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Cosa chiedo prima di iniziare un lavoro?

Un cliente ti contatta, vuole lavorare con te. Bella storia, vero? Vuole riscrivere le pagine del sito web (quelle attuali le ha scritte l’uomo di Cro-Magnon), e vuole anche pubblicare un blog.

E tu ti metti al lavoro. Ma prima? Ti basta appoggiare le mani sulla tastiera per partorire testi lucidi e affilati? Certo, quando conosci il campo d’azione puoi far leva sulle esperienze precedenti.

iniziare un lavoro

Il lavoro inizia e la luce si accende… oppure no – Fonte

Ma non sempre è possibile lavorare alla cieca. Io non ci riesco. Spesso ho bisogno di fare una breve intervista al cliente, di fare una chiacchierata su Skype e di lasciare un breve questionario.

Un questionario che il cliente dovrà compilare con sincerità e attenzione. Ecco, vuoi sapere cosa chiedo (quasi sempre) ai miei clienti prima di iniziare un lavoro?

1. Dati

Niente di eccezionale. In questo campo il cliente lascia i dati fondamentali: nome azienda, numero di telefono, email, nome e cognome dei referenti. Può sembrare superfluo ma in questo modo ho sempre un punto di riferimento per mandare fattura 🙂

2. Core business

Voglio sapere cosa fai e voglio saperlo ora. La prima domanda del mio questionario riguarda il core business, ovvero la principale attività aziendale, l’attività che permette di guadagnare.

Il core business è il cuore dell’azienda, il suo motivo di esistere. Può essere chiaro, cristallino, ma trovo utile iniziare proprio da questo punto: è il modo migliore per rompere il ghiaccio con il cliente.

3. Target

Chi vuoi raggiungere? Qual è l’obiettivo della sua strategia di comunicazione? Questo è un passaggio fondamentale dell’intervista perché ti permette di regolare il tone of voice del tuo operato.

target

Devi scegliere il tuo target – Fonte

Scrivere un testo rivolto ai quindicenni che comprano app è un lavoro, creare dei testi per un sito di assicurazioni automobilistiche è un altro. Si tratta sempre di scrittura, certo, ma devi usare uno stile diverso, un tone of voice differente.

4. Valori del brand

Quali sono i valori che si nascondono alla base di questa azienda? Questa domanda mette in crisi buona parte degli intervistati. Eppure rappresenta un altro passaggio chiave per scrivere dei testi.

Almeno per il mio punto di vista.

I valori definiscono l’azienda. Creano un immaginario condiviso, delineano – come suggerisce HRG – un’identità nella mente dei clienti e segnano la differenza con i concorrenti.

Pensa alla Coca Cola: quali sono i valori che si nascondono dietro questo brand? La comunicazione deve esaltare questi punti, la scrittura deve dare spazio ai valori partendo proprio dal tone of voice.

5. Benefici

Stai vendendo un bene o un servizio, e io voglio conoscere i benefici che posso ottenere dalla tua azienda. Ma soprattutto voglio sapere qual è la killer app della tua attività, ovvero la caratteristica unica e inimitabile che ti permette di importi sulla concorrenza.

Non voglio scrivere testi banali. Per dare una marcia in più al mio lavoro devo sapere cosa ti rende speciale, cosa ti differenzia dalle altre aziende. Spesso questo punto deve essere chiarito e io non mi tiro mai indietro.

6. Ispirazione

Fare benchmark è importante, analizzare il lavoro svolto dai competitor è un passo importante per chi lavora sul web. Per copiare? No. Per individuare i punti di riferimento del cliente. Le fonti di ispirazione sono dei dettagli: tu devi seguire la tua strada, la tua professionalità.

Cosa chiedi prima di iniziare un lavoro?

Adesso la palla passa a te: cosa chiedi a un cliente prima di metterti all’opera? Anche tu lasci il questionario per iniziare un lavoro nel miglior modo possibile? Confrontiamoci su questo punto.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

20 Comments

  1. Tutto chiaro e condivisibile. Io registro un po’ di problemi col punto 4: qualcuno pensa che parlare di valori e identità sia aria fritta, ma logicamente non è così.

  2. Quando ci si approccia ad una piccola azienda, spesso le domande poste per capire come muoversi online, aiutano il proprietario a valutare aspetti sottovalutati. Chi produce beni o servizi spesso si focalizza sul “fare”, con le giuste domande, riesce a comunicare meglio che cosa sta “facendo”. Sempre ottimi post e consigli utili.

  3. Chiaro e utile come sempre, aggiungerei Budget ancor prima dell’ispirazione .. no ?

    Un’altra cosa che mi fa riflettere e cosa dobbiamo dire noi al cliente per comunque farlo partecipe del nostro preventivo e per giustificarlo e cosa non “scoprire” affinché non lo faccia suo e provi ad auto promuoversi

    • Ciao Cristian,

      Il budget è sicuramente un tema da affrontare. Un tema che, però intavolo durante le prime fasi del lavoro. Prima di proporre questo documento ho già il preventivo firmato e accettato.

