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Oggi voglio fare una previsione.

Voglio basarmi sulla mia esperienza personale e lanciare una previsione per  i colleghi webwriter e blogger freelance: dobbiamo specializzarci e smetterla di presentarci come semplici articolisti.

articolista blogger
Una previsione magica per il mondo del blogging – Fonte

Non che sia sbagliato lavorare come articolista, ma con il passare del tempo ci sarà sempre meno bisogno di semplici post. Di conseguenza, ci sarà una gran necessità di blogger, ovvero di persone capaci di embeddarsi in un progetto.

Ovviamente questa è la mia opinione e non è un discorso assoluto.

Un magazine online può tranquillamente appoggiarsi a un blogger per ottenere contenuti di qualità, e coprire le pubblicazioni dedicate a un argomento. Ma credo che la figura del blogger sia necessaria per creare un legame più stretto con il lettore.

D’altro canto diventa importante per te abbandonare la figura del “digitatore” per abbracciare le competenze e i ruoli di una persona che si occupi del progetto, dell’idea, e non solo del blog.

guadagnare blog

Questo punto è indispensabile per la tua crescita professionale e per quella economica.

Di chi stiamo parlando? Chi è il blogger? Qual è il suo compito? E, soprattutto, qual è la differenza tra un blogger e un articolista? Il blogger è quella figura professionale che non si occupa solo della stesura dei testi, ma anche dell’organizzazione e della diffusione dei contenuti.

Il blogger si occupa anche della buona leggibilità dei testi, dell’organizzazione dei pulsanti social e dei commenti, dei link e delle immagini. Il blogger è quella figura che dà qualcosa in più.

E questo qualcosa in più riguarda soprattutto la creatività in fase di pianificazione degli argomenti, dei titoli, delle categorie che dovranno ospitare i contenuti. Ovviamente questo si paga, perché creativi sì ma coglioni no.

La tua occasione

Oggi tutto questo è superato. Tu che lavori nel settore blogging e webwriting devi essere capace di individuare il momento (e il cliente) giusto per proporti non più come articolista, ma come blogger.

Questo significa, in buona sostanza, che il tuo impegno non si limita alla stesura di un pezzo ma prosegue con l’editing, la cura della pubblicazione e la moderazione dei commenti. Senza dimenticare il piano editoriale, la scelta dei titoli, la strategia da utilizzare per raccontare il brand.

Sono servizi extra? Io non li vedo come dei servizi da aggiungere alla semplice scrittura: questo vuol dire fare blogging. Fare l’articolista, invece, vuol dire consegnare gli articoli.

Questo è il mio invito: punta a essere blogger per lavorare come freelance, offrire un servizio migliore e – beh, che c’è di male? – guadagnare di più.

Credi che questa sia una strategia utile per il 2014? Lascia la tua idea nei commenti. Vuoi qualche consiglio per migliorare la tua attività? Sempre nei commenti: ragioniamo insieme!

Fonte immagine

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall’alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

14 COMMENTS

  1. Ciao Riccardo,
    pur facendo un lavoro completamente diverso io confermo che è importante l’offerta al cliente di un servizio completo.
    Oltre ad offrire maggiore qualità ti assicuri anche la fidelizzazione del cliente e si sà che avere un progetto a lungo termine ti mette in sicurezza.
    Ovvio che un servizio così articolato va pagato adeguatamente e il cliente dovrebbe vederlo come un investimento e non un costo. I risultati li vedrà nel tempo e l’esborso monetario rientrerà.
    Sta poi al blogger fare un ottimo lavoro e portare benefici al cliente, qui entrano in campo le competenze e come dicevo nel mio articolo: scegli il professionista, no all’improvvisazione!

    • Certo. C’è anche da dire che bisogna anche essere pronti a leggere i risultati del blogging. Aprire non blog non vuol dire solo migliorare le conversioni (più articoli, più vendite) ma anche fare branding.

      • Riccardo, sai bene che concordo al 100% giusto perchè non è possibile di più. Proprio oggi è uscito un mio post dove parlo appunto di Branding.
        Il blog è a supporto del Brand e con una scelta strategica del piano editoriale si può fare anche questo.
        Poi ovvio che la strategia deve essere a 360° gradi e coinvolgerà una serie di azioni mirate al raggiungimento degli obiettivi del cliente.

