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Il significato sociale dei social media

Sul significato di social media è stato scritto molto, ma forse non è mai stata data una definizione semantica di questo fenomeno sociale che vede coinvolta la rete e le persone che la frequentano.

connessioni blog

Social, social media e social – iStockphoto

Credo che dobbiamo riflettere proprio su quest’ultimo punto per comprendere al meglio cosa significhi essere presenti sui social media e, in fondo, fare rete e viverla.

Mezzi di comunicazione sociale

Social + Media, dal latino medium, mezzo, preso dagli anglosassoni con l’accezione di mezzo di comunicazione (cfr. mass media).

Che cos’è un mezzo di comunicazione sociale?

È uno strumento che ci permette di comunicare all’interno di una società digitale, virtuale, ma popolata da persone reali. Il contatto avviene grazie a connessioni telefoniche, ma non per questo è senza valore.

Mai dimenticarsi che nei social media siamo noi stessi, persone, che comunichiamo con altri, altrettante persone. Siamo tasselli digitali di una società virtuale, che altro non è che un’estensione smisurata e potente della nostra realtà.

E forse anche migliore.

Smisurata e potente. Non ha limiti la rete, né li hanno i social media, in continua evoluzione grazie a nuove esigenze e alla creatività dei profili sociali, delle persone che vi interagiscono ogni giorno.

social lavoro

Il mondo dei social – iStockphoto

Siamo connessi gli uni agli altri come mai lo siamo stati prima: un ritorno, forse, alle società tribali preistoriche ma, a differenza di queste, senza un capo tribù a dettare ordini. Tutti insieme contribuiamo per la conoscenza comune.

Conversazione, condivisione, interazione

Conversazione + condivisione + interazione = comunicazione sociale.

Essere presenti sui social media e non comunicare è possibile? Sì, ma di certo è inconcepibile. I mezzi di comunicazione sociale servono per comunicare, sono luoghi virtuali in cui apprendere e donare, discutere, incontrarsi, conoscersi, aiutare, crescere.

  • La conversazione è umana. Sui social media i profili sociali sono persone che conversano, discutono. Parole che restano nella storia della rete, che fanno di noi ciò che siamo.
  • La condivisione deve essere umana. Se i media sono sociali, allora chi li frequenta non può né deve tenere tutto per sé. Condividere riassume l’essenza dei social media. Condividere è fare social network. Condividere è dare senza aspettarsi qualcosa in cambio, un qualcosa che però arriverà, perché chi dà, poi riceve.
  • L’interazione è il presente. È ciò che, forse, rende davvero sociali i social media. Interagire va oltre lo scambio di battute e link. Interagire è quel completamento che mancava – che serviva – alla rete per renderla tale a tutti gli effetti.

Socializzazione nella vita reale e in ambiente digitale

Per capire come vivere nei social media, come comportarsi, è sufficiente soffermarsi sul primo dei due termini: social.

Quando si frequenta, si vive la società reale, quando si sta in mezzo agli altri in un ambiente sociale, sappiamo già cosa fare: parliamo, ascoltiamo, aiutiamo, siamo dunque parte integrante di quella società.

I social media non sono differenti. Socializzare sui social media è esattamente come socializzare nella realtà fisica, materiale. Socializzare. Questo termine, questo verbo, anzi, che sottolinea un’azione, un atteggiamento dinamico, va ricordato.

Va elevato a filosofia personale e universale.

Tre A da eliminare nella comunicazione sociale

  1. Autoreferenzialità: parlare sempre e solo di se stessi non è sociale. È asociale, semmai. Un monologo fastidioso e inutile che induce all’abbandono, all’allontanamento. Sui social media, come nella società reale, non puoi essere l’unico e indiscusso protagonista. Forse, in alcuni casi, nella società reale funziona. Ma sui social media no, perché là tutti sono protagonisti, esattamente come te.
  2. Autopromozione: da scartare, direi, o quantomeno da minimizzare. Uso i social media come autopromozione solo condividendo i miei post, ma una volta al giorno. Non ha senso pubblicare sistematicamente più volte lo stesso tweet: sono contenuti duplicati, che se non hanno effetti sulla SEO, li hanno però sulla percezione dell’utente, costretto a leggere il già letto.
  3. Autocelebrazione: credo sia la peggiore strategia di personal branding attuata sui social media, parlare bene di se stessi. Sono gli altri, i nostri seguaci, i nostri colleghi, perfino i nostri concorrenti a parlare bene di noi. E ne parleranno, se avremo agito per il meglio, se avremo condiviso, rispettato, aiutato, risposto. Interagito.

Quanto siete sociali come social users?

Riuscite a guardarvi dentro, a osservarvi dall’esterno e giudicare con occhio critico il vostro comportamento sui social media che frequentate di più? Cosa percepite da voi stessi e cosa da chi seguite?

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Daniele Imperi

Sono un copywriter freelance e un appassionato di scrittura e blogging. Nel tempo libero leggo, studio, scrivo articoli e storie e appena posso fuggo in montagna. I miei blog: danieleimperi.it e Penna Blu

5 Comments

      • Ciao chiarofiume,

        Sempre un peccato deludere le aspettative. Ci sono scelte nella vita che si prendono e si seguono fino in fondo. Forse, c’è da dire anche questo, l’antropologia in Italia non mi ha dato abbastanza.

        Non credi?

        • Giusto Enrico.

          La delusione delle aspettative viene dalle scienze umane in generale. Ho cercato di dare evidenza all’argomento commentando un’intervista a Luca Mercalli, sul Blog di Sara [ http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/intervista-a-luca-mercalli.html/comment-page-1#comment-37803 ] quasi un anno fa. Ci fosse mai qualche tua/o follower intereressata/o ad approfondire …..

          [nonno] Luigi

          • Ooops … scusa Riccardo … non so perché ti ho chiamato Enrico.

            [serve a sottolineare che i commenti dovrebbero essere editabili … imho]

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