19

La raffinata arte del copia/incolla applicata ai comunicati stampa

Shares

Quanti comunicati stampa ricevi ogni giorno via email? Io tanti, e molti finiscono nella spazzatura con una velocità pari a quella della luce (con preghiera di pubblicazione = spam).

comunicato stampa

Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie. Ma ti ripeto: il 90% dei CS è da buttare.

I motivi del rigetto sono tanti, ma al primo posto metto la pratica del copia e incolla. Ovvero il mandare messaggi uguali, a prescindere dalla situazione e dal lettore.

Peggio ancora il tentativo di nascondere il copia e incolla: cambiano la data, il luogo o il nome del destinatario, ma il comunicato stampa è uguale a quello mandato 2.000 anni fa.

Ti ricordi la prima lettera ai Corinzi? Ecco, quella!

Il copia e incolla dei comunicati stampa caria in silenzio i pilastri della buona comunicazione. Ma ogni tanto si guadagna l’attenzione del grande pubblico. Ora ti spiego…

Mercoledì sera, a Santiago de Compostela (Spagna), c’è stato un grave incidente ferroviario. Sono morte quasi 80 persone. Il primo ministro Mariano Rajoy ha diffuso un comunicato stampa per esprimere le condoglianze ufficiali.

incidente treno

Un fotogramma dell’incidente

Ma nel comunicato stampa si fa riferimento al terremoto cinese di Gansu. Ciò significa che il testo è stato copiato e incollato senza prestare molta attenzione al contenuto.

Gli errori capitano anche ai migliori, e la distrazione è sempre in agguato. In questo caso, però, non si tratta di un refuso ma di una confusione totale. Gli scenari?

  • Le persone capiranno l’errore e non giudicheranno negativamente Rajoy.
  • Il CS aumenterà la sensazione di distacco tra cittadino e istituzioni.
  • Una probabile via di mezzo tra le prime opzioni.

Forse quel comunicato non è stato riletto, forse c’erano cose più importanti da fare. Ma anche la comunicazione vuole la sua parte. E quando fai copia/incolla dei comunicati la stai facendo male. Molto male.

Il comunicato stampa online non se la sta passando bene. Ma anche quello offline… vai, continua tu!

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

19 Comments

  1. Io penso da tempo che i comunicati stampa vadano rivisti e ridefiniti per vari motivi, primo fra tutti il fatto che vengano inviati testi uguali a decine di siti e secondo me non ha senso.

    Per quanto riguarda le istituzioni, quel ministro ha fatto una figuraccia: ha avuto fretta di inviare le condiglianze, per essere il primo a farle, di sicuro.

    La comunicazione all’interno delle istituzioni andrebbe gestita da professionisti, non da arrangiatori.

    • Ciao Daniele,

      Il punto è questo: siamo sicuri che le persone siano interessate a quanto scritto? Spesso si mandano centinaia di testi scritti male a persone che non hanno alcun interesse. Sfidando le leggi dello SPAM.

      Il comunicato stampa è un testo (almeno nella sua veste classica, da testata giornalistica) unico mandato a diversi contatti. Ma deve essere curato, privo di copia/incolla frettolosi e realmente interessante.

  2. Grande Riccardo! Mi hai fatto sorridere. Per fortuna google interpreta i cs e non penalizza sennó davvero chi li pubblicherebbe più??

  3. Per me il copiaincolla da risorsa utilissima è diventato una brutta malattia: la “copiaincollaginite acuta” (http://wp.me/peIlp-iu) che non riguarda soltanto i comunicati, ma anche interi articoli e altri testi.

