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Condividere più volte un post sui social: funziona?

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Sai bene come funziona: pubblichi un contenuto sul blog, lo condividi sui social. Semplice e lineare.

In questo processo ci sono abitudini e strategie differenti. C’è chi preferisce sincronizzare la pubblicazione con quella del blog, chi utilizza Hootsuite per programmare gli aggiornamenti, chi personalizza ogni condivisione.

social post

Quante volte condividi i tuoi post? – Flickr

Ogni blogger decide in autonomia, tenendo ben presente le proprie necessità e le esigenze dei lettori. Una domanda, però, sorge spontanea: quante volte condividi un post su un canale social?

Che domande! Una volta al giorno. Perché intasare la timeline di Twitter o di Facebook con lo stesso link? Rischi di essere rimproverato (o silenziato) da chi è stanco di ritrovarsi per la decima volta il tuo articolo nello streaming.

Questo è un rischio da evitare.

Ma credi sul serio che le ripubblicazioni siano il male assoluto? Sul blog di Buffer ho trovato dei dati che ribaltano questa idea, e che suggeriscono una visione virtuosa di questo piccolo tabù social.

Secondo il team di Buffer, i vantaggi sono 3: aumentare il traffico, coprire fusi orari differenti (in Italia questo punto non vale, a me non che tu non abbia dei contenuti in lingua inglese), far conoscere vecchi contenuti ai nuovi lettori.

Anche Guy Kawasaki sottolinea l’importanza di questa pratica. Guy pubblica lo stesso articolo più volte al giorno, e invita a non prendere niente come puro vangelo quando si parla di social:

 “If you’ve heard you should only post once a day, try twice, then three times, and so on. See where the pain point happens. You may lose some followers by posting too often–but then you may gain other followers, and sell more.”

Se hai sentito dire che si dovrebbe lasciare lo stesso articolo solo una volta al giorno, prova 2 e poi 3 volte. Puoi  perdere alcuni seguaci pubblicando troppo spesso ma ne puoi conquistare altri. E vendere di più.

Questa è l’opinione dell’Apple Fellow Guy Kawasaki.

La mia opinione

Io credo che riproporre lo stesso articolo nell’arco di una giornata non sia una cattiva abitudine. Ma, allo stesso tempo, cerco di rispettare alcune regole per non diventare noioso:

  • Uso headline differenti.
  • Porto l’attenzione sulle discussioni che nascono nei commenti.
  • Estrapolo una citazione dell’articolo.
  • Cambio o aggiungo immagine.
  • Lascio una Call to Action per attirare i commenti.
  • Evito aggiornamenti simili a breve distanza temporale.

Cerco di fare in modo che tutto sia equilibrato e che non ci siano forzature nella ripubblicazione. Le condivisioni devono avere un unico obiettivo: soddisfare le persone che mi seguono. Come suggerisce anche Valentina Lepore nel suo e-book,

L’80% dei tuoi tweet deve essere utile e interessante per la tua comunità, il 20% può essere autopromozionale.

La rete social non deve essere un modo per raccattare click a destra e a manca, ma una serie di relazioni da rispettare. La ripubblicazione segue questo principio e non diventa mai invadente.

connessioni blog

Dobbiamo creare una rete social – iStockphoto

Per questo ripubblico solo su Twitter e sul profilo Facebook, ovvero dove registro maggiori interazioni e aggiornamenti. Sulla Fan Page e sulle pagine Google Plus, invece, gli aggiornamenti sono più lenti: pubblicare più volte lo stesso articolo sarebbe un suicidio editoriale.

Riabilitazione

Per rendere il tutto più naturale possibile ho deciso di pianificare la graduale riabilitazione dei vecchi post: li rileggo, li modifico, li aggiorno. E controllo l’esattezza delle informazioni.

Lo sai, il web è in continuo movimento: in questo modo posso proporre ai miei follower e fan un contenuto aggiornato, corretto. Posso far scoprire vecchi contenuti di qualità a chi mi segue da poco senza diventare ridondante.

Vuoi approfondire l’argomento? Ti consiglio questo articolo che ho pubblicato poco tempo fa: come ridare vita ai vecchi post.

La tua opinione

Non esiste una ricetta buona per tutti. Ci sono delle nicchie che possono trovare utile (o indifferente) avere più volte lo stesso articolo nella timeline di Twitter, altre che non hanno alcuna intenzione di sopportare questo affronto.

Qual è il tuo caso? Hai già provato a ripubblicare lo stesso articolo sui social? Come ha reagito la base? Racconta la tua esperienza o la tua opinione nei commenti!

 

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

16 Comments

  1. secondo me i punti chiave sono quelli espressi dal team di Buffer!
    aumentare il traffico, coprire fusi orari differenti (vale anche per l’Italia visto che c’è gente che vive di notte), far conoscere vecchi contenuti ai nuovi lettori.

    • Ciao Giulio,

      Forse qualcosa può essere condiviso di notte. Si dovrebbe provare… tu hai qualche risultato? Hai avuto qualche riscontro?

  2. Assolutamente sì, funziona. Purtroppo non tutti i post riescono a raggiungere i potenziali interessati (a parte i nostri fidelizzati che passano per i nostri #blog costantemente), quindi trovo necessario la condivisione dei post più volte sui Social.

    Buffer o Hootsuite? Prima ero pro-Buffer, adesso pro-Hootsuite.
    Entrambi, però, hanno una particolarità: vengono comunque penalizzati da Facebook, quindi non utilizzateli nella programmazione dei Vostri contenuti, ne risentirà notevolmente la visibilità dei vostri post. Provare per credere!

      • Sì Riccardo, tutti i link esterni pubblicati su Facebook vengono penalizzati. Ecco perché ribadisco che va sempre gestito “manualmente”.

        La dritta me la diede il buon Rudy Bandiera in uno dei suoi corsi, un paio di mesetti fa.

        • Sono d’accordo con il consiglio di Rudy: ogni messaggio dovrebbe essere creato su misura per un determinato social.

          Però non ho capito in cosa consiste la penalizzazione di cui parli.

          • Uhm la cosa mi ha incuriosito soprattutto perchè, usando buffer, ho notato che i miei aggiornamenti programmati su FB avevano un engagement molto più basso rispetto a quelli fatti “a mano” (però potrebbe assolutamente essere soggettiva come cosa).
            Le uniche informazioni recenti che ho trovato son su questo articolo http://www.rebeccacoleman.ca/2013/05/07/marketing-with-facebook/why-you-shouldnt-use-hootsuite-to-post-to-your-facebook-page/ che rimanda ad una ricerca su Hubspot (in cui successivamente dicono che “il problema non si pone più”). Sinceramente, non so che pensare…

  3. Io ho provato. Nel senso che sono uno che dorme poco e uso la notte per lavorare tranquillo. Quindi se non riesco a leggere di giorno leggo di notte e i pochi post inseriti sui social di notte le leggo volentieri

  4. L’Undici è un mensile di inforrmazione online che esiste da 4 anni. I contenuti sono informativi ma sganciati dall’attualità in senso stretto – informazione con leggerezza competenza e passione. Il grosso incremento di lettori anche fidelizzati lo abbiamo avuto grazie hai social: facebook e twitter. Le pagine le amministriamo in tre. Rimettendo lo stesso articolo già pubblicato ma rincondotto ad un evento o una ricorrenza del momento si agganciano persone nuove o lettori che non lo avevavno ancora letto pur conoscendo l’Undici. La notte e il week end c’è una programmazione con hootsuite e i like e i lettori ci sono sempre.

  5. Riccardo, mi permetto: l’edge rank a mio parere tende a penalizzare i link non in senso assoluto, ma rispetto ad altri contenuti, per un motivo semplice: i link portano fuori dalla piattaforma e Facebook perde l’opportunità di guadagnare in ADV.
    Per chiarezza: una foto o un link pubblicati su FB hanno per FB pesi diversi, e la foto lo ha maggiore. Allo stesso modo il crossposting da piattaforme esterne potrebbe non essere trattato bene come se il contenuto fosse postato da dentro la piattaforma. Ovviamente questo non è scritto da nessuna parte, solo esperimenti ed esperienza :)

    • Ok, io avevo capito che il problema erano i link postati attraverso Hootsuite o Buffer e non i link in assoluto. Ora è chiaro e mi trovi d’accordo :-)

      Avete letto le ultime notizie? Facebook punta sui contenuti di qualità e non solo:

      Avvieremo un lavoro specifico per distinguere un articolo di alta qualità, da altri che non lo sono e che, attraverso una immagine, possono ingannare l’utente e portarlo a uscire da Facebook.

      http://socialblog.giorgiotave.it/facebook-qualita-post-correlati/3489

  6. Ciao, volevo ringraziarti per l’articolo esauriente e chiarissimo, ma da buona novellina quale sono, non ho ancora capito se posso usare Hootsuite in una determinata chiave: possiedo un blog di cucina ed ogni giorno pubblico una ricetta (con link al mio blog) in tutti i gruppi fb e le pagine fb di cui faccio parte (all’incirca una 50ina tra gruppi e pages), ovviamente fare tutto manualmente porta via un bel pò di tempo! Con Hootsuite premium posso impostare l’elenco dei miei gruppi e delle pagine, memorizzarlo, ed ogni giorno postare 1 sola volta facendo “piovere” il messaggio in tutte le pagine che mi interessano? grazie in anticipo x la risposta :)

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