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Qual è la killer app del tuo blog?

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L’altro giorno parlavo di engagement, oggi di killer app: una tortura per i puristi della lingua italiana.

Poco male, sopporteranno: ho un obiettivo da seguire.

La killer app è la metafora di una caratteristica decisiva, capace di imporsi sulla concorrenza. Per avere una possibilità nel mondo del blogging la devi trovare. La devi trovare subito.

Terminator

Arnold Schwarzenegger nel film Terminator.

Tutto diventa difficile senza la killer app perché il tuo blog si perde nel word wide web. Rimane banale, simile alla concorrenza, e non riesce a guadagnarsi lo spazio necessario per sopravvivere.

Catastrofico, vero? È difficile trovare la strada da seguire, ma a volte la killer app non si trova lontano dalla tua tastiera. Per niente. A volte la guardi ogni giorno allo specchio.

Hai capito bene: la killer app sei tu. O meglio, la tua personalità. Ciò che rende speciale l’essere blogger è la tua personalità, il tuo stile, il tuo modo di scrivere, di pensare e di guardare il mondo.

Leggi le parole di Tosca, le ha lasciate in uno degli ultimi commenti di My Social Web:

“Metto in gioco me stessa, il mio punto di vista, la mia creatività, le mie idee per parlare di qualcosa. Può essere anche questa la killer app, come tu la definisci?”

Accidenti. Questa è la vera killer application, questa è la forza del tuo blog. Perché potrai confezionare video, tutorial, interviste, rubriche, infografiche come hanno fatto decine di blogger prima di te. Ma nessuno potrà essere te. Nessuno può copiare il tuo stile.

steve jobs

Nessuno lo può copiare senza diventare grottesco e goffo, ovvio. Ed è per questo che devi seguire il tuo cuore, la tua intuizione. Lo so, sembra una frase banale. Forse lo è. Ma funziona.

Le rubriche video non le hai inventato tu, le infografiche non le hai inventate tu, così come i tutorial e i post list. Ma questi sono solo dei formati, dei contenitori: il contenuto sei tu.

Secondo te?

Oggi più che mai la tua opinione è importante. La tua idea è importante, così come lo è quando scrivi sul tuo blog. Ti piace questo punto di vista? Credi che sia applicabile in un’ottica professionale?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 Comments

  1. Sai che volevo scrivere un post che ricalca un po’ questo tema? Forse lo scrivo, ci penso su, e ovviamente ti cito. Concordo su quanto dici a proposito dei formati.

    • Ciao Daniele,

      Aspetto il tuo articolo, lo leggerò con piacere.

      I formati sono importanti. Arricchiscono il contenuto con modalità differenti. Ma alla fine sono solo dei contenitori vuoti: sei tu autore che li devi riempire con idee e conoscenza. Anzi… prima li devi scegliere, poi studiare e infine utilizzare.

  2. Con questo post credo proprio che tu abbia centrato il bersaglio! La vera killer app siamo noi, nella misura in cui diamo il meglio di noi stessi senza nasconderci dietro convenzioni e formalismi per paura di sbagliare.

  3. Assolutamente d’accordo.

    Lo sto sperimentando sulla mia pelle in questo periodo in cui non so cosa voglio realmente diventare. Un giorno voglio fare il giornalista, il giorno dopo il copywriter, un giorno sogno di lavorare in un azienda, il giorno dopo voglio essere freelance, e così via…

    Il risultato è che, senza aver scoperto qual’ è la mia killer-app, il mio blog è in costruzione da 3 mesi e non riesco a decidermi sul come riempirlo.

  4. Ciao Riccardo,
    Sono d’accordo sul fatto che ognuno di noi dovrebbe avere io suo stile ma allora ti chiedo: se ad esempio io e te scrivessimo entrambi un post dove spieghiamo come postare una foto su Instagram o su come utilizzare un servizio web, ecc… Entrambi presentiamo gli stessi contenuti magari trattati anche su altri blog, perciò in base a cosa un utente dovrebbe decidere di seguire e commentare i miei post e non i tuoi? Possibile che la killer app stia solo nel MODO in cui scriviamo un articolo?

    • Vuoi il mio punto di vista? Sì, è possibile.

      Ci sono decine, centinaia di articoli simili. Ma è normale, non è un problema: ognuno lo scrive nel modo che ritiene opportuno, dando un tono diverso e qualche informazione in più o in meno. E io posso trovare utili articoli dedicati ad argomenti perché affrontano il problema da una prospettiva differente.

      Il problema sorge quando il blogger X copia pari passo il blogger Y. In questo modo scimmiotta qualcosa che ha funzionato prima, in un determinato periodo storico. Ma non funzionerà più.

      Non credi?

      • Si sono d’accordo Riccardo, non ci avevo mai pensato ma effettivamente è l’originalità che invoglia il lettore a continuare a seguirti. Mi chiedevo però se un’altra killer app potrebbe essere rappresentata proprio dal nome che uno da al suo blog o sito. Mi spiego: forse nella mente dei lettori può essere più autorevole un sito che si chiama “www.webtricks.it” piuttosto che “www.mariosossi.it”? Forse a volte scegliere un nome “alternativo” piuttosto che usare il proprio nome può rivelarsi una scelta vincente non credi? Perché chiamare il sito http://www.mysocialweb.it e non http://www.riccardoesposito.it? Mi piacerebbe sapere la tua opinione.

  5. La difficoltà, almeno credo, è trovare un equilibrio fra la propria personalità, che comunque deve emergere, altrimenti si crea una cosa totalmente anonima, e i gusti dei lettori per i quali si scrive. Penso che il difficile sia trovare un giusto equilibrio fra queste due esigenze. A meno che non si decida di avere un blog proprio di nicchia, e allora uno se ne frega e scrive esclusivamente di quello che gli passa per la testa… che ne pensi?

  6. ICO ha perfettamente ragione! Il nome è già da sé una killer app. Sapersi “brandizzare” in maniera appropriata rappresenta fin da subito un elemento in grado di distinguerci. Sapete alla lunga che cos’è un’altra killer app? Sono i lettori che decidono di commentare i post aggiungendo nuovi elementi utili alla discussione! 😉

    • Sicuramente il nome ha un suo peso specifico relativamente al prodotto che sottende, ma qui non parliamo della scelta o l’acquisto di un oggetto finito nello spazio e nel tempo, come un maglione o un bracciale. Un blog e la sua scelta da parte di un utente afferisce ad una sfera più intima e più utilitaria al contempo. Non frequentiamo un blog per il nome ma per le informazioni, i contenuti e il grado in cui questi ci sono utili. Un sito con contenuti validi farà brillare il nome del blog e ce lo farà piacere anche se questo dovesse essere pincopallino.com e trattare di economia e finanza. Quello che voglio dire, sperando di centrare il messaggio del post di Riccardo, è che di primaria importanza sono i contenuti, la forma, i nomi e i lustri sono piacevoli, ma solo per rendere un’esperienza ancora più gradevole all’utente.

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