  4. Condivido al 100%… è anche vero, però, che un bravo web editor non dovrebbe fare copia-incolla dei comunicati stampa (anche se spesso per mancanza di tempo lo si fa, mettendo la pagina noindex), ma piuttosto utilizzarlo per scrivere un articolo originale…

  5. Da quello che ho visto in ambito giornalistico mi pare la prassi, mi è capitato più volte di girare comunicati ad alcuni quotidiani locali per poi trovarli ricopiati su almeno altri 3 o 4 siti differenti. Esiste un minimo di filtro all’inizio (non pubblicano qualsiasi cosa, direi per fortuna) ma una volta che il comunicato passa, nel 90% dei casi viene ricopiato esattamente com’è. Probabilmente i tempi di lavoro frenetici impediscono un vero e proprio lavoro di verifica, figuriamoci se ci si mette a riscriverli. Non è il massimo dal punto di vista SEO, ma si tratta di una “regola” diffusa più che altro a livello editoriale contro cui è abbastanza complicato combattere.

    • Beh, caro Salvatore… sappiamo bene che ai giornali online non interessa migliorare la leggibilità di un testo. I lettori devono solo cliccare sulle pubblicità nel tentativo di liberarsi da quell’inferno di banner e video.

  6. Io ho provato a farlo una volta (senza copia-incolla) e ho mandato subito all’aria lo strumento perché è palesemente inutile. Nel mio prossimo libro previsto per settembre-ottobre, ho già deciso di scriverci un post e di condividere quello: gira molto di più, è più semplice, do importanza ai miei utenti/lettori nei commenti e non posso chiedere di più dalla vita.

    • Ma certo. Ti consiglio di usare il pulsante Pay With a Tweet per diffonderlo come ho fatto con il mio ebook http://www.mysocialweb.it/2012/10/01/ebook-my-social-web/

      Aggiornaci sull’uscita del libro!

  7. Un po’ come le tesine universitarie: Copia&Incolla buttato così, a caso con la convinzione di mettere argomentazioni ad effetto. A volte senza rileggere i contenuti, altre volte rileggendo in maniera superficiale senza creare un nesso logico con l’argomento che si sta sviluppando (cosa ancora più grave).
    Il Copia&Incolla serve, ma deve essere usato nella maniera giusta e di sicuro che gestisce i comunicati stampa, deve innanzitutto essere scrupoloso oltre che conoscere i sistemi di comunicazioni.
    Nel caso specifico dell’incidente avvenuto a Santiago di Compostela ho una convinzione del tutto personale: Rajoy poteva scrivere di persona due righe di cordoglio (escludendo a priori il Copia&Incolla) e poi inviarlo ai funzionari dei comunicati stampa che avrebbero provveduto a distribuirlo in rete. Un capo di Governo dovrebbe essere emotivamente coinvolto in tutto ciò che succede nel suo paese, ma ripeto, appartiene ad una mia idea di intendere le Istituzioni.

    • Sì, il punto è che in questo modo comunica un messaggio distorto alla nazione. Ovvero che non ha il tempo per curarsi dell’incidente e neanche di scrivere di propria mano un messaggio di cordoglio.

  8. E anche un po’ la raffinata arte di usare il fatto di cronaca più discusso del momento per farci sopra un post – approssimativo – che fondamentalmente non c’entra nulla. 😉 (Ad ognuno la sua, insomma.)

    Entrando nel merito del ragionamento, mi pare necessario partire dalla definizione di “comunicato stampa”: chiedersi quale sia la sua utilità, chi lo scrive, chi lo invia a chi…
    Generalizzare parlando di “copia/incolla” mi sembra riduttivo, leggermente scorretto ed esageratamente superficiale.

    Gli uffici stampa – che lavorano per istituzioni, associazioni, persone ed enti pubblici e privati di varia natura – comunicano attraverso il comunicato, appunto, l’evento, la notizia, l’opinione agli organi di stampa (giornali, blog ecc.). Una volta che le testate ricevono il comunicato decidono: 1) se è di pubblico interesse, 2) se rientra nella linea editoriale, 3) se ci sono margini di modifica.

    Parlo per me.

