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Chiudere i commenti del blog: follia o strategia?

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C’è una strana tendenza che sta attraversando il mondo del blogging. Una tendenza che io stento a comprendere: molti blogger (più o meno famosi) hanno deciso di chiudere i commenti.

Chiudere i commenti del blog? Perché? Seth Godin, precursore dei commenti chiusi, si giustificò portando avanti anche la tesi del tempo. Preferisco chiudere i commenti piuttosto che affrontare un tale impegno.

chiudere i commenti

Schermo nero per i commenti – Fonte immagine

Soprattutto, i commenti avrebbero cambiato il suo modo di scrivere. Una minaccia che Seth preferì evitare chiudendo i commenti: “So, bloggers who like comments, blog on. Commenters, feel free. But not here”.

Poi è arrivato Copyblogger. Incredibile. Anche lo storico blog dedicato a copy e webwriter ha preferito chiudere i commenti per l’eccesso di spam e per assecondare lo spostamento della conversazione sui social. E non è finita qui…

Pochi giorni fa Chris Brogan ha preso la stessa decisione. Daniele imperi mi ha avvisato con un tweet: anche il CEO di Owner Media Group ha preferito di chiudere i commenti. Motivo? Lo spam.

La lista potrebbe andare avanti. I blogger che ho elencato hanno preso una decisione ponderata. Ma per me eliminare i commenti vuol dire amputare un arto del blog. Vuol dire rinunciare alla sua forza.

Pensaci bene: ci sono due elementi che differenziano il blog da un sito web. Solo due sono gli elementi determinanti: l’evoluzione della home page e i commenti. Un blog è in continua evoluzione, la home page si aggiorna grazie alla pubblicazione dei post.

E poi offre interazione

Il blog – insieme ai social, ai forum – fa parte della rivoluzione social: permette al lettore di diventare autore e di partecipare alla discussione, ed è questa è la grande differenza tra un blog e un mass media.

La comunicazione è bidirezionale. Televisione, radio e quotidiani vomitano notizie senza dare la possibilità di replica: il blog invece crea un legame, un collegamento, una sinergia. Insieme si crea conoscenza.

I commenti attirano interesse, attirano visite. Ma hanno bisogno di tempo. Molto tempo. Io, per esempio, non riesco a trovare il tempo per rispondere ai commenti. Questo è un punto fondamentale (i commenti hanno bisogno di risposte) e spesso mi trovo in difficoltà.

Capisco chi non riesce a gestire lo spam che arriva nei commenti di un blog ciclopico come Copyblogger. Ma, allo stesso tempo, continuo a sostenere con forza l’importanza della discussione in un blog.

Chiudere i commenti: no, grazie

La mia idea è questa. I commenti devono vivere. Un blog senza commenti è come una giornata al mare senza tuffi (siamo in vacanza, dai). La tua opinione, invece? Un blog deve avere per forza i commenti?

Lascia la tua idea – è proprio il caso di dirlo – nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

22 Comments

  1. La penso come te, lo sai. E fra qualche giorno ci scriverò su anche io. A me, sinceramente, le scuse che hanno accampato suonano proprio come scuse. E alla gente che non ha mai tempo non ho mai creduto.

    A me i blog che si trasformano in un monologo non piacciono per niente. A questo punto scrivi un libro, io me lo leggo e finisce lì. Ma non aprire un blog.

    • Sai, mi ha stupito soprattutto Copyblogger. “Maybe this isn’t the right place”, forse i tuoi commenti non devi lasciarli qui ma devi aprire un blog e scrivere contenuti… dai, questa non si può sentire.

      Il tempo, lo spam… Secondo me non ce la fanno più a sostenere la conversazione.

  2. Sì, quella frase non si può proprio sentire… sarà anche vero che non riescono a sostenere la discussione. Se ricevi 200 commenti a post diventa difficile rispondere a tutti. Ma è anche vero che non devi rispondere a tutti. Molti scrivono le stesse cose o lasciano commenti per cui non serve una risposta. E poi spostando tutto su Google Plus, come hanno fatto loro, cosa cambia? Sempre commenti sono, alla fine. Neanche lì rispondono?

  3. Concordo !! Levare i commenti vuole dire levare il confronto con i tuoi lettori, ti metti su un piedistallo e metti un bel cartello con scritto “Io scrivo e non mi interessa il tuo parere”.

    I commenti sono la linfa del tuo blog, perché grazie ai commenti puoi migliorare o avere ispirazione per un prossimo articolo.

    Lunga vita ai commenti !!

  4. li ho lasciati aperti fino ad oggi, ma proprio adesso sto meditando la chiusura. Ormai si commenta sui social, e sul blog mi è rimasta la sola gestione dell’infinito SPAM. Ma forse il mio caso è diverso, io non lancio discussioni, io racconto storie di cucina e raramente i commenti sono una vera interazione.

    • Quindi sei un blogger che ha deciso di chiudere i commenti per lo Spam. Quindi confermi che possono esserci dei casi così eclatanti di Spam da spingere verso questa decisione?

