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Piano d’azione per portare i commenti sul blog

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Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo con una domanda secca: il tuo blog ha un problema?

In altre parole ho messo a disposizione della comunità la mia conoscenza e ho cercato di dare una mano. Un piccolo aiuto. Magari un consiglio pratico, o una parola giusta per dare nuova fiducia.

commenti

Perché nessuno lascia commenti? – Flickr

Ho cercato di dare una risposta a tutti, ma ho notato che la maggior parte dei commenti lasciati dai blogger racchiudono una domanda ben precisa: come aumento i commenti del blog?

Bella domanda. Io ho una ricetta, un piccolo piano d’azione. Niente di impegnativo. Voglio condividere con te, e con tutte le persone che hanno lasciato un commento, le mie conoscenze.

1. Individua i blog

Vai su Google e cerca gli argomenti che ti interessano. Fai una ricerca approfondita con Google Blog, Blogbabel ed eBuzzing: cerca tutti i blog che affrontano il tuo argomento e iscriviti ai feed.

commenti marketingControlla quotidianamente questi blog e lascia dei commenti. Non devi sembrare naturale: devi essere naturale. Devi essere spinto dal desiderio di approfondire. Questa è l’attitudine social.

In questo momento stai facendo rete. Stai usando i commenti per farti conoscere, per lasciare link nella firma (ma anche nel testo se servono per approfondire) e stai invitando a commentare sul tuo blog. In pratica stai dicendo: “ehi anche io ho un blog che affronta questi argomenti. Perché non passi da queste parti?”.

Ovviamente questo è un processo in continua evoluzione, ma non devi pretendere: puoi invitare velatamente un blogger a commentare sul tuo blog, ma non devi insistere oltremodo. Per approfondire:

Un altro modo per portare nuove persone sul tuo blog è il guest blogging: pubblica contenuti di qualità sui blog dei tuoi colleghi, cerca di fare breccia in un pubblico che ancora non ti conosce. Ricorda, però, di puntare sempre alla qualità: oggi il guest blogging deve essere impeccabile. Mutt Cutts ha dato alcune indicazioni:

2. Fai leggere

Ora hai portato le persone sul tuo blog: come procedi? In primo luogo devi pubblicare un articolo leggibile: solo un testo che si capisce si può commentare, non credi? Ecco l’articolo giusto per approfondire l’argomento leggibilità.

Non basta questo, ovviamente. Alcuni articoli, per quanto siano ben strutturati, non hanno bisogno dei commenti.

Questo accade soprattutto con le liste di tool e indirizzi utili: il lettore prende ciò che serve e scappa. Altri articoli, invece, agevolano la discussione con un approccio discorsivo. Ma per migliorare i risultati, in entrambi i casi, puoi usare le call to action.

Cosa sono le call to action? Sono delle frasi che invitano il lettore a svolgere un’azione. Io preferisco inserire le call to action in un contesto: non solo la frase imperativa, ma una cornice per riassumere i concetti dell’articolo e i motivi che dovrebbero spingere il lettore a intervenire.

Adesso, però, è arrivato il momento di trasformare i commenti in un elemento social, in una leva utile per condividere conoscenze e raggiungere nuovi lettori interessati ai tuoi contenuti.

3. Commenti Social

Condividere i commenti vuol dire mostrare al mondo intero (o almeno a quello che ti segue) che c’è discussione. Il modo migliore per richiamare persone che vogliono lasciare commenti: far capire che c’è già chi ha fatto il primo passo. Io mi muovo in questo modo:

  • Inserisco un widget con gli ultimi commenti inseriti.
  • Condivido su Twitter, Facebook e Google Plus i commenti più interessanti.
  • Prendo una frase dell’articolo e  la condivido su Twitter con un invito (es: tu che en pensi?).

Le strade sono infinite. Per invitare il commento devi anche rispondere, intervenire in prima persona (quando possibile), e alimentare le discussioni con eleganza: rilanciando domande interessanti ma senza esagerare. Devi promuovere una discussione fruttuosa, non una rissa.

4. Ancora niente?

Peccato. Io credo che il commento sia la condizione naturale del blogging, e che l’autore della piattaforma debba fare tutto il necessario per migliorare questo aspetto. Tutto il necessario.

legge_blog

Anche affrontare l’insuccesso. A volte la risposta si nasconde proprio qui: stai sbagliando qualcosa, c’è un errore di base che frena ogni tipo di interazione.

Quali sono questi errori? La tua scrittura è noiosa, non affronta temi interessanti (hai scritto l’ennesima lista di plugin WordPress, vero?) e non stimola l’interesse dei lettori con le giuste domande.

Puoi trovare tutte le cause dell’assenza dei commenti in questo post: affrontale una a una, anche quelle che mettono in discussione la tua attività, il tuo stile, la scelta degli argomenti.

La tua opinione

Ora, come sempre, lascio a te la parola: quali sono i tuoi dubbi? Vuoi approfondire un argomento? Lascia nei commenti le tue domande e le tue osservazioni: proviamo a risolvere il problema insieme.

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. Grazie Riccardo, mi pare che hai dato buoni spunti su cui riflettere e da utilizzare per migliorare le relazioni attraverso un corretto approccio nei commenti. Condivido il fatto che il commento sia la condizione naturale del blogging e mi spiace quando il facebook fagocita tante discussioni. Spero che riusciamo davvero a raggiungere l’obiettivo di buone conversazioni attraverso uno strumento più vecchiotto ma ancora efficace qual’è li blog.

    • Ciao Giuseppe,

      Purtroppo questa è una tendenza conosciuta: apriamo pagina Facebook, profili Twitter e Google Plus, ma ci lamentiamo quando le conversazioni si trasferiscono su queste piattaforme. D’altro canto le discussioni fanno bene anche ai social, quindi…

      Io preferisco concentrare le discussioni più importanti sul blog, il centro del mio lavoro. Ma curo anche quelle sui social per mantenere vivo l’interesse dei fan/follower. Per approfondire: http://www.mysocialweb.it/2012/12/12/aspetta-aspetta-ho-capito-perche-sono-diminuiti-i-commenti-sul-blog/

  2. Ho visto blog senza alcun commento e scrivevano cose interessanti e anche originali. Avevano delle lacune, però: la mancanza di promozione dei post.

    - Mancavano i bottoni sociali: ok, un tempo non esistevano, ma può capitare che un lettore legga, non commenti ma condivida. Che succede, allora? Che quel post raggiunge altre persone, che potrebbero commentare.
    - Mancava un dialogo diretto coi lettori: la call to action che tu citi.
    - I blogger non condividevano i post sui social.
    - I blogger non commentavano altrove, come hai fatto notare.

    Ma il modo migliore resta sempre quello di commentare in altri blog e commentare in modo da farsi notare.

    • Ciao Daniele,

      Tutto giusto. Aggiungo una cosa: il rapporto sommerso con il lettore. A volte ci sono delle interazioni non pubbliche (tipo chat, email…) che possono aiutarti a instaurare un rapporto di fiducia con il lettore. Lo so, è difficile gestire ogni singola richiesta, ma fare un piacere a un lettore (anche solo dare un buon consiglio) può aiutare a fidelizzare e spingere al commento.

      Ovviamente bisogna gestire con moderazione questo aspetto: non puoi passare le giornate a curare la posta dei lettori :-)

      • Sì, sull’interazione “privata” hai ragione, ma ti dico la mia esperienza. Io ricevo richieste in privato, non tante, ma ne ricevo. Ho sempre risposto dando consigli, ma sai quanti hanno poi scritto ringraziando? Ben pochi, anzi quasi nessuno.

        • Anche a me capita. Però in alcuni casi ho rafforzato delle amicizie e ho conquistato dei lettori fedeli che commentano sempre. Ci sono sempre i casi persi…

  3. Ciao Riccardo,
    grazie ancora dei consigli, sempre di un certo spessore, hai ragione dobbiamo cercare nel profondo le ragioni dei nostri errori, oggi sembrerà banale, ma non sapevo che potevo pubblicare i commenti sui social, forse attirerebbero di più la discussione?

  4. Ciao Riccardo, complimenti per l’articolo. Io ho un problema un pò anomalo (almeno credo), ho notato che i commenti arrivano di più sui Social che sul blog Mi spiego meglio, scrivo l’articolo e poi lo pubblico sui vari Social. Sotto al link pubblicato sui Social (Facebook, Google+, Twitter, LinkedIn) arrivano i commenti (alcune volte anche tanti) mentre nel blog pochi…. Come te lo spieghi ?

    • Me lo spiego con la pigrizia :)
      Funziona così, secondo me: i tuoi contatti sono sui social, oppure ricevono una notifica di un tuo aggiornamento, leggono – spesso si fermano solo al titolo – e commentano al volo.

      Per commentare nel tuo blog devono fare l’enorme fatica di cliccare sul link e arrivare nel post.

        • Ciao Andrea, questa è una situazione nota. Sicuramente le Call to Action possono darti una mano: prova a inserire una CTA nel post del social che inviti le persone a lasciare un commento sul blog.

          • anche io ho lo stesso problema (oltre che lo stesso nome). ho provato anche ad invitare a formulare le domande sul blog anzichè sul social ma con risultati nulli. è questione di abitudini…

  5. Ciao Riccardo, grazie per gli ottimi spunti. Una domanda: ma i commenti negli altri blogs, soprattutto con i links, non possono risultare fastidiosi? Soprattutto se si parla di argomenti dove poi i blogs che ne parlano sono pochi e sempre gli stessi. Io ho sempre l’impressione che non sia opportuno, od elegante, sbaglio?

    • Ciao David. Dipende dalla situazione: se arrivi sul blog e lasci un commento banale solo con la s usa di mettere un link allora è Spam.

      Se, invece, dai un contributo valido all’articolo, scrivi un commento ben articolato e inserisci un link per approfondire con una risorsa di qualità e la gara all’argomento… Ben venga. Almeno secondo il mio punto di vista.

      • Beh, certo, però lo si può fare 1 volta in un blog, altrimenti poi potrebbe risultare invasivo no? In Italia il mondo è piccolo, ho l’impressione che una serie di consigli valgano sempre per un mondo che non è propriamente il nostro! ;)

  6. Un utile promemoria da tenere a portata di mano.
    Anche se è molto dura riuscire a farsi seguire e coinvolgere i lettori.
    Ci vuole tempo, dedizione e tanta pazienza.

  7. Secondo te non c’è anche una discreta ritrosia a commentare di noi Italiani?
    Ho pubblicato per un breve periodo gli stessi articoli in italiano ed in inglese e i commenti da una parte provenivano e dall’altra parte no. Potrebbe essere anche legato al numero dei lettori e le percentuali poi essere le stesse ma purtroppo non registravo ancora i dati e non posso avallare questa ipotesi, ma l’impressione mi porta a pensare che sia più una questione culturale. Tu cosa ne pensi?

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