    Avendo un blog generalista (che tratta di notizie, eventi, interviste ecc.) mi capita di riceverne diversi al giorno. Per linea editoriale prendo in considerazione solo quelli che segnalano eventi o notizie locali di una certa importanza. E adotto il seguente sistema: riporto spesso quelli sugli eventi così come arrivano al blog (magari tagliando le parti più inutili) e approfondisco invece quelli sulle notizie, convertendoli in articoli più o meno originali.

    La scelta è dettata da una questione molto semplice: modificare ogni singolo comunicato toglierebbe tempo alla stesura dei pezzi originali del blog, che naturalmente hanno la priorità. Cestinarli tout-court significa venir meno alla natura generalista del sito. Ed è qui che secondo me sta l’errore di fondo del post: non fare alcun distinguo (sulla natura dei comunicati, sulla natura editoriale di chi li riceve). “I motivi del rigetto sono tanti, ma al primo posto metto la pratica del copia e incolla. Ovvero il mandare messaggi uguali, a prescindere dalla situazione e dal lettore”. Una volta che si è presenti nella mailing list dell’ufficio stampa, mi pare logico che qualunque comunicato arrivi automaticamente a tutti, a prescindere dall’argomento e dal lettore. È compito di chi lo riceve decidere se è utile al proprio blog/giornale o meno, e soprattutto è compito di chi lo riceve decidere di modificarlo o meno a seconda della propria linea editoriale e di tutti quei discorsi sui contenuti duplicati che non piacciono ai motori di ricerca. Non è certo compito dell’ufficio stampa 1) selezionare i riceventi a seconda dell’interesse che possono nutrire per il pezzo, 2) scrivere un pezzo diverso per ogni ricevente (dato che parliamo di decide e decine di destinatari.)

    Sullo scrivere un pezzo uguale per ogni fatto e quindi sulla critica agli uffici stampa che si auto-riciclano i pezzi, probabilmente sono io fortunata perché – al di là di quelli che cestino a causa dello scarso interesse – ricevo sempre comunicati originali, scritti per quel dato fatto, o evento, ed estremamente professionali.

    Manca dunque nel post, secondo me, la premessa fondamentale: 1) i comunicati hanno varia natura e diverso scopo, 2) a quale genere di comunicato ci si sta riferendo.

    Perché una cosa è la nota con l’opinione riciclata del politico di turno, altro paio di maniche è lo sbattimento e il lavoro maniacale che sta dietro la segnalazione di un evento, ad esempio. E infilare tutto nello stesso calderone, parlando di copia/incolla, mi pare -ripeto – peccare di superficialità (forse anche un po’ per la fretta di sfruttare l’argomento caldo del momento ;).

    • Ciao Carla,

      Nessun bisogno di sfruttare l’argomento caldo. Dici che parli per te, quindi continua a parlare per te 😉

      Ho specificato nel secondo rigo di questo post che “Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie”. Quindi sono il primo a sostenere l’utilità di determinati comunicati.

      Tutto giusto quello che dici. Parliamo di testate giornalistiche però. Ovvero di organi nati per ricevere notizie. Ma perché, e te lo chiedo con onestà, mi arrivano sulla mia casella personale (personale) decine di CS sulla sagra delle castagne o sui rivestimenti delle piscine?

      Non amo le castagne, non ho la piscina, ma arrivano al mio indirizzo decine di testi spazzatura “con preghiera di pubblicazione”: testi pietosi che non hanno alcun senso. E sai come si chiama questo?

      SPAM

      Ti ripeto: i comunicati stampa li conosco, e so come si usano. Si mandano alle agenzie, alle testate giornalistiche, agli organi ufficiali. E si mandano scritti bene. Non copiando e incollando quello che è stato mandato una settimana prima.

      • “Ma perché, e te lo chiedo con onestà, mi arrivano sulla mia casella personale (personale) decine di CS sulla sagra delle castagne o sui rivestimenti delle piscine?

        Non amo le castagne, non ho la piscina, ma arrivano al mio indirizzo decine di testi spazzatura ‘con preghiera di pubblicazione’: testi pietosi che non hanno alcun senso. E sai come si chiama questo?

