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Perché continuare a essere freelance

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Ok, passato il 2 dicembre? Il freelance si sentirà sicuramente più leggero dopo l’ennesima batosta esattoriale. O meglio, dopo l’ennesimo furto potato avanti dalla mano lunga dell’INPS.

In uno stato in cui i servizi sono sempre minori, e sempre più scadenti, non puoi fare altro che maledire i denari che hai buttato al vento. Lo sai, servono a tappare buchi creati da altri.

freelance webwriter

Un vero freelance non molla mai!

Ma tutto questo non serve a niente. Puntare il dito verso quello o quell’altro politico non ti porta da nessuna parte. Perché il vero colpevole si difende dietro una macchina burocratica.

Una macchina che non riuscirai a sconfiggere. E potrai vivere un’intera vita a combattere contro i mulino a vento ma, caro il mio Don Chisciotte, non ci sarà alcun Sancio Panza a farti compagnia.

Sarai solo. Ma questo già lo sai. Quello che non sai (oppure sai nel profondo della tua psiche) è che sei fortunato. Perché tu freelance sei la figura professionale che ha capito un concetto chiave.

La strada del freelance

Per trovare lavoro, per importi sul mercato e per guadagnare devi saper fare una delle due cose:

  • Risolvere problemi.
  • Far guadagnare di più.

Punto. Questo non è il vangelo ma il succo della mia esperienza personale. Se riesci a fare queste cose per le persone che ti contattano puoi sperare di arrivare alla fine di un altro anno fiscale.

Sul secondo step c’è poco da aggiungere. Il freelance che fa guadagnare denaro è il benvenuto: ogni azienda che si rispetti si basa sul guadagno. Ma per quanto riguarda la soluzione del problema?

Lo dice anche Tarantino

Faccio un salto nel mondo del cinema. Ricordi Pulp Fiction, il capolavoro di Quentin Tarantino? Bene, uno dei personaggi illuminati è il signor Wolf. Ovvero colui che risolve problemi.

Wolf, elegante signore sulla cinquantina, è l’uomo giusto: pulisce pozze di sangue, si sbarazza di un cadavere e di una macchina che scotta, tiene a bada due gangster sull’orlo di una crisi di nervi.

Nell’economia del tuo piccolo mondo c’è sempre bisogno di una persona capace di risolvere un problema. Ovvero quella variabile incalcolabile, imprevedibile, che si frappone tra te e l’obiettivo.

Hai fatto dei piani, hai un progetto da portare a termine, all’improvviso però arriva una penalizzazione. Google ti odia e te lo dimostra apertamente. Per la miseria. E chi te la risolve questa grana?

Qualcuno con le competenze necessarie per individuare il problema, risolverlo, interfacciarsi con le persone o le macchine che hanno ostacolato il cammino.

Tante sono le variabili che possono dare slanci o frenate a questo processo. Una di queste è il cliente che non paga. Ti consiglio questo: specializzati su questi punti, sul risolvere e far guadagnare i clienti. E trova il modo giusto per comunicare questi punti.

Magari attraverso un buon copy, una landing page o una bella chiacchierata al telefono.

Risolvere un problema e far guadagnare di più. ci sono tanti modi per raggiungere questi obiettivi. Tu hai già trovato la strada giusta? I clienti ti vedono come un signor Wolf o come Re Mida?

Parliamone insieme nei commenti.

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

25 Comments

    • No Daniele. Io sono freelance e non mollerò, nonostante i pagamenti siano sempre in ritardo.
      Tanto, anche se volessi, non potrei mai tornare ad essere dipendente perchè ho 30 anni e sono già “schedato” come vecchio, visto che ho superato l’età per l’apprendistato.

      Credo nel mio lavoro e nella passione che mi coinvolge nel svolgerlo.

      Comunque, tra Sig. Wolf e Re Mida, preferisco essere il primo.
      Il secondo potrebbe risultare presuntuoso ed arrogante nella presentazione davanti ad un potenziale cliente. Il primo invece mi da l’idea che si armi prevalentemente di buona volontà e umiltà, per raggiungere il proprio obiettivo. E ad un titolare d’impresa piacciono, queste caratteristiche.

  1. IMHO al di là dei nobili motivi per continuare a farlo, il sistema fiscale italiano rende il lavoro da freelance un investimento a fine mese poco redditizio.

    Sono d’accordo con Luca Panzarella che diceva che le strade sono due, in Italia, vedendo il freelance come una fase transitoria:

    1) Diventare dipendente.
    2) Diventare imprenditore.

    Personalmente nel 2014 credo che prenderò una di queste due strade, perché guadagnare 10 per aver tolto 6 è folle.
    Non venite a dirmi il discorso della p.iva dei minimi, che più ci si avvicina alla soglia minima più è una sola terrificante con il 27% e rotti di INPS.

