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Il segreto di Aranzulla (e di tutti i grandi blogger)

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Ieri ho letto l’articolo pubblicato sul Tagliablog dedicato a Salvatore Aranzulla: in questo post Salvatore, uno dei blogger più letti in Italia, racconta il segreto del suo successo.

aranzulla

Fonte immagine: Flickr

Risultato? Il segreto di Aranzulla in realtà è quello che tutti i blogger di successo già conoscono: dare il giusto contenuto al proprio target. Dal mio punto di vista Aranzulla non ha fatto nulla di speciale (anche se lo ha fatto tremendamente bene):

  • Ha individuato un target (utente medio, non smanettone).
  • Ha creato contenuti perfetti per quel target.

Quindi ha creato contenuti scritti bene, semplici, ben organizzati. Ah, ancora un dettaglio: ha ignorato le critiche (a volte stupide e fastidiose). La grandezza del sistema Aranzulla sta nella sua capacità di scrivere articoli che interessano al pubblico e agli investitori che comprano pubblicità CPC.

Basta, il resto non conta

Il punto fondamentale: mettere da parte le velleità artistiche, le aspettative dello scrittore che alberga nello spirito del blogger. Qui scrivere vuol dire massimizzare, intercettare, migliorare le prestazioni.

Certo, non è facile. Non tutti riescono a intendere la scrittura come una semplice operazione di marketing. E non tutti riescono a scrivere pensando solo al proprio target. La scrittura è un’arte, e spesso lo spirito di chi scrive si impone sul fine ultimo.

In altre parole, a volte il blogger scrive per il proprio piacere e non per il pubblico.

Bene, questa è la differenza tra blogger professionista e blogger amatoriale. Il primo riesce a mantenere l’equilibrio tra esigenze del pubblico (che sono sacrosante) e personalizzazione dei contenuti, il secondo è vittima delle proprie pulsioni.

Il segreto di Aranzulla

Io sono convinto che uno stile personale, immediatamente riconoscibile, sia una marcia in più per il blogger. Ma allo stesso tempo mi rendo conto che non puoi affrontare il tema “pizza salata” quando il mondo intero cerca “pizza dolce”. Certo, puoi farlo. Ma i risultati saranno mediocri.

Devi ascoltare le esigenze del tuo pubblico, e lo devi fare in modo sistematico. Aranzulla si è inventato il sistema dei titoli, io invece osservo le statistiche e partecipo alle conversazioni online per individuare i temi più interessanti per il mio pubblico. E non credo di essere l’unico a farlo…

In diverse community si parlava di Salvatore Aranzulla e del suo posizionamento. Un blogger di successo (come Davide Pozzi) ascolta il suo target e crea articoli di qualità che sappiano rispondere alle domande. I risultati sono davanti a te.

Secondo te è un buon metodo?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

34 Comments

  1. Un ottimo metodo Riccardo. L’ho letto anch’io, è di una semplicità disarmante e come al solito non sarà seguito alla lettera.
    Ne parlavo poco tempo fa con Rudy (Bandiera) e funziona così anche per il personal brand (e molte altre cose). Il successo in genere funziona così, indipendentemente dal campo scelto: poche regole chiare, semplici da capire e ancora più semplici da attuare, ma proprio per questo spesso disattese.
    Un esempio su di me: tu mi hai dato una marea di consigli e dove il mio blog non funziona? In quelle tre cose che ancora non ho fatto (tipo le foto). Io di mio so come si vende quando hai il cliente di fronte, ma so che a fare quelle due cose che spiego sono pochissimi, mentre gli altri partono dal presupposto “la fai troppo facile”.
    Siamo fatti strani che cerchiamo la complicazione dove non c’è.

    • Facciamo e spieghiamo quello che sappiamo fare, ma basta poco per migliorare. Tu mi dici le foto: io ti dico che ci sono decine di siti web che offrono immagini gratis di alta qualità. Basta un attimo e il tuo post diventa perfetto.

      Perché non farlo?

