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Come convincere il tuo capo ad aprire un blog

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Lo so chi sei, ti conosco.

Hai letto centinaia di articoli sul mondo del blogging, e ora vuoi mettere in pratica le tue competenze. Vuoi metterti in gioco e aprire un blog per dare una marcia in più alla tua azienda.

Sì, perché no? Hai fatto esperienza sul tuo blog personale e hai scaricato tutti gli e-book necessari (anche Keep Calm And Write) per gestire temi, post, plugin, pagine, tag e categorie.

Flickr

Te lo dico con calma: apriamo un blog – Flickr

C’è solo uno scoglio da superare: il tuo capo. Davanti a te c’è un uomo di Neandertal vestito di foglie e con una clava in mano che non ne vuole sapere di blogging.

Si aggira per l’ufficio ripetendo che investire nel blogging è tempo perso. Tu sai che non è vero, hai le prove ma non sai quale chiave utilizzare per scardinare la sua convinzione.

Ma allora io che ci sto a fare? My Social Web è sempre al tuo fianco: ecco un breviario indispensabile per convincere il tuo capo in meno di 24 ore. Più o meno.

1. Conquistare Google

Il ragionamento è semplice: ogni post del blog è una pagina web che può posizionarsi in una serp. Certo, dipende da tanti fattori e nessuno ti può dare certezza di raggiungere il buon risultato.

Ma questo non è un buon motivo per rinunciare. Scrivere contenuti freschi, aggiornati e di qualità, vuol dire seguire le regole di Google per fare SEO: come rinunciare a questa occasione?

Crea contenuto fresco ed unico: avere contenuto nuovo non solo incentiverà i tuoi utenti abituali a tornare ma ne attrarrà di nuovi.

2. Fai inbound marketing

Inbound marketing vuol dire farsi trovare grazie a contenuti mirati. E, come suggerisce Hubspot in questo grafico, il blog è uno dei migliori metodi per attirare clienti.

inbound

Non è facile seguire i passaggi di questo processo, c’è bisogno di tempo e impegno per comprendere le esigenze dei lettori. Ma i clienti sono sempre alla ricerca di informazioni: se riesci a farti trovare e a dare ciò che le persone cercano è fatta.

3. Lavori sulla brand awareness

Bello usare questi termini tecnici che fanno impazzire i puristi della lingua italiana, vero? Per brand awareness si intende – prendo da Wikipedia – è la notorietà della marca, la sua riconoscibilità.

E con un blog che pubblica contenuti di qualità, collegato a un’attività ben regolata di comment marketing, social media marketing e partecipazione alle discussioni… beh, questo è lavorare sulla brand awareness.

4. Sei un esperto

Essere riconoscibile non basta: devi essere riconoscibile come un esperto del tuo settore. E come puoi farlo senza un blog che supporti il tuo impegno? Certo, ci sono i social che ti possono aiutare. Ma ti assicuro che tutto diventa più semplice quando hai un blog a disposizione.

[Tweet “La tua azienda vuole farsi trovare? Deve aprire un blog ora! #mysw”]

Quando un potenziale cliente cercherà informazioni sulle tue capacità le troverà sul tuo blog. Leggerà un altro articolo, capirà che sei una persona competente, cercherà il tuo nome su Google e capirà una cosa: deve affidarti un lavoro, ora.

5. Mostrare il lato umano

Non è così semplice, sai? Mostrare il alto umano di un’azienda è una vera sfida: sciogliere il linguaggio burocratico, però, è più semplice quando hai un blog a disposizione. A patto che ti convinca a parlare con i tuoi potenziali clienti, e non a bombardarli di pubblicità autoreferenziale.

6. I desideri dei clienti

Ricordi il film “What Women Want” con Mel Gibson? Ecco, io credo che l’equivalente per le aziende sia rivolto ai clienti: cosa vogliono? Cosa cercano? Cosa posso fare per migliorare i miei prodotti o servizi? Puoi chiederlo direttamente a loro.

clienti

Una delle scene più divertenti della pellicola!

Sul tuo blog ci sono i commenti, uno spazio che puoi mettere a disposizione di chi vuole lasciare un’opinione. Certo, potresti affrontare delle critiche ma è qui che ti giochi il vero miglioramento.

Quando non aprire

Ok, questa è una sequenza di buoni motivi che puoi proporre al tuo superiore per regalare alla tua azienda una grande opportunità e mettere alla prova le tue capacità di blogger. Ne conosci altri? Lasciali nei commenti del post.

Ricorda, però, che questi motivi valgono anche quando l’azienda è composta da un’unica persona, anche per i freelance. Ma non è detto che ci siano sempre le condizioni ideali per aprire un blog.

[Tweet “Aprire un blog è indispensabile? Non sempre…”]

A volte non c’è la giusta propensione alla condivisione, a volte non ci sono le risorse, a volte manca il tempo. La tua attività ha bisogno di un blog, certo. Ma di un blog gestito da una figura professionale capace di operare senza paletti inutili.

Tu non credi?

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

7 Comments

  1. Ciao Riccardo,
    tu sai che io sogno di aprire il mio blog ma ora come ora so che non lo gestirei al meglio perchè non riesco davvero a trovare il tempo.
    Le cose se le faccio, le faccio bene e quindi mi organizzo per poterlo fare :)
    Invece abbiamo qualcuno da convincere a farlo, ti aspetto!

    • Ciao Francesca,

      Hai ragione a voler fare le cose per bene ma ti do anche un consiglio pratico: vai, Osa, lanciati, non pensare di poter chiudere ogni aspetto del blogging in uno schema prevedibile. Molte cose cambieranno e si evolveranno nel tempo.

      Non credi?

      • Ciao Riccardo,
        sai bene che quando si tratta di osare non mi tiro indietro ma il problema ora è gestire tutti i progetti aperti e farlo bene… il blog in questo momento lo farei sommariamente e da precisina quale sono non ne sarei soddisfatta

  2. Eccomi arrivata dalle conversazioni di stamattina su G+!.. Ho appena inaugurato il neonatissimo http://www.findtheroute.com. Da un po’ mi occupo di viaggi: in realtà del viaggiare mi interessa il segreto di una storia, l’incontro con un racconto che si scatena a partire dal luogo. Al momento sto incrociando questo tema con il benessere: un benessere in senso ampio, dal corpo allo spirito, perché credo che in fondo per vivere meglio abbiamo tutti bisogno di trovare un po’ più consapevolezza, nel mondo fuori e dentro di noi. Sono un’accanita lettrice. E sto scrivendo una tesi tra semiotica e antropologia sul concetto di guarigione e le pratiche mediche tradizionali del mondo rurale di una volta. Queste sono le cose che faccio: conscia che il mondo può benissimo fare a meno di molte parole inutili, sono anche consapevole dell’importanza di un blog… eppure faccio fatica a selezionare cosa, di quello che faccio, potrebbe risultare di interesse per gli altri. Scoprirlo ??!! :)

    • Ciao Maddalena, grazie per il tuo commento.

      Scoprirlo… bella sfida! Io credo che il primo passo per scoprire quali siano le strade giuste da seguire, e la comunicazione inutile da evitare, sia quella dell’ascolto. Devi ascoltare, devi ascoltare le persone che seguono il tuo argomento e che si esprimono ogni giorno sui social, sui blog dei tuoi concorrenti, sui forum.

      Prima di parlare, e magari parlare troppo e male, devi ascoltare. O per lo meno devi scrivere e ascoltare nello stesso momento. In questo modo puoi aggiustare il tiro nel corso della tua attività. Perché ci sarà sempre qualcosa da aggiustare…

      Ho visto il blog, mi piace: semplice e pulito. Forse il font troppo piccolo?

  3. Anche per me il blog è un sogno, ne ho uno mio ma non lo aggiorno da anni. Vorrei aprirne uno per l’azienda ma è un settore complicato (macchine movimento terra), poco femminile e una donna che ne parla è guardata con diffidenza così come quando telefonano in ufficio e pur essendo preparata e a conoscenza delle macchine e dei problemi relativi, preferiscono parlare con il mio collega uomo. È ancora un settore molto “rustico”, siamo già avanti anni luce essendo presenti sui social, comunque resta un sogno che per adesso è nel cassetto ma che non è detto non salti fuori a breve, ho qualche idea che potrebbe piacere.

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