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[Infografica] Aumenta le conversioni delle landing page con la psicologia

rasputinScommetto che anche tu hai sognato qualche volta, in un angolo lontano della tua mente, di trasformare i lettori in clienti con la sola imposizione delle mani.

O magari con uno sguardo degno di Rasputin (fonte immagine), freddo e penetrante. Meglio ancora: con uno schiocco di dita.

Ti piacerebbe, vero? Ma la realtà è ben diversa.

I clienti non arrivano con i giochi di prestigio, mi sembra ovvio. Per ottenere buoni risultati con una landing page devi testare diverse soluzioni. Soluzioni concrete.

Ma ci sono delle potenti leve psicologiche che possono migliorare il tasso di conversione delle tue pagine.

Impossibile dici? Credi che le conversioni di una landing siano dovute solo a un buon design e alla scelta dei colori per i pulsanti delle Call to Action? Analizziamo insieme questa infografica di Helpscout:

 

  • Aiuta gli acquirenti a superare il blocco iniziale con un incentivo. Frasi come “il primo mese è gratis” possono essere un buon modo per gestire questa difficoltà. L’idea che deve passare: è facile e conveniente iniziare a lavorare con te.
  • I clienti amano essere speciali: trasformali in ambasciatori del tuo prodotto, fa’ in modo che siano orgogliosi di essere parte della tua famiglia. Magari con distintivi digitali da mettere sul sito o prodotti da indossare e utilizzare durante i congressi.
  • Gli esperti di Neuroeconomic suggeriscono 3 tipi di clienti: quelli che spendono senza problemi, gli spendaccioni medi e quelli che devono essere spinti nel modo giusto verso l’acquisto. Prova a riformulare il costo  – non 100 euro al mese ma 1.200 euro all’anno – e registra i risultati.
  • I clienti accettano un’azienda che ammette le proprie carenze, e condannano quelle che tendono a esternalizzare le colpe. Perché nascondere quando puoi ammettere e trasformare una falla in un punto di forza?
  • Ti hanno suggerito di comunicare urgenza e scarsità? Devi farlo nel modo giusto: gli utenti tendono a ignorare queste informazioni se non hanno ricevuto le giuste informazioni. È urgente, ok, ma perché?
  • Il cliente ha bisogno di stimoli immediati per risolvere le proprie ansie: quando ci vuole per fare l’ordine? Quando arriverà il libro che ho comprato? Devi spegnere i problemi sul nascere sottolineando la velocità dell’ordine, la spedizione immediata…
  • Crea un nemico, un punto di confronto, ovviamente non in modo sleale nei confronto delle altre aziende o manipolando i tuoi clienti. Devi comunicare (come il punto 2) appartenenza. L’esempio classico: lo spot Mac Vs PC.
  • Hai buone probabilità di trasformare un utente in cliente se c’è condivisione di valori. E tu come azienda devi fare qualcosa per comunicarli. Tom’s shoes, ad esempio, ha donato un paio di scarpe ai bisognosi per ogni acquisto effettuato.
  • Affronta le paure dei clienti: non nascondere la testa sotto la sabbia, affronta le potenziali obiezioni e lavora con la massima onestà. Ricorda David Ogilvy: “il consumatore non è uno sciocco, il consumatore è tua moglie”.
  • L’ultimo consiglio è semplice: sorprendere. Prova a sorprendere le persone che entrano nella tua pagina con qualcosa di speciale, un evento inaspettato. Prova a rimanere impresso nella mente di chi “atterra” sulla tua landing page.
libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

3 Comments

  1. Ciao Riccardo,
    come scritto su Twitter ti do il mio parere sull’infografica, leggendola esclusivamente “come psicologa”.
    Mi sembra un post eccezionale e molto completo.
    Considera, tuttavia che la PRIMA cosa in assoluto che uno psicologo fa per parlare con i suoi pazienti-clienti è capire e adoperare il linguaggio che usa l’interlocutore. “Mettersi al suo livello” è brutto da dire, ma in comunicazione/marketing risulta (forse) ancora peggio: adattarsi al target per “agganciarlo”, per poi convertirlo, etc.
    Si chiama “Tailoring”, ed è essenziale. Se imparassimo dalla Psicologia questa lezione, la nostra comunicazione sarebbe migliore e più efficace, sempre, qualsiasi ne sia il canale.
    Il Tailoring, infatti, si fa sia sulla persona (interlocutore) sia sul canale (strumento o setting, a seconda dei casi) di comunicazione.
    Ma sono certa che anche su tutto questo la tua esperienza è molto più grande della mia!
    Cari saluti,
    @franciungaro

    • Ciao Francesca,

      Sono convito che sia indispensabile parlare la stessa lingua del lettore. Per questo combatto da anni il burocratese, un idioma creata ad hoc per ampliare le distanze tra autore e lettore.

      Non sapevo, però, che si chiamasse tailoring… immagino perché si riferisca a qualcosa di cucito intorno all’interlocutore. Ho detto una cavolata?

      • No, no! E’ esattamente così 🙂
        E so, seguendoti da sempre, che ne sei già un esperto!
        A presto!

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