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7 tecniche che useranno per farti lavorare gratis

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Il male è sempre all’opera, lo sai bene. E ci sarà sempre una grande richiesta per lavorare gratis. Anche se non porta a nulla, anche se può essere addirittura controproducente per l’azienda.

Motivo: un’attività mal retribuita tende alla scarsità qualitativa. In un web sempre più competitivo, chi vuole sfruttare il lavoro gratuito rischia di diventare il fanalino di coda del proprio settore.

clienti aziende

I tuoi clienti non scherzano!

C’è chi si accontenta, chi non lo capisce, chi vuole tentare e ottenere un lavoro ben fatto a costo zero. Ci riescono. Non è difficile. Basta usare le parole giuste. Ma io ho deciso di non rischiare. Ho deciso di mettere subito le carte in tavola con le persone che usano queste tecniche retoriche.

1. Sei in gamba, sai?

Storia vecchia. Si inizia con l’adulazione e si finisce con il lavoro non retribuito. I commenti dai toni positivi e affabulatori fanno sempre effetto perché – lo sai bene – i blogger sono dei gran vanitosi .

O meglio, sono delle persone che si dedicano a un progetto. E quando arriva il complimento una scarica positiva attraversa l’animo. Non lasciarti influenzare e valuta con attenzione il contenuto dellr email: lascia subito un buon preventivo e aspetta la reazione.

2. C’è tanto lavoro da fare

Quindi ti pago uno straccio. La quantità, a volte, viene usata per convincere il freelance ad accettare offerte misere. D’altro canto è una legge di mercato: più acquisti e (in proporzione) meno paghi.

lavorare gratis

Posso farti un prezzo di favore per un contratto più corposo, ma il tempo necessario per eseguire un lavoro è identico. Non posso scendere troppo perché il costo non diminuisce con la quantità. A volte, ti sembrerà strano, per guadagnare di più devi rifiutare i lavori.

3. Loro hanno accettato

Loro chi? Il cliente ti elenca una serie di collaboratori, fior di collaboratori, e ti assicurano che hanno già accettato l’offerta. E sono soddisfatti: si intascano un bel po’ di grana. Vero? Non vero?

Non posso saperlo. Di solito non faccio paragoni con altri professionisti. Il prezzo lo scelgo in base alle mie esigenze: le decisioni altrui (soprattutto se poco vantaggiose) non mi riguardano.

Lavorare gratis non è il male assoluto. In alcuni casi può essere un buon modo per raggiungere un pubblico più ampio e fare pubblicità al proprio nome. Devi valutare. Per questo ho pubblicato un articolo che ti aiuterò: lavorare gratis e guadagnare.

4. Se sblocchiamo questa…

Ho un problema. Devo risolvere questa faccenda, devo mettere online il blog o chiudere un contratto, e poi posso iniziare a lavorare. Tu ovviamente sarai tra i collaboratori: mi puoi dare una mano?

Paga. Questa è la mia risposta. Sai quante persone ho aiutato con questa promessa? Le stesse che sono scomparse. Anche io ho sbagliato. Per questo ti suggerisco di valutare bene questi casi.

5. Trenta articoli di prova

Poi? Vuoi altro? Ti incarto una fetta di sedere? Ci sono persone che chiedono di consegnare lavori più o meno corposi per valutare le tue capacità. Ed è una cosa giusta, almeno in teoria.

Ma entro certi limiti. Se mi chiedi di scrivere un articolo di prova ti seguo, se me ne chiedi trenta ti mollo. Questo è lavorare gratis. Un lavoro che non posso accettare.

6. Spiegami cosa dobbiamo fare

batmanQuesti sono i peggiori. I clienti che ti rubano il lavoro sono una piaga sociale. Sul serio. Perché non solo rubano il tuo lavoro e non rappresentano un’entrata, ma ti fanno perdere anche tempo.

Ti contattano e ti chiedono un preventivo dettagliato. Vogliono sapere ogni passo che farai e poi scompaiono. Il lavoro lo farà il solito nipote tuttofare. Soluzione?

Non spiegare tutti i dettagli nei preventivi: lascia sempre dei punti da approfondire una volta firmato il contratto.

7. Veniamoci incontro

La carità è finita da un pezzo, ma c’è sempre spazio per un’attenzione. Il cliente è contento, capisce che sei stato cortese, e paga con il sorriso sulle labbra. Ma non devi lasciare che se ne approfitti.