      Sì, in questo momento sto cercando di forzare il tuo limite, Andre.

  2. A volte spaccarsi la testa equivale a ottenere risultati inutili. Idee chiare, semplicità unita a un po’ di umiltà (anche se poi quando hai un nome non risaltano) e i successi arrivano da soli

  3. Finalmente un post che va subito al punto sulla questione. I miei più sinceri complimenti per un post che non si perde in inutili approfondimenti ed è impostato in modo corretto e concreto.
    Il problema è che molti rifiutano il sacrificio come passo obbligato per il successo del proprio blog/sito e cercano costantemente lo strabiliante segreto sfruttato da Tizio o Caio.

  4. Sono molto contento che Davide Pozzi abbia scelto di sdoganare Aranzulla: alla fine la sua carta vincente è stata la conoscenza del target e la capacità di offrire un prodotto degno dell’attenzione al proprio target. Sul fatto che i contributi siano ben scritti avrei qualcosa da ridire (ci sono sempre molte forzature, qua e là) ma nel complesso è un’operazione ammirevole.
    Le critiche che ha ricevuto e tuttora riceve dalla “comunità” dei Webmarketer italiani non le ho mai capite a fondo: è come se ci fosse una barriera tra noi e la “gente”… e a “noi” sta bene così.

  5. Secondo me è proprio la definizione di blogger per Aranzulla che è impropria. Il resto è qualcosa di semplice e ben fatto di cui gli va dato atto e riconosciuto il merito.

      • Concordo perfettamente con Alex, Aranzulla non è un blogger, è solo un capacissimo imprenditore.
        I suoi articoli spesso rasentano spesso la mediocrità, frasi scritte e ripetute solo per forzare gli algoritmi di Google, farebbero saltare i nervi a chiunque li legga con un minimo di conoscenza dell’italiano.
        Ma offrono soluzioni ai problemi più comuni dell’utente, rispondono alle esigenze dell’internauta medio che va di fretta e necessita di risposte alle sue domande, possibilmente direttamente dalla Serp.
        Quello è l’unico punto forte di Aranzulla: risponde concretamente a chi chiede, ma non mi sentirei di classificarlo come blogger.
        Credo non lo pensi nemmeno lui.

        Tu invece, Riccardo, lo definiresti blogger?

  6. Ci sono molti articoli utili che a nessuno verrebbe in mente di scrivere, però quando ti impegni a scrivere un articolo o guida senza copiare da nessuna parte e ti posizioni bene su Google casualmente arriva un articolo di aranzulla copiato per 3/4 dal tuo e ti retrocede nella SERP come se fossi tu ad aver copiato l’articolo.
    Mi è successo molte volte sia a me sia a gente che conosco, nemmeno le segnalazioni al Report scraper pages di Google e le email inviate hanno effetto, mi chiedo ci vuole tanto ad inserire un link (blog è rilasciato sotto licenza Creative Commons) da dove hanno preso l’articolo?

    • No, io non lo scriverei un articolo copiato. Però tu mi stai dicendo una cosa grave: hai delle prove oggettive?

      • ti faccio un esempio di query dove ero posizionato in seconda posizione: server emule, con un solo articolo facevo circa 950/1000 pageview al giorno ed è stato cosi per oltre un anno e senza modificare niente all’improvviso retrocesso, leggendo l’articolo è stato preso un pezzo dall’articolo in prima posizione della serp, un pezzo dal sito di emule e la lista con un CTRL+C da un altro sito (tra l’altro anche copiando un errore di indirizzo IP), l’unica accortezza è stata scrivere qualche riga in più e rifare lo screenshot delle immagini.

  7. Le critiche che vengono fatte ad Aranzulla sono fatte da blogger invidiosi che non riescono ad ottenere lo stesso risultato. Come hai scritto nel tuo articolo lui ha raggiunto il suo obiettivo…tutto il resto è noia!!

    Riesce a dare soluzioni utilizzando un linguaggio semplice, del resto se riesci a spiegare all’uomo della strada a cosa servono i Social Media allora sei veramente qualcuno.

