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Prossimo obiettivo: piacere a pochi

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Io non piaccio a tutti. Lo so e va bene così. Non posso ambire alla gloria su tutti i fronti, e questo vale anche per il tuo blog. Non c’è errore più grande del voler piacere a tutti quando fai blogging.

Beh, dai… Errori più gravi ci sono, ma quando inizi a scrivere articoli buoni per il giorno e per la notte, per l’estate e per l’inverno, rischi di ottenere risultati mediocri.

blog

Piacere a tutti? Mai! Parola di Rancid.

La scrittura perde mordente, gli articoli diventano uguali a mille altri post pubblicati da altri blog. Soprattutto, metti in pericolo il tuo buon nome, il tuo brand. Tu sai bene quanto sia difficile recuperare questi danni e non vuoi rischiare.

Per questo devi avere ben presente il target che vuoi raggiunge. Devi seguire il profilo del tuo lettore ideale, e devi scrivere per lui. Punto. Senza perdere il tuo stile.

Un equilibrismo

Segui il tuo stile, non rinunciare alla tua personalità di blogger, ma allo stesso tempo devi coccolare il tuo pubblico. Perché piacere a tutti vuol dire rischiare la mediocrità.

Questo non vuol dire che devi cacciare dal blog chi non corrisponde al tuo lettore ideale, ci mancherebbe! Ma non puoi accontentare tutti, e questo vale per la scrittura e per le idee.

Avanti, è assurdo. Cosa deve pensare il lettore di un blogger che, pur di piacere a tutti, cambia ogni giorno opinione e idea? Nella tua scrittura non deve mai mancare la personalità. La tua idea deve essere chiara, evidente.

circo

Questione di equilibrio – Flickr

E la scrittura deve rimarcare il tuo stile: piacerà o non piacerà, ma sarà il tuo. Non passerà inosservato e sarà riconoscibile: questo è il punto più importante. Devi tutelare la tua identità.

E quando fai blogging per lavoro?

Le esigenze sono diverse e devi sempre aderire alle necessità del cliente, del suo target, del suo blog. In alcuni casi ti lasciano carta bianca e puoi seguire la tua natura di scrittore, a volte devi modificare il tuo stile e seguire le direttive.

Capita. Fa parte del tuo essere professionista, e sufficientemente umile da capire che il tuo stile non può essere buono per ogni stagione. Ma chi legge il tuo blog sa bene cosa fai e come lo fai.

La tua opinione

La sintesi dell’articolo è semplice: mai rinunciare al proprio stile. Inseguire la chimera del blog buono per tutti ti farà solo perdere tempo. Questa è la mia opinione, il mantra che ho seguito giorno e notte per portare avanti il mio blog.

E tu sei d’accordo? Anche tu credi che si indispensabile tutelare la propria identità? Lascia il tuo parere nei commenti e sviluppiamo insieme questa riflessione.

 

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

16 Comments

  1. Buongiorno Riccardo,

    differenziarsi, è la parola d’ordine.
    La propria personalità ci vuole sempre e prima di tutto. Standardizzarsi è il modo più sbagliato per provare a farsi piacere e soprattutto per rendersi banali.

    Ciao!!

  2. Mi è vwnuto in mente Veltroni, sindaco di Roma, juventino, che quando la roma vinceva contro la juve era contento per la roma. A volte la mediocrità è sinonimo di paraculagine. E non va bene.

    • Questo atteggiamento si riscontra in ogni ambito del blogging, anche nei commenti. Arriva il lettore più aggressivo e l’autore cambia bandiera… Questo non va bene!

  3. Io amo essere antipatico! Mi piace! E non è una posa, mi viene naturale. Se fossi simpatico a tutti dovrei dare spiegazioni ogni volta che sono di malumore e dovrei sempre sorridere per ogni evento del [non so se si possono commentare parolacce e quindi non la scrivo, ma penso si sia capito].
    Poi c’è anche un’altra cosa da considerare: nel 95% dei casi antipatia=non-convenzionale, il che porta spesso ad essere ascoltati proprio perché il popolo dei simpatici ogni tanto ha bisogno di sentire una voce fuori dal coro (e ovviamente qualcuno da additare come antipatico).
    Ecco, io sono un antipatico di [altra parolaccia] e ne vado fiero!

    • Ogni gruppo ha bisogno di un cattivo per definirsi buono. Attenzione, però, a non diventare troppo antipatico: rischi di cadere nello stereotipo opposto.

  4. Oggi citerò delle frasi di alcune canzoni che hanno avuto un peso sul mio percorso. “Piacere a tanta gente è una gabbia seducente” dice Piero Pelù … vero e sarebbe bello ma alla fine cambiare per piacere agli altri per me sarebbe andare contro natura.
    “E’ il naturale processo di eliminazione” dicono invece gli Afterhours e io quoto questa frase non solo nei progetti ma nella vita di ogni giorno.
    Alla fine il tuo modo di essere, il tuo stile, la tua personalità (ti) faranno avvicinare o (ti faranno) allontanare delle persone e questo sarà tutto naturale…
    Ho la mia personalità nella vita e nei progetti, voglio imparare e migliorarmi ma senza cambiare ciò che per me è veramente importante e mi contraddistingue.
    Siamo esseri unici e perciò speciali… (cit)

    • Ciao Francesca,

      Hai citato la musica, e io ti rispondo anticipandoti che domani chiuderò il cerchio iniziato questa settimana con un articolo dedicato a un grande artista. E poi ti segnalo questo video che ho scoperto sul blog di Luca Panzarella:

      Secondo te è simpatico a tutti? Qualcuno lo troverà ridicolo, altri lo bolleranno come lagnoso e petulante. Ma puoi non notarlo? Può passare inosservato? Te lo dico io: no. Ha inventato qualcosa di nuovo. Lo ha fatto seguendo la sua indole, il suo talento.

      Simpatico o meno, lui adesso è qui.

      • Semplicemente fantastico!
        Ha inventato il suo modo di vendersi e di sicuro no, non passa inosservato!
        Io per prima mi sarei fermata a filmare e probabilmente avvicinata quanto meno a vedere i suoi prodotti.
        Al di là, appunto, di simpatia o meno.
        Puntare sempre sul proprio, personalissimo, talento!

  5. Inosservato???? guarda a cosa è arrivato: https://www.youtube.com/watch?v=G_miGclPFGs …fate voi!

  6. Meglio piacere al proprio target sono d’accordo!
    Approfondire quelle che possono essere le problematiche che il tuo pubblico può trovarsi ad affrontare e trovare le relative soluzioni deve essere l’obiettivo primario.
    Nel blogging come nella vita non si può piacere a tutti.

  7. Ciao Riccardo
    Ti lascio più che un commento una domanda: e se si tratta di personalità “multipla”?;)
    Qualcuno ad esempio mi ha fatto notare (non in senso positivo) che sul mio blog c’è “di tutto”. Scrivo di viaggi in famiglia ma anche di cibo in viaggio e di esperienze e emozioni legate ai miei viaggi di prima.
    Lo faccio perché lo sento come uno spazio mio e per questo ci metto me stessa, ma mi dicono che dovrei forse essere più focalizzata per “fidelizzare” maggiormente i miei lettori.
    Cosa ne pensi?:)
    Un saluto e grazie come sempre per le tue condivisioni!
    Francesca

  8. Ciao Riccardo,

    scusa se mi permetto. Leggo sempre con piacere i tuoi post, ma ultimamente mi stai mettendo alla prova ;).

    Ci trovo degli errori di grammatica che mi scoraggiano. Non mi credi? Leggi cosa hai scritto qui “devi coccola il tuo pubblico” e qui ” Nella tua scrittura non deve mai mancare la personalità La tua idea deve essere chiara, evidente.” (rileggila, manca un punto o c’è una maiuscola di troppo).

    Sarà che ci hai abituati troppo bene? 🙂
    Un saluto
    Erika

    • Cara Erika,

      No, non vi ho abituati troppo bene. Il vostro diritto è leggere sempre il meglio e ti ringrazio per aver notato questi errori di distrazione.

      Attenzione però: non credi di essere troppo severa? C’è una bella differenza tra l’errore di distrazione e quello di grammatica.

      Se poi ti sto mettendo alla prova… beh, mi dispiace.

      A presto!

  9. Questo post mi è piaciuto moltissimo. È un post che incoraggia a non appiattirsi ma a tirare fuori la propria personalità nella scrittura. Bello!
    Tu dici che questa è la strada giusta per il successo, ok ti voglio credere. Ma come ti spieghi il successo di scrittori che non dicono niente? Forse il mondo editoriale è diverso da quello dei blog, ok, ma in fondo sempre di scrittura si tratta, no ?!?

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