Una cortesia oggi, una domani e finirai per lavorare gratis. La soluzione è semplice: patti chiari, amicizia lunga. Chiede un piacere? lo fai. Ne chiede un altro il giorno dopo? Mandi il preventivo.

Lavorare gratis: la tua esperienza

Esatto. La tua esperienza è importante. Questa è solo una breve carrellata di esperimenti retorici per muovere la tua mano esperta verso il lavorare gratis. Lo so che hai tanto da raccontare: usa i commenti di questo post.

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

34 Comments

  1. Il punto 2 l’ho visto spesso, ma non nel caso del lavoro gratis. Clienti che mi contattavano e mi dicevano proprio quella frase. Poi sparivano, senza avermi mai fatto fare alcun lavoro…

    Un’altra cliente, dopo che le ho mostravo il preventivo per il suo sito, mi chiese se, dopo aver speso quella cifra, avrebbe guadagnato grazie a quel sito.

    Ecco, credo che bisognerebbe affrontare questo punto, che dici? Un post che parli in modo generale e che abbracci sviluppatori, copywriter e social media manager, quindi un’intera squadra che definisce la presenza online dell’azienda: far capire che non esiste la certezza che poi l’azienda possa guadagnare grazie al suo sito, ai testi scritti, alla sua presenza sociale.

    Di sicuro, però, se non ce l’ha questa presenza completa online, sarà superata da tutti i suoi concorrenti. Sono andato un po’ OT :)

  2. Manca il classico dei classici, evergreen quando si lavora con giornalisti della stampa. “Dovresti pagarmi tu per lavorare con me, e imparare il mio lavoro” CEEEERTO

    • Beh, anche il giornalismo su carte è ricco di esempi. Quello che hai inserito nel commento è preso dalla tua esperienza personale?

  3. Mi collego al commento di Daniele. Manca la visione globale di tutte le professionalità e competenze per cui anche i preventivi sono parcellizzati. È difficile far capire che tutto è correlato. Da una parte ciò alimenta la mia frustrazione, dall’altra mi stimola a migliorare la mia comunicazione. Io per esempio, come già sai Riccardo, non ho ancora un blog. Devo crescere io prima di far crescere gli altri.

  4. Io gratis non lavoro e anzi non mi alzo nemmeno dal letto ;)
    Ho sudato e lavoro sodo per raggiungere le mie competenze e di conseguenza se ti serve il mio supporto lo paghi e lo paghi il giusto.
    Ho appena fatto un corso di vendita 3.0 che mi ha lasciato alcuni consigli preziosi, te li scrivo qui, dimmi cosa ne pensi:
    1.Parla del tuo valore–> non parlare del prodotto. Il prodotto sposta subito l’attenzione sul prezzo e si parlerà solo di quello
    2.Fai che sia il cliente a comprare–> le persone amano comprare piuttosto che farsi vendere qualcosa. Durante la presentazione del progetto metti il cliente nella condizione di pensare che sia lui ad acquistare da te
    3.Non si fanno sconti–> se fai uno sconto la prima volta abbassi il valore del tuo servizio e non potrai più farlo salire
    4.Offri al cliente qualcosa che a te costa “nulla” ma per lui vale tantissimo–> una raccomandazione? una citazione in un articolo? nel mio caso i loghetti social in vettoriale nei suoi colori? Per te sarà un’azione da poco ma per il cliente varrà come oro
    Che dici? Possono aiutare per mettere il cliente nella posizione di non farti lavorare gratis?
    Io li ho messi in pratica e funzionano ;)

    • Ciao Francesca! Questi consigli mi fanno impazzire, li confermo in pieno. Solo la questione dello sconto: credi che sia veramente giusto non fare mai un’attenzione al prezzo?

      • Ciao Riccardo,
        devi fare il prezzo giusto fin dall’inizio senza esagerare e senza svenderti.
        Io è da tempo che non faccio più sconti perchè era sempre stato controproducente (il cliente continuava a chiederli dopo che ormai avevo abbassato il prezzo di riferimento).
        Vuoi pagarmi meno? Dobbiamo anche togliere qualcosa ;)

    • C’è un box dedicato a questo argomento con link in vista. Hai fatto bene a lineare anche questo post, ti ringrazio. È un ottimo esempio di come evitare lo sfruttamento.

  5. Parli del diavolo e…
    Oggi ho ricevuto la prima richiesta “lavorativa” sul nuovo sito, un tizio che aveva un urgente bisogno del blog. Gli chiedo di mandarmi tutti i dettagli, così lunedì possiamo sentirci.

    Sai cosa mi ha risposto?

    “Ma per l’aiuto che potrai darmi è a pagamento?”

    • Fantastico. Hai trovato un genio, un caso da studiare. Me lo presenti?

    • Ah beh! Clienti così meglio perderli che trovarli.
      Gli hai chiesto se quando va dal meccanico per aggiustare l’aiuto gli chiede “aiuto” o un preventivo?

  6. Bell’Articolo… mi sono trovato tanti punti in cui mi rispecchio… cliente salutato proprio ieri… 2000 richieste da “prova” e manco il preventivo confermato….

  7. Un modo per avere “una speranza” di non ritrovarsi a lavorare gratis é “contrattualizzare” un accordo mettendolo nero su bianco e firmandolo entrambi (cliente/fornitore) in calce. Attenzione peró, ricordatevi sempre che siamo in Italia. In Italia un regolare contratto offre solo una speranza in piú di percepire un compenso ma non una “certezza” che sarete poi effettivamente pagati nei tempi e modalitá concordate. In Italia, l’attuale macchina della giustizia, somiglia piú ad una roulette truccata che ad una istituzione posta a garanzia e tutela dei diritti.

  8. Riccardo ti sei dimenticato l’ottava tecnica: “noi non ti paghiamo, però questo lavoro ti darà tanta visibilità” oppure “non ti do il becco di un quattrino, però questo lavoro ti fa curriculum” :)

    • L’ottava tecnica è quella che non si scorsa mai. Quante volte l’hai ascoltata?

      • Tante di quelle volte che ormai ho perso il conto :-/
        Ma la cosa tragica è che ancora ogni tanto ci casco … sono scemo … lo sò :(

  9. Richiesta: 100 articoli AL MESE.
    Paga: 20 euro TOTALI.
    “E non chiederci sconti sugli articoli, per favore”.
    Ancora stanno aspettando la mia risposta.
    Ciao :)

    • Ma magari una risposta la dovevi lasciate… Una risposta bella dura.

  10. Ciao Riccardo complimenti per l’articolo, come sempre molto Efficiente, chiaro, istruttivo. Prima di dire la mia su come la penso in merito al tuo articolo, vorrei sputare questa cosa che mi stringe la gola, che mi soffoca da tempo:
    Anche questa è mafia!!
    E si perché purtroppo in Italia siamo vittime di un sistema poco limpido dove molti clienti, fantomatici imprenditori, con le scuse più assurde pretendono che alla fine tu debba lavorare gratis per loro.
    Purtroppo gli italiani sono abituati male, e fino a che ci saranno persone che andranno a leccare il culo a questa gentaglia non cambierà mai nulla.
    (nota: il testo che segue e vietato ai minori, le donne, e alle persone facilmente impressionabili) XD .
    Gente che pur di accaparrarsi quel lavoro, magari farti un dispetto, mettersi in buona luce di fronte agli occhi del padrone, del capo, è disposta a mettersi a 90° e farselo mettere nel didietro magari anche gratis!!
    Ripeto anche questa è Mafia!!
    Una qualsiasi decisione imposta da altri, che ti privi della tua libertà, che ti costringa a scendere a compromessi sempre a vantaggio di qualcun’altro è una violenza, è Mafia.

  11. C’è il settore tutto particolare che, a mio avviso, riguarda i lavori concettualmente creativi, purtroppo molto spesso definiti “artistici”. Ovviamente a me piace il mio lavoro: sono una fotografa libero professionista, me lo sono scelto, ho aperto il mio studio, ho dei costi. Ma non vivo del solo piacere. Il “mi piace” non corrisponde a non farmi pagare per delle richieste. Io non sono un’artista, io fornisco servizi, a pagamento. Arrivano, molto spesso, proposte del genere “chiamami quando ti serve una modella come me” (significa che vuoi delle foto realizzate da me? cioè, tu le vuoi?), “chiamami quando ti serve mio figlio per un servizio” (ergo: vuoi delle foto per tuo figlio?). No, non funziona così. A me serve il cliente che ha bisogno di me e per questo mio lavoro mi paghi.
    L’arte è un’altra cosa e non è quello che faccio io. Quando ho dei progetti miei allora sì, cerco persone che si prestino e offro in cambio servizi extra o un compenso, MAI scambi di visibilità. Difficilmente lavoro gratis per chi me lo chiede.
    Una persona è stata eccezionale: “vieni alla festa di mia figlia di 10 anni, così ti presenti a tutte queste mamme mie amiche, sicuramente ti commissioneranno del lavoro… ma non stare a portare la tua macchina fotografica, per le foto puoi usare direttamente quella di mio marito”!
    No grazie.

    • Riguardo all’esempio che hai lasciato alla fine: almeno ti ha offerto la torta?

      • No, non mi ha offerto la torta perché non ci sono andata. Questa cosa succede molto spesso: vieni alla festa/cena/evento.. così poi pubblichiamo le tue foto. Ma scusa, o mi si invita perché per qualche motivo fa piacere la mia presenza come quella degli altri, e quindi vengo SENZA fotocamera (se no.. io lavoro mentre voi vi divertite?) oppure, SE si tratta di lavoro, lo si mette in chiaro, vi faccio un’offerta, e se l’accettate.. io lavoro mentre voi vi divertite. E mi diverto tanto anch’io!

        • A volte capita di dover fare delle azioni o dei lavori gratuiti. Ma deve esserci un reale corrispettivo in termini di visibilità. Io non sono contrario all’investimento ma al lavoro sfruttato.

          • Tante azioni gratuite mi hanno dato un ritorno enorme, e continuo per questa strada ma quando lo ritengo opportuno dopo le valutazioni del caso. Molto spesso sono io a propormi pro bono. Oltre allo sfruttamento, è l’inganno che mi dà fastidio, il far passare una cosa per un’altra..

    • Lisa, mi è capitata più o meno la stessa cosa, con la differenza che mi è stato detto che la reflex l’avrebbe portata un’altra persona e io avrei dovuto usare la compatta della persona che mi stava invitando… e quando ho gentilmente rifiutato mi è stato detto “Vorrà dire che la mia compatta la userà Lorenzo”. Lorenzo aveva 4 anni. Son pure soddisfazioni eh? #senzaparole

  12. Questa cosa accade spesso a chi fa siti web, se ne saltano fuori con ti fai pubblicità con noi… Ti presentiamo altri clienti… al momento non c’è molto budeget per questo progetto…
    Meglio tagliarli subito questi individui, meglio perderli…

  13. Io non sono una Freelance, lavoro da dipendente stipendiata, eppure mi sono riconosciuta molto nei vostri commenti. Negli ultimi anni mi hanno aumentato il lavoro a dismisura, mentre lo stipendio è rimasto quello (basso, al limite della sussistenza) però, siccome mi hanno messo a tempo indeterminato, si possono permettere di pretendere qualsiasi cosa e io devo stare zitta perché, in fondo, “tu sei fortunata, a te piace scrivere e ti paghiamo pure per farlo. Cosa vuoi di più?” Non sarà come lavorare gratis, ma essere messa con le spalle al muro non è mai piacevole.

  14. Ti capisco Mediamentestanca… Stiamo attraversando un periodo nero e soprattutto qui in Calabria non ti dico lo schifo… Tutto è di gente poco limpida, della mafia…
    Qui Non si tratta di più o meno tasse ma di gente che vive con le proprie regole e non da niente a nessuno, che non vuole pagare tasse, che non vuole pagare i dipendenti, che gioca sporco e vuole solo potere e ricchezza ottenendolo sulla pelle altrui…
    Ti segnalo un link di seguito giusto per farti capire la cosa:

    http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/04/22/imprenditore-arrestato-per-estorsione_0b7dbe4d-b5dd-4807-a27d-6a76175cb7a2.html

    E chi dovrebbe controllare, lo stato, la guardia di finanza, l’esercito, o chiunque altro dove sta? Semplice, è colluso con questo genere di gente e di modi di fare… chiudono gli occhi in cambio di favori, mazzette…

    Poi ridicolo sentire dire da renzi 80,00€ in più sulla busta paga… quando qui non si riesce ad avere il giusto, parte dello stipendio puntualmente quando ti incassi l’assegno devi ridarlo indietro, la tredicesima o la quattordicesima, una volta cambiato l’assegno, in contante devi restituire il tutto al tuo datore di lavoro, sempre se cosi possiamo chiamarlo…

    l’talia fallirà perchè cosi non si può continuare, troppi furbacchioni in giro che si sentono meglio di altri… che non vogliono rispettare le regole, che si fanno le regole da se.

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