    Che poi, in ottica di crescita, magari sarò un pazzo ma auto-limitarsi entro i 30k di fatturato è veramente da condizionamento mentale sovietico. Come se spingere di più fosse da condannare.

    Come dipendente perdi molto, e non hai alcuna certezza ugualmente, è vero, ma rozzamente dovresti pagare un 30% in meno di tasse e poi sappiamo tutti che qualche lavoretto uno se lo fa se può.

    Come imprenditore rischi due volte tanto ma te la giochi “fra i grandi” o comunque sei preso più seriamente del ragazzotto X (la p.iva ha creato anche questo sottobosco).

    Non lo so, io personalmente devo ancora decidere. L’iter, fra un anno ancora, se sarà molto tortuoso mi porterà alla terza scelta.

    3) Ciao belli, vado alle away.

    Avendo famiglia non è uno schiocco di dita ma ripeto, brutalmente, prendere 10 per dare 6 è anti-economico.

      • Concordo con Bendetto quando dice

        “Che poi, in ottica di crescita, magari sarò un pazzo ma auto-limitarsi entro i 30k di fatturato è veramente da condizionamento mentale sovietico. Come se spingere di più fosse da condannare.”

        In questo paese sembra che se sei bravo e vuoi fare di più sei un alieno e vieni bastonato. Diventare Imprenditore? Prova ad aprire la tua Azienda e i primi mesi viene massacrato di tasse.

  2. Per fare cosa non so, ma io ancora non riesco ad aprire una p. iva. I 30 anni li ho superati da parecchio, quindi altro che vecchio per un lavoro.

    Sto lavorando a un nuovo progetto, in pratica una ristrutturazione totale del vecchio, ma è una prova. Se non va, io faccio le valigie e vado in Norvegia a lavare i pavimenti. Non posso continuare a sognare e a sperare che qui le cose vadano meglio.

    Ha ragione Benedetto. Qui si condanna chi vuole lanciare un’impresa. Se apri una società o se ti metti in proprio, non vieni visto come una persona da premiare e ammirare, ma come un pollo da spennare. Per non parlare del crimine chiamato studi di settore.

  3. La penso come Daniele. Il prossimo anno mi trasferirò all’estero (Canarie) dove la tassazione e il costo della vita è molto basso e le imprese vengono agevolate notevolmente. Nel 2015 entrerà in vigore anche il Fiscal Compact.

  4. Dimenticavo, il Fiscal Compact non è una cosa positiva per una nazione come l’Italia ad altissimo debito pubblico. In sintesi le tasse che abbiamo visto fino ad ora non sono nulla….

  5. Sì, questo lo condivido. In italia un imprenditore è visto come un nemico.

    A proposito vi voglio “ragalare” questo articolo, riferito ad un episodio accaduto di recente, di un noto imprenditore della mia zona che vuole lasciare l’azienda allo Stato. Regalargliela.
    Leggetelo, è davvero interessante –> http://bit.ly/1iykzzs

  6. Ciao Riccardo e ciao a tutti,
    io sto tenendo botta ma spesso qualche parolaccia salta fuori, soprattutto quando arriva il momento delle tasse.
    Ho fatto tanto per creare la mia agenzia e sto ancora lavorando per farla conoscere sempre di più e nuove opportunità stanno arrivando. Voglio restare positiva e pensare che andrà sempre meglio, anzi essere sicura che andrà sicuramente bene!!!
    Ma devo ammettere che è difficile lavorare tanto, tantissimo e avere margini sempre più bassi!
    L’obiettivo è quello di far guadagnare di più i clienti per poter guadagnare di più noi: certo, ogni giorno punto a quello :)

    • Il tuo commento, Francesca, mi ha dato una sveglia… Ho dimenticato di aggiungere un dettaglio importante: devi far capire che puoi risolvere problemi e far guadagnare di più, ma poi devi mettere in pratica tutto quello che hai promesso. Altrimenti…

      • Ciao Riccardo,
        quello è fondamentale. Pensa che l’ho fatto aggiungere all’interno del documento di brand di un mio cliente fra i valori “Mantiene ciò che promette”
        Troppe volte ci troviamo davanti a chi si riempie la bocca senza poter poi mantener fede alle scadenze o alla qualità richiesta. Alle volte si dimostra la propria professionalità anche rifiutando una proposta se non si è più che certi di poter assolvere all’impegno.
        Questo il mio punto di vista e so anche il tuo!
        Grazie

  7. Se smetto di fare il freelance sarà solo per diventare imprenditore. Piuttosto che gettare la spugna mi trasferisco, ma per ora resisto… in Italia.

  8. L’ago della bilancia tra essere freelance e imprenditori è ovviamente il fatturato e la sua variabilità. Il freelance paga in percentuale, l’imprenditore ha un sacco di tasse e suppellettili fissi. Quindi fino a una certa cifra, e con fatturato molto variabile, conviene rimanere freelance. Certo che, quando aumenteranno ancora l’inps come hanno intenzione di fare, la bilancia si sposterà per molti.
    Dipendente? Noi vecchietti faremmo una gran fatica, ormai è impossibile.

