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Personal Branding: come curarlo su Pinterest

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Pinterest è il social  migliore per presentare, condividere e far crescere il tuo personal branding. In giro hai letto la stessa definizione per Google + e ti posso assicurare che sono tutte valide.
personal branding
Pinterest, però, è perfetto per mostrare la vita del tuo brand nelle sue infinite sfaccettature, in collaborazione con il tuo sito, il tuo blog, i tuoi prodotti e il tuo posto nella società.

Se credi ancora che sia sufficiente presentarsi come brand per riuscire a monetizzare ti sbagli di grosso. Vediamo come migliorare il tuo personal branding, e impostare al meglio la tua presenza online sul canale social #visual per eccellenza partendo dall’ABC.

1. Metticci la faccia (sempre la stessa, sempre la tua)

L’immagine di profilo utilizzata sui social ha un unico obiettivo: identificarti, in modo unico e univoco. Ecco perché la prima regola di base è utilizzare sempre la stessa immagine su tutti i profili social: ciò ti rende identificabile, riconoscibile e familiare.

non pubblicare

Vuoi fare personal branding? Non rimanere nell’ombra – Fonte

Rispondi alla domanda: tra te e il tuo logo, chi è più popolare? La risposta deve diventare l’immagine del profilo di tutti i tuoi canali social. E nulla e nessuno ti vieta di mettere insieme i due pezzi in un’unica immagine (ovviamente mantenendo i colori aziendali per dare continuità).

2. Biografia e presentazione non sono un optional

Sembra una cosa ovvia, ma in pochi riescono nel gioco del “completa la frase”. Ciò che non può mancare nel tuo profilo è il tuo nome e cognome (ed il tuo brand): se le due cose coincidono, avrai meno cose da scrivere e quindi meglio per te.

In caso contrario datti da fare: non usare keyword o hashtag ma mostra il tuo lato umano. Dimmi chi sei, cosa fai, parlami delle tue passioni: spiegami perché ho bisogno di te. Specifica la tua professione, la tua posizione, indicami il tuo sito e assicurati che sia verificato.

Un dettaglio che fa la differenza quando lavori sul personal branding: sii coerente con quanto scritto su tutti gli altri profili social. Gli utenti non sono disattenti come vogliono farti credere.

3. Organizza le tue board

Ti basta una sola board per raggiungere il tuo primo milione di follower: deve avere la giusta descrizione e contenere i pin migliori.

Ovvero quelli che parlano del tuo argomento, quelli capaci di combinare interessi personali e professionali, quelli capaci di emozionare, quelli capaci di motivare e ispirare, quelli che danno voce alla tua passione e che trovano il loro seguito naturale sul tuo sito.

Hai un blog? Personalizza le immagini degli articoli: sceglile sensazionali, aggiungi un testo (una citazione per invogliare la condivisione degli utenti), inserisci il tuo logo o l’url del tuo sito.

4. Come l’abito fa il monaco, così la cover fa la board

Per ogni board puoi scegliere un’immagine di copertina. Ti posso assicurare che anche questa influisce sulla psiche degli utenti almeno quanto la tua immagine di profilo.

Scegli le immagini migliori, crearle ad hoc in modo che rispecchino i tuoi colori corporate e che riportino il nome della board in modo da risultare immediate e piacevoli.

Ti consiglio di utilizzare picmonkey.com o canva.com per dare sfogo alla tua creatività: due strumenti gratuiti semplici ed efficaci che utilizzo io stessa ogni giorno. Altrimenti c’è questa risorse dedicata ai tool e alle immagini gratis.

Un’ultima cosa: dedica qualche minuto in più alla stesura della descrizione di ogni board. In termini di conversazioni e interazioni sono i piccoli dettagli a fare una grande differenza.

5. Lavora sulle board condivise

Le board condivise permettono la collaborazione tra diversi utenti legati dalla passione per un argomento. Questo tipo di board funzionano ad invito (ma questo non deve inibirti dall’utilizzarle).

Creare una lavagna condivisa sull’argomento che appassiona di più i tuoi follower e invitali a condividere contenuti. E non dimenticare di repinnare, commentare o apprezzare ogni singolo contributo: ti assicuro che è l’approccio più apprezzato e motivante per incrementare le interazioni.

Personal branding: bonus tip

Pinterest è come una droga: una volta entrato nel meccanismo, puoi rischiare di trascorrere intere giornate a pinnare contenuti. Io ci sono cascata con tutte le scarpe nei primi tempi.

pinterest

Lavora bene sul tuo account Pinterest – Fonte

Ti bastano 15 minuti al giorno per raccogliere i frutti più dolci e succosi per il tuo personal branding. Io mi sono organizzata con un timer per 3 volte al giorno: mattina, mezzogiorno e sera.

Cinque minuti di pin e repin, tre volte al giorno, bastano al mio brand per mantenere alto l’interesse dei miei follower e vederli aumentare ogni giorno.

La tua esperienza

E tu hai già inserito Pinterest nella tua strategia di personal branding? Credi che sia utile oppure vuoi focalizzarti su altri strumenti? Se hai altri suggerimenti da aggiungere ti aspetto nei commenti!

libro blogging

Cinzia Di Martino

Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design. Puoi leggermi qui: Cinzia di Martino.

14 Comments

  1. Ciao Cinzia ( e Riccardo),
    ho scritto anch’io un post su Pinterest per il personal branding, appena ci fu il boom della piattaforma, e sottoscrivo tutti i tuoi consigli Cinzia.
    Devo però sottolineare anche un piccola delusione: gli utenti della piattaforma sono poco interessati ai contenuti, utilizzarla come strumento di content curation proponendo board tematiche non mi ha dato gli stessi risultati di quelle board unicamente d’immagini che attirano maggiormente l’attenzione. Quindi, tende a curare solo l’aspetto visual del brand personale, non fa certo conoscere meglio gli argomenti che trattiamo e la capacità che abbiamo.
    In conclusione, credo possa essere un ottimo strumento ma per specifici ambiti più legati all’immagine (grafica, design, food, DIY etc.) e tendenzialmente con un target più femminile (la stragrande maggioranza dell’utenza della piattaforma è femminile, non dimentichiamolo).
    Ovviamente questa è solo la mia esperienza, su una piattaforma che non mi ha mai fatto innamorare.

    • Ciao Enrico e grazie per il tuo apporto personale al pezzo ^_^
      Concordo con te: su Pinterest la fa da padrone il #visual più che il #content.
      Ma per far conoscere meglio gli argomenti che trattiamo abbiamo a nostra disposizione le infografiche e le istruziografiche: sono la forma di visual (attirano l’attenzione) che ingloba il content (spiegando e informando).
      L’aspetto fondamentale è curare le immagini da postare: troppo spesso vedo belle immagini che però non riportano alcun segno distintivo. E’ un vero peccato, un’occasione persa per i Brand di veicolare messaggi sul web 🙁
      Sul personal branding c’è ancora molto da lavorare 😉

    • Un po’ di tempo fa ho pubblicato un articolo: Pinterest piace, Google Plus no. Ora sarei disposto a scrivere il contrario, ma solo e sempre da un punto di vista personale.

      Come dici tu Enrico, ci sono ambiti in cui Pinterest può dare buone soddisfazioni (Ho alcuni clienti che lo usano bene nel settore del flower design) e settori cnei quali lo vedo proprio male. Nel nostro, ad esempio (Infografiche a parte).

      Metto il link all’articolo che hai citato, può fare comodo come riferimento: http://www.sestyle.it/2012/pinterest-per-il-tuo-personal-branding/

  2. Cinzia, per come descrivi Pinterest sembra che sia meraviglioso. E lo è. 😀 Ottimi suggerimenti a chi, come me, non ha ancora colmato questa lacuna.

    • Mario io ne sono convinta (che sia meraviglioso)! E spero che l’articolo dia delle dritte utili a chi ancora deve decidere del suo futuro su questa potente piattaforma 😉

  3. Ciao Cinzia e Riccardo, ho iniziato ad usare Pinterest da una settimana appena, ma come dite voi sta diventando una droga. Grazie per i sempre preziosi consigli, che alimentano ogni giorno di più la mia ” Sindrome di Stoccolma “!! 😉

  4. Grazie Riccardo per aver letto e commentato!
    Tienimi informata sull’evoluzione della presenza e per qualsiasi dubbio, incertezza o perplessità, contattami pure 😉

  5. Ciao Cinzia, ciao Riccardo,
    io uso pinterest da un po’ di tempo (il famoso tempo perso :D), ma è inutile dire che utilizzarlo con un metodo più strutturato come quello che suggerisce Cinzia, fa la differenza.
    Il tips dei 15 minuti al giorno poi è davvero utile e porta risultati provati (anche da me che per ora non ho un blog personale).
    Però ho una domanda sulle board condivise: con che criterio selezioni i pinners da invitare? Intendo dire che alcuni dei followers sono colleghi e professionisti del settore, e sono fortemente in dubbio sul condividere con loro delle board, che magari hanno già creato sul proprio profilo.
    Grazie!

    • Ciao Valentina, ti lascio il mio punto di vista. Prima di creare una board condivisa ci deve essere un progetto solido. Questa board può essere utile ai colleghi? Chi devo invitare? Li devo contattare prima di invitarli? Farsi delle domande prima di agire può essere utile per evitare i problemi che hai indicato.

      • Grazie Riccardo, hai ragione!
        per questo preferisco aspettare ancora, studiare meglio il mezzo e i miei obiettivi. Farsi delle domande prima di agire è un ottimo metodo 🙂

  6. Concordo con Enrico.
    Pinterest è e resta un social visual, adatto per grafici, fotografici, artigiani e designer, il fashion e per il brainstorming. Difficilmente l’utente passa oltre il pin dell’immagini, e probabilmente siamo noi i primi a utilizzarlo nel medesimo modo. Cinzia lavori molto sulle infografiche originali, e questo ti permette di offrire anche su Pinterest contenuti di qualità e indubbiamente è il suo punto di forza questo. Quindi grazie per la condivisione dei tool che hai menzionato e per il tips 15minutes: li sperimenterò quanto prima!

  7. Io devo aver sbagliato qualcosa perché mi seguono ultimamente solo stranieri che si occupano di moda (io sono psicologa) >.<

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