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Vuoi diventare webwriter? Ti devi fare il mazzo a tarallo

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Lo so, mi stai giudicando male.

Mi stai giudicando male perché non conosci il significato del termine “mazzo a tarallo”, oppure perché lo conosci e credi che sia fuori luogo, irriverente, sotto un certo punto di vista offensivo.

Basta ascoltare 5 minuti di Vittorio Sgarbi – in fascia protetta – per avere un ventaglio di ingiurie ben più articolate e offensive. Poi c’è un significato profondo nella formula mazzo a tarallo.

lavoro

Fonte immagine: Flickr

Dalle mie parti – Napoli e  dintorni – questa soluzione si usa per indicare un lavoro molto faticoso. “Mi sono fatto il mazzo a tarallo” vuol dire che ho lavorato sodo per raggiungere un risultato. Vuol dire che ho sudato, ho mangiato la polvere, sono caduto e mi sono rialzato, ho sofferto, ho avuto paura, ho rinunciato a tanto. A volte ho anche lavorato gratis.

Ecco. Il segreto per diventare un webwriter, per guadagnare con l’attività di blogging e web writing, è questo. Devi penare, ma lo devi fare nel modo migliore possibile. Non basta farsi il mazzo a tarallo.

Non puoi farlo alla cieca, così tanto per farti sfruttare. Il mazzo a tarallo te lo devi fare ma nel modo giusto. Ecco come, quando e perché.

Il carrozzone dei blogger è qui per te

Ci sono decine di ragazzi che pretendono di salire sul carrozzone dei blogger retribuiti. Dopo una gavetta pari a zero. E se qualcuno chiede un periodo di prova piovono anatemi per condannare lo sfruttatore, il moderno schiavista che in realtà sta solo cercando di testare un possibile collaboratore.

mazzo a tarallo

Sai quante volte ho lavorato gratis? Sai quante collaborazioni ho portato avanti senza ricevere un soldo? Ma poi i clienti sono arrivati: se vali e ti sai vendere (Andrea può darci qualche consiglio) arrivano sempre.

E invece niente. Non apri un blog, non collabori, non fai personal branding, non crei connessioni virtuose e accetti quelle pietose offerte di lavoro: ieri ne ho letta una che offriva 1 euro ad articolo. E che ti compri con un euro? Neanche un biglietto dell’autobus (a Capri costa 1.80 centesimi).

Nuovi schiavisti all’opera

Dall’altro lato della barricata ci sono le aziende che sfruttano questa situazione. Certo, c’è chi non vuole fare la gavetta e non vuole mangiare la polvere e non vuole rinunciare alle dolci giornate al mare.

Ma c’è anche chi vuole sfruttare fino al midollo. C’è anche chi vuole tutto senza dare niente, e non lo fa per necessità o per sopravvivere. No. Lo fa solo per avarizia. Perché dice: “Non voglio spendere 10 se posso averlo uguale per 1”. Purtroppo ancora nessuno ha spiegato a queste persone che non è uguale. Non c’è eguaglianza tra un prodotto pagato 10 e uno retribuito con 1.

Questo è il destino dei lavori creativi, che non deve fare per forza rima con coglione. Il mio consiglio: non scendere a compromessi, non prestare la tua abilità a chi vuole pagarti 50 centesimi a post.

E allora mi dirai: “Bravo a parlare, sei uno in gamba tu ce l’hai fatta. Ma io da dove inizio?“. Trovi tutto quello che ti serve in questo articolo dedicato ai webwriter alle prime armi. Ecco i punti essenziali:

  • Apri un blog
  • Studia e lavora
  • Situazione fiscale
  • Fai pubblicità
  • Tuffati nella community
  • Parla chiaro con i clienti

Attenzione al punto numero due. Lavora e studia, sporcati le mani e crea delle basi solide. Perché quando avrai spalle solide certe frasi non attaccano. Un evergreen tipo: “Nella vita per realizzare i sogni devi fare qualche sacrificio” lo possono rifilare a chi rimane con un profilo basso. Ma non a chi ha il coraggio di crescere.

Ma per crescere devi farti il mazzo a tarallo

E qui torniamo al punto di partenza, ma con un dato in più: crescere non è facile. Anzi, è dannatamente difficile fare un passo avanti. Crescere vuol dire mettere in discussione conoscenze errate, convinzioni balorde, abitudini nefaste. Ma soprattutto vuol dire farsi un mazzo a tarallo.

Sto sbagliando? Ho ragione? Aspetto la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. Lo hai detto e alla fine lo hai scritto, sei grande! 😀 Comunque non potevi scegliere modo di dire migliore e ti dico una cosa: il mazzo a tarallo spesso bisogna farselo anche quando si è cresciuti, purtroppo.

    • Per questo ho detto (su Facebook) che il target era ampio: non riguarda solo chi inizia, ma ogni professionista del web. Riguarda tutti.

  2. Buongiorno Riccardo, leggo con piacere ogni mattina la tua mail 🙂
    Sono agli inizi, sono appena salito anch’io “sul carrozzone”, e credo che un punto fondamentale stia nella passione: passione per scrivere, aggiornarsi, comunicare, condividere.
    Farsi il mazzo a tarallo risulta meno pesante se quello che ci muove è una forte passione ! La smania di arrivare in poco tempo a fare il web-writer di professione credo sia spesso dannosa: per me, prima di tutto, viene il piacere di scrivere, di pubblicare.
    Buona giornata a tutti !
    P.S. Se mai riuscissi a fare un giro sul mio blog, mi daresti un parere veloce ?
    Grazie 😉

  3. Cia Riccardo,grazie per tutti i tuoi post che dispensano consigli a chi prima di arrivare dov’e’ il mazzo se lo e’ fatto a tarallone secondo me ,perche’ per acquisire la tua esperienza e la tua “fama” solo il sudore ti puo’ aiutare.Io da poco ho iniziato appunto per “passione” e anche non voglio nasconderlo per cercare di dare una svolta al mio essere, facendo una cosa che mi da tanto gusto:abbracciare il webwriting e i suoi contorni.In questo uno dei miei punti di riferimento sei TU!Sei un grande ,ammiro la tua esperienza e la tua voglia di condividere il tuo “sudore”,con tutti anche con quelli che come me iniziano ora e per i quali sei un punto di riferimento.Grazie e continua cosi’

  4. Che dirti? Intanto grazie per la citazione. Per il resto… te lo fai sempre il mazzo in ogni attività, oggi ancora di più se lavori con la rete che rappresenta un campo di gioco nuovo e va raccontata al committente che (di solito) è cresciuto e si è formato in un mondo “analogico”. Sono convinto che siamo solo agli inizi e il margine di crescita sarà esponenziale, ma anche qui, come sempre, da sempre c’è da farsi il mazzo se vuoi emergere. (comincio ad essere d’accordo con te troppo spesso, troviamo qualcosa su cui litigare Riccardo o non ci divertiamo)

  5. Riccardo, concordo appieno. L’espressione partenopea poi dal tocco in più, come molte locuzioni di quelle zone. D’altra parte senza una dura ma stimolante salita non si arriva sulle vette dei monti. Lo sforzo ci fortifica, altrimenti rischieremmo di sederci e poltrire sugli allori e nella storia collettiva, come individuale, quei momenti sono forieri di gravi sciagure.

  6. Articolo utilissimo, come sempre!
    Ho aperto da poco un blog (formula free di wordpress) e sto cercando di capire come gestirlo al meglio. Ergo il link dell’articolo dedicato a chi è all’inizio è già nella cartella preferiti “Riccardo Esposito”!
    La scaletta dei punti essenziali mi ha ricordato l’importanza di avere uno swipe file: mi aiuta parecchio – Open Office ma soprattutto Evernote sono i programmi che ho scelto di usare. Evernote lo tengo aperto praticamente sempre, e l’ho scaricato dopo un tuo articolo che ne spiegava l’utilità. Anche se devo ammettere che nonostante gli editor, ho la sensazione di accumulare materiale e non selezionarlo ancora bene. Per i contenuti, mi sto sforzando di postare articoli il più leggibili possibili: oltre che utili, vorrei fossero semplici e scorrevoli (punto 6 giusto? 🙂 Ciao e buon lavoro

  7. Ciao Riccardo.. personalmente seguo da un bel po’e nel mio piccolo lavoro da articolista (e devo farlo per forza dato che le aziende non assumono ragazzi neodiplomati senza esperienza lavorativa) mi ritrovo a scrivere per 50 centesimi ad articolo. Ci sono anche quelli che offrono di più ma personalmente li trovo una volta ogni morte di papa e spesso mi ritrovo anche a lavorare per 30 centesimi ad articolo… diciamo che c’è il cliente che può offrire tanto e quello che può offrire poco.
    Io sono un neodiplomato e sono anche molto contento di questa possibilità che offre il Web…ma come dire? Ci arrangiamo….

  8. Leggo i tuoi articoli ma non li ho mai commentati. Questo mi ha trasmesso una particolare emozione che ti voglio comunicare. Forse perché quando c’è sacrificio e condivisione ci sentiamo un pò tutti + vicino.
    Buon lavoro!!

  9. Ciao, il grosso problema è che tanti ragazzi non sono interessati ad investire su sé stessi, sulla propria formazione, sul proprio lavoro. Tutto e subito!
    Solo umiltà, passione e lavoro possono portare alla gratificazione, e la soddisfazione di arrivarci dopo tanti sacrifici non ha prezzo!
    Lo posso scrivere con l’esperienza di una professione costruita mattone per mattone (…ci sta, visto che faccio l’architetto…;-) e ora con la costanza del “giovane blogger” che, tra meno di 15 giorni, compie con immenso piacere un anno di blog!

    • Cosa posso dirti, Stefano. Anche io sono d’accordo con le tue parole.

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