  2. Buongiorno Riccardo! Strategia utile e non solo per il 2014! La vivo ogni giorno sulla mia pelle. Nasco come giornalista, con una lunga e variegata esperienza alle spalle che, come mi hanno fatto notare anche Matteo e Michaela, mi permette di sapere scrivere e avere certe sensibilità editoriali/creative. Ma questo è solo il punto di partenza per diventare/essere blogger. Acquisire una visione/strategia a tutto tondo è un’altra cosa. Limitarsi alla stesura di un testo è un esercizio di scrittura che non porta lontano. Il servizio completo, di cui parla Francesca, è quanto anche il blogger deve fare con azioni strategiche: piano editoriale e contenuti, commenti, condivisioni, guest post, social media marketing… Tutti argomenti che tu condividi con grande professionalità. Ogni giorno. E ogni giorno sei per me un esempio che mi fa riflettere. Forse, se ti avessi conosciuto prima, non avrei dato ascolto all’invito della sostenibilità: “parla di me”. Scherzo! Essere blogger è una scelta professionale che va davvero valutata con attenzione. Non basta dire: “Cosa ci vuole? So scrivere!”.

    • Ciao Gloria. Non posso fare altro che ringraziarti per le parole gentili che hai per me. E confermare un punto: una buona gavetta nella carta stampata aiuta. E non poco.

      • Le parole gentili nascono dal cuore. Scelgo di dire le cose belle: è più piacevole dell’impegnarsi a dire quelle brutte. Condivido ciò e chi mi piace. Sei una persona che mi piace, sei un professionista che stimo. E sono d’accordo, la gavetta cartacea aiuta, la strada da fare oggi è ancora lunga. Lo so, mi sto impegnando:)

  3. Sono d’accordo, sul medio-lungo periodo andrà come dici tu. Le aziende che vorranno fare content marketing sul serio dovranno affidare al blogger/web writer la gestione dei contenuti in un’ottica “manageriale”.

  4. A tal proprosito vorrei domandarti questo: pensi che ragionare da blogger possa danneggiare la scrittura creativa, insomma lo stile di una persona a cui piace scrivere al di là della scrittura per il web? Io aborro le parole chiave, ad esempio, ed altre logiche SEO.
    Inoltre temo di non riuscire più a tornare alla scrittura creativa da quando ho iniziato a scrivere nel blog… a te è mai capitato di avere una paura del genere?

          • Ecco, mi chiedo se sia possibile passare da uno stile all’altro, scrittura creativa- scrittura web così, senza che la prima venga intaccata dalle logiche che regolano la seconda. Ormai che certe regole sono entrate nella nostra mente (es keywords, piramide invertita, ecc), ce ne possiamo liberare “a comando” ?
            Il secondo dubbio riguarda questo: ho notato che da quando ho iniziato a scrivere nel mio blog questo assorbe così tanto le mie energie creative che non riesco più a scrivere altro (ad esempio prima scrivevo dei racconti, ma adesso non ho più tempo)… però forse questo è un problema che riguarda solo me e la scelta di avere un blog così impegnativo (perché tratta molti temi diversi)…forse non dovrebbe essere cosi’, forse bisognerebbe scrivere solo di cose che si conoscono così bene da non richiedere troppo tempo in ricerche e approfondimenti, non so. Non so se questo secondo dubbio può effettivamente essere d’aiuto anche agli altri nel tuo articolo, però sarebbe bello confrontarsi anche su questo…

  5. Completamente in disaccordo. La scrittura è ben altro che essere dei blogger, non sminuiamola, per favore. Ci sono persone che hanno la loro bella strategia e tutto il resto, ma non sanno praticamente scrivere. Considerare il “blogger” la professione del futuro è un incentivo a una scrittura semplicistica e influenzata unicamente dal numero di visualizzazioni e visite, ossia la morte dell’atto creativo in sè. Distinguiamo le due cose senza dare alla scrittura in sé un’accezione negativa in quanto obsoleta. Laurearsi in lettere non è come laurearsi in scienze della comunicazione, ma allo stesso tempo scrivere bene non è necessariamente scrivere per farsi leggere da tutti. Ciao!

  6. Come in tutti i mestieri, quando uno passa dall’altra parte della barricata (da praticante ad insegnante), vuol dire che non ha più abbastanza clienti che lo pagano oppure che il suo corpo e la sua mente non riescono più a fare quel lavoro.
    Per guadagnare, è costretto ad insegnare agli altri coi vari corsi e con i manuali, quello che non è riuscito a fare lui.
    I calciatori diventano allenatori, le prostitute diventano maitresse e gli imbecilli diventano parlamentari.
    Guadagnano di più, ma sono dei “parassiti” del fare e della creatività.

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