        SPAM”

        Appunto. E quel genere di mail spam non è un comunicato stampa. (A prescindere dal fatto che il pinco pallino che lo ha inviato lo spacci per tale.)

        Quindi ritorniamo al discorso che facevo:

        “Ho specificato nel secondo rigo di questo post che ‘Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie’. Quindi sono il primo a sostenere l’utilità di determinati comunicati.”

        Il punto qui non è la qualità e l’utilità del comunicato in sé, ma il non fare alcuna distinzione tra il “comunicato stampa” e la “mail spam”. E, anzi, trattare l’argomento come fossero la stessa cosa.

        “Ti ripeto: i comunicati stampa li conosco, e so come si usano. Si mandano alle agenzie, alle testate giornalistiche, agli organi ufficiali. E si mandano scritti bene.”

        Ecco. Tutto il resto è spam.

        (Praticamente nel commento, e in quest’ultima frase soprattutto, contraddici e smonti – dandomi involontariamente ragione – tutta l’impostazione data al post.)

        • Ok, sarà così evidentemente.

          Non riesco a trovare il capo e la coda di questa conversazione ma sono piuttosto stanco. E poi ho ancora una decina di comunicati stampa da smaltire su Gmail.

          Comunque, giusto per essere precisi, io non ho niente contro i Comunicati Stampa. Mi urtano quando sono scritti male e si infilano nella mia casella email.

          Per il resto… liberi di copiare e incollare i testi sui portali senza controllare e senza verificare le fonti.

  9. Guarda, ricordo anche di un sindaco che presentò un programma elettorale in una città in Sicilia nel quale erano previsti dei lavori di ammodernamento del porto cittadino, il problema era che la città non affacciava sul mare. Si scoprì poi che il tutto era stato copiaincollato da un candidato sindaco (addirittura di un partito diverso) di una città vicino Genova.
    Questo è quello che si nota, ma ci sono tanti copia-incolla che silenziosamente strisciano nelle e-mail e sui giornali. Il problema è che quasi nessuno si preoccupa di verificare l’originalità di un comunicato perché non interessa a nessuno farlo. Noi blogger abbiamo una certa sensibilità a riguardo, ma chi non si occupa di comunicazione non presta molta attenzione a questo fenomeno, o addirittura pensa che sia normale.
    Per quanto riguarda poi il caso specifico, un ministro che non sa esprimere due righe di dispiacere mi sa tanto di ipocrisia.

  10. Io proprio in questo periodo mi sto occupando di un progetto che prevede il contatto con redazioni giornalistiche, blogger e pagine sui diversi social media. La tecnica che ho adottato è un po’ particolare, richiede un po’ di tempo ma mi sta dando buone soddisfazioni in termini di visibilità e link building.

    Ho preparato un link ufficiale sul sito (nel caso specifico studio28.tv/criticainmovimento203) e una scheda di presentazione in .pdf che copre le diverse sfumature del progetto, strutturata secondo diversi sottoparagrafi http://www.studio28.tv/wp-content/uploads/2013/05/comunicato_criticainmov2013.pdf

    In pratica quando invio la mail con questi due link accompagno il testo con una spiegazione chiara del perché sto contattando proprio quella persona, quella testata, quel blogger. Mi sembra che stia funzionando. Almeno in termini qualitativi.

    Si pone però un altro problema, una specie di spin off di quanto scrivi: molti siti, ignari delle regole essenziali sulla duplicazione dei contenuti online, prendono la scheda e la copia-incollano. Senza pensare che i motori di ricerca, tendenzialmente, non troveranno loro ma il mio sito. E senza dedicarsi al partire dallo spunto per creare e diffondere un loro punto di vista. Ma questa è un’altra grama storia del giornalismo italico in tutte le sue forme.

    (come sempre grazie per gli spunti)

    • Certo. Parlare alla persona e non alla massa, spiegando i motivi del contatto, porta a dei risultati migliori. Poi c’è ancora chi difende le email di massa…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *