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Blog aziendale: perché non funziona?

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Una domanda interessante. L’apertura di un blog aziendale è indispensabile: è il modo migliore per interagire con i potenziali clienti, per creare rapporti reali. E per raggiungere altri obiettivi.

Con un blog aziendale puoi fare brand awareness e lead generation, puoi portare visite ai tuoi prodotti o servizi, puoi aumentare le conversioni. Ma creare un blog aziendale di successo non è facile.

blog aziendale

Nella maggior parte dei casi i risultati tardano ad arrivare. A volte non arrivano. Questa condizione è frustrante e spinge CEO, responsabili marketing e web writer verso la rinuncia.

Basta blogging: puntiamo sui comunicati stampa. Il caro vecchio comunicato stampa da far girare senza pietà con un’unica chiave di lettura: “Con preghiera di pubblicazione”. Fantastico, vero?

In realtà no. Per creare un blog aziendale di successo devi lavorare sodo. Ma, soprattutto, devi sciogliere un grande nodo che può strozzare la tua futura attività.

Al blog aziendale manca l’autenticità

Sorpresa. La chiave del successo per un blogger aziendale non si nasconde nella professionalità. Certo, deve essere professionale e deve presentarsi al massimo: un’azienda con un blog poco curato non si presenta nel modo migliore. E per blog poco curato io intendo:

  • Non aggiornato
  • Con un template banale
  • Con articoli poco leggibili
  • Senza pagina chi siamo
  • Senza contatti
  • Con immagini di scarsa qualità

Ci sono siti che ti permettono di scaricare immagini di buona qualità a prezzo zero, e ti posso dare qualche consiglio per creare una pagina about me. Ma tutto questo passa in secondo piano quado ti rendi conto che il blog aziendale non rende, non dà i risultati sperati.

Il motivo non si nasconde nella professionalità, ma nell’autenticità. Il blog aziendale viene percepito come una voce promozionale. Come la voce del padrone. E tu non fai niente per evitarlo.

blog

Scrivi come un’azienda, condividi come un’azienda, commenti come un’azienda.

La cultura corporate, una cultura in giacca e cravatta che distrugge ecosistemi con un sorriso e  una firma, pensa di poter tradurre una visione fredda e calcolatrice nel blog aziendale.

La mia opinione

Tutto quello che fai su un blog aziendale deve avere un volto umano, e deve essere gestito da un blogger professionista. Ovvero da un blogger capace di tradurre la logica aziendale in rapporti umani.

Questa è la verità. Dai al tuo blog aziendale un volto umano, usa un tone of voice amichevole, cita professionisti del settore senza timore: e pensa soprattutto al tuo lettore. Ogni volta che pubblichi un articolo fatti questa domanda: “è davvero utile al mio lettore?”.

La risposta ti sorprenderà.

Secondo te questa è la vera forza di un blog aziendale? Puoi puntare su questa qualità per sviluppare un progetto corporate? Lascia la tua opinione nei commenti: approfondiamo questo argomento.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

18 Comments

  1. Ciao Riccardo, bell’articolo. Sono d’accordo con te e trovo che le aziende devano impegnarsi seriamente per creare empatia verso i propri clienti e, per farlo, sicuramente il blog rappresenta una strada valida. Anche se molto dura in certi settori.

    • Ciao Bruno,

      Parole sante. Anche io credo che sia dura in molti settori. Quali sono, secondo te, i più complessi? E perché?

  2. Ciao Riccardo,
    mi hanno colpito in particolare 2 punti:
    1.Basta giacca e cravatta – far percepire ai lettori/clienti/colleghi il lato umano ti rende più accessibile
    2.Rispondere ai bisogni dei lettori – se si riesce davvero ad intercettare le necessità di chi ti legge è molto probabile che torneranno
    Ovviamente anche tutti gli altri consigli che sto cercando di mettere in pratica con il mio blog neonato (e su cui spero di ospitarti a breve 🙂 ) , semplici, utili e dal mio punti di vista efficaci. Se ti dovessero avanzare 5 minuti per me mi piacerebbe sapere se pensi li abbia attuati nel modo giusto, sai quanto tengo al tuo parere!
    Grazie

    • Ma certo Fra, perché non lasci l’indirizzo del blog nel commento così possono dare uno sguardo anche gli altri lettori?

      • Ciao Riccardo,
        grazie per l’opportunità! Sai che non abuso mai della gentilezza e attendo sempre autorizzazione 🙂
        Il blog è raggiungibile dal sito http://www.yoursmartagency.it nella sezione blog o direttamente da http://www.yoursmartblog.it
        Ti aspetto e anche i tuoi lettori se hanno piacere 🙂
        Un abbraccio

        • Dal mio punto di vista: il blog non fa una grinza. Spero che gli altri lettori sappiano darti un consiglio meno soggettivo del mio. Una cosa cambierei però: le dimensioni dell’avatar nei commenti. Mi sembra troppo grande rispetto al box dei commenti soprattutto quando il commento è breve. Non credi?

  3. Non posso che essere d’accordo con quanto hai scritto.
    Contenuti di valore e scritti pensando ai tuoi lettori.
    Conosci mica come trovare blogger freelance che trattino specifici settori?
    Ad esempio il mondo baby and kids?

    • Ciao Giovanni,

      Un buon modo è quello di lasciare dei post in community, forum e gruppi su Facebook dedicati o all’argomento blogging o a quello che vuoi affrontare. Ad esempio nel forum Giorgiotave lasciano sempre annunci di lavoro dedicati alla scrittura e al blogging.

  4. Ciao Riccardo,
    intanto complimenti per il tuo blog che dà sempre spunti utili!
    Anche il post di oggi – come sempre – è un tema interessante che mi ha “flashata” ancor più del solito. In questi giorni ho finito di preparare il mio webinar – mercoledì 17 settembre ore 16 – per la Settimana della Formazione, con Giorgio Tave mio Host! Tratterò del passaggio da Travel a Business Blog nel turistico alberghiero. Mi hai ispirato per gli ultimi tocchi … se ce la fai potresti seguirmi/ci? Se non ti sembra scortese, posso estendere il mio invito anche ai tuoi lettori? Un Sorriso e continua così
    Buon lavoro

    • Ciao Nicoletta,

      Purtroppo sarò in viaggio mercoledì, ma hai fatto bene a segnalare: seguire il webinar :mrgreen:

  5. Magari la pensassero tutti così. Per esperienza, mi sento di dire che parecchi blog aziendali vengono trattati come ripostigli per ammassare tutto quello che non entra nel sito, e peccano inoltre di eccessiva autorefenzialita’.

    Il volto umano che dovrebbe avere un blog aziendale viene quindi spesso oscurato da atteggiamenti “markettari” con l’unico scopo di aumentare il famoso numeretto delle visite, che per qualche oscuro motivo viene poi preso a indice di guadagno tutt’altro che potenziale.

    Ci vogliono naturalezza e voglia di condividere anche aspetti un po’ più friendly e “intimi” della propria immagine aziendale…senza esagerare ovvio!

    Insomma, c’è bisogno di essere meno artificiosi.

  6. La vera domanda secondo me è questa: ma chi l’ha detto che un blog aziendale non funziona? Esempi? Dati a supporto?
    E poi: è proprio vero che blog aziendale = giacca e cravatta ?

    Il blog aziendale viene percepito come “la voce del padrone”. E chi lo dice?

    Mah, mi sembra che certe affermazioni vadano prese con le pinze. Il blog aziendale e il blog personale sono due strumenti diversi che hanno meccanismi, scopi e funzioni differenti.
    Dipende dal contesto, dal tema trattato, dal target che si vuole raggiungere. E da mille altri fattori.

    Insomma, alla fine il macchianera lo vince “Lercio”, mica My Social Web. Il che, a mio avviso, è una cosa deprimente, ma senz’altro dovrebbe far riflettere sulla validità di certi assunti, che a volte diamo un po’ troppo per scontati.

    Mica staremo diventando un po’ troppo autoreferenziali?

  7. Per la mia, seppur piccola, esperienza posso dire che, purtroppo, hai ragione. I blog aziendali nei quali mi è capitato di imbattermi hanno tutti la stessa impostazione: parlano dei prodotti (tutti “innovativi”), dell’azienda (“leader nel mercato”), degli eventi ai quali hanno partecipato e di quelli che hanno organizzato (e nei quali hanno trovato “un folto pubblico di operatori interessati”). Sono veramente pochissimi i Blog aziendali che parlano di “altro”, allargando lo sguardo al mercato di riferimento o ai problemi del loro settore (cercando soluzioni). Mai poi che parlino delle altre aziende o dei prodotti degli altri; se ne stanno chiusi nel loro piccolo mondo, raccontano se stessi, per paura di cosa poi non s’è capito. La domanda è: come possono pensare di diventare un punto di riferimento per il loro settore se l’unica cosa di cui parlano è se stessi?

  8. non credo che il blogging sia adatto a qualsiasi settore di mercato. secondo me quando i risultati non arrivano nonostante duri sforzi ed un lavoro ben strutturato i motivi potrebbero essere proprio nella nicchia in cui ci siamo inseriti.

    • Certo, ci sono nicchie più o meno vantaggiose. A volte però è anche una questione di obiettivi: sono realistici?

      • esattamente. se un appassionato crea un blog per pura passione, un’azienda prima di avviare il progetto dovrebbe analizzare attentamente l’operazione cose se fosse un vero e proprio investimento (perchè in realtà lo è).
        Ricerca di mercato quindi, come hai detto te identificazione di obiettivi realistici ed aggiungo anche definizione di un budget di investimento commensurato ad i punti di cui sopra

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