  4. Ciao, confermo i punti che hai già messo in luce tu ma come Christian aggiunto il budget.
    E’ fondamentale, nel mio caso, sapere quanto il cliente può investire per poter costruire un piano strategico su misura.
    A volte infatti capita che il cliente non abbia chiaro in mente quanto dovrà spendere per raggiungere gli obiettivi. Parto dalla sua disponibilità ma se il budget destinato non è sufficiente spiego punto per punto il perchè.
    Altra cosa che verifico sempre è se sono pronti a livello di struttura a gestire l’eventuale aumento delle vendite. Se fai una campagna e questa ha successo ne consegue un aumento di lavoro interno all’azienda e se non sono pronti potrebbero deludere le aspettative del loro audience.
    Sono andata fuori tema?
    Ovviamente io sto parlando dal punto di vista dei progetti di agenzia non solo legati alla parte on-line:)
    Grazie

    • Ciao Francesca,

      Riguardo al budget vale quello che ho detto a Cristian. Per l’aumento delle vendite ti dico la verità: non so. Quello che propongo è un testo che mi aiuta a operativizzare il mio lavoro, quello della scrittura. Sono informazioni che mi servono per scrivere meglio.

      Assicurarsi che ci siano le scorte per fare fronte all’aumento di vendite è un passaggio valido, ma che affronterei in un’altra sede. Personalmente.

      • Per quanto riguarda i servizi che offro non posso prescindere dal sapere se l’azienda è strutturata a gestire maggiori vendite.
        Se faccio una campagna on the road B2C e il cliente non è poi pronto a recepire più ordini facciamo un flop.
        Ecco perchè lo chiedo subito. Ovvio dipende dal cliente, dal progetto e dal settore in cui opera.

  5. Condivido pienamente quanto scritto in questo articolo, così come gran parte dei commenti. Anch’io cercherei di conoscere quale budget abbia a disposizione (in questo periodo poi), per sviluppare secondo le possibilità/esigenze/aspettative un “prodotto” che rientri nelle disponibilità che mette a disposizione.

  6. Sai che tempo fa volevo scrivere un post intitolato “Cosa chiedere a un copywriter”?

    Ora mi hai dato un motivo in più per scriverlo e ti becchi pure una citazione (ma non in giudizio, bensì in post).

    Le domande vanno fatte e l’idea del questionario è ottima. Io ne avevo preparato uno per i lavori di web design, ma i clienti erano pigri…

    Purtroppo molti sono convinti che qualsiasi lavoro creativo provenga dal cielo come la manna. Io posso essere creativo quanto ti pare, ma se non so esattamente cosa vuoi e chi sei, non posso riscrivere la tua storia a mio piacimento.

    • Daniele io aspetto il tuo post e so già che sarà super utile!
      Già perchè è capitato che pur avendo fatto interviste super accurate, mille domande, e bla bla bla poi il cliente si aspetti che io riesca a leggere nel pensiero.
      Perchè alle mie domande risponde in maniera approssimativa e non propriamente chiara. Ti chiedo Dany se nel tuo post puoi affrontare anche come far capire al cliente che le informazioni che ti passa sono preziose e che devono essere il più possibili comprensibili.
      Non possiamo interpretare e improvvisare!
      Grazie

    • Ciao Daniele,

      Ti ringrazio per la futura citazione. Io ho risolto il problema così: meglio rispondi, meglio lavoro, meno spendi e più guadagni. Un ragionamento semplice ma efficace.

  7. molto spesso mi è capitato che i clienti chiedessero: ma queste cose non me le dovresti dire tu? il problema, parlo soprattutto per i piccoli, è culturale. molto spesso bisogna convincerli che tutto quello che hanno comunicato fino a un minuto prima è sbagliato. non hanno investito strategicamente il loro piccolo o medio budget, pur essendosi affidati ad altri “esperti del settore”. capita che prima di arrivare a questo tipo di domande si passi in analisi la loro comunicazione, se ad esempio il logo è fatto da un tipografo oppure realizzato sulla base di uno schizzo che piaceva a loro. Ancora, se i testi del sito internet li ha scritti direttamente il titolare dell’azienda e non c’è nessun lavoro grafico per il sito. devo dire che se si riesce a passare allo step successivo il lavoro è tutto in discesa dopo.
    sempre ottimi spunti!

    • Figurati!

      A proposito… sai che su Webhouse abbiamo trasformato questa lista in un modulo da scaricare? http://www.webhouseit.com/modello-brief-webwriter/

  8. Per prima cosa, sembrerà veniale ma chiedo il 30% di anticipo. Non è così, scontato, come sembra, il punto è che se il cliente crede nella mia professionalità me lo deve anche dimostrare. Il budget, come dice Christian, (anche per il calcolo del tuo compenso) è poi fondamentale perché da noi vige il concetto del: “Lo voglio come il sito della Nike”, ma ho 500€ di budget. Ultima cosa che, a mio parere è fondamentale, è farsi indirizzare dal Cliente ai suoi principali competitors, studiare la loro comunicazione per essere originali. Ad es. se puntano tutti sulla qualità, meglio puntare sulla rapidità o sulla convenienza.

  9. Grazie Riccardo per il post! Come sempre molto puntuale, efficace e preciso… Unica cosa, a parer mio, si dovrebbe dare maggior importanza al punto 6 (ovvero fare benchmark), perché fattore critico della fase embrionale di ogni piano di comunicazione/marketing… La fase di analisi 🙂 ciao ciao e buon lavoro

    • Perfetto, un pizzico di Benchmark in più.

      Una piccola nota: l’indirizzo web che hai inserito nella firma non funziona.

      • Ti chiedo scusa, pensavo che il campo della form fosse stringa, quindi ho inserito le url dei tre siti che gestisco… Ne lascio solo uno, così non dovrebbe esserci margine di errore! buon lavoro

  10. Molto interessante! Per me, oltre alle domande da porre al cliente, deve esserci una “fase spugna”: mi impregno dei suoi contenuti, del luogo dove lavora, del suo modo di essere e di agire… solo così ho la garanzia che quello che scriverò sarà coerente con il reale profilo della mia azienda. PS fondamentale: scelgo solo persone con cui posso entrare in empatia!

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