      • Confermo, c’è tantissimo SPAm che sfugge alle misure antispam (che peraltro il mio provider offre). E sono costretta sia a cancellare lo SPAM sul BLOG, sia a controllare la cartella di SPAM perché più di una volta ci sono finiti commenti veri, e quello sì che è un dispiacere.
        A questo va aggiunto che tipicamente la discussione sui miei post avviene sui social. Quindi: cui prodest?

  5. Credo dipenda da molti fattori.
    È una decisione da ponderare.
    Se dovessi analizzare il comportamento di copyblogger, ad esempio, la cosa non mi stupisce poi tanto.
    Il blog (gratuito) di copyblogger è solo un tassello di un sistema più ampio. Spostare i commenti sui social ha il vantaggio di creare vitalità. Se invece vuoi contenuti (e consigli) più approfonditi paghi.
    Mi stupirei invece se lo facesse, ad esempio, Neil Patel su quicksprout. Il blog e la relazione sono al centro della sua comunicazione (ha anche un forum!). Vero che vuole spingere l’university, ma il suo ecosistema è diverso.
    Insomma. Dipende.

  6. Amputare un arto?
    No, chiudere i commenti equivale a non avere più un blog, ma un diario segreto aperto a tutti. Che senso ha?
    A quel punto scegli un altro medium diverso dal blog.

    Senza interazioni un blog non ha davvero senso. Questi tizi dovrebbero essere abbandonati da tutti i loro lettori perché sono anti comunicativi.

    Moz-

  7. Ciao riccardo.

    Io sono più cauto. Secondo me dipende molto da quanta gente commenta e dalla qualità media dei commenti.
    È ovvio che se hai un blog con decine di migliaia di visite giornalire può essere difficile dedicare del tempo per rispondere ad ogni commento.
    Secondo me entrambe le scelte sono corrette quindi. Alla fine sono strategie diverse di web marketing 😉

  8. Io credo che un mega sito come quelli elencati hanno trovato delle scuse per non dire la verità: i soldi li ho fatti, li sto facendo e li farò, non mi importa più un fico secco dell’interazione con i lettori ormai diventati semplici clienti….

  9. Ciao Riccardo,
    ok, per me è pura follia.
    Sono una blogger alle prime armi e non conosco il problema di gestire un numero altissimo di commenti, ma la tesi che aveva sostenuto Godin all’epoca (quasi 10 anni fa, praticamente un altro mondo), mi fa sempre rabbrividire un po’: ogni volta cerco di capire le sue ragioni, ma secondo me nel momento in cui inizi a vedere i commenti dei lettori come un ostacolo alla tua scrittura c’è qualcosa che non va.
    È vero, i commenti influenzano te e il tuo modo di scrivere, ma ben venga!
    Ben vengano i nuovi stimoli, i diversi punti di vista, gli incontri di idee: amputando quest’arto al blog, il tuo corpo potrà anche continuare a vivere, ma non sarà più come prima, perderà la sua natura.
    Però…non mi chiamo Seth Godin. 😉

  10. Io ho appena ricevuto una minaccia di querela dall’avvocato di Marina Berlusconi per un comento spam su un post del mio blog. Magari è anche questo che invoglia a chiudere i commenti per non “perdere” troppo tempo a moderarli. non so!

  11. Ciao Riccardo,
    secondo me i commenti sono uno dei pilastri fondamentali di un buon blog. Spesso è proprio lì che nasce quel famoso valore aggiunto che molti vanno a ricercare: diversi professionisti che dicono la loro, approfondendo un particolare aspetto del post originale.

    Se, però, non si ha il tempo di gestirli e rispondere… allora è meglio chiuderli!

    • Anche quando riesci a moderare solo una parte? Voglio dire… è vero, ogni commento può avere una risposta. Ogni commento può nascondere l’innesco di una nuova conversazione. Ma la moderazione può abbracciare anche solo una parte dei commenti, o no?

      • No, sinceramente non sono d’accordo.
        Se non si ha più tempo, allora si fa una sorta di risposta generale.

        Moz-

  12. Condividere non è già un commento?
    Parliamoci chiaro, fintanto che i commenti rimangono “chiusi” nel blog, l’utente lazzarone non vorrà mai commentare, piuttosto condividere.
    Dire a tutti gli altri la sua per ricavare, quasi sempre, un sonoro rimbombo di commenti e, perché no, ammirazione. Ma la verità è il totale silenzio, perché l’interesse è la condivisione (o il like) piuttosto che il commento vero e proprio.

    Chiudere i commenti NON vuol dire tagliare un arto. Senza alcun dubbio sulle pagine social si scateneranno le flame wars, o una loro versione più pacifica: comunque, commenteranno.

    E allora la vera domanda è: i commenti vanno rivoluzionati, oppure bisogna educare gli utenti del web?

    • Quindi, correggimi se sbaglio, il commento sul Social ha li stesso valore di un commento classico?

      • Per il suo contenuto, si.
        Per l’aumento di portata, direi di no. Un commento sul social è palesemente più virale, rispetto ad un commento classico.

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