisti ci sono una marea di svantaggi, quali le tasse, le spese varie, i pagamenti mancati, i Clienti esigenti che sono peggio dei datori di lavoro, ed il tempo libero (anche se non c’è lavoro) ce n’è poco, perchè anche quando non hai lavori da eseguire, sei sempre con la testa e l’ansia del lavoro e cerchi in qualche modo di reperirlo….perciò se tornassi indietro non mi metterei in proprio, soprattutto ora con la crisi… vero che il lavoro da dipendente è sempre più precario…ma da libero professionista lo è ancora di più…..VE LO GARANTISCO…ed ora vorrei avere dei commenti da voi e spero che qualcuno mi smentisca con dei fatti concreti….magari mi da qualche dritta……GRAZIE….. 😉

  19. Salve ,
    Ho bisogno di una mano !
    Nn amo il posto fisso e ho rinunciato perché sono creativa mi piace dare idee trasformare ciò che già esiste nel rispetto di chi ha messo su con fatica un attività , una persona fisica e migliorarla con le mie idee !
    So organizzare eventi originali e nn i soliti , dare spunti sull abbigliamento che già e’ nel armadio , promuovere vari settori con l ottimizzazione dei costi e migliorare la serenità di una persona ! Una life coach serenity ! Odio sostare in un posto perché mi piace vedere e sapere della mia nazione e più in la anche del mondo intero valutando locali spiagge strutture cibo e dare il mio parere ! Amo la bellezza esteriore ed interiore per essere una persona brillante ! Che lavoro dovrei fare ? L ideologo creativa ?avere un club che mi permetta di dare sfogo alla mia creatività e promuoverla ? O fare la freelance per aiutare gli altri ? Aiutate sono in crisi

  20. Ciao, io sono molto interessato e convinto di poter diventare un freelance, sono appassionato della gree economy e tematiche sui rifiuti, edilizia verde, mi piacerebbe scrivere per blog, quotidiani, riviste, organizzare eventi, ect..qualcuno puo’ darmi un consiglio? Come posso iniziare?

    • Inizia a pubblicare un blog e a lavorare per diventare un professionista riconosciuto, un punto di riferimento per la tua nicchia.

  21. Valentina;
    Se vuoi lavorare da te ti consiglio di partire da quello che sai fare bene, che ti appassiona, che ti motiva ad andare avanti nonostante le tante difficoltà che ti assicuro non mancheranno mai. Se ti piace organizzare eventi, dare consigli sull’abbigliamento, sui locali, le spiagge, le strutture ricettive, il cibo ti consiglierei di cominciare con un blog un sito web tutto tuo e scrivere articoli, recensioni in merito. Se sei brava magari riesci a diventare un punto di riferimento per i settori di tuo interesse a farti conoscere e magari oltre a questo dopo che avrai realizzato un po’ di materiale, raccolto un po’ di fan potrai proporti ad aziende per scrivere articoli, recensioni per conto delle stesse e farti pagare per questo.
    Se ti va magari di poter valutare insieme una possibile collaborazione contattami attraverso il mio sito personale http://www.mthw.it. Comunque io sono della Calabria ma ti assicuro che grazie al web lavoro e sono in contatto con gente di tutta italia… 😉

    • …. ma rispondevi a me?! 🙂 te lo chiedo perchè hai specificato che sei della Calabria, ed io ti avevo chiesto espressamente quello! 🙂
      Io non sono la “Valentina” del messaggio dell’agosto 2014, sono un’altra Valentina 😉 Ad ogni modo ti mando un messaggio privato dal tuo sito 🙂 Grazie mille ugualmente 😉
      Buona domenica a tuttiiii!!!! 🙂

  22. Rispondevo a Valentina non so quale più adesso… visto che dietro lo stesso nome da quanto ho capito ci sono diverse persone… Io che pensavo fosse sempre la stessa. Sempre disponibile a collaborazioni che possano farci crescere professionalmente ed essere utili. Grazie a te e a tutti gli altri che con i vostri contributi alimentate queste pagine e le arricchite di spunti, sfumature diverse dai quali trarre sempre utili informazioni.
    Buona domenica!!
    PS: qui oggi la gente ha iniziato a fare i primi bagni!! Io invece brrrr… solo a guardali ho freddo!! XD

  23. Ciao a tutti. Avrei bisogno di un informazione se potete e siete a conoscenza del mio quesito. Sono una Consulente Marketing che ha sempre lavorato presso grandi aziende e ora ho deciso di mettermi in proprio (pregi e rischi che questo comporterà). Dovrei lavorare per un’agenzia pubblicitaria che necessita della mia figura professionale e mi chiedono il 20% di commissione sul mio lavoro. Mi chiedevo se tale percentuale sia corretta o alta e, evenutalmente, qual è il “giusto” compenso % a cui offrire la mia prestazione.
    Grazie in anticipo
    Barbara

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