  9. Io sarò un testone, ma non voglio mollare.
    Capisco tutti i vostri discorsi perché li provo sulla pelle e condivido le vostre frustrazioni. Però faccio questo lavoro da 10 anni e non mi va di mollare famiglia e amicizie. Credo sia anche un metodo per resistere, anche se tante volte ci si sente presi per il culo.
    Non voglio fare né il capopopolo né il don Chisciotte però sto entrando nel decimo anno di partita iva e nonostante ciò mi sono fatto una famiglia (c’è solo la mia entrata che è tutto tranne che faraonica).

    Detto questo, credo che questo post sia da stampare e attaccare sul muro davanti al pc. Ottime motivazioni.

    Un abbraccio a tutti

    Fabio

  10. Attualmente mi va di gettare la spugna! Tutta la gioia di lavorare si riduce a chiedere continuamente ai clienti di saldare il conto, essere sempre sotto pressione, avere sempre da pagare. Come si dice: mai una gioia. Ho perso il flusso della felicità creativa. Lavorare veloce, su! su! veloce! Pensare? Non ti è dato pensare troppo, curare il lavoro come vorresti. Subito, al ribasso e quando mandi la mail col conto passano sempre giorni se non MESI. La realtà dei fatti è questa. Non posso mai farmi una programmazione delle spese perchè tanto quello che guadagno lo spendo e spesso NON PER ME. Lo so che non getterò nell’immediato la spugna, ho rotto troppi mouse a forza di click, ho premuto troppi tasti, ho consumato troppo tempo per mandare all’aria un sogno… però è dura ragazzi. Durissima.

    • Ciao Patrizia. È dura leggere le tue parole perché in fin dei conti è così un po’ per tutti. Qual è il tuo settore?

  11. Eh ragazzi, certo è un bel guaio, perché il freelance più di tanto non può fare in termini operativi e le tasse se lo mangiano, mentre se hai un’agenzia puoi far bene, ma devi tenere insieme le persone, e i costi sono alti. Da quando ho cominciato, ho sempre cercato di costruire un’agenzia che mi consentisse di crescere con altri operatori bravi. Il senso di tutto, è star dietro a progetti complessi e soprattutto rinnovare il contratto con i clienti. Se in 5 anni ne hai avuti 50 e li hai persi tutti, allora è chiaro che vai avanti a stento, ma se riesci ogni anno a conservarne la metà, allora per quante tasse starai pagando, anche un’altra asticella sarà in crescita ;)

    • Io credo che sia valida la regola 80/20: la maggior parte dei guadagni devono arrivare da pochi clienti. Pochi ma buoni: tu ce la fai a mantenere questo standard?

      • Mi intrometto, come il prezzemolo ;)
        Anche io la vedo come te Riccardo e penso che sia importante fidelizzare i clienti. Al tempo stesso è importante avere anche un bacino di piccoli clienti che ti danno la possibilità di far quadrare i conti sia nel caso in cui che i cliente grossi non riescano a superare la crisi (e quindi ti abbandonano per cause di forza maggiore) sia nei periodi in cui hanno meno progetti da passarti.
        Cosa ne pensi?

  12. Ognuno ha le sue ragioni, tutte condivisibili.
    Tengo solo a farvi riflettere sul fatto che tutti abbiamo lo stesso pensiero: lasciare questo paese sarebbe la cosa migliore, sia per le ns attività che per le ns famiglie.
    Poi, ovviamente, c’è chi tiene duro e chi molla davvero, ma i nostri pensieri convergono tutti lì. Non vi fa riflettere?

    • Certo che si, ti fanno vivere avvelenato.

      Io sto valutando: se dovesse essere messo a rischio la tranquillità della mia famiglia, me li porto in spalla fuori. Per il momento siamo in DEFCON 3.

  13. Io mi sono trasferita, vivo e lavoro come freelance in Australia e vi assicuro che il sistema è decisamente più snello e giusto rispetto all’Italia.
    Sono italiana e amo il mio paese, e ci sono giorni in cui mi manca tantissimo, ma lavorare per pagare solo le tasse è un concetto che non mi entra in testa.
    Complimenti però a tutti quegli italiani che stanno aprendo delle agenzie di comunicazione o cmq delle attività in proprio, ci vuole molto coraggio. Un applauso sincero.

  14. Ho letto tutti i commenti e ho provato una tristezza infinita. Sogni infranti da un sistema sbagliato. Pagare le tasse all’Italia? Dopo cinque anni di P.IVA e decine di migliaia di “euri” regalati all’INPS, ho deciso di smettere. Vivo in Turchia, il mio cliente principale ha sede in Germania e sto cercando di capire come pagare le tasse a un altro paese. Uno qualsiasi, ma non l’Italia.

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