    […e se mi dici venduto fratè perché qualcuno ha comprato…]

    • Ciao Andrea, in realtà è così. Lui ha individuato il target, lo ha raggiunto e ha monetizzare. Guadagnando anche grande fiducia agli occhi di Google. Io lo trovo sempre nelle sere, e tu?

      • È impossibile non trovarlo…. basta che scrivi “Come si fa…. ” ed esce lui. Secondo me, dimmi se sbaglio, anche il fatto che è nel network di Virgilio lo aiuta molto.

        Che dire ….Chapeau !!

  8. Il segreto di Aranzulla secondo me è aver iniziato prima di tutti. Trovo i suoi articoli mediocri, senza reale utilità ma lui è stato un pioniere e di questo bisogna dargli atto. Se avesse iniziato 5 anni dopo, data la qualità dei contenuti, non sarebbe nessuno. Io non lo critico ma lui non è un blogger, tu lo sei come molti altri, ma aranzulla dalla sua ha solo il fantastico pagerank e non i contenuti. :=)

    • Certo, pubblicare un articolo come il suo su un blog appena nato è un suicidio. I suoi contenuti funzionano perché vengono pubblicati sul suo portale.

  9. Misurare il successo delle persone sulla base dei soldi che fanno e non sulla qualità è del tutto sbagliato
    Scrivere in modo impersonale e automatico non per chi lo legge tutti i giorni ma solo per il motore di ricerca e per gli inserzionisti, oltre che noioso, non è affatto di qualità.
    Il bello non è che copia gli altri, ma che copia se stesso facendo lo stesso articolo 10 volte cambiando solo il titolo e la posizione delle frasi.
    Detto questo, se uno è invidioso di Aranzulla comunque sta fuori (cosi come lo è chi pensa che le critiche siano frutto di invidia), sono altre le persone da invidiare

    • Ma sì, quale invidia. Aranzulla è solo una persona che ha capito come sfruttare il web. Un off topic me lo concedo: quali sarebbero le altre persone da invidiare?

    • Bah, guarda… l’invidia in questi casi non la condivido. Forse perché faccio un lavoro che mi piace quindi mi pesa poco. Certo, ci sono momenti che sembra di impazzire però… si sta bene alla fine, dai. Non invidio queste persone: mi dai una rendita infinita? Ti ringrazio e continuo a fare il webwriter. Magari lavorando solo per il noprofit.

  10. L’articolo è ottimo e Salvatore ha davvero colpito nel segno. Come riportato da Riccardo “devi ascoltare le esigenze del tuo pubblico” per avere successo anche se spesso ce ne dimentichiamo molto facilmente.

    Per chi recrimina la duplicazione degli articoli cambiando title, description e qualche riga, mah…poco male. C’è chi vende vasi rossi, neri e blu. Lui fa lo stesso con il proprio prodotto. Non c’è nulla di male, anzi…Salvatore riesce ad essere ancora più specifico riguardo l’argomento trattato. E solamente un bene IMHO.

    Un saluto,
    Luca.

  11. Aranzulla fa 1.000.00 di euro/anno …. Quindi anche se scrive elementare ha la ragione dalla sua parte. Se io ho un problema qualsiasi aggiungo alla ricerca su google SEMPRE il nome Aranzulla se voglio arrivare in fretta alla soluzione !!! Chapeau !!!!!

  12. Il canale preferenziale che Google riserva nelle SERP a Salvatore Aranzulla è evidente. Quel blog è la negazione vivente delle regole dettate da Google stessa, a partire dai contenuti duplicati e a finire alle regole di layout.

    Ma funziona, e io stesso talvolta ho trovato utili i suoi how-to 🙂

  13. Grande Aranzulla, ottimo lavoro! Adesso con il nuovo aggiornamento “Fred” di Google anche lui ha iniziato a perdere traffico 🙂

    • Eh, sì. Qualcosa sta cambiando anche per lui. Infatti punta verso altri business.

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