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Il webwriting è un doppio lavoro? Trasformalo in primo!

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Ho appena finito un lavoro, controllo la mia casella email e scopro che ho ricevuto l’ennesimo messaggio di una persona che vuole diventare webwriter. Che vuole guadagnare scrivendo.

Desiderio sacrosanto. Anche io, dopo l’ennesimo 2 in matematica alle superiori, ho espresso questo desiderio. Oggi lavoro come webwriter e sono felice. O almeno ci provo.

webwriter

Mi rendo conto che questa è una meta per molte persone. Persone che si impegnano, cercano di fare pratica, e nel frattempo svolgono altri lavori. Perché i guadagni iniziali del webwriter non permettono di sostituire lo stipendio fisso.

Anche tu scrivi nei ritagli di tempo e sogni un lavoro a tempo pieno? È una situazione che non condanno ma che dovrai superare prima o poi, in un modo o in un altro: diventando webwriter al 100% o abbandonando le illusioni.

Io voglio aiutarti a entrare nel mondo dei webwriter grazie alla mia esperienza.

1. Ce la puoi fare. Ma anche no

Mi tocca iniziare con un pugno in faccia. Perché voglio metterti subito in guardia: per diventare un webwriter devi sudare e piangere. Soprattutto se vuoi intraprendere la carriera del freelance.

La voce che circola è questa: “ma va’ che sarà mai scrivere… anche io so scrivere e ora mi metto a fare il webwriter”. E poi i lavori non arrivano, i clienti non chiamano, la casella email resta vuota.

webwriter fallito

Il motivo? Semplicemente perché non tutti possono fare il webwriter di professione. E te ne devi fare una ragione. Puoi diventare webwriter. Ma anche no: devi accettare il fallimento (lo dico anche nel mio ebook).

Bene. Hai superato questa prima fase mortificatoria? Ora possiamo andar avanti con entusiasmo.

2. Studia

Sai qual è l’errore principale dei webwriter che svolgono un doppio lavoro? Si concentrano solo sull’esperienza pratica, sulle possibilità professionali che affollano i vari portali.

Le classiche offerte da scrittore – scimmia, tanto per intenderci.

Il webwriter emergente fa bene a cercare nuove esperienze per il portfolio (chi lavora trova lavoro), ma deve anche studiare. Deve creare un percorso didattico e approfondire i punti importanti. Ti lascio qualche titolo indispensabile:

Questo, ovviamente, è solo un assaggio. Oltre ai libri ci sono i webinar, i corsi, gli eventi che ti permettono di ascoltare esperti del settore e conoscere colleghi, gente interessante, futuri clienti.

Tutto questo ha bisogno di due risorse difficili da reperire: soldi e tempo. Ma io te l’ho detto che non è un gioco da ragazzi, vero? Affrontiamo questi due punti insieme.

3. Risparmia

Se vuoi raggiungere il tuo sogno devi essere disposto/a al sacrificio economico. In altre parole devi risparmiare tutto. Tutto.

Non devi privarti dei piaceri della vita, continua ad andare a cena con la tua dolce metà, ma ti do un consiglio: non comprare l’ultimo iPhone (che detto tra noi fa cagare) e investi i tuoi risparmi in cultura. Cultura da webwriter.

I risparmi ti permettono di viaggiare, di comprare libri e partecipare ai corsi che ti permettono di essere competitivo/a sul mercato. E meno arrendevole nei confronti del cliente saccente.

Il webwriter non è una telescrivente: è un professionista con competenze specifiche. Tu non vuoi essere da meno, giusto? Allora manda al diavolo il consumismo e diventa una persona migliore.

Tayler Darder non aveva torto in fin dei conti.

Ancora un motivo per risparmiare: devi creare un cuscino di sicurezza per poter abbandonare il tuo lavoro principale senza rimpianti. Con una piccola somma in banca non avrai paura di lasciare la prima occupazione, e l’addio sarà meno traumatico.

Con le spalle coperte è più facile fare il grande salto!

4. Tempi duri

Il tempo è il tuo secondo problema. Non esiste una regola magica per fabbricare il tempo: è uno dei pochi beni che non si crea e non si acquista. Ma, come il denaro, può essere risparmiato.

Io non sono un esperto di time management ma la mia esperienza di webwriter freelance mi suggerisce qualche trucco:

  • Non rimandare a domani quello che devi fare oggi. I professionisti consegnano, non rimandano. Ti consiglio di leggere l’articolo di Beatrice Niciarelli e di farti due risate con quello di Mashable.
  • Elimina le fonti di distrazioni. Intendo suonerie e chat, ma anche le persone. Per scrivere senza disturbo usa la funzione Distraction Free Writing di WordPress.
  • Trova il tuo ambiente. Ti piace scrivere in piedi o sdraiato? Fallo. E fallo bene. Se questo ti fa scrivere meglio e più in fretta va bene.
  • Devi scrivere ovunque. Ovunque. Devi imparare a sfruttare i tempi morti. Prendi appunti in giro e poi metti insieme a casa.

Ancora un punto: devi imparare a dire di no. Non puoi dire di sì a tutti. Il web è pieno di persone che (in buona o cattiva fede) vuole tirarti in ballo, vuole farti partecipare a mille progetti ed esperienze non (o mal) remunerate.

E il tuo tempo chi lo paga? Impara a valutare la qualità delle offerte e, se non ti convincono, devi semplicemente dire “no grazie”. Meglio lavorare sul tuo blog.

5. L’importanza del blog

Io sono un webwriter (o almeno così dicono) e trovo i miei clienti grazie a questo blog. Certo, ci sono anche altri canali – Facebook, LinkedIn, Twitter – ma il blog è indispensabile per me.

webwriter blog

Eppure ci sono webwriter che non vogliono aprire blog personali: non sono convinti, credono che sia una perdita di tempo, non vogliono investire denaro per un qualcosa che forse non servirà.

Essere imprenditore di te stesso non significa passare la giornata a fare shopping o stare tutto il pomeriggio in spiaggia: significa sacrificare i soldi e fare in modo che si moltiplichino. E se non inizi a investire con somme minime come quelle dell’hosting…

Il tuo blog sarà lo strumento chiave per trovare clienti. Puoi avere un sito statico, un sito indicizzato per le keyword che ti riguardano, e va bene. Ma il blog è perfetto per la tua attività di webwriter freelance. Ecco perché:

  • Google ama i contenuti freschi dei blog.
  • Sui social va alla grande.
  • Puoi usarlo per farti pubblicità come e quando ti pare.

Non dimenticare che il blog è anche la tua palestra di scrittura. Un webwriter deve scrivere, deve imparare a scrivere, e sul blog puoi allenarti liberamente. Ma non solo sul tuo: il webwriter professionista usa anche i blog degli altri autori per allenarsi. E per farsi pubblicità.

Io regalo il mio tempo e le mie risorse a un altro blogger. Ma lo faccio per avere in cambio pubblicità. Per avere visibilità. E oggi, oltre al solito discorso dei guest post, voglio portarti un esempio lampante. Guarda questa immagine:

webwriter riccardo esposito

Io sono autore di Webhouse, un blog multi-autore che affronta diverse tematiche legate al web. Pubblico un articolo al mese in forma gratuita, e Webhouse mi dà visibilità. Non semplici (ma ben accetti) link al sito o ai  profili social: mi permette di guadagnare una posizione nella serp con contenuti di qualità.

Così quando il mio potenziale cliente mi passerà attraverso il setaccio di Google, il mio archivio Webhouse sarà in prima pagina, pronto per farsi leggere e apprezzare.

O almeno spero ;-)

6. Preparati al grande passo

Il nocciolo dell’articolo: lasciare il vecchio lavoro per abbracciare la nuova professione. Per diventare un webwriter. Ti tremano le gambe, vero?

È normale perché devi passare da una condizione di stabilità, dallo stipendio fisso, a una di incertezza. Ogni giorno ti guardi intorno e ti chiedi: riuscirò a guadagnare abbastanza? Sarò ripudiato dai miei genitori? Troverò i clienti?

Domande destinate a rimanere senza risposta. Fa parte del gioco. Devi rischiare, devi lanciarti e fare un salto nel buio. No, aspetta… non è proprio così. Non devi fare un salto nel buio. Non scherziamo.

Passare dal vecchio lavoro alla nuova attività di webwriter può essere un processo graduale e ponderato. Ti spiego come:

  • Risparmia – Un punto anticipato ma da sottolineare ancora una volta: quando hai una somma di denaro in tasca puoi permetterti di saltare uno stipendio. Magari di saltarne due o tre. Nel frattempo puoi iniziare a guadagnare i primi clienti.
  • Informati – Prima di iniziare la tua attività devi chiedere chiarimenti fiscali. Quali saranno i tuoi obblighi nei confronti dello stato? Quanto dovrai pagare? Qual è la strada più conveniente? Chiedi chiarimenti al tuo commercialista di fiducia e lavora sempre in regola: i professionisti pagano le tasse (sospiro di dolore).
  • Cura i clienti – Nel periodo di passaggio, quando il webwriting non è ancora la tua attività principale, devi iniziare a curare i clienti. Devi lasciare il vecchio lavoro solo quando hai già degli impegni interessanti.

Devi essere metodico, calcolatore, sempre attento. Il coraggio è importante, ma non devi lasciare che le emozioni prendano il sopravvento: diventare freelance è un atto di coraggio. Ma anche un’azione da studiare a tavolino.

Nuove vecchie letture
Per approfondire ti consiglio di leggere questi articoli che ho pubblicato in passato: Cosa ti manca per diventare un professionista?, 6 trucchi per lavorare a sconto zero, Come guadagnare di più.

Ora tocca a te

La grande illusione dello stipendio fisso, del lavoro indeterminato. Credi che quell’entrata fissa ti garantisca la sopravvivenza, ma in realtà non fa altro che legarti a un palo: il lavoro fisso non esiste più, e per quanto possa sembrare sicura quell’entrata sarà sempre precaria.

Ci sarà sempre un contratto farlocco dietro l’angolo, una partita IVA usata in modo improprio, un CO.CO.PRO che scade e che ti costringe a trovare un nuovo lavoro. Ci sarà sempre la tua coscienza con la quale fare i conti quando ti chiederai: “è veramente questo il lavoro della mia vita?”.

Ora tocca a te, solo tu puoi prendere la decisione: rimani o vai?

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. Ricccardo, per quanto mi riguarda (lavorativamente parlando)
    “mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita”.
    Grazie.

  2. A lungo ho valutato se aprire o no il mio blog personale, lavorando già al blog di un’altra professionista. Nelle ultime settimane la convinzione che un blog tutto mio fosse una necessità – per questioni lavorative ma non solo – è cresciuta.
    La lettura di questo articolo mi ha definitivamente convinto!

    • Vai, hai tutto il mio appoggio.

      Fai crescere il tuo blog, trasformalo in un curriculum sempre in movimento, sempre in evoluzione.

      Forse sarà proprio il tuo blog ad aiutarti a trovare un lavoro migliore.

  3. Sono tra quelli che:
    “Ci sarà sempre la tua coscienza con la quale fare i conti quando ti chiederai: “è veramente questo il lavoro della mia vita?”.”
    Quello che hai scritto è sacrosanto Riccardo. Siamo ancorati al palo di un posto rassicurante con il desiderio sempre più forte che c’è qualcos’altro che ci chiama, nella vita. I passi che hai elencato sono davvero incoraggianti e oggettivi, consigli concreti che non fanno di certo male. Ti ho seguito in questo post molto molto interessata. Hai fatto centro, e affondato la nave!

    • Speriamo non la tua (di nave).

      Alessia, felice di averti nei commenti. Questa realtà, la realtà del lavoro fisso che fisso più non è, ci sta ingannando profondamente.

      Non credi?

      • Lavoro in amministrazione, so cosa significano i dati (fasulli) che offre il Governo su una ripresa che non esiste, e i dati statistici delle banche. Come si suol dire… nessuno è più al sicuro.
        Studiare e darsi da fare in ogni ritaglio di tempo so che non sarà sufficiente: arriverà il momento di tuffarsi e provare. Procrastinare in eterno? Impossibile.

  4. Bellissimo e interessante questo post! Mi è piaciuta soprattutto la parte in cui parli del tempo e della sua importanza. Una sola cosa rimane oscura e poco chiara: Tutti possono diventare web writer? Non occorrono qualifiche “ufficiali”? Basta la formazione che ognuno può farsi da solo? Libri, webinar, eventi e corsi? Basta questo oppure occorre una qualifica professionale?

  5. Concordo pienamente con l’articolo… molti credono che certi lavori siano semplici, facili e senza rischi.. grazie per le letture consigliate..

  6. Faccio il grande passo per forza (sono stata licenziata, la crisi morde forte), e prendo questo post come un incoraggiamento. Grazie per la condivisione dei tuoi pensieri sul mondo dei web writer (eccetera) freelance.

  7. Bellissimo post bravo Riccardo. Leggendolo mi riconosco in quasi tutto (o forse tutto) – attualmente ho un lavoro dove il 90% dei ns genitori/parenti/vicini/animali domestici ITALIANI ti direbbero: “ma resta li dove sei..” ma continuo a sentirlo precario (dentro me) anche se indeterminato; il fatto e’ che di indeterminato non c’è praticamente più nulla (fatta eccezione x il nano di Arcore) ma questo non vuol dire che non ci sia spazio ed opportunità. La differenza è data dalla qualità, la professionalità, serietà ecc.. Tu è questo blog ne siete un esempio! Ciao ;-)

  8. Bravo! Sei un esempio per tutti i giovani che, come diceva Quelo, “miagolano nel buio” confusi, illusi, e delusi dal grande ed effimero sogno del posto fisso!
    Leo, Un “vecchietto” del web

  9. Una cosa vorrei dire a chi ha in mente il “grande passo”. Non curatevi troppo dei pareri degli altri. Non fatevi frenare dall’angoscia dei vostri genitori. Dovete sapere una cosa: loro saranno sempre in apprensione per voi, per le vostre scelte, per i vostri cambiamenti. Anche se doveste diventare miliardari, ad ogni vostra decisione vi chiederebbero: “Ma ne sei proprio sicuro”? E’ un gioco di ruoli.
    Io, gira e rigira, sono quindici anni che lavoro come freelance. Ogni tanto inciampo in un lavoro “fisso”, ma dopo un paio d’anni mi stanco e torno a fare il “battitore libero”. Ogni volta è un nuovo salto nel buio e un sacrificio, ogni volta devo fare i conti con qualche mese di stipendio in meno, prima di riprendere il giro. Poi il giro riprende sempre, ormai lo so; ma so anche che ogni volta mia madre non ci dorme la notte. Però ormai anche lei ci ha fatto l’abitudine, come me.
    Tanto alla fin fine, la domanda più importante che continueranno a farti è la stessa che ti fai (o che dovresti farti) anche tu, cioè: come